Gira la notizia che Svezia, Finlandia e Norvegia stiano distribuendo milioni di opuscoli alle famiglie, contenenti una serie di indicazioni da seguire in caso di guerra.
Come creare scorte di cibo e acqua ed essere pronti, anche mentalmente, alla possibilità di un conflitto armato su larga scala.
La Germania invece ha stilato un documento più complesso; un piano strategico il cui contenuto non è del tutto noto, ma pare contenga, secondo delle indiscrezioni, un vero e proprio vademecum organizzativo per la gestione di grandi flussi militari di soldati stranieri sul proprio territorio a protezione del confine orientale e, anche, delle indicazioni per le aziende che si troveranno a dover fare fronte ad una situazione, inedita per la Germania moderna, di guerra attiva.
Nonostante le dichiarazioni di Trump su un suo concreto impegno a far terminare la guerra in Ucraina, che bei fatti prevede la resa quasi incondizionata di Zelensky, la NATO ed i paesi europei non stanno minimamente prendendo in considerazione l'ipotesi di abbandonare l'Ucraina al suo destino.
Giorgia Meloni ora cosa farà? Al G20 ha dichiarato che l'appoggio all'Ucraina da parte dell'Italia non è in discussione, ma comunque in vigile attesa per gli sviluppi di Washington, visto che è lì, di fatto, che si deciderà il destino di Zelensky e del suo Paese.
Dal comportamento dei paesi europei non sembra affatto che questa guerra debba finire tra qualche mese.




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