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  1. #111
    Morte al cristianesimo! ⨁
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Nulla di concreto può permetterti di dare un chiaro posizionamento politico a Nietzsche.
    .
    AHAH, non lo hai chiaramente mai letto
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

  2. #112
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    sull'aristocrazia che esige il sacrificio di una moltitudine di esseri ridotti a suoi schiavi e strumenti:

    "Ma l'essenziale di una buona e sana aristocrazia è che essa si senta non funzione (che sia della monarchia o della collettività) bensi il senso e la suprema giustificazione di essa - che accolga perciò con tranquilla coscienza il sacrificio di tutta una quantità di esseri umani che per amor suo devono essere spinti in basso e ridotti a uomini incompleti, a schiavi e strumenti." ("Al di là del bene e del male")

    del resto la sua idea è che la vita stessa si fondi sullo sfruttamento e sulla sopraffazione:

    "Astenersi reciprocamente dall'offesa, dalla violenza, dallo sfruttamento, equiparare la propria volontà a quella degli altri: ciò può divenire in un certo qual rozzo modo una buona abitudine tra individui, ove ve ne siano le condizioni (cioè la loro effettiva omogeneità di forze e di valori e la loro appartenenza reciproca all'interno di un unico corpo). Non appena però si volesse prendere questo principio in senso più ampio e, se possibile, come principio fondamentale della società, esso si dimostrerebbe subito per ciò che è: volontà di negazione della vita, principio di dissoluzione e di decadenza. Occorre qui pensare in modo esaustivo al fondamento e rifiutarsi ad ogni debolezza sentimentale: la vita stessa è essenzialmente, appropriazione, violazione, sopruso su ciò che è estraneo e più debole, oppressione, durezza e imposizione delle proprie forme, annessione e perlomeno ‑ ed è il caso più benevolo ‑, sfruttamento, ma a che scopo bisognerebbe usare sempre proprio queste parole, sulle quali si è impressa sin dai tempi antichi un'intenzione diffamatoria?

    Anche quel corpo, all'interno del quale, come prima abbiamo supposto, gli individui si trattano da uguali ‑ avviene in ogni sana aristocrazia ‑, deve esso stesso, nel caso esso sia un corpo vitale e non moribondo, fare contro altri corpi tutto ciò da cui gli individui che sono in lui si astengono dal fare reciprocamente: esso dovrà crescere per attrarre a sé, conquistare, vorrà prevalere, ‑ non a causa di una qualche moralità o immoralità, ma perché egli vive, e perché vita è appunto volontà di potenza. In nessun punto tuttavia la coscienza comune degli Europei è più ostile all'insegnamento di quanto non lo sia qui; oggi ci si entusiasma ovunque, addirittura sotto un travestimento scientifico, di condizioni future della società, dalle quali dovrà scomparire il «carattere di sfruttamento»: ‑ ciò suona alle mie orecchie come se si promettesse di inventare una vita che si trattenesse da ogni funzione organica.

    Lo «sfruttamento» non appartiene a una società deteriorata o incompleta e primitiva: esso appartiene all'essenza stessa di ciò che è vivente, come organica funzione fondamentale essa è una conseguenza della caratteristica volontà di potenza, che è appunto la volontà della vita. ‑ Posto che questa sia nuova come teoria ‑ come realtà è il fatto originario di tutta la storia: si sia onesti verso se stessi fino a questo punto! ‑"
    (ibidem)
    questa non è nemmeno una strana deviazione del Nietzsche tardo, dato che la troviamo fin nel primo libro, "La nascita della tragedia"

    "E ora non bisogna nascondersi ciò che si cela nel grembo di questa cultura socratica! Un ottimismo che si crede senza limiti! Ora non bisogna spaventarsi se i frutti di quest’ottimismo maturano, se la società, fatta lievitare fin nei più profondi strati da una siffatta cultura, trema gradualmente fra rigogliosi ribollimenti e bramosie, se la fede nella felicità terrena di tutti, se la fede nella possibilità di una tale civiltà universale del sapere si converte a poco a poco nella minacciosa pretesa di possedere una tale felicità terrena alessandrina, nell’evocazione di un euripideo deus ex machina! Si noti bene: la cultura alessandrina ha bisogno, per poter esistere durevolmente, di una classe di schiavi; ma essa, nella sua concezione ottimistica dell’esistenza, nega la necessità di una tale classe e va perciò gradualmente incontro, quando sia esaurito l’effetto delle sue belle parole di seduzione e di rassicurazione della «dignità dell’uomo» e della «dignità del lavoro», a un’orrenda distruzione. Non c’è niente di più terribile di una classe barbarica di schiavi che abbia imparato a considerare la sua esistenza come un’ingiustizia e che si accinga a far vendetta non solo per sé, ma per tutte le generazioni. Chi oserà, contro tali minaccianti tempeste, fare appello con animo sicuro alle nostre smorte e stanche religioni, che sono degenerate fin nelle loro fondamenta in religioni dotte? In questo modo il mito, presupposto necessario di ogni religione, è già dappertutto paralizzato, e anche in tale sfera ha preso il sopravvento quello spirito ottimistico che abbiamo or ora indicato come il germe distruttivo della nostra società."

    ancora una volta, gli "ottimisti razionalisti" (vale a dire democratici e socialisti) minano il fondamento della civiltà (vale a dire la differenza di classe, lo sfruttamento di una moltitudine di schiavi) proclamando la dignità dell'uomo e del lavoro

  3. #113
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    ancora una volta, gli "ottimisti razionalisti" (vale a dire democratici e socialisti) minano il fondamento della civiltà (vale a dire la differenza di classe, lo sfruttamento di una moltitudine di schiavi) proclamando la dignità dell'uomo e del lavoro
    chiaramente gli anticomunisti novecenteschi non potevano dire alle classi lavoratrici "siete degli animali da fatica funzionali all'otium e al privilegio delle élite" per cui per strapparle al marxismo le hanno cooptate nella macchina da guerra gerarchica della nazione attraverso la cosiddetta nazionalizzazione delle masse, che non avrebbe attratto Nietzsche perché implica una resa all'avanzata delle masse (mentre Nietzsche era un aristocratico radicale); ma questo ripiego pragmatico della destra novecentesca (simmetrico al ripiego pragmatico dei marxisti diventati leninisti e stalinisti, contravvenendo all'irrealistica purezza ideologica marxiana) non impedisce che la teorizzazione aperta della schiavitù e del privilegio sia "più a destra" delle ipocrisie demagogiche fasciste e naziste

  4. #114
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    chiaramente gli anticomunisti novecenteschi non potevano dire alle classi lavoratrici "siete degli animali da fatica funzionali all'otium e al privilegio delle élite" per cui per strapparle al marxismo le hanno cooptate nella macchina da guerra gerarchica della nazione attraverso la cosiddetta nazionalizzazione delle masse, che non avrebbe attratto Nietzsche perché implica una resa all'avanzata delle masse (mentre Nietzsche era un aristocratico radicale); ma questo ripiego pragmatico della destra novecentesca (simmetrico al ripiego pragmatico dei marxisti diventati leninisti e stalinisti, contravvenendo all'irrealistica purezza ideologica marxiana) non impedisce che la teorizzazione aperta della schiavitù e del privilegio sia "più a destra" delle ipocrisie demagogiche fasciste e naziste
    inoltre va precisato che mentre Nietzsche e Marx non amavano Stato e nazione (Nietzsche perché troppo aristocratico e nemico della modernità giacobina, Marx perché sperava di superarli nella direzione cosmopolitica di un'umanità anarchica senza classi) il mondo reale era conteso fra Stati-nazione, per cui il mondo reale è andato avanti per conto suo ignorando Nietzsche e Marx e generando lo Hitler del nazionalsocialismo e lo Stalin del socialismo in un solo Paese

  5. #115
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    La funzione della sinistra è solo quella di lanciare fango senza avere idea di quale sia la sua attuale identità politica.
    Questa fase "fluida" andrà avanti fino a quando non stabiliranno quale forma sia la più accattivante per l'elettorato
    l'antifascismo serve (come l'arcobalenismo inclusivo) a compensare la perdita di identità legata alla sconfitta dell'anticapitalismo (su quel terreno materiale che il marxismo metteva in primo piano, relegando il resto alla sovrastruttura secondaria)

  6. #116
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da TheLastOfUs Visualizza Messaggio
    Penso che l'ultima vera sinistra sia morta con Berlinguer nel 1984.
    Nello stesso anno moriva Berlinguer e Craxi fece il decreto di San Valentino. pensare che quel governo era presieduto da Craxi che aveva 73 deputati quando Berlinguer ne aveva 198

    che anni quelli. avevamo 3 ministeri economici.
    ministero delle finanze
    ministero del tesoro
    ministero del bilancio
    Berlinguer rientra già in pieno nella disgregazione della vecchia sinistra: è lui ad avere sostituito le istanze di classe con la generica "questione morale" poi confluita nell'antiberlusconismo e nel moralismo manettaro; tutto questo in corrispondenza col cedimento alla Nato (del resto ha visto che fine ha fatto Allende e ha riflettuto)

  7. #117
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    l'abbandono della lotta di classe, del marxismo e dell'aintiimperialismo è degenerato nel mondialismo terzomondista, nei no borders e nell LBGT
    erano piu' seri i comunisti di una volta
    devono trovare delle cause compensatorie che facciano da bandiera dopo la sconfitta dell'anticapitalismo, prima dei migranti, dei gay e dei travestiti c'erano la questione morale berlingueriana e l'antiberlusconismo

  8. #118
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    L'abbandono della lotta di classe è stata consequenziale al miglioramento delle condizioni di vita delle classi medio-basse.
    e al fatto che nel mondo globalizzato i rapporti di forza sono favorevoli al capitale, per cui hai voglia a scioperare se i capitali possono essere portati altrove dove il lavoro costa meno

    adesso la globalizzazione è in crisi, ma questo introduce un elemento peggiorativo agli occhi della sinistra no borders, ovvero ritornano logiche di potenza e autarchia dei blocchi ostili

  9. #119
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Son passati 40 anni e la piramide demografica si è invertita. Non esistono popolazioni rivoluzionarie vecchie, come dice Fabbri. Le popolazioni occidentali sono vecchie e questo implicherà scarsissima rivoluzionarietà anche se le condizioni peggioreranno.

    Il crollo demografico per il capitalismo sarà manna e tragedia. Manna perché i decrepiti non si lamentano, tragedia perché una società di vecchi farà crollare il capitalismo stesso
    ci sarebbe la famosa automazione, senonché vanifica completamente il famoso discorso per cui se i lavoratori incrociano le braccia la società si ferma

    insomma le masse lavoratrici a quel punto diventano inservibili e non c'è motivo a che vengano tenute in vita, chissà ancora che non vengano sterminate dai robot

  10. #120
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    fosse solo questo il problema avrebbero dovuto già capire che non è certo la forma attuale quella più accattivante...
    l'antipatia che suscitano nell'uomo comune per loro è motivo di compiacimento, come rispecchiamento della loro superiorità morale (in questo c'è un elitarismo paradossale rovesciato, che ribalta destra e sinistra come parti dell'alto e del basso)

 

 
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