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  1. #161
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    è ovvio che fascisti e nazisti non potevano andare dagli operai e dirgli "siete degli stupidi schiavi funzionali all'otium aristocratico dei privilegiati"; inoltre c'è il triste fatto che le guerre moderne sono guerre di massa con tutto quello che ne consegue (il cittadino armato), e questo è il genere di cosa su cui le fantasie di Nietzsche si infrangono esattamente come quelle dei marxisti la cui Internazionale si è infranta nel 1914

    ma facendo astrazione da questo Nietzsche ha una ricetta per tenere sotto le classi subalterne, ed è condannarle all'ignoranza:

    "La questione operaia. ‑ La stupidità, in fondo la degenerazione degli istinti che è causa di ogni stupidità, sta nel fatto che esista una questione operaia. Di certe cose non sifa questione: primo imperativo dell'istinto. Non riesco assolutamente a prevedere cosa si voglia fare dell'operaio europeo, dopo aver fatto di lui un problema. Egli si trova troppo bene per non chiedere via via sempre di più, con sempre maggiore impudenza. Egli ha infine, a suo vantaggio il grande numero. Non esiste più alcuna speranza che una specie di uomo umile e modesta, sul tipo cinese, si sviluppi qui in classe sociale: e questo sarebbe stato ragionevole, questo sarebbe stato addirittura una necessità. Che cosa si è fatto invece? ‑ Si è fatto di tutto per distruggere in germe ogni premessa del genere, ‑ con la più irresponsabile spensieratezza si sono completamente distrutti gli istinti in virtù dei quali un operaio diventa possibile come classe, diventa possibile a se stesso. Si è fatto l'operaio abile alla leva, gli si è dato il diritto di associazione, il diritto di voto: perché stupirsi se l'operaio già oggi sente la sua esistenza come uno stato di bisogno (in termini morali, come una ingiustizia ‑)? Ma che cosa si vuole? torniamo a chiedere. Se si vuole uno scopo, allora bisogna volere anche i mezzi: se si vogliono degli schiavi, si è pazzi a educarli da padroni. ‑" ("Crepuscolo degli idoli")

  2. #162
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    sono il primo a sottolineare che fascismo e nazismo si compromettono con la demagogia socialistoide, mentre Nietzsche non lo fa

    sono però quelli come te a individuare nell'esaltazione dello sfruttamento e della schiavitù "la vera essenza del fascismo e del nazismo dietro alle ingannevoli chiacchiere socialiste con cui raggirano i lavoratori"

    e l'esaltazione dello sfruttamento e della schiavitù la troviamo in Nietzsche come in nessun altro autore del mondo successivo alla rivoluzione francese:

    "Ogni elevazione del tipo «uomo» è stata fino ad oggi opera di una società aristocratica ‑ e così sarà sempre: di una società cioè che crede in una lunga scala dell'ordine gerarchico e in una difformità di valore tra gli uomini e che ha bisogno, in un certo senso, della schiavitù. Senza il pathos della distanza, così come si sviluppa dalla connaturata differenza delle classi, dall'ampiezza e dall'altezza dello sguardo che la casta dominante fissa costantemente nei sudditi e sugli strumenti, e dalla pratica altrettanto costante dell'obbedire e del comandare, del mantenere in basso e lontano, quest'altro misterioso pathos non potrebbe affatto svilupparsi, quel desiderio di sempre nuove e maggiori distanze all'interno dell'anima stessa, la formazione di condizioni sempre più elevate, più rare, più lontane, più ricche di tensione, più estese, in breve l'elevazione appunto del tipo «uomo», il continuo «autosuperamento dell'uomo» per usare in senso sovramorale una formula morale.

    Effettivamente non possiamo abbandonarci a nessuna illusione umanitaria sulla storia delle origini di una società aristocratica (dunque del presupposto di quell'elevazione del tipo «uomo» ‑): la verità è dura. Diciamoci senza riguardo come è cominciata fino ad oggi sulla terra ogni civiltà superiore! Uomini con una natura ancora naturale, barbari in ogni terribile senso del termine, predatori, ancora in possesso di intatte forze di volontà e di avidità di potere, si gettarono su razze più deboli, più civilizzate, più pacifiche, forse dedite al commercio o all'allevamento del bestiame, o su antiche civiltà fiacche, nelle quali proprio l'ultima forza vitale risplendeva in scintillanti fuochi d'artificio di spirito e corruzione. La casta aristocratica fu sempre all'inizio la casta barbarica: la sua prevalenza non stava tanto nella forza fisica, quanto in quella psichica, ‑ essi erano gli uomini più intatti (che, ad ogni livello, significa anche «le bestie più complete» ‑)."
    ("Al di là del bene e del male", aforisma 257)

    "La cosa essenziale in una buona e sana aristocrazia è però che essa non si senta funzione (sia della regalità, che della comunità), ma suo senso e massima giustificazione, ‑ che essa assuma perciò con tranquilla coscienza il sacrificio di innumerevoli esseri umani che devono essere oppressi e abbassati per amor suo a divenire uomini incompleti, schiavi, strumenti. La sua fede fondamentale deve essere appunto che la società non può esistere per amore della società, ma deve essere solo il sostegno e l'infrastruttura grazie ai quali una specie eletta di esseri è in grado di elevarsi al suo compito superiore e soprattutto a una superiore esistenza" ("Al di là del bene e del male", aforisma 258)

    "Astenersi reciprocamente dall'offesa, dalla violenza, dallo sfruttamento, equiparare la propria volontà a quella degli altri: ciò può divenire in un certo qual rozzo modo una buona abitudine tra individui, ove ve ne siano le condizioni (cioè la loro effettiva omogeneità di forze e di valori e la loro appartenenza reciproca all'interno di un unico corpo). Non appena però si volesse prendere questo principio in senso più ampio e, se possibile, come principio fondamentale della società, esso si dimostrerebbe subito per ciò che è: volontà di negazione della vita, principio di dissoluzione e di decadenza. Occorre qui pensare in modo esaustivo al fondamento e rifiutarsi ad ogni debolezza sentimentale: la vita stessa è essenzialmente, appropriazione, violazione, sopruso su ciò che è estraneo e più debole, oppressione, durezza e imposizione delle proprie forme, annessione e perlomeno ‑ ed è il caso più benevolo ‑, sfruttamento, ma a che scopo bisognerebbe usare sempre proprio queste parole, sulle quali si è impressa sin dai tempi antichi un'intenzione diffamatoria?

    Anche quel corpo, all'interno del quale, come prima abbiamo supposto, gli individui si trattano da uguali ‑ avviene in ogni sana aristocrazia ‑, deve esso stesso, nel caso esso sia un corpo vitale e non moribondo, fare contro altri corpi tutto ciò da cui gli individui che sono in lui si astengono dal fare reciprocamente: esso dovrà crescere per attrarre a sé, conquistare, vorrà prevalere, ‑ non a causa di una qualche moralità o immoralità, ma perché egli vive, e perché vita è appunto volontà di potenza. In nessun punto tuttavia la coscienza comune degli Europei è più ostile all'insegnamento di quanto non lo sia qui; oggi ci si entusiasma ovunque, addirittura sotto un travestimento scientifico, di condizioni future della società, dalle quali dovrà scomparire il «carattere di sfruttamento»: ‑ ciò suona alle mie orecchie come se si promettesse di inventare una vita che si trattenesse da ogni funzione organica.

    Lo «sfruttamento» non appartiene a una società deteriorata o incompleta e primitiva: esso appartiene all'essenza stessa di ciò che è vivente, come organica funzione fondamentale essa è una conseguenza della caratteristica volontà di potenza, che è appunto la volontà della vita. ‑ Posto che questa sia nuova come teoria ‑ come realtà è il fatto originario di tutta la storia: si sia onesti verso se stessi fino a questo punto! ‑"
    ("Al di là del bene e del male", aforisma 259)

    la democrazia aspira al benessere dell'umanità? Nietzsche disprezza insieme il benessere e la democrazia:

    "Libertà significa che gli istinti virili, lieti di guerra e di vittoria, prevalgono su altri istinti, per esempio su quelli della «felicità». L'uomo diventato libero, e tanto più lo spirito diventato libero, calpesta la spregevole specie di benessere di cui sognano i bottegai, i cristiani, le mucche, le femmine, gli Inglesi e gli altri democratici. L'uomo libero è guerriero. ‑ In base a che si misura la libertà, negli individui e nei popoli? In base alla resistenza che dev'esser superata, alla fatica che costa rimanere in alto. Il tipo supremo di uomo libero lo si dovrebbe cercare là dove continuamente viene superata la massima resistenza: a cinque passi dalla tirannide, proprio sulla soglia del pericolo della schiavitù. Ciò è vero psicologicamente, se qui per «tiranni» si intendono istinti implacabili e terribili, che verso di sé esigono il massimo di autorità e disciplina ‑ il tipo più bello: Giulio Cesare ‑; ciò è vero anche politicamente, basta seguire il suo corso attraverso la storia. I popoli che avevano qualche valore, che diventarono di qualche valore, non lo diventarono mai sotto istituzioni liberali: il grande pericolo fece di essi qualcosa che merita rispetto, il pericolo che solo ci fa conoscere le nostre risorse, le nostre virtù, le nostre difese e le nostre armi, il nostro spirito, ‑ che ci costringe a esser forti... Primo principio: occorre aver bisogno di esser forti: altrimenti non lo si diverrà mai. ‑ Quelle grandi serre per la forte, la più forte specie di uomini mai esistita, le comunità aristocratiche sul tipo di Roma e Venezia, intendevano la libertà esattamente nel senso in cui io intendo la parola libertà: come qualcosa che si ha e non si ha, che si vuole, che si conquista..." ("Crepuscolo degli idoli")
    Esattamente, quando scrivi "sono quelli come te", cosa credi di sapere di me?

    Perché tu svicoli parecchio su una proposta diretta di estensione del discorso e continui con i copia incolla.

  3. #163
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    Grazie per le informazioni, anche se non possiamo essere d'accordo su tante cose, è sempre un piacere leggerti
    @m96m
    Non si può far altro che levarsi il cappello di fronte all'erudizione di Troll che emerge naturalmente nei suoi post



    Agli antipodi invece vi sono forumisti come Spiegel, autoconvinti che autodefinirsi "colti" sia bastevole a dare autorevolezza a qualche "riflessione" sostanziata dalla lettura di materiale premasticato
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  4. #164
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    temo che la sx si sia persa nei boschi..speriamo che non incontri il lupo cattivo...
    ma al momento temo per la nonna più che per la sx

  5. #165
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Esattamente, quando scrivi "sono quelli come te", cosa credi di sapere di me?

    Perché tu svicoli parecchio su una proposta diretta di estensione del discorso e continui con i copia incolla.
    riporto le frasi nietzschiane che tu ti rifiuti di commentare perché sono chiarissime, non ambigue e non hanno nulla della vaga poetica zarathustriana

    so benissimo che gli antifascisti come te denunciano come componente fondamentale del fascismo e del nazismo il compiacimento del dominio e della sopraffazione, derubricando a secondarie le chiacchiere simil-socialiste con cui veniva tirato un contentino ai lavoratori

    se per caso mi sto sbagliando (non mi sto sbagliando, ma facciamo finta che mi stia sbagliando) e rifiuti l'equazione fascismo=sopraffazione ne esce solo rafforzato quello che dicevo, cioè che il culto del dominio e della sopraffazione (l'antitesi delle istanze di emancipazione umana della sinistra) lo troviamo in Nietzsche assai più che nel fascismo

    vuoi allargare il discorso? allora torniamo al fatto che il fallimento della dottrina marxiana ha vendicato Nietzsche (la storia è uno scontro "insensato" di volontà di potenza soggettive e non un processo razionale alla hegeliana che si va dispiegando "dialetticamente" verso l'emancipazione universale); dallo scacco delle categorie di Umanità, Ragione e Progresso è emersa la sinistra postmoderna che attacca la ragione come "eurocentrica", che denuncia il "progresso" perché è una copertura dell'imperialismo capitalista e porta alla distruzione degli ecosistemi, e che mette in questione persino la categoria di Umanità - celante l'inganno di una "falsa universalità" - rivendicando la "differenza" delle categorie oppresse come le donne, i negri, gli omosessuali i matti, i devianti e così via

    senonché quali siano le implicazioni dell'inconsistenza delle categorie di Umanità, Ragione e Progresso lo aveva già sottolineato Nietzsche; è che alla sinistra postmoderna che ha rotto con Marx non piace ammetterlo, e spesso non se ne accorge neppure

  6. #166
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    riporto le frasi nietzschiane che tu ti rifiuti di commentare perché sono chiarissime, non ambigue e non hanno nulla della vaga poetica zarathustriana

    so benissimo che gli antifascisti come te denunciano come componente fondamentale del fascismo e del nazismo il compiacimento del dominio e della sopraffazione, derubricando a secondarie le chiacchiere simil-socialiste con cui veniva tirato un contentino ai lavoratori

    se per caso mi sto sbagliando (non mi sto sbagliando, ma facciamo finta che mi stia sbagliando) e rifiuti l'equazione fascismo=sopraffazione ne esce solo rafforzato quello che dicevo, cioè che il culto del dominio e della sopraffazione (l'antitesi delle istanze di emancipazione umana della sinistra) lo troviamo in Nietzsche assai più che nel fascismo
    io per esempio non ho nessun problema con quei "veri fascisti" che protestassero "no il fascismo non c'entra nulla con schiavitù e sopraffazione, è amore per la Patria che coinvolge tutte le classi sociali"; probabilmente è un modo un po' ingenuo di interpretare il fascismo soprassedendo sugli aspetti più "cinici" della lotta fra nazioni (che Nietzsche ignora perché viveva in un mondo tutto suo e non sono cose che gli piacciono, però aveva presentito le colossali guerre del Novecento, il che ricordiamoci che si incastra con la sua apologia diretta della guerra fin nello Zarathustra) e della lotta fra le classi (che riecheggia continuamente nell'orrore nietzschiano per la democrazia e le plebi inferiori fomentate da socialisti e anarchici)

    ma quando vedo un antifascista puntare il dito contro il fascismo (certo, ha mazzuolato i suoi colleghi e se lo ricorda) scagionando colui che ha teorizzato il "compito" di sventare i sogni dei "babbei socialisti" non posso non intervenire

    "La totale degenerazione dell'uomo giù fino a ciò che oggi appare ai babbei socialisti e alle teste vuote come il loro «uomo del futuro», ‑ come il loro ideale ‑ questa degenerazione e deprezzamento dell'uomo a perfetto animale del gregge (o come essi dicono in uomo della «società libera»), questo abbrutimento dell'uomo in bestiola con uguali diritti ed esigenze è possibile, non vi è alcun dubbio! Chi ha pensato a questa possibilità fino in fondo, almeno una volta, conosce una nausea in più rispetto agli uomini, ‑ e forse anche un nuovo compito!" ("Al di là del bene e del male", aforisma 203)

  7. #167
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    "La totale degenerazione dell'uomo giù fino a ciò che oggi appare ai babbei socialisti e alle teste vuote come il loro «uomo del futuro», ‑ come il loro ideale ‑ questa degenerazione e deprezzamento dell'uomo a perfetto animale del gregge (o come essi dicono in uomo della «società libera»), questo abbrutimento dell'uomo in bestiola con uguali diritti ed esigenze è possibile, non vi è alcun dubbio! Chi ha pensato a questa possibilità fino in fondo, almeno una volta, conosce una nausea in più rispetto agli uomini, ‑ e forse anche un nuovo compito!" ("Al di là del bene e del male", aforisma 203)
    questa citazione quando ho letto quel libro a quindici anni mi aveva completamente folgorato, dato che avevo sempre sentito ripetere "il comunismo è irrealizzabile"; non avevo mai sentito nessuno dire "è perfettamente realizzabile, proprio questo è nauseante, e ci pone il compito di sventarlo"

    era il grado di cattivismo che mi serviva e che mi mancava e che non avevo mai trovato da nessuna altra parte, certamente non in Gentile o Rosenberg

  8. #168
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Esattamente, quando scrivi "sono quelli come te", cosa credi di sapere di me?

    Perché tu svicoli parecchio su una proposta diretta di estensione del discorso e continui con i copia incolla.
    A Spigel....questo te rompe er culo....
    "Conosco la metà di voi soltanto a metà e nutro, per meno della metà di voi, metà dell'affetto che meritate.“

  9. #169
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Bilbo Visualizza Messaggio
    A Spigel....questo te rompe er culo....

    Adesso si inventerà una scusa per metterlo in ignore, è la tecnica dell'untermensch
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  10. #170
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    Predefinito Re: Che fine ha fatto la Sinistra?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    riporto le frasi nietzschiane che tu ti rifiuti di commentare perché sono chiarissime, non ambigue e non hanno nulla della vaga poetica zarathustriana

    so benissimo che gli antifascisti come te denunciano come componente fondamentale del fascismo e del nazismo il compiacimento del dominio e della sopraffazione, derubricando a secondarie le chiacchiere simil-socialiste con cui veniva tirato un contentino ai lavoratori

    se per caso mi sto sbagliando (non mi sto sbagliando, ma facciamo finta che mi stia sbagliando) e rifiuti l'equazione fascismo=sopraffazione ne esce solo rafforzato quello che dicevo, cioè che il culto del dominio e della sopraffazione (l'antitesi delle istanze di emancipazione umana della sinistra) lo troviamo in Nietzsche assai più che nel fascismo

    vuoi allargare il discorso? allora torniamo al fatto che il fallimento della dottrina marxiana ha vendicato Nietzsche (la storia è uno scontro "insensato" di volontà di potenza soggettive e non un processo razionale alla hegeliana che si va dispiegando "dialetticamente" verso l'emancipazione universale); dallo scacco delle categorie di Umanità, Ragione e Progresso è emersa la sinistra postmoderna che attacca la ragione come "eurocentrica", che denuncia il "progresso" perché è una copertura dell'imperialismo capitalista e porta alla distruzione degli ecosistemi, e che mette in questione persino la categoria di Umanità - celante l'inganno di una "falsa universalità" - rivendicando la "differenza" delle categorie oppresse come le donne, i negri, gli omosessuali i matti, i devianti e così via

    senonché quali siano le implicazioni dell'inconsistenza delle categorie di Umanità, Ragione e Progresso lo aveva già sottolineato Nietzsche; è che alla sinistra postmoderna che ha rotto con Marx non piace ammetterlo, e spesso non se ne accorge neppure
    Io non ho mai negato le idee di Nietzsche, che conosco piuttosto bene, infatti non ho MAI scritto che è un filosofo di "sinistra".

    Sto solo affermando che è una forzatura posizionarlo inequivocabilmente a "destra" e null'altro.

    Poi tu sei partito a nastro con quote,copia incolla e auto quote, partendo da una supposizione su chi sia e quali sono le mie idee su faccende complesse.

    Concludo dicendoti che non sono tenuto a commentare nulla a comando perché il mio assunto è quello espresso sopra e l'ho già argomentato, più volte.

    Se ti riduci a scrivere "quelli come te" sei nel campo delle ipotesi, allora non stai facendo una discussione ma un monologo.

 

 
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