
Originariamente Scritto da
Spike Spiegel
Bravo.
Quando invece ti dirai anche a favore prima che contro, sarai diventato una persona adulta, politicamente e forse anche non solo.
In merito ti riporto un estratto del mio thread sulla "Fenomenologia del pensiero politico".
"... Quando parlo di “non conoscenza” mi riferisco a quella forma di ignoranza di ritorno che considera la conoscenza come un orpello inutile, che ostacola l'azione del potenziale elettore.
L'elettore ora è trattato come un sostenitore modello (un supporter se preferite), subordinato al sistema della “non conoscenza”, non deve assolutamente perdere tempo ad informarsi, approfondire e anche sottoporre ad un’osservazione critica, i politici ed i partiti, in cui confida o avversari.
In questa configurazione, perché mai l’elettore dovrebbe impegnarsi ad informarsi?
Non è necessario perché la campagna elettorale è già perfettamente confezionata per dargli esclusivamente ciò di cui ha bisogno. Nulla che lasci spazio all’elaborazione di idee e opinioni, solo ciò che è strettamente necessario per fargli compiere il suo “dovere” elettorale nel modo più rapido ed efficiente possibile.
L'elettore non deve conoscere più dello stretto necessario, che si manifesta in una propaganda più contro qualcuno che verso qualcosa; anche le promesse sembrano più che altro confezionate per far parlare contro l'avversario piuttosto che sostenere degli argomenti positivi.
La stessa scelta di voto si trasforma; non è più solo sostegno alla propria “squadra”, ma assume anche la forma di un affronto a quella avversaria.
Io, elettore, non ho solo votato per un partito ma ho anche espresso un voto contro qualcun altro.
Mi immagino questa classe di elettori, sono tanti ma non tutti così per fortuna, come i combattenti scozzesi a fianco di William Wallace, che abbiamo visto rappresentati anche nel film “Braveheart”, dediti a mostrare le natiche all'avversario in segno di provocazione.
L'attenzione è quasi sempre orientata ad offendere l'avversario, solo occasionalmente un’energia protesa a sostenere i propri rappresentanti.
Questo trasforma le elezioni nel momento in cui si gioca la partita, dove non si compie l'azione positiva di sostegno, ma un'azione negativa di liberazione da un altro partito.
Per esperienza posso assicurare che questo atteggiamento è assai poco produttivo perché concede al vincitore ampio margine per disattendere una buona parte delle promesse elettorali, tanto il pubblico ha già avuto la sua soddisfazione (illusoria) di aver eliminato il partito avversario..."
Fenomenologia del pensiero politico.
Questo potrebbe interessare anche a @
m96m