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  1. #91
    So di non sapere
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Questa è simpatica:


  2. #92
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?


  3. #93
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    l solito boomerangLa strategia aggressiva di Trump contro i paesi Brics rischia di rafforzarli, non di spaventarli

    presidente degli Stati Uniti minaccia dazi e sanzioni per impedire la nascita di un’alternativa al dollaro. Ma questo spingerà Brasile, Russia, India, Cina e gli altri membri a sviluppare i loro sistemi finanziari autonomi per non essere dipendenti dagli umori di Washington
    https://www.linkiesta.it/2025/02/trump-brics-dollaro/

  4. #94
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Sistema di pagamento BRICS: al via la rete alternativa a SWIFT aperta a tutto il mondohttps://decripto.org/sistema-di-paga...utto-il-mondo/

  5. #95
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Riflessioni:


    Nel 2008 il Pil degli Stati Uniti era pari a quello dell’Eurozona: circa 14mila miliardi di dollari. Quindici anni dopo, nel 2023, mentre l’Europa si è mossa come una
    lumaca realizzando poco più di 15mila miliardi, il Pil americano è balzato a quota 27mila miliardi. Non basta. Nel 1990 il salario medio annuo in America si aggirava
    intorno a 53mila dollari, 10mila in più rispetto alla media dei 38 Paesi indagati dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nel 2023 la
    forbice si è ulteriormente allargata: lo stipendio medio negli Stati Uniti ha toccato quota 80mila dollari, quello medio dell’Ocse è salito a un ritmo più lento, attestandosi
    a 58 mila dollari. Infine, il dato forse più sorprendente, aggiornato al 2024: il reddito pro capite dello Stato più povero degli Stati Uniti, ovvero il Mississippi, è stato pari
    a 53mila dollari, una cifra superiore a quella di Regno Unito (52mila dollari), Francia (48mila dollari), Italia (40mila dollari), Spagna (35mila dollari). Gran magra
    consolazione, solo la Germania va un po’ meglio del fanalino di coda degli Usa. Tutto ciò per dire che immaginare un dollaro spogliato dal suo ruolo globale è
    un’immagine che non è ancora stata dipinta.


    Come sara' nel 2040?

  6. #96
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Xi rilancia i Brics. E lo fa con la New development bank
    perazione Brics è entrata in una fase di sviluppo di alta qualità, e la stessa New development bank si appresta a inaugurare un secondo decennio d’oro di crescita sostenibile. La Cina continuerà a sostenere con impegno costante le operazioni e lo sviluppo della stessa, rafforzando la collaborazione su progetti incentrati su sostenibilità ambientale, innovazione e sviluppo duraturo, per ottenere risultati concreti. La Cina è pronta a condividere esperienze di sviluppo con gli altri Stati membri attraverso la banca e a offrire più beni pubblici globali”.

    Dal canto suo, Rousseff ha espresso gratitudine per il forte sostegno fornito dalla Cina alla crescita della banca, affermando inoltre che, in un contesto globale turbolento, il governo cinese difende con fermezza gli interessi del Sud globale, sostiene il multilateralismo, promuove l’equità e la giustizia internazionale e si impegna per una comunità dal futuro condiviso, diventando un esempio per la società internazionale. La Ndb manterrà la sua missione originaria, agirà con determinazione e contribuirà allo sviluppo delle economie emergenti e dei paesi in via di sviluppo. Un’arma carica.

    https://formiche.net/2025/05/cina-ba...i-usa/#content

  7. #97
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Il divario economico tra BRICS e G7 tocca un nuovo record: +8% a favore del blocco.
    30 Aprile 2025
    Gabriele Frongia
    La distanza economica tra i Paesi del blocco BRICS e quelli del G7 ha raggiunto il massimo storico. Secondo un’analisi basata su dati del Fondo Monetario Internazionale e diffusa da RIA Novosti, nel 2024 la quota dei BRICS nel prodotto interno lordo globale è salita al 36,8%, mentre quella del G7 è scesa al 28,86%. Il divario, dunque, si è ampliato a otto punti percentuali, contro i 6,9 dell’anno precedente.

    L’incremento della rilevanza economica del gruppo formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – oggi cresciuto con l’inclusione di Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Indonesia – è trainato in particolare dalla Cina e dall’India. Pechino ha portato la sua quota al 19,45% del PIL globale, mentre Nuova Delhi ha toccato l’8,25%. Anche la Russia ha rafforzato la propria posizione, salendo al 3,54%

    Sul fronte opposto, tutti i Paesi del G7 hanno visto ridurre la propria incidenza sull’economia globale. I cali più marcati si sono verificati in Giappone e Germania, mentre anche Regno Unito, Francia, Italia e Canada hanno perso terreno. Gli Stati Uniti, pur restando il singolo Paese con il contributo più alto tra i G7, sono scesi al 14,88% rispetto al precedente 14,94%.

    Un nuovo scenario, per chi vuole capirlo, che riflette uno spostamento degli equilibri globali, con le economie emergenti che continuano a guadagnare peso economico e influenza politica, mentre le potenze tradizionali stanno rallentando, sotto il peso della crescente incapacità e mancanza di visione.

    foto Copyright©1998-2014, Ministero degli Affari Esteri, Repubblica Popolare Cinese

    .https://www.sardegnagol.eu/il-divari...re-del-blocco/

  8. #98
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    il divario economico tra brics e g7 tocca un nuovo record: +8% a favore del blocco.
    fake news

  9. #99
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Riflessioni:


    Nel 2008 il Pil degli Stati Uniti era pari a quello dell’Eurozona: circa 14mila miliardi di dollari. Quindici anni dopo, nel 2023, mentre l’Europa si è mossa come una
    lumaca realizzando poco più di 15mila miliardi, il Pil americano è balzato a quota 27mila miliardi. Non basta. Nel 1990 il salario medio annuo in America si aggirava
    intorno a 53mila dollari, 10mila in più rispetto alla media dei 38 Paesi indagati dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nel 2023 la
    forbice si è ulteriormente allargata: lo stipendio medio negli Stati Uniti ha toccato quota 80mila dollari, quello medio dell’Ocse è salito a un ritmo più lento, attestandosi
    a 58 mila dollari. Infine, il dato forse più sorprendente, aggiornato al 2024: il reddito pro capite dello Stato più povero degli Stati Uniti, ovvero il Mississippi, è stato pari
    a 53mila dollari, una cifra superiore a quella di Regno Unito (52mila dollari), Francia (48mila dollari), Italia (40mila dollari), Spagna (35mila dollari). Gran magra
    consolazione, solo la Germania va un po’ meglio del fanalino di coda degli Usa. Tutto ciò per dire che immaginare un dollaro spogliato dal suo ruolo globale è
    un’immagine che non è ancora stata dipinta.


    Come sara' nel 2040?
    Ma partiamo dai dati ufficiali sulla povertà per segnalare come e quanto questi sottodimensionino il fenomeno. La misura ufficiale della povertà la definisce confrontando il reddito monetario al lordo delle imposte con una soglia di povertà nazionale tarata sulla composizione della famiglia. Sul sito del Department for Health and Human services (HHS) questa soglia si colloca a 15.650 dollari l’anno per una sola persona e a 32.000 per una famiglia di quattro. Usando queste soglie, il dato del 2023 (ultimo ufficiale disponibile) ci parla di un tasso di povertà dell’11,1%, pari a 36,8 milioni di persone. E’ lo stesso dato calcolato utilizzando il reddito dopo le tasse e dopo gli eventuali benefici di welfare. Dal 2009 il Census Bureau utilizza anche la cosiddetta Supplemental Poverty Measure (SPM), che tiene conto di una serie di fattori determinanti: benefici di welfare ricevuti, tassazione, collocazione geografica (30mila dollari a New York City non valgono quanto quelli in una contea rurale dell’Oklahoma). Con la SPM il tasso di povertà del 2023 era pari al 12,9%.

    Tra 2022 e 2023 i poveri SPM sono aumentati e l’aumento più grande si è verificato tra coloro che vivevano in affitto. Il numero di persone in difficoltà economica è sceso dopo un’impennata tra 2008 e 2012 e ha poi ricominciato a crescere dopo il Covid, una crescita attutita dalle misure adottate per alleviare gli effetti economici della pandemia. L’esaurimento di quelle misure è un fattore non indifferente nel far sentire chi è in bilico più povero: per un periodo non breve i sussidi hanno garantito un reddito che.....



    https://aspeniaonline.it/i-numeri-de...dove-e-perche/

  10. #100
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Riflessioni:


    Nel 2008 il Pil degli Stati Uniti era pari a quello dell’Eurozona: circa 14mila miliardi di dollari. Quindici anni dopo, nel 2023, mentre l’Europa si è mossa come una
    lumaca realizzando poco più di 15mila miliardi, il Pil americano è balzato a quota 27mila miliardi. Non basta. Nel 1990 il salario medio annuo in America si aggirava
    intorno a 53mila dollari, 10mila in più rispetto alla media dei 38 Paesi indagati dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nel 2023 la
    forbice si è ulteriormente allargata: lo stipendio medio negli Stati Uniti ha toccato quota 80mila dollari, quello medio dell’Ocse è salito a un ritmo più lento, attestandosi
    a 58 mila dollari. Infine, il dato forse più sorprendente, aggiornato al 2024: il reddito pro capite dello Stato più povero degli Stati Uniti, ovvero il Mississippi, è stato pari
    a 53mila dollari, una cifra superiore a quella di Regno Unito (52mila dollari), Francia (48mila dollari), Italia (40mila dollari), Spagna (35mila dollari). Gran magra
    consolazione, solo la Germania va un po’ meglio del fanalino di coda degli Usa. Tutto ciò per dire che immaginare un dollaro spogliato dal suo ruolo globale è
    un’immagine che non è ancora stata dipinta.


    Come sara' nel 2040?
    Molti degli attuali membri dei BRICS hanno già tassi di crescita del PIL reale superiori alle loro controparti del G7, con gli attuali membri che hanno una crescita media del PIL del 189% fino al 2050 rispetto alla media del G7 del 50%, secondo i dati di Goldman Sachs.


    I nuovi membri dei BRICS come l’Etiopia (crescita del PIL del 1.170% prevista entro il 2050) ed Egitto (crescita del PIL del 635% prevista entro il 2050) hanno tassi di crescita economica potenziale ancora più elevati, aumentando ulteriormente il potenziale economico del blocco.
    https://www.evercomsrl.net/confronto...ldman%20Sachs.Molti degli attuali membri dei BRICS hanno già tassi di crescita del PIL reale superiori alle loro controparti del G7, con gli attuali membri che hanno una crescita media del PIL del 189% fino al 2050 rispetto alla media del G7 del 50%, secondo i dati di Goldman Sachs.

    https://group.intesasanpaolo.com/it/...ti-in-crescita
    I nuovi membri dei BRICS come l’Etiopia (crescita del PIL del 1.170% prevista entro il 2050) ed Egitto (crescita del PIL del 635% prevista entro il 2050) hanno tassi di crescita economica potenziale ancora più elevati, aumentando ulteriormente il potenziale economico del blocco.

 

 
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