Gianfranco Fini lo ha detto chiaramente ai suoi:
“con me non canterete mai meno male che Gianfranco c’è”.
Il riferimento, ovvio, è per l’ossessione della sua vita: Silvio Berlusconi.
E, ancora, ha più volte affermato che dentro Futuro e Libertà non ci sarà alcun culto del capo, niente personalismi e niente monarchie.
La verità, però, è ben diversa.
Perché in quel partito manca proprio solamente la canzone in stile “meno male che Gianfranco c’è“.
Per il resto, siamo a livelli ben superiori del berlusconismo e di Forza Italia prima e del PdL ora.
Basterebbe aprire tutti i giorni il loro giornale, il Secolo, per verificare che il culto del capo è ben vivo e presente.
Poi Fini è trattato dai suoi come un Dio, una rockstar, un santo senza aureola, una Madonna pellegrina.
Alla convention c’erano:
gigantografe di Fini,
magliette di Fini,
accendini di Fini,
tappetini del mouse di Fini,
ombrelli di Fini,
quaderni di Fini,
libri di Fini,
tazze di Fini,
spille di Fini,
cravatte di Fini,
zainetti di Fini.
I fan lo hanno accolto i tifosi dell’Inter fanno con Mourinho, ogni sua parola era accolta da applausi e ovazioni.
Pure nel logo del partito Fini ha messo il suo nome, e in grande, a caratteri cubitali. Più grandi di quelli di Berlusconi sul simbolo del PdL.
I parlamentari finiani, addirittura, sono arrivati a dire che:
“Gianfranco, ci sono uomini e donne pronti a seguirti fino alla morte“. Avete capito bene, fino alla morte.
Ma, per loro, è tutto normale.
Il culto del capo
Mi domando se le toilette della convention .... avevanoanch'esse la faccia di Fini con la bocca rigorosamente aperta :sofico: :sofico:
E questa sarebbe l’alternativa ..la nuova destra europea ….
Una manica di invasati asserviti ad un ‘capetto’ che forse , anzi di sicuro , non e’ peggio dei suoi accoliti .
E con questo abbiamo detto tutto …
Povera Italia
:2001:





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repapelle:

