Come da titolo: "Ancora lui" ...
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“Questa è una storia incredibile: un avvocato piemontese, potente sottosegretario alla Giustizia, e un imprenditore romanissimo condannato per mafia, prestanome del clan di Michele Senese, il più spietato della Capitale. Due mondi che non dovrebbero essere più lontani.
I due protagonisti in comune, sulla carta, hanno ben poco, giusto l’età e qualche inciampo giudiziario. Il sottosegretario alla Giustizia, l’on. Andrea Delmastro Delle Vedove, è il ras di Fratelli d’Italia nel Biellese, il (post) fascismo ce l’ha nel sangue (il papà era parlamentare di An ai tempi di Fini), ed è tra i più fedeli di Giorgia Meloni. Poco più di un anno fa, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per rivelazione di segreto d’ufficio (la vicenda dell’anarchico Cospito, ricorderete). E oggi è tra i più focosi sostenitori del Sì al referendum.
L’imprenditore, invece, si chiama Mauro Caroccia, è un ras della ristorazione nel quartiere Tuscolano di Roma e la sua famiglia è da sempre intimamente legata a quella camorristica che da un trentennio controlla gli affari criminali della Capitale. Oggi è in carcere con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con l’aggravante ex articolo 416 bis 1 del codice penale, che vuole dire mafia. Perché Caroccia non ha mai detto no al clan Senese.
(…) Ad aprile 2025 – secondo colpo di scena – Mauro Caroccia ricompare sui social, con lo smalto di un tempo, per annunciare l’apertura di un nuovo ristorante: si chiama “Bisteccheria d’Italia”, ed è in via Tuscolana 452. Il cuore è il frigo all’ingresso, con pezzi enormi di carne che Caroccia palpeggia ed esalta.
Ora il terzo colpo di scena: proprio in via Tuscolana 452 ha sede l’unità locale de Le 5 Forchette Srl, società con un capitale di 10 mila euro e la sede nel centro di Biella, a 700 km dalle bistecche di Caroccia e dal feudo dei Senese. Il 16 dicembre 2024 è costituita nello studio di Carlo Scola, notaio in Biella, davanti al quale sono presenti tutti i soci. In ordine di quote di partecipazione: Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore in comune a Biella, 5%; Davide Eugenio Zappalà, consigliere FdI in Regione Piemonte, 5%; Elena Chiorino, dirigente nazionale di FdI nonché super assessora e vicepresidente del Piemonte, 5%; Donatella Pelle, una impiegata, con il 10%.
Infine, i due soci “pesanti”: con il 25%, Andrea Delmastro Delle Vedove, avvocato, deputato di FdI, sottosegretario alla Giustizia; e con il 50%, Miriam Caroccia, studentessa romana che il giorno della costituzione ha appena 18 anni. È proprio l’erede della dinastia Caroccia a essere nominata amministratore unico della Srl”.
“(…) A Biella il sottosegretario (Demastro) a novembre 2025 fa una mossa strana: vende il suo 25% alla G&G Srl, che si occupa di immobili e, soprattutto, è sua con il 100% delle quote. Delmastro vende a Delmastro, quindi, e tre mesi dopo, il 19 febbraio scorso, la Cassazione conferma l’appello bis. Le condanne con l’aggravante di mafia sono definitive per tutti, da Michele Senese a Caroccia, che va in carcere.
Allora sì che anche a Biella si scatenano le danze: otto giorni dopo, la G&G del sottosegretario passa il 25% alla socia Pelle, e il 5 marzo, meno di due settimane fa, tutti i soci e fratelli d’Italia si sbarazzano delle loro quote, vendendo sincronizzati alla giovane Caroccia.
Non sappiamo se la magistratura, già assediata, si stia occupando di questa storia incredibile.
Ma la domanda è un’altra: la riforma Nordio ci garantisce che domani sarà più facile approfondire una Srl cofondata da quattro politici in carica, tra cui un sottosegretario alla Giustizia?
La risposta la conosciamo, senza bisogno di tirare a sorte”.
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