Mi ha colpito perché ho scoperto che la casa editrice che aveva pubblicato un Un anno con Schopenhauer, poi ha pubblicato un Un anno con Platone.



Penso che siano due autori che si prestano benissimo a questo formato, perché sono i due autori ai margini dell'episteme (almeno nella sua forma esplicita).

In che senso?

Perché l'episteme in senso esplicito nasce con la trattazione di Aristotele del principio di non contraddizione e muore con Hegel quando quest'ultimo dilata il concetto al massimo concepibile.

In questo senso Platone e Schopenhauer possono essere considerati dei saggi che usano la ragione ai massimi livelli, ma formulando solo quelle che Aristotele chiamava endoxa, ovvero opinioni autorevoli che si prestano benissimo ad una lettura (commentata) giornaliera.