Chi di voi vive in una grande città conosce bene il problema: la mobilità quotidiana all'interno della città e fra la città e il suo hinterland é sempre più difficile.
A dispetto del progresso tecnologico il tempo giornalmente necessario per raggiungere il luogo di lavoro o di studio cresce continuamente.
Sempre più persone si sono giustamente convinte che utilizzare mezzi di trasporto a motore privati, o peggio ancora individuali é impraticabile, e si sono indirizzati al trasporto pubblico.
Il che ha ovviamente sempre più aumentato il carico sui sistemi di trasporto collettivi, che richiedono quindi continui urgenti adeguamenti.
In tutte le grandi città italiane (ma tutto il mondo é paese) sono in costruzione nuove linee metropolitane di solito sotterranee.
Il loro progetto tecnico é stato molto difficile, perché ha dovuto tenere conto in modo sempre più complesso degli scavalcamenti di altre linee metro, di linee ferroviarie, di impianti di distribuzione cittadina di gas, acqua potabile o acqua calda o energia elettrica, di corsi d'acqua, di fognature e altre vie di scolo di acque.
A volte tutti questi vincoli impongono di posizionare la nuova linea a una profondità maggiore di tutto ciò che già esiste, il che pone spesso problemi imprevisti e imprevedibili nel corso della realizzazione, oltre alle difficoltà di collegamento con la superficie.
Oltre ai guai tecnici, ci sono sempre anche i guai legali, legati a espropri, ricorsi, e magari eredità pendenti, la cui esistenza é prevedibile, ma non la durata per venirne a capo.
La costruzione delle nuove linee dura quindi tipicamente ben di più di quanto previsto, procura sempre un duraturo e notevolissimo e disagio e disservizi vari, ma non é che un provvisorio tampone che procura soltanto un breve sollievo: immediatamente occorre avviare il progetto di un'altra linea ancora, la cui realizzazione sarà ancora più incasinata.
Tutte queste considerazioni fanno ritenere che a breve o medio termine la crisi della mobilità nella grandi città sarà definitiva, anche qualora si introducano opzioni che riducono la necessità di mobilità: tele-lavoro, tele-studio, ecc., e che quindi le grandi città, a partire dalle metropoli saranno presto invivibili.
Bisogna quindi pensare che è necessario pensare per tempo a una soluzione di questi imminenti gravi problemi.
Io propongo (lasciatemi essere drastico) lo smontaggio delle grandi città, e la costruzione a loro sostituzione di medie città (non più di 200.000 abitanti) progettate con criteri attuali, tenendo conto fin dalla partenza delle necessità di chi ci abiterà.
Cercansi architetti veramente capaci.




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