Ormai la seguo da molto tempo e so che non è scema ma il fatto di essere ebrea, e se non lo è appare tale, spesso mette il cervello in una posizione di battaglia senza logica quindi molto criticabile.
Vediamo un po.
Che gli ebrei siano andati in quelle terre autorizzati dalle NU nel 1948 è un fatto, che ne avessero diritto è solo l’opinione dei sionisti che vogliono che quella terra, abbandonata dagli ebrei oltre duemila anni fa, sia per diritto divino la loro terra. Ovviamente non lo è e non lo è mai stata, salvo che nelle leggende della Bibbia, e così gli ebrei della diaspora hanno avuto duemila anni per diventare, come sono diventati, cittadini di diverse nazioni.
Cittadini a tutti gli effetti? Si Cittadini come gli altri? No. La causa è sempre stata la loro ostentata diversità. E come sempre succede il “diverso” viene visto con sospetto, è successo ai neri, agli italiani, agli irlandesi e così via. I ghetti sono nati così.
Questo è stato per il “popolo” comune ma molti ebrei si sono distinti per scienza, intelligenza e capacità e hanno contribuito allo sviluppo della nazione ormai loro per diritto.
A fine secolo, in un’Europa in cui crescono i nazionalismi, ma anche l’antisemitismo, inizia a farsi largo il sionismo: il movimento aspira alla creazione di un nuovo Stato in quella che è definita "Terra di Israele", in grado di offrire una patria a tutti gli ebrei dispersi nel mondo.
Nel 1896 uscì un libro che avrebbe rivoluzionato il pacifico mondo degli ebrei sparsi nel mondo: Der Judenstaat di Theodore Herzl, un ebreo ashkenazita austriaco, libro in cui proponeva ai governi europei l'idea che si creasse uno stato ebraico (in una qualsiasi colonia delle potenze europee, oppure in Argentina) che sottraesse gli ebrei alle persecuzioni antisemite. Fu poi ancora Herzl a proporre in alternativa di far sorgere nei territori coloniali del mandato britannico della Palestina uno Stato ebraico. Agli inizi del 1900 propose anche lo schema Uganda per trovare un nuovo insediamento degli ebrei.
Però nel corso dei secoli, c'è sempre stata una corrente migratoria ebraica verso la Palestina, motivata da ragioni religiose. Si intensifica a fine secolo quando a seguito di una serie di pogrom nell’Impero Russo inizia la prima Aliyah (detta “dei contadini”): in una grande ondata migratoria durata vent’anni, circa 30 mila ebrei si stabiliscono in Palestina, favoriti dalla creazione del Fondo Nazionale Ebraico, finalizzato alla raccolta di fondi per l’acquisto di terreni in Eretz Yisrael, la terra promessa.
Salto tutto il periodo del terrorismo ebraico in quel di Palestina, Haganagh, Irgun, Banda Stern ecc e vado al 1948, quando gli ebrei arrivano in Palestina autorizzati dalle NU.
Cosa succede?
Dopo la proclamazione di Israele, gli eserciti di Egitto, Siria, Transgiordania, Iraq e Libano, contrari alla spartizione della Palestina, invadono il territorio del nuovo Stato ebraico. Che però contrattacca. A seguito degli armistizi del 1949, Israele ottiene ancora più territori di quelli previsti dagli accordi Onu, inclusa la parte ovest di Gerusalemme. Nasce la “linea verde”, confine de facto dello Stato di Israele dal 1949 fino al 1967. Alla fine del conflitto sono più di 700 mila i palestinesi sfollati.
E dove vanno i 700mila palestinesi tolti dalle loro case e terre che avevano dove adesso c’erano gli ebrei? In decine di campi tende realizzati dalle NU. Ovviamente nasce malcontento, anzi odio nei confronti degli ebrei “invasori”
Ed eccoci nel 1967 a una nuova guerra, la Guerra dei sei giorni, nella quale Egitto, Siria e giordania vengono sconfitti da Israele che così si accaparra, senza autorizzazione dell’ONU, Gerusalemme Est, la Cisgiordania, le alture del Golan, la Striscia di gaza e la penisola del Sinai. E chi vi abitava? Va a ingrossare la fila dei palestinesi nei campi tende.
Mi fermo qui. Evito l’invasione dei coloni in Cisgiordania, e mi fermo chiedendo a Matrix: riesci a capire perché è nata Hamas?





