questo pezzo l'ho scritto il 25 dicembre 2012. Lo ripropongo, perchè è ancora attualissimo
ANTISEMITISMO? FACCIAMO I SERI
Uno stillicidio quotidiano di civili ammazzati da Israele. Ogni giorno, tutti i giorni: uomini, donne bambini, senza alcuna distinzione, senza alcuna importanza, senza alcuna giustificazione. E senza nemmeno un ipocrita “scusate tanto, ma è partita una sventagliata casuale di mitra”. Niente, come se uccidere civili palestinesi fosse la stessa cosa che dare la caccia alle zanzare in Lomellina.
So benissimo che questo è un argomento difficile, che parlare di Israele con delle critiche, si trova facilmente l’intelligentone che ti scaglia l’anatema “sei un antisemita” ma io di questo argomento voglio parlare lo stesso, anche perché, almeno guardando una parte della mia origine e della mia vita passata, sarebbe difficile pensare che io possa essere un antisemita. Che però non vuol dire che sono amico di questa Israele, perché non lo sono per niente.
Comincio con una tabella esplicativa:-
• *nel corso della ultima grande guerra mondiale sono stati uccisi, quasi sempre nel modo che tutti conosciamo, deportazioni, camere a gas, fucilazioni di massa e così via, dai cinque ai sei milioni di ebrei. Sono stati uccisi dai sette agli otto milioni di civili russi, circa sei milioni di cinesi, quasi cinque milioni di polacchi, quattro milioni di tedeschi. Queste sono le perdite civili che, se si mettono anche zingari ecc. superano i TRENTA MILIONI di morti.
• *le perdite militari sono state: quasi quindici milioni di soldati russi, sei milioni di cinesi, quattro milioni di tedeschi, un milione duecentomila giapponesi, seicentomila inglesi,, quattrocentomila italiani, trecentotrentamila americani.
In totale l’Urss ha avuto 23 milioni di morti, che un soldato non è altro che un civile al quale viene messa in mano un’arma; la Cina circa dodici milioni di morti, la Germania ottomilioni, l’Olocausto sei milioni di morti, la Polonia cinque milioni e così via.
Perché ho messo questa tabella in evidenza? Per significare che di Olocausti la follia nazista ne ha fatti più di uno. Come si potrebbe chiamare la sparizione di un’intera generazione di russi, 23 milioni di morti, se non con lo stesso termine? E i dodici milioni di cinesi sono numero da statistica e basta? E gli stessi ottomilioni di tedeschi, non sono a loro volta un Olocausto germanico? O dobbiamo indicarli con un termine diverso? E cinque milioni di polacchi? E il 70% del popolo zingaro?
Lo stato di Israele o nuovo Stato ebraico, nasce il 14 maggio 1948 con la proclamazione del Consiglio nazionale ebraico presieduto da Ben Gurion.
Cominciata nel 1933 la migrazione di ebrei da tutta l’Europa verso la Palestina, organizzata dall’Agenzia Ebraica e dal Fondo Nazionale ebraico che aveva il compito di acquistare terre, nel 1939 cioè quando esplode la guerra nazista, il 30% della popolazione e il 15% delle terre di Palestina sono ebraici. Dal 1936 una organizzazione terroristica ebraica chiamata Irgun Zwai Leumi compie attacchi contro la popolazione araba e contro i rappresentati religiosi e governativi arabi. Immediatamente nasce un contro-terrorismo arabo. Un primo tentativo di spartizione delle terre proposto nel 1947 dall’Onu viene respinto dagli arabi.
Nel 1956 Israele attacca l’Egitto che aveva chiuso il Canale di Suez, ma lo scopo principale dell’attacco era il possesso del porto di Eliat sul Mar Rosso, vitale per l’economia israeliana. Seguono poi guerre diverse per motivi diversi (l’utilizzo delle acque del Giordano, le alture di Golan ecc.). Israele consente l’arrivo di centinaia di migliaia di ebrei da tutto il mondo, la terra diventa così scarsa e cominciano gli insediamenti dei coloni in terre arabo/ palestinesi. Una serie di risoluzioni Onu, quasi sempre accompagnate dal veto Usa, ordinano a Israele di lasciare le terre occupate con la forza. Senza risultato. E arriviamo ad oggi. Cioè, dopo l’omicidio di Rabin da parte di un fanatico ebreo di destra, alla gestione Sharon.
Intanto si dice sempre che non si dovrebbe confondere l’ebraismo con lo Stato di Israele. Sarebbe giusto se lo stesso Stato di Israele non si fosse richiamato dalla sua fondazione proprio all’ebraismo. Che poi oggi ebreo o israeliano non debbano essere la stessa cosa mi sembra anche normale perché un ebreo italiano non è per forza anche cittadino di Israele e un cittadino di Israele non è per forza ebreo. Ciò non toglie che lo Stato di Israele metta sovente l’accento sull’Olocausto, e con ragione, ma a volte sembra lo usi anche a fini politici, cioè come dire “ attenzione, perché voi siete in torto e a noi ebrei dovete qualcosa” e qui non ha ragione, perché mi sembra la strumentalizzazione di una tragedia che dovremmo lasciare alla parte orrenda della storia contemporanea.
Quindi noi europei non dobbiamo niente allo Stato di Israele, salvo il giusto rispetto che si deve a nazioni amiche. Ma qui sorge la domanda: con Sharon al governo, e con il 60% degli israeliani che dicono di volercelo, Israele deve ancora godere della condizione di amica dell’Europa oppure noi abbiamo il sacrosanto diritto di condannare una politica che sta rasentando il genocidio, morale ma anche materiale, di un popolo che ha il solo torto di essere nato su una terra che gli ebrei, non gli israeliani, considerano la patria dei loro antenati? Un capo di governo che si arroga il diritto di uccidere i terroristi presunti, dimenticandosi il piccolo particolare che gli ebrei usarono le stesse armi contro gli arabi ai tempi di Ben Gurion; che si crede in diritto di uccidere un capo spirituale islamico palestinese, con corollario di altri sette morti che non c’entravano niente; che promette di uccidere il presidente eletto dai Palestinesi, leggi Arafat, e altri personaggi che non gli sono graditi, e che fa o promette di fare tutto questo difeso dalla maggior parte del suo popolo, può essere ancora considerato un “amico dell’Europa”?
E se non così non fosse, qualcuno potrebbe spiegare cosa c’entrerebbe in questa decisione “l’antisemitismo”?




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