
Originariamente Scritto da
novis
Infatti, quello che finora con santa pazienza abbiamo fatto è stato spiegare,
non alla "fumosa collettività" che non esiste (esiste semmai, purtroppo, uno stato italiano, che è cosa totalmente diversa) , ma alle persone in carne ed ossa intervenute in questa discussione , perchè sarebbe giusto che lo stato italiano vendesse le spiagge ai balneari che vi stanno sopra: perchè le spiagge sono solo un caso particolare ( e in realtà solo particolarmente sfigato) dell'insieme "terra", un bene che tutti,
tranne te e Gianmaria, capiamo che debba essere oggetto di proprietà privata.
Infatti la discussione in atto in itaglia non verte sull'opportunità di vendere, di punto in bianco, a privati, le spiagge che finora sono state pubbliche e nonostante ciò frequentatissime dai bagnanti (ma quando mai ) !! La discussione al contrario verte sull'opportunità di far sloggiare i balneari che hanno curato quelle spiagge per anni, e alcuni per generazioni, per farle diventare "libere", il che equivale ad un esproprio.
Il fatto poi che la gente che apprezza per sé la proprietà privata giustifichi invece 'esproprio per altri, perchè pensa che da questo esproprio lui personalmente ci guadagni (lui: non i balneari, non i clienti dei balneari, lui e basta) , mi fa in effetti solo disperare della natura umana, e qui c'è poco da discutere.
Però invece forse qualcosa da discutere c'è: la gente nasce proprio con questa incapacità di ragionare, o perde la bussola (come in questo caso) solo quando si sente parte di un grosso animale?
Se fosse così, come io penso, allora forse lo stato più adatto agli uomini, se proprio deve essercene uno, come deve essere ?
Già risposto (mille volte): siccome le spiagge sono un sottoinsieme molto piccolo dell'insieme terra, la discussione si sposta inevitabilmente sulla legittimità della proprietà privata della terra in genere, che infatti tu hai difficoltà a concepire perché secondo te la proprietà privata della terra violerebbe ipso facto il principio di non aggressione, e deve pertanto essere "giustificata" da qualche motivazione di ordine superiore (che non può esistere).
Ora, il tuo ragionamento si inceppa perchè tu hai definito male nella tua testa il principio di non aggressione , inoltre non riesci proprio a risolvere la contraddizione per cui un ente statale che si impone con la forza non violi il principio di non aggressione...concentrati su questi due problemi generali, anziché guardare al caso particolare dei balneari...guardando il problema generale si risolvono anche i casi particolari.
No carissimo, ti chiamo comunista perchè tu hai , come del resto spieghi tu stesso più sotto , estrema diffcoltà col concetto stesso di proprietà privata della terra, che secondo te deve essere "giustificata" da un sovrano o da una collettività che si imporrebbero sull'individuo , in base a dei presunti vantaggi collettivistici...questa tua concezione ti porta inevitabilmente a giustificare l'esproprio della proprietà privata "non giustificata" , il che ti rende un comunista.
Non sono quindi il problema delle strade o il buono scuola che fanno di te un comunista .
Ti ha già risposto Ciddo innumerevoli volte in merito, e se non capisci (non capite) le sue argomentazioni, dispero proprio di poterti far ragionare io !
La libertà non significa essere liberi dalla fame, dalla sete, dalla stanchezza, dal dolore, dalla noia, dal freddo, dalla tristezza, perché tutte queste "libertà positive" implicano ipso facto il coartare altri per liberarvi da queste noie...e questo è il contrario stesso del concetto di libertà.
Io vi avrei bocciati tutti all'esame di stato...con questo modo di ragionare, fosse stato per me , stareste ancora a scuola

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Non c'è bisogno di nessuna "domanda di costruzione" per giustificare la proprietà privata (vedi che sei un comunista?)...uno non può avere un giardino, un parco tutto per sé con laghetto dove andare a caccia ? Certo che può, e nei fatti queste cose esistono eccome, nel mondo occidentale per lo meno...sei tu che vuoi vivere in un mondo diverso da questo.
Le spiagge possono essere privatizzate come lo può essere un giardino, un parco o qualsiasi cosa...se poi vengono gestite da un imprenditore balneare, egli le metterà a disposizione affinché i bagnanti possano farvi il bagno, probabilmente nel migliore dei modi, cosa che implica che quelle spiagge non potranno essere utilizzate per altri scopi, come ad esempio: farci una rimessa per barche, andarci a fare ginnastica, andare a dormirci (che so, i barboni potrebbero volerle a questo scopo) , area cani ecc...; anche tu che vuoi le spiagge "libere" vuoi , però , che non siano adibite a questi scopi ( a te interessa andare a fare il bagno, Francoantonio invece vuole l'area cani sotto casa e quella sarebbe perfetta per lui !) , quindi vuoi che il comune si comporti tecnicamente da proprietario...il bene libero è infatti bene di tutti (e di nessuno) anche dei proprietari di barche, dei proprietari di cani, dei pittori paesaggisti che vogliono il nulla intorno a loro, dei barboni, eccetera eccetera, mentre la proprietà si definisce come il diritto di disporre di un bene con l'esclusione di qualsiasi altro: le spiagge "libere" che vengono adibite a bagno sono solo spiagge di proprietà privata del comune o dello stato, nè più nè meno.