Esimio @
Seyen,
quando il Conteduce ha "rifondato" il M5s una delle prime domande (assillanti domande) poste dai giornalai e opinionari sinistroidi fu quale fosse la collocazione politica del movimento.
La risposta fu insieme
semplice e
incomprensibile: "Noi siamo progressisti indipendenti".
Semplice perché non c'è partito che non sia per il progresso... tutti sono, in definitiva, progressisti...
Solo che, nel tempo, l'accezione ha assunto connotazioni di sinistra e, a sinistra, ci sta il PD.
Incomprensibile perché secondo gli opinionari di sinistra non può esistere un'entità politica progressista che non sia del PD, ovvero dell'anima perenne ed eterna della sinistra.
Ma, ancor di più, la difficoltà a capire riguarda l'aggettivo "indipendenti".
Ma come, si saranno detti i sapienti? Come può esistere qualcosa di progressista che sia anche indipendente?
Le due cose sono in contraddizione per cui un partito progressista (qualunque cosa voglia dire) non può che essere
SOTTOMESSO al partito titolare storico del "progressimo". Ovvero il PD.
Ed è appunto questa sottomissione che gli opinionari vogliono ad ogni costo e che vedono in pericolo a causa dell'attivismo di Conte il quale, per essere gradito a questi ciarlatani dovrebbe limitarsi a portare i suoi voti e starsene buono e zitto.
Conte va ad Atreyu mentre la segretaria cincischia e trova la scusa per defilarsi? Ecco che Conte mette in discussione la leadership del "campo largo".
Conte dice le stesse cose che dicono vari esponenti di tutti i partiti riguardo l'inadeguatezza dell'euro-operetta? Ecolo lì... è filo poutiniano, è amico di Trump... Giuseppi... La pensa come Salvini...
E via di questo passo.
Sono tutte KAZZATE che solo un osservatore, guarda caso, indipendente come il Kobra può capire.
Voi no.