

Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.




è di grande interesse infatti
Stiamo verificando che i naziputinisti stanno con la repressione degli ayatollah atta a ristabilire l'ordine interno contro le ingerenze amerikane che hanno convinto centinaia di migliaia di irakeni a farsi ammazzare in piazza dai pasdaran perchè ovviamente vogliono svendere l'iran a netanhyau e trump, anche se @don Peppe non mi si è espresso pero' credo di interpretarne il pensiero nazi / travaglioso / complottistico
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veramente la uso per analizzare e giudicare, e l'analisi donpeppiana purtroppo è abbastanza deprimente
La comunicazione di don Peppe presenta affinità marcate con diversi principi della propaganda di Joseph Goebbels, soprattutto per negazione dei fatti, rovesciamento accusatorio, appello emotivo e delegittimazione preventiva delle fonti.
Non è adesione ideologica, ma uso difensivo e reattivo di tecniche propagandistiche.
1. Negazione dei fatti scomodi (principio della censura selettiva)«Quelle impiccagioni sono dei fake»I fatti incompatibili con la propria narrazione vengono negati in blocco, senza verifica alternativa.
«Sono immagini costruite ad arte»
2. Delegittimazione della fonte (principio del nemico morale)«È propaganda occidentale»Il messaggero è screditato per evitare il confronto con il contenuto.
«I media mentono sistematicamente»
3. Rovesciamento accusatorio«Siete voi a fare disinformazione»Chi contesta diventa automaticamente parte del complotto.
«Ripetete la narrativa imposta»
4. Appello emotivo e identitario«Non mi faccio prendere in giro»L’argomento è sostituito da indignazione, sospetto e appartenenza.
«Difendo chi resiste all’Occidente»
5. Ripetizione come rafforzamento«Fake, fake, fake» (variazioni ricorrenti)La reiterazione serve a consolidare la convinzione, non a dimostrarla.
Sintesi
Don Peppe utilizza una comunicazione di tipo goebbelsiano difensivo: negazione dei fatti, demonizzazione delle fonti, ribaltamento delle accuse e forte carica emotiva, finalizzate a proteggere una narrazione ideologica preesistente.
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Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif




«Te prima fatti un corso universitario di macroeconomia»
«Se avessi aperto mezzo libro…»
«Studia», «informati», «apri un libro»
Mmm, non mi sembra di aver postato quanto sopra...
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif


1) Nemico unico e semplificazione
Dr. Gori riduce il conflitto politico a uno schema binario, attribuendo ogni responsabilità a un avversario indistinto:
- «Il disastro sociale causato dai progressisti è di proporzioni bibliche»
- «Per i progressisti l’indignazione è normale solo quando può essere usata politicamente»
Tecnica goebbelsiana: semplificare per mobilitare emotivamente.
2) De-umanizzazione dell’avversario
Il forumista utilizza un linguaggio che nega dignità morale all’altro:
- «Bisogna epurare la magistratura da questa feccia rossa»
- «marmaglia riottosa»
- «vermi al sole»
Funzione: trasformare l’avversario da interlocutore a bersaglio legittimo.
3) Esaltazione della forza e dell’ordine
Dr. Gori celebra la forza statale come valore in sé:
- «Bisogna lasciare lavorare l’ICE»
- «Con l’ICE non si scherza»
- «In USA ora si scherza poco»
Analogia diretta con la propaganda dell’ordine come strumento morale.
4) Ridicolizzazione del dissenso
Il dissenso viene sistematicamente deriso:
- «Quanto devono bruciarti le chiappe»
- «Si contorcono come vermi al sole»
Goebbels considerava il ridicolo più efficace della confutazione.
5) Ripetizione martellante degli stessi frame
Nei post di Dr. Gori ricorrono ossessivamente pochi schemi:
- progressisti = ipocriti
- magistrati = sabotatori
- repressione = necessaria
Principio classico: la ripetizione crea “verità”.
Sintesi
Nel caso di Dr. Gori, le analogie con Goebbels riguardano il metodo comunicativo, non il contesto storico:
nemico unico, linguaggio disumanizzante, esaltazione dell’ordine, ridicolizzazione del dissenso, ripetizione martellante.
È una comunicazione orientata alla mobilitazione emotiva e identitaria, non al confronto razionale.