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    Predefinito Se questa è la «nuova destra»...



    da Ragionpolitica - Se questa è la «nuova destra»...

    Se questa è la «nuova destra»...

    di Alessandro Gianmoena

    Il 9 novembre l'Italia ricorda la caduta del Muro di Berlino. Sono trascorsi più di vent'anni dal quell'evento, che decretò la fine di un mondo diviso in due blocchi, lasciando alle spalle il Novecento e le sue utopie. Don Gianni Baget Bozzo affermò che «il Novecento si era concluso con la vittoria della libertà». E quel mondo liberato dalla tecnologia e dalla comunicazione diffusa poneva problemi interamente nuovi. L'Affermazione della globalizzazione, la crescita delle dinamiche migratorie, l'espansione demografica, il nodo delle risorse energetiche, il confronto tra le culture del mondo, la fame nel mondo furono le grandi sfide degli Stati. In questo contesto anche l'Italia ebbe i suoi cambiamenti, e la parola libertà diede fiato al cambiamento politico ed istituzionale con l'avvento della Seconda Repubblica. La cosiddetta «maggioranza silenziosa» ebbe voce grazie alla discesa in campo di Silvio Berlusconi e grazie a lui il linguaggio politico ideologico perse significato, lasciando spazio ad una politica che parlava dei bisogni e dell'affermazione della libertà contro ogni residuo utopico. Grazie a lui non solo gli italiani poterono scegliere in base ai programmi il proprio leader di governo, ma si affermò anche il bipolarismo, che ha consentito una maggiore governabilità delle nostre istituzioni. L'Italia adottava, quindi, il modello di gran parte degli Stati occidentali. Il centrodestra di Silvio Berlusconi ha cambiato la storia di questo Paese.

    Ma ciò a cui si è assistito domenica, in occasione della convention di Gianfranco Fini, non può che rinnovare le motivazioni politiche e culturali di chi ha abbracciato il progetto che Silvio Berlusconi fece suo nel lontano '94. La direttrice tracciata da Fini a Bastia Umbra non sembra affatto orientata, come lui sostiene, al futuro, ma altro non è che un tuffo nel passato da parte di un frammento di destra che intende leggere il presente con le lenti offuscate delle categorie del pensiero politico della Prima Repubblica. Il linguaggio dei finiani, misto di ipocrisia, di ingenerose critiche al governo e di vuota demagogia ci ha offerto uno spaccato di quale destra avremmo avuto senza Silvio Berlusconi.

    E non è un caso che D'Alema valuti positivamente il nuovo gruppo Fli. La storia, si sa, non è razionale, ma ragionevole, ed è proprio la sua ragionevolezza che ci fa comprendere che coloro che non tengono in considerazione il suo corso saranno destinati all'oblio. Oggi, infatti, i giovani leader d'un tempo dei partiti di fine Prima Repubblica, che sono minoranza nel Paese, tentano geometrie politiche di palazzo per poter cambiare la storia e riportarla indietro fino ai tempi della Prima Repubblica, come un nastro da dover riavvolgere ed incidere ab initio. Seppur provenienti da storie differenti essi parlano lo stesso linguaggio, frutto di un retaggio ideologico e nostalgico di un passato che si infrange contro la realtà del presente svuotandolo di significato.

    Prima o poi tutti i nodi verranno al pettine sia a sinistra che a destra; Fini ha dimostrato con il controcanto di questi ultimi due anni di privilegiare la compiacenza dei salotti buoni del politicamente corretto, che per loro genia hanno sempre guardato a sinistra, piuttosto che contribuire a dare fiato al grande progetto del popolo del centrodestra unito sotto un'unica bandiera. L'invidia e il personalismo offuscano la mente e spesso riducono l'agire del politico a puro tatticismo di palazzo, privo di strategia e condito con una buone dose di cinismo. Ma sarebbe limitato pensare che tutto ciò che è accaduto sia solo il risultato di una mera ambizione personale. In realtà in questi periodi tumultuosi i finiani e la fondazione Fare Futuro vicina al Presidente della Camera ci hanno presentato un modo di intendere la politica ancorata alle categorie del pensiero politico supino alla residuale cultura marxista della sinistra, che oggi produce solo nichilismo di fronte alla scelte del quotidiano e che Fini maschera sotto la veste di un falso moderatismo.

    Ma che significa essere moderati per Fini? Vuol dire forse edificare una società multiculturalista e laicista sconfessata ormai da tutti i Paesi occidentali, in cui ogni rilievo indentitario è considerato come segno di arretratezza del popolo, in cui la pace sociale viene garantita dallo svilimento delle culture ed il governo, invece, si fa espressione di un ceto politico che pretende la delega in bianco dai propri elettori e che si arroga il compito di creare un modello di italiano moderno? E' forse questa la nuova destra dei finani, in cui il giustizialismo ed il moralismo acquisiscono un significato ideologico per «purificare» la società. Dichiarare di definirsi "moderati", per i finiani, è un modo per ambire a realizzare geometrie politiche differenti dal bipolarismo berlusconiano, stabilendo alleanze dettate dalla mera gestione del potere.

    I frammenti nostalgici del vecchio sistema politico condizionano, quindi, il lungo cammino di libertà che il centrodestra ha dato al nostro Paese. Ritornano le vecchie alchimie politiche: l'idea ventilata di un possibile appoggio esterno all'Esecutivo da parte di Fli e la possibilità di un governo tecnico alternativo a quello legittimato dalle urne del 2008 sono elementi che dovrebbero far riflettere anche quella parte di classe dirigente che ha scelto di seguire Fini. A loro diciamo che ogni artifizio che si proponga di aggirare le volontà del popolo non sarebbe mai perdonato dagli elettori, i quali, a loro volta, non sarebbero disposti a perdere la possibilità di poter scegliere un programma ed un leader per il governo del Paese, perchè questa è la vera scelta di libertà per il futuro dell'Italia. Dire di avere le «mani libere», come afferma il finiano Italo Bocchino, significa tradire il patto elettorale stipulato nel 2008, mettendo a rischio la stabilità del Paese ed ostacolando le politiche del Governo Berlusconi. Ciò che è accaduto martedì alla Camera, con il voto di Fli che si è unito all'opposizione a favore di un emendamento di revisione del Trattato Italia-Libia, quello che ha consentito i respingimenti degli extracomunitari, non è altro che una presa di distanza nei confronti del Patto sancito con gli elettori, che prevedeva un forte impegno del governo a favore della riduzione degli sbarchi di clandestini e che Fli, ora, dimostra di voler vanificare in nome di un velleitario multiculturalismo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Se questa è la «nuova destra»...



    da Perché non ci si può fidare di Fli | l'Occidentale

    Il maldestro
    Perché non ci si può fidare di Fli


    di Gennaro Malgieri
    12 Novembre 2010

    Alla destra, quella che ho conosciuto e frequentato, tutto si può rimproverare tranne la mancanza di senso dello Stato e la negligenza nella ricerca del bene comune. Per quanti sforzi si facciano, nella lunga vicenda di questa parte politica, anche quando nell’immediato dopoguerra non si definiva “destra” (ma tutti la percepivano come tale, semplificando), nessuno riuscirà a trovare atteggiamenti, considerazioni e comportamenti che possano soltanto far sospettare un certo disinteresse per la cosa pubblica e le regole alle quali deve informarsi la vita associata. E’ per questo che, con dolore e stupore, vedo oggi agitarsi, in maniera scomposta, alcuni personaggi nati e cresciuti in quella destra, i cui orientamenti fanno intendere che il mondo dal quale provengono è stato rinnegato non certo per costruire un’altra etica della responsabilità e della comunità, ma per ridisegnare, senza un canovaccio politico coerente, una prassi movimentista tesa a legittimare la presa del potere da parte di uomini e forze che non sono stati delegati allo scopo da nessuno. Uno sbrego alla sovranità, dunque.

    In altri termini, Futuro e libertà si palesa come l’apostasia della destra con la pretesa non di incarnarne un fantomatico “spirito nuovo”, ma di distruggerla sostenendo, allo scopo, di situarsi e riconoscersi ancora nella sua area. Facile a dirsi, facilissimo dimostrare il contrario.

    Se la pretesa di Fli è quella di stabilire la discontinuità politica con il berlusconismo, i cui massimi esponenti, da Fini in giù, per sedici lunghi anni lo hanno condiviso, sostenuto, avallato e difeso, possono rivendicare liberamente il loro pieno diritto a farlo. Si obietterà al massimo che ci hanno messo un po’ troppo tempo per comprendere la natura “malvagia” del fenomeno politico del quale si sono resi complici: ci si può, pertanto, fidare di loro che non hanno saputo o voluto discernere in oltre tre lustri? Se però un tale indirizzo comporta - com’è nei fatti sotto i nostri occhi – la rottura con la ricerca di una misura che compromette il bene dello Stato e l’interesse della collettività, è inevitabile concludere che Fli è decisamente votato, per quanti sofismi possa accampare, alla destrutturazione di quegli elementi politici primari che costituiscono l’essenza della vera destra.

    Non si può, infatti, mandare al macello una comunità nazionale soltanto per affermare il principio partitocratico dell’egoismo di fazione attorno al quale dovrebbero volteggiare le volubili valutazioni del Capo e dei suoi seguaci. C’è un livello insuperabile nella lotta politica all’interno del perimetro repubblicano: la presa di coscienza del danno pubblico nel recare nocumento, per puri fini di potere, alla società che quanto più è frammentata tanto più avrebbe bisogno di impegni conseguenti per sostenerla.

    Non so se questo pensiero, costantemente seguito dalle politiche della destra, sia stato del tutto cancellato o, per adesso, soltanto accantonato dai finiani di Fli. Però, se il “finismo”, quale variante anarcoide della già deprecabile apostasia destrista, dovesse spingere il piccolo, ma rissoso movimento nato da una costola del Pdl, verso la destrutturazione del sistema, saremmo senza dubbio davanti ad un miserevole spettacolo di trasformismo messo in scena non per sputtanare un leader e disarticolare una coalizione, ma per distruggere ciò che resta delle fragili strutture dello Stato di diritto già logorato dalle contraddizioni istituzionali che sono state quietamente accettate da tutta la classe politica negli ultimi due anni.

    Dai conflitti tra i poteri costituzionali alla disinvolta interpretazione del suo ruolo da parte del presidente della Camera, non si può certo dire che sia mancato qualcosa al barbaro banchetto allestito per avvelenare le istituzioni, la vita pubblica, l’ordine civile e la quotidianità di inermi cittadini i quali hanno assistito ed assistono con angoscia, ma non rassegnati, alla caduta rovinosa dello spirito pubblico. Attribuire ad una forza che nel centrodestra, e dunque in un ideale schieramento conservatore, la responsabilità di ciò che sta accadendo è incontestabile. Va pure detto che nella sua azione demolitoria Fli ha trovato solidi alleati che non stupiscono per tenacia e dabbenaggine nel proporsi violentemente contro lo Stato ed il bene comune. Ma da chi da destra veniva, ci si attendeva un atteggiamento diverso nell’attivare una dialettica per quanto aspra, inimmaginabile comunque alle prime battute della contesa.

    Ci si illudeva, insomma, che della “destra divina” (parafrasando Baudrillard) un po’ di polvere sarebbe rimasta sulle pallide anime di chi pure, innegabilmente, al bene comune aveva dedicato energie giovanili con generosità e coraggio. Sentirli parlare il linguaggio partitocratico e politicista dei zeloti della democrazia italiana che credevamo archiviati per sempre, fa un certo effetto. Sgradevole. Ma anche angosciante.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Se questa è la «nuova destra»...

    Fini è di destra quanto Bersani, infatti dicono le stesse identiche cose.
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  4. #4
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Se questa è la «nuova destra»...

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    Fini è di destra quanto Bersani, infatti dicono le stesse identiche cose.
    Fini e' uno degli sciacalli che aspettano al varco .

    Si e' trovato nel posto che occupa ora solo per aver continuamente tradito la fiducia di coloro che gliela avevano , sconsideratamente , accordata .

    Donna Assunta ALMIRANTE ancora oggi non si da pace per aver indotto il marito a scegliere quel losco figuro come delfino .

    Ha distrutto sempre tutto cio' che gli e' capitato tra le mani .

    Incompetente ..inetto .. doppiogiochista ..inaffidabile ..ecco il nuovo idolo che opposiizone e fans del traditore ci propongono come modello !

    Ci sarebbe da vergognarsi fine alla fine dei propri giorni :giagia:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  5. #5
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    Predefinito Rif: Se questa è la «nuova destra»...

    Citazione Originariamente Scritto da miluna Visualizza Messaggio
    Incompetente ..inetto .. doppiogiochista ..inaffidabile ..ecco il nuovo idolo che opposiizone e fans del traditore ci propongono come modello !
    Nient'altro da aggiungere.hefico:

  6. #6
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    Predefinito Rif: Se questa è la «nuova destra»...

    Ragion politica la vecchia rivista di badget bozzo... la leggevo fino a due anni fa... poi ho disdetto... loro mi hanno riiscritto unilateralmente... ho ridisdetto... tre giorni fa mi hanno riiscritto... ho ridisdetto minacciando denuncia contro lo spam... chissà se avranno capito o dovrò davvero fare loro segnalazione
    Ultima modifica di famedoro; 13-11-10 alle 14:11
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  7. #7
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    Predefinito Rif: Se questa è la «nuova destra»...

    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio
    Ragion politica la vecchia rivista di badget bozzo... la leggevo fino a due anni fa... poi ho disdetto... loro mi hanno riiscritto unilateralmente... ho ridisdetto... tre giorni fa mi hanno riiscritto... ho ridisdetto minacciando denuncia contro lo spam... chissà se avranno capito o dovrò davvero fare loro segnalazione
    E chissene, cosa c'entra adesso tutto ciò?onf:

 

 

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