
Originariamente Scritto da
cireno
sempre su argomentando
Essere di sinistra in Italia ha significato per molto tempo far parte del partito comunista italiano (PCI), il più grande partito comunista dell’Occidente, votarlo con continuità, oppure essere stato un sostenitore del Partito Socialista Italiano, almeno fino all’avvento di Craxi che anticipa alcune tendenze modernizzatrici poi concretizzatesi con Mitterrand, Blair e Clinton.
La Sinistra storicamente in Italia è sempre stata frazionata e divisa, a partire dalla divisione fondamentale del 1921 con il Congresso di Livorno che fonda il PCI, nel quale emergono personalità come Gramsci, Bordiga e Togliatti. All’inizio il partito principale era quello socialista, operaio, poi nel secondo dopoguerra, grazie anche alla forte influenza rappresentata dall’URSS e al ruolo giocato nella Resistenza, la guida della sinistra fu presa dal PCI che ottenne un consenso paragonabile a quello della DC (dagli anni Settanta in poi).
Le persone di sinistra in genere preferiscono modelli decisionali assembleari, giudicati spesso inefficienti, ma aperti e ampiamente democratici. Per cui ogni forma di leaderismo o prevaricazione maggioritaria, anche in consessi democratici, tende a incontrare enorme resistenza.
Essere di sinistra in Italia quindi significa essere oggi post-comunisti, socialisti, social-democratici, socialisti liberali e in generale antifascisti. All’area della sinistra si possono associare quelle opinioni politiche tipiche del “movimentismo”, cioè di aggregazioni estemporanee che sorgono per raggiungere specifici obiettivi (il mondo dell’ambientalismo, quello del garantismo, il mondialismo, i no-global et cet…).
Le ideologie associabili alla Sinistra sono dunque: il Socialismo, la socialdemocrazia, il comunismo, l’azionismo, e in generale tutte le forme di democrazia dal basso.
Chi è di sinistra è a favore dell’equità anziché della mera uguaglianza. Con l’equità ci si ripropone di ridistribuire la ricchezza prodotta con politiche di sostegno alle fasce più deboli.
Storicamente la sinistra ha rappresentato gli operai e ha trovato una naturale sponda nel mondo sindacale, nella scuola, nell’università