
Originariamente Scritto da
Malandrina
Difatti Napolitano sembra proprio ben disposto ad accettare ordini, con buona pace dei costituzionalisti improvvisati:
Il gelo del Quirinale
FEDERICO GEREMICCA
E’ possibile, alla fine, che il Presidente della Repubblica sciolga un solo ramo del Parlamento - e cioè la Camera - se l’aula di Montecitorio, a differenza di quel che potrebbe accadere al Senato, negasse la fiducia al governo di Silvio Berlusconi?
Questo è quel che chiedono con sempre maggior insistenza il premier e lo stato maggiore del Pdl: ma sollecitare su tale questione una risposta dal Quirinale è tempo sprecato. A meno che non si mettano in fila gli scampoli di valutazioni che filtrano dal Colle e si provi a fare due più due. Un tale esercizio - rischioso, certo - conduce a un risultato univoco e, al momento, immodificabile: e cioè che è estremamente improbabile che la richiesta di Silvio Berlusconi possa essere accolta. E che se lo sviluppo della crisi dovesse mettere in chiaro l’impossibilità tanto della «ripartenza» del governo in carica quanto della nascita di un nuovo esecutivo, il Capo dello Stato scioglierà entrambe le Camere richiamando gli italiani alle urne.
E’ con crescente fastidio che dal Colle si osserva il moltiplicarsi di ipotesi fantasiose e di pressioni tese a condizionare il comportamento del Capo dello Stato. Un fastidio che rende più simile a una replica che a una semplice constatazione il richiamo all’articolo 88 della Costituzione, che attribuisce all’esclusiva responsabilità del Presidente il potere di scioglimento delle Camere. Infatti, a chi solleciti risposte alla richiesta del premier, dal Colle viene seccamente ricordato che «la materia è regolata dall’articolo 88 della Costituzione». Tradotto: il presidente del Consiglio può chiedere quel che vuole, ma a decidere su se, cosa e quando sciogliere è il Capo dello Stato.
E non basta.
Infatti, se si fa notare che proprio l’articolo 88 contempla la possibilità di scioglimento di una sola delle due Camere, dal Colle giungono riflessioni il cui senso non è difficile da interpretare: ci si ricordi di quanto accaduto a Romano Prodi, sfiduciato (per una manciata di voti) solo dal Senato. E magari si vada a controllare se in quella occasione il centrodestra chiese lo scioglimento del solo Senato o, più correttamente, di entrambi i rami del Parlamento. Spiegazioni e rimandi il cui senso appare inequivoco.
E’ anche per questo, per stare alla sostanza delle questioni ed evitare confusioni, che al Quirinale nessuno pare appassionarsi più di tanto all’altra polemica divampata negli ultimi giorni: e cioè se nella cosiddetta «guerra delle mozioni» si debba cominciare dalla Camera, come chiedono le opposizioni, o dal Senato come invece reclama il governo. E’ una questione che lo staff del Capo dello Stato (che ha ricoperto anche la carica di presidente della Camera, e che quindi di regolamenti parlamentari un po’ ne mastica...) liquida come faccenda dall’esclusivo rilievo tattico-propagandistico. E’ vero, infatti, che in una guerra è sempre meglio cominciare vincendo una battaglia, piuttosto che perdendola: ma quel che conta è il risultato finale, che sarà dato dai voti espressi da entrambe le Camere. E se anche uno solo dei due rami del Parlamento negasse la fiducia al governo, la crisi sarebbe - come è evidente - inevitabile.
Una ultima annotazione. Assai meglio sarebbe - si valuta al Colle - se le forze politiche tutte (ma ovviamente quelle di governo in testa) concentrassero per ora idee e sforzi sulla legge di bilancio, piuttosto che su quel che sarà tra un mese o giù di lì. Al richiamo rivolto in tal senso da Napolitano la settimana scorsa tutti (e governo prima di tutti) risposero con applausi e rassicurazioni. Ora, invece, l’impegno di ognuno pare indirizzato quasi esclusivamente a precostituire posizioni polemiche, a lanciare ultimatum e a tentare di trarre il massimo profitto da questo o quello escamotage. Esercizi non solo inutili ma perfino dannosi, se sottraggono attenzione alle vie da battere per rilanciare l’economia del Paese.
Il gelo del Quirinale - LASTAMPA.it