di A. Signori prima e terza pagina de ilgiornale.it 15 11 2010
Siamo alla conta finale.
Con i finiani che già assapora*no la vittoria e si preparano a un nuovo piazzale Loreto e i fedelissimi del Cavaliere che in privato non nascondono ti*mori e preoccupazioni.
Per il loro destino politico e, ovvia*mente, per le loro poltrone.
Fosse una pagina del Signore degli Anelli sarebbe quella dell’assedio di Mordor a Mi*nas Tirith, con la sconfitta di Gondor data per scontata pri*ma che la battaglia inizi.
Ma se è vero che l’assalto al Cava*liere è imponente come mai prima d’ora - lo sta a certifica*re la poderosa entrata in sce*na di uno solitamente pru*dente come Casini - sarebbe un errore sottovalutare l’in*nata capacità di Berlusconi di uscire a sorpresa dalle si*tuazioni più difficili.
Ad oggi, insomma, è impossibile fare previsioni perché - ripete un ministro vicinissimo al pre*mier - fosse una schedina si potrebbe giocare solo una tri*pla: «1X2». E aspettare di ve*dere come va a finire.
Nel frattempo, dopo giorni e giorni di silen*zio che lo hanno perfino por*tato a disertare il consueto briefing con i giornalisti al ter*mine del G20 di Seul, il Cava*liere ha finalmente deciso di battere un colpo.
E ha traccia*to la strategia d’attacco: «An*dremo avanti a governare con la fiducia che ci verrà da*ta al Senato. Se non ci doves*se* essere quella di Montecito*rio benissimo, si andrà a vota*re solo per la Camera e vedre*mo che cosa decideranno gli italiani».
Lo scontro, dunque, nelle strategie del Cavaliere, si do*vrà aprire a Palazzo Madama, il ramo del Parlamento dove -almeno sulla carta- la maggio*ranza è più garantita.
È lì che il governo dovrà andare a pren*dere la fiducia dopo il rimpa*sto che si renderà necessario per sostituire la pattuglia delFli che- su ordine di Fini- nelle prossime ore lascerà l’esecuti*vo.
Mentre i finiani sono decisi a giocare sul campo certamen*t*e più favorevole di Montecito*rio e vorrebbero che la verifica iniziasse proprio da lì.
Insom*ma, ci aspetta una settimana di noiose ma decisive guerre regolamentari per stabilire se* codici, codicilli ed eccezioni al*la mano - l’esecutivo possa chiedere la fiducia prima al Se*nato e poi alla Camera o vice*versa.
Con il dettaglio che a ge*st*ire il calendario di Montecito*rio sarà una delle parti in cau*sa, ovvero il presidente dellaCamera Fini.
Ma ormai ci sia*mo abituati a tutto perché, per dirla con le parole di un
fedelis*simo dell’ex leader di An, «a brigante, brigante e re».
Tradu*zione: qualsiasi cosa pur di far fuori Berlusconi.
Che nelle ulti*me ore, almeno in privato, non è affatto tenero con Fini:
«Sta usando la presidenza del*la Camera come un ufficio di collocamento».
E, è il senso del suo ragionamento, c’è chi glielo permette. Passata la legge di Stabilità, dunque, si arriverà finalmente al redde rationem atteso ed evocato ormai da mesi. E nes*suno farà prigionieri.
Una par*tita nella quale giocare l’anda*ta alla Camera o al Senato non è affatto indifferente.
Berlusco*ni,infatti, è tuttora convinto che a Palazzo Madama i nume*ri gli siano favorevoli.
Circo*stanza in verità da verificare, perché l’operazione a tenaglia portata avanti da Fini e Casini- e sostenuta con forza non so*lo dal Quirinale ma anche dai vertici di Confindustria e da parte di sindacati - prevede che una discreta pattuglia di se*natori della maggioranza sia già pronta a fare il grande pas*so. Sono stati ribattezzati «i dormienti»: sono ancora nelle file del Pdl ma ne usciranno nel momento decisivo.
Il Cava*liere lo sa bene e ha già iniziato la sua azione di moral suasion.
È chiaro, infatti, che se il primo passo della crisi fosse un voto favorevole del Senato, questo non potrebbe che incidere sul successivo passaggio alla Ca*mera.
Dove, è la convinzione del premier, a quel punto i mo*derati del Fli si troverebbero in grande difficoltà a votare la sfi*ducia a un governo che ha ap*pena incassato il sostegno di Palazzo Madama.
Eppoi, spie*gava ieri il Cavaliere in privato, «mi hanno già chiamato sette deputati del Fli per assicurar*mi che non voteranno mai la sfiducia all’esecutivo».
Chissà.
E anche se fosse, a quel pun*to Berlusconi potrebbe co*munque salire al Colle forte del voto favorevole di uno dei due rami del Parlamento.
E non solo pretendere il reincari*co, ma anche chiedere le ele*zioni anticipate.
Magari, solo per quella Camera che ha vota*to contro.
Un’ipotesi di cui il Cavaliere parla apertamente colle*gand*osi telefonica*mente alla conven*tion milanese del Pdl:
«Andremo avanti a governare con una fiducia che ci verrà data al Senato e che penso ci verrà data anche alla Camera. Se non ci dovesse es*sere la fiducia a Montecitorio be*nissimo, si andrà a votare solo per la Camera e vedremo che cosa decide*ranno gli italiani».
Eventualità, que*sta, prevista dall’ar*ticolo 88 della Co*stituzione e su cui ha molto lavorato nelle ultime setti*mane Calderoli.
Ma che,nonostante l’espressa previsione della Carta, pare piuttosto remota.
Di certo, il Berlusconi che parla alla convention milanese del Pdl sembra già guardare al*la campagna elettorale.
«Non leggete i giornali - dice - che fanno pubblicità ad una politi*ca partitocratica che ragiona o sragiona come se gli elettori non esistessero. Invece esisto*no e sono per il 60% con Silvio Berlusconi».
Poi l’affondo a Fi*ni:
«Ci sono professionisti del*la politica ormai vicini all’età in cui grandi leader come Bu*sh e Blair scrivono le loro me*morie che possono aspirare al*la presidenza del Consiglio o della Camera solo attraverso decisioni di Palazzo.
Ma que*sta non è democrazia, è solo partitocrazia».
Ben più duro in privato:
«Fini e Casini? Dei ca*pi azienda che pensano solo al*la loro
cadrega e ai rimborsi elettorali senza i quali non avrebbero di che vivere...».
saluti




hefico: che ci si aspetta da berlusconi...

