Quando nell'agosto del 2023 scrissi un articolo intitolato "VANNACCI E LE PSY-OP NELL'ITALIA PICCOLOBORGHESE", analizzavo il caso Vannacci in quanto inserito in una crisi simultanea di tre diverse dimensioni: militare, politica e mediatica. Il generale, pur dotato di un curriculum NATO di prim'ordine con specializzazione in operazioni psicologiche, proponeva idee piccoloborghesi e provinciali, specchio di una classe media impaurita alla ricerca disperata di guru rassicuranti. Come l'area di destra ha il suo Vannacci, quella ex-sinistra ha avuto il suo generale in Figliuolo, artefice della logistica del più grande attacco alle libertà civili della storia repubblicana. A ciascun conformismo il suo uomo in divisa. Dicevo altresì che Vannacci non andasse sottovalutato: esperto di psy-op, avrebbe potuto mirare a polarizzare l'opinione pubblica con scopi non immediatamente visibili. Invitavo a respingere sia la censura woke verso di lui, sia l'illusione che rappresentasse un autentico salvatore della Patria. La priorità restava costruire un solido partito della pace.
In particolare scrivevo: «Se leggiamo il curriculum di Vannacci, i suoi legami ed esperienze, non possiamo fermarci a vedere un libriccino dal tono dimesso che vuole salvare l'ipotetico buon senso medio degli anni cinquanta, ma dobbiamo capire dove vuole polarizzare, quali reazioni suscitare, quali sono i Re di Prussia per i quali lavorare.»
Ieri Vannacci ci ha tolto ogni dubbio su quale sia il Re di Prussia per il quale lavora: l'allegra combriccola di Ben Gvir, Bibi il Genocida & C. In un suo post definisce la causa palestinese come incarnazione della "lotta contro gli ebrei" - come un Maurizio Gasparri qualsiasi - liquida la gente disarmata della Flottiglia come strumento di violenza e intolleranza, e dipinge qualsiasi solidarietà con i civili di Gaza come alleanza organica con l'islamismo. È il manuale della psy-op applicato in modo quasi didascalico: si prende una realtà complessa - il massacro di decine di migliaia di civili, documentato da ogni organismo internazionale, e sappiamo che le vittime sono perfino molte di più - e la si riduce a uno scontro identitario binario, Islam contro Occidente, in cui chi dissente diventa automaticamente nemico interno. L'obiettivo di chi non ha mai aperto bocca sul disastroso fallimento NATO in Afghanistan non è convincere: è polarizzare, radicalizzare, chiudere ogni spazio di ragionamento. Lo diceva la stessa definizione di guerra psicologica che citavo nel 2023. Vannacci la applica con precisione da manuale, al servizio di chi ha tutto l'interesse a che l'Europa non alzi la voce sul genocidio in corso.
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