
Originariamente Scritto da
flender
Non credo molto a questi scenari costruiti a tavolino... alla fine ho come l’impressione che le loro analisi sono il fine stesso della loro esistenza e non il mezzo su cui poi calibrare l’azione dei governi.
Credo invece, entrando in thread, che ormai lo scontro ideologico destra/sinistra è da ritenersi superato e lo sarà sempre più nel corso del tempo…roba di nostalgici insomma.
E' semplicemente la fine di un'era...come è stato in passato per lo scontro monarchia/repubblica (ovvero assolutismo ed illuminismo).
Con la caduta del muro di Berlino è venuta meno la sua ragion d'essere ed il sacro fuoco che lo alimentava...per adesso sta continuando a bruciare quel po' di cenere che è rimasta.
Esaurita quella, l'evoluzione della politica avrà un altro fulcro intorno al quale scontrarsi: nord e sud.
Cosicchè quelli che adesso vengon tacciati per nostalgici saranno i protagonisti delle battaglie politiche del futuro e gli attuali artefici della scena politica diverranno a loro volta i rappresentanti di un passato che non esiste più.
Al di là dei campanilismo e del localismo ed inteso nella sua accezione più ampia lo scontro si focalizzerà tra nord e sud del mondo...ovvero tra paesi progrediti da una parte ed emergenti/in via di sviluppo dall'altra.
L'italia che nel suo piccolo rispecchia quanto già detto a livello mondiale, e che di più ha ancora sul groppone un’Unità creata e voluta a tavolino, non farà eccezione ed assumerà sempre più carattere territoriale, appunto tra nord e sud della penisola.
Del resto basta far caso al fatto che alcuni provvedimenti presi ora da una parte (dx) ora dall'altra (sx) non possono certo inquadrarsi chiaramente in una visione di destra o di sinistra.
Venendo invece alle "cose" duosiciliane...facciamoci caso… appena il Sud alza la voce, qualcuno si indigna perché si comprometterebbe l'identità nazionale. Insomma il Sud non piú muto minaccerebbe l’Unità proprio mentre se ne celebrano i 150 anni. Strano che nessuno si sia inalberato quando di secessione parlava la Lega Nord. Anzi, per dimostrare ancora una volta la parità di trattamento (si fa per dire), la si è fatta accomodare con tutti gli onori al governo...senza che nessuno ne contestasse la legittimità a starci. A contrario il solo cominciare un cammino identitario del Sud viene visto come il fumo negli occhi….un localismo che fa male, un attentato, una provocazione a quella parte di Italia che si fa il mazzo così...dimenticando che ad una parte d'Italia viene fatto il mazzo da 150 anni.
Se queste sono le premesse non deve risultare allora strano che si sia gridato allo scandalo per un tricolore bruciato a Terzigno, mentre è solo folklore il tricolore vilipeso ogni minuto da Bossi e compagni….di “merende”…sì merende romane.
Il Sud che brama di parlare non va ascoltato, ma messo subito a tacere come neoborbonico…con accezione assolutamente negativa. E il Sud che parla non vorrebbe migliorare il suo futuro, ma tornare al suo tristo passato. Cosí qualsiasi libello, thread, libro, articolo di Storia diversa da quella finora raccontata non è Storia ma delirio, interpretazione (distorta) della storia…come se non avessimo dovuto scoprire sulla nostra pelle che non esiste la storia “una ed immutabile”…eppure questi signori come Stella, Rizzo, Panebianco, Bocca, Giannino, Villari ecc. ed anche meridionali come Galasso e Nicola Rossi pretendono ancora di averne il monopolio.