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Discussione: Partito Democratico

  1. #21
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    Predefinito Rif: Partito Democratico

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Ma cosa ce ne frega di Rifondazione comunista e dei canali Fininvest, scusa tanto. Quello che stai dicendo - renditene conto - c'entra poco col fatto che D'Alema portò in guerra l'Italia, bombardando un paese. Cosa che mai l'Italia ha fatto altre volte dal '45 ad oggi.
    E questo secondo noi la dice lunga sugli "ulivisti" di ieri e di oggi.

    carlomartello
    Che gli ulivisti siano dei mondialisti non è un mistero. Su D'Alema occorre però specificare una cosa: la guerra alla Serbia fu la cambiale con cui dimostrare agli americani che gli ex-comunisti italiani potessero essere dei partner politici affidabili, sennò non si capiscono i motivi della sua partecipazione all'aggressione a Belgrado
    Passata la buriana facciamo i conti

  2. #22
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    Predefinito Rif: Partito Democratico

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Che gli ulivisti siano dei mondialisti non è un mistero. Su D'Alema occorre però specificare una cosa: la guerra alla Serbia fu la cambiale con cui dimostrare agli americani che gli ex-comunisti italiani potessero essere dei partner politici affidabili, sennò non si capiscono i motivi della sua partecipazione all'aggressione a Belgrado
    Hai ragione. Ma secondo noi non è solo questo. C'era un progetto, un disegno, dietro, neppure velato. Anche perché altrimenti lor signori non si sarebbero arruolati in una simile pazzia. Ed era appunto il progetto del super Ulivo mondiale, cioè il riciclaggio dei post-comunisti italiani da parte della setta Clinton: come dice bene Tremonti, i Veltroni, i Prodi, i D'Alema e compagnia furono l'agenzia italiana, gli agenti monomandatari di questo progetto che voleva gettare le basi di un nuovo mondo all'alba del Duemila. Insomma ci fu un passaggio ideologico e politico importante, quello dal "paradiso socialista" al "paradiso globalista" e quindi dai pellegrinaggi a Mosca ai pellegrinaggi a Washington.

    carlomartello

  3. #23
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    Predefinito MATTEO RENZI, OVVERO LA FUTURA SINISTRA ATLANTICA



    MATTEO RENZI, OVVERO LA FUTURA SINISTRA ATLANTICA

    Il sindaco di Firenze è salito alla ribalta nelle ultime settimane per la carica esplosiva delle sue continue esternazioni circa la necessità di “rottamare” i vertici del PD, volontà continuamente sbandierata a televisioni e giornali. Proprio nella giornata di domenica 24 Ottobre l’ultimo teatrino mediatico che lo ha visto protagonista per le critiche nei confronti della senatrice Finocchiaro. Renzi, ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione-salotto di Rai3 denominata «In Mezz’ora» a proposito delle polemiche a distanza con la prestigiosa senatrice del PD ha usato parole chiare senza mezzi termini: «La Finocchiaro è in Parlamento dal 1987, e se vuole glielo chiedo per piacere, così non sono, come sostiene, un maleducato… ma se ci fa la cortesia di lasciare il posto a una giovane precaria, a una ricercatrice, a una mamma di famiglia, forse è meglio che restare per 25 anni alla Camera o al Senato… quindi, concludendo, chi ha fatto tre mandati in Parlamento non si aggrappi alla sedia…».La replica della Finocchiaro non si è fatta attendere: «Renzi cerca la polemica, ma non sfugga il problema. Gli ho dato del maleducato, l’altro giorno, perché non si usa il termine “rottamare” quando si tratta di persone».

    Scintille.

    Ma da dove deriva tanta sicumera che contraddistingue i comportamenti a livello nazionale (e locale) dello sbraitante Sindaco di Firenze ?

    Semplice, a parer nostro, esistono degli appoggi “atlantici” che stanno spingendo Renzi (e probabilmente anche Vendola) a costruire quella che sarà la futura Sinistra Atlantica della Terza Repubblica. La conferma di certe “posizioni” ci giunge da Firenze, dove Vendola arringa gli astanti durante il comizio di chiusura del primo congresso di Sinistra ecologia e libertà. «Sì, occorre un grande compromesso tra centristi e sinistra per fare le riforme, anche se poi non è detto che l’egemonia debba per forza essere centrista».

    Ma torniamo a Renzi.

    In questi mesi abbiamo osservato alcuni “eventi” a cui ha partecipato il neosindaco Renzi e non abbiamo potuto fare a meno di notare alcune “strane coincidenze”.Vi segnaliamo in ordine cronologico quelli che sono stati alcuni esempi a supporto della nostra tesi:

    *********

    21 Febbraio 2009

    Il Time: “E’ Renzi l’Obama italiano”

    Matteo Renzi, il trentaquattrenne trionfatore alle primarie del Pd a Firenze e candidato alla poltrona di sindaco nelle elezioni del prossimo giugno, potrebbe essere l’Obama italiano. Lo sostiene un articolo del Time secondo cui il giovane presidente della Provincia di Firenze è la migliore chance per il Partito democratico di uscire dalla crisi in cui è piombato dopo le dimissioni del leader Walter Veltroni. Oltre alla giovane età, atipica nel panorama politico italiano, come il presidente degli Stati Uniti Renzi, scrive il Time, ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica. «Sono un politico, non faccio miracoli – ha detto spesso – Ho solo cercato di lavorare ogni giorno un pò meglio». Figlio di un piccolo imprenditore toscano, Renzi è un cattolico praticante ma ha già dichiarato, secondo il Time, che non permetterà al Vaticano di «guidare la sua politica». Rispetto al presidente americano Renzi è qualche volta «turbolento» ed ha ancora «una faccia da bambino», scrive il Time che tuttavia lo aveva già messo in copertina nel 2006 come esponente della nuova generazione di politici in contrapposizione agli allora candidati alle elezioni, Prodi e Berlusconi, che sfioravano i 70 anni. (LA STAMPA, 21/02/2009)

    *********

    08 Luglio 2009

    Il premier cinese Hu Jintao annulla il giro turistico

    Ci ha cenato insieme in prefettura, su invito del ministro Sandro Bondi. Ma niente accoglienza a Palazzo Vecchio: il sindaco Matteo Renzi decide di non invitare nella sede del governo comunale Hu Jintao. Il presidente della Repubblica popolare cinese arriva a Firenze nel tardo pomeriggio, dopo la visita in piazza dei Miracoli con il sindaco di Pisa Marco Filippeschi in veste di cicerone e la visita alla conceria Ausonia di Santa Croce sull´Arno dopo un gruppetto di simpatizzanti e monaci tibetani lo contesta per pochi attimi. Arriva in ritardo sul programma per partecipare alla cena in prefettura, nella sala di Carlo VII al terzo piano di Palazzo Medici Riccardi. Il ministro Bondi prima lo attende inutilmente agli Uffizi, poi, alle 19.30, si trasferisce in prefettura per accogliere Hu Jintao: il giro turistico salta all´ultimo momento. Palazzo Vecchio neppure lo vede, il presidente cinese. Per un paio di giorni il sindaco Renzi risponde picche alle ripetute richieste di intervista della Ctv, la televisione di stato cinese. La decisione di non invitarlo è però presa: «La Cina è un paese che non rispetta i diritti umani, mi associo alle parole di Napolitano», spiega senza tanti giri di parole. E a chi, su Facebook, nota il contrasto tra la stretta di mano offerta il giorno prima a Shirin Ebadi, l´iraniana premio Nobel per la pace 2003, e l´incontro previsto con Hu Jintao, il sindaco risponde sempre su Facebook: «Non ricevo nessuno, vado ad una cena in prefettura, ma non ricevo nessuno in Palazzo Vecchio». Nelle prime ore della mattina annuncia a Lady Radio che gli consegnerà una lettera. Poi ci ripensa e quando alle 21 di ieri entra a Palazzo Medici Riccardi, mentre protesta un gruppo di sostenitori della causa tibetana, ha già inviato un libro all´albergo di Hu Jintao: «Le riforme di Pietro Leopoldo e la nascita della Toscana moderna». Una raccolta di saggi firmati da un gruppo di intellettuali (Baldacci, Cardini, Ceccuti, Ciuffoletti, Coppini, Degl´Innocenti, Romabi, Schiavone, Verga) che ricorda l´abolizione della pena di morte e la tortura del 1786, prima assoluta nella storia degli Stati moderni. Allegate al libro in regalo solo poche righe d´accompagnamento: «Welcome to Florence», benvenuto a Firenze.

    *********

    21 gennaio 2010

    Renzi da Obama alla Casa Bianca

    Per portare Obama a Firenze il sindaco Matteo Renzi parte con una stretta di mano, uno spilletta d’oro con il giglio, una bottiglia di Mormoreto, Igt prodotto dai Frescobaldi, e la fama dei ristoranti della città. Ma il canale diplomatico per convincere il presidente degli Stati Uniti a partecipare ad uno degli eventi dell’anno Vespucciano, nel 2012, è ovviamente un altro, e non può che passare dal Quirinale. Ieri però l’incontro tra Obama e Renzi, di un minuto, c’è stato. «Really? You are the mayor of Firenze (in italiano, ndr)? Wonderful, the city with the best restaurants in the world», ha detto Obama a Renzi. Cioè: «Davvero? Sei il sindaco di Firenze? La città con i migliori ristoranti del mondo», come aveva già detto al Corriere della Sera in una intervista durante la campagna elettorale. Renzi si è tolto la spilletta d’oro dalla giacca per regalare il giglio (prodotto da un artigiano di Ponte Vecchio e donatogli dal consigliere Pd Enrico Bertini) e ha annunciato al presidente che gli avrebbe lasciato un dono, una magnum di Mormoreto, appunto, lo stesso vino che ha accompagnato la cena di capodanno della famiglia Obama. La conferma dell’incontro alla Casa Bianca è arrivata ieri mattina e ha costretto Renzi e il suo assessore Giuliano da Empoli a non confermare l’incontro previsto per ieri sera col sindaco di New York, Bloomberg. Quando la notizia rimbalza in Italia, c’è subito chi polemizza: «Imbucato» lo definisce Giovanni Donzelli del Pdl. Un atteggiamento che dispiace al sindaco, perché quello di ieri è un contatto importante per un’eventuale visita, del presidente degli Usa a Firenze, «che è una opportunità per tutta la città: il marchio di Firenze apre tante porte».

    CONTATTI CON LA CASA BIANCA – Ma a cosa serve davvero e perché Renzi ha spinto così per ottenere un «primo contatto» con la Casa Bianca? Renzi è uno dei tre sindaci non statunitensi invitati a Washington al pranzo dell’associazione dei primi cittadini Usa: insieme a lui, quello di Città del Messico ma soprattutto quello di Hiroshima, Tadatoshi Akiba, presidente dell’associazione Mayors for Peace, nata per spingere al disarmo nucleare e a processi di pace «dal basso». Il sindaco di Firenze, già dal 2004, è uno dei dodici vicepresidenti dell’associazione internazionale nata in Giappone nel 1982. «Firenze è l’unica città europea invitata al pranzo dal Presidente Obama», fa notare il sindaco su Facebook. A Washington, la delegazione fiorentina ha tenuto un incontro con la National art gallery per discutere di eventuali collaborazioni (da Empoli ha proposto di esporre un’opera fiorentina alla National) e studiare il modello di business collegato alla galleria. Oggi invece sarà la giornata newyorchese: saltata la visita al sindaco Bloomberg per l’incontro alla Casa Bianca, Renzi & C. incontreranno il rabbino capo di New York, Arthur Scheier, Marty Lypton, Chairman della New York University, e la Columbus Citizen Foundation, associazione italo americana che organizza il Columbus Day.

    *********

    21 Gennaio 2010

    Accordo da 250 mila dollari tra National Geographic e Comune

    Il Comune di Firenze ha stretto un accordo da 250 mila dollari con la National Geographic society, il più autorevole istituto geografico al mondo, che verte sulla promozione e valorizzazione della ricerca della ‘Battaglia di Anghiari’, famoso dipinto di Leonardo da Vinci andato perduto e che potrebbe celarsi dietro una parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L’accordo è stato firmato oggi a Washington dal sindaco Matteo Renzi, da Terry Garcia, vicepresidente esecutivo della National Geographic society, presente l’assessore alla cultura Giuliano da Empoli, e getta anche le basi per una futura collaborazione in vista dell’Anno di Amerigo, il 2012. La ricerca della Battaglia di Anghiari è stata avviata nel 2007 ed è seguita in prima persona dal professor Maurizio Seracini. La ricerca tocca campi sia archivistici tradizionali che completamente innovativi: in particolare si sta studiando la possibilità di utilizzare uno speciale macchinario diagnostico che usa la tecnologia nucleare per scoprire se e dove si celi il dipinto. In base all’accordo, che è subito esecutivo, la National Geographic darà al Comune 250 mila dollari e in cambio seguirà ‘passo passo’ la ‘caccia’ al capolavoro leonardiano. Inoltre National Geographic darà ampia copertura giornalistica, sia cartacea che sul web che video, di tutte le fasi della ricerca. Ma c’è di più: con questo accordo il National Geographic e il Comune gettano le basi di una prossima collaborazione in vista delle celebrazioni e degli appuntamenti per Amerigo Vespucci. Del resto, stringere contatti per il 2012, quando cadrà l’anniversario dei 500 anni della morte dell’esploratore fiorentino, è uno dei principali obiettivi della missione in Usa del sindaco Renzi e dell’assessore da Empoli. “Sono soddisfatto – ha commentato Renzi -: l’interesse dimostrato dal National Geographic è per il Comune di Firenze motivo di orgoglio e siamo certi che la firma di oggi segna l’inizio di una proficua collaborazione futura, anche per l’Anno di Amerigo”. (DAL SITO DI RENZI “A VISO APERTO”)

    *********

    21 Gennaio 2010

    Conferenza dei sindaci statunitensi a Washington, l’intervento del sindaco Renzi

    Ieri il sindaco Matteo Renzi ha partecipato alla The U.S. Conference of Mayors, la conferenza dei sindaci statunitensi che si è tenuta a Washington.

    Cari amici e colleghi, sono molto onorato e orgoglioso di essere qui, con voi, stasera, a Washington DC. Vorrei ringraziare vivamente per l’invito il presidente della conferenza dei sindaci, Miss Elizabeth B. Kautz, il vice presidente Sig. Antonio R. Villaraigosa e il signor amministratore delegato Tom Cochran. Vi porto i saluti della mia città. Una città ricca di storia, bellezza, cultura e arte. La città di Firenze. Lì, sono nate e vissute alcune delle più grandi figure del Rinascimento. Vorrei ricordare Leonardo da Vinci, Michelangelo, Galileo, Dante, Machiavelli e molti altri. È un grande onore per me lavorare a Palazzo Vecchio, nel Palazzo dove hanno lavorato e vissuto tante grandi personalità del passato. Ma è anche un grande onore per me essere qui, stasera, perché conosco il debito morale del popolo fiorentino verso gli Stati Uniti d’America. Ieri i vostri nonni hanno combattuto a Firenze, per aiutarci a riconquistare la libertà dopo 20 anni di regime. Oggi le vostre figlie e figli vengono a studiare a Firenze. Voi sapete che Firenze è la città che ha il maggior numero di università americane, al di fuori degli Stati Uniti. E non molto tempo fa, una azienda statunitense, la General Electric, ha acquisito la società più importante della nostra città come numero di dipendenti e fatturato, Nuovo Pignone, che ora è un leader mondiale nel settore del petrolio e del gas. Firenze ha uno straordinario patrimonio culturale: il David di Michelangelo, la Galleria degli Uffizi, il Duomo, la nostra Cattedrale, la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto. Ma ospita anche un piccolo cimitero, in un posto che si chiama “I Falciani”, dove riposano centinaia di soldati americani. Firenze è anche l’intelligenza delle ragazze e dei ragazzi di tutti gli Stati americani che vengono a portare il loro contributo, studiando per un periodo di tempo in città. Firenze è anche i lavoratori coraggiosi che in tempi di crisi continuano a credere nel futuro e a investire il loro talento. E Firenze è naturalmente anche il turista che decide di venire in riva all’Arno perché pensa che la bellezza di questa città sia da vedere e non solo da raccontare.

    Ci unisce un nome. Il vostro nome. Il nome di un Paese, il nome di un continente. Voi siete gli Stati Uniti d’America. L’uomo che ha dato il nome al vostro Paese era un fiorentino. Il suo nome è Amerigo Vespucci. Amerigo non ha scoperto l’America. Non è stato il primo ad arrivare qui. Ha avuto un ruolo più significativo e bello in questa storia. Ha dato il suo nome all’America e la consapevolezza di essere un Paese nuovo. Firenze e gli Stati Uniti condivideranno gli stessi valori per sempre. Nel 2012, fra due anni, ci sarà un anniversario importante: 500 anni dalla morte di Amerigo. 500 anni dalla morte di colui che è l’inventore, in qualche modo, di un continente. Con il sostegno del governo italiano, la città di Firenze organizzerà un evento speciale, lungo un anno, per ricordare Amerigo e la sua vita meravigliosa basata sulla sua intuizione. Ma soprattutto sarà una grande occasione per lavorare insieme e pensare al futuro del nostro mondo e delle nostre città.

    Nel nome di Amerigo, diamo nome al futuro.

    Un’occasione per ricordare il passato, ma anche per costruire insieme il futuro.

    Mi piacerebbe lanciare un’idea: saremmo onorati di ospitare nel 2012 la conferenza dei sindaci USA a Firenze. Questo è un invito per fare l’incontro in Palazzo Vecchio, di fronte al David di Michelangelo. (DAL SITO DI RENZI “A VISO APERTO”)

    *********

    16 Febbraio 2010

    Firenze-Usa, Renzi alla festa del ‘Presidents’ Day’

    “La collaborazione tra Firenze e gli Stati Uniti è consolidata e importante e l’amicizia con il vostro Paese è il nostro fiore all’occhiello”. Lo ha detto il sindaco Matteo Renzi, partecipando alla festa del ‘Presidents’ day’, organizzata dall’associazione Toscana-Usa, che si è svolta ieri all’hotel Relais Santa Croce. La festa viene celebrata ogni anno negli Stati Uniti nel terzo lunedì di febbraio e prende origine dalla celebrazione del compleanno di George Washington. Nel 1971 l’avvenimento prese il nome attuale così da assumere il significato di una festività di tutti i presidenti americani. Con Renzi, che ha colto l’occasione per parlare del suo recente viaggio istituzionale a New York e Washington, erano presenti i presidenti dell’associazione Sergio Pezzati e Lynn Wiechmann e la console Mary Ellen Countryman. (DAL SITO DI RENZI “A VISO APERTO”)

    *********

    04 Luglio 2010

    Independence Day, gli Stati Uniti festeggiano anche a Firenze

    Anche il sindaco Matteo Renzi ha partecipato, ieri, alla celebrazione dell’Independence Day, la festa per il 234/o anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. L’anniversario, organizzato a Firenze dall’associazione Toscana-Usa, è stato ricordato con una grande festa al parco d’arte Pazzagli, nella zona di Rovezzano. Nell’occasione è stata anche inaugurata una mostra fotografica dal titolo ‘Symbols – Toscana & America della pro loco Firenze’, curata da Marcello Zeppi e Laura Villani, sui simboli che uniscono la regione con gli Usa. Oltre al sindaco Renzi, erano presenti, tra gli altri, la console generale degli Stati Uniti a Firenze Mary Ellen Countryman e il rettore dell’Università di Firenze Alberto Tesi.

    (DAL SITO DI RENZI “A VISO APERTO”)

    *********

    31 Agosto 2010

    ‘Save Sakineh’, Palazzo Vecchio si mobilita per la donna iraniana condannata alla lapidazione

    Un grande striscione con la foto di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per un presunto adulterio, è stato appeso al terrazzo di Palazzo Vecchio, dal lato di piazza Signoria. Oltre alla foto, sullo striscione compare la scritta ‘Save Sakineh’. E’ questo il modo in cui il sindaco Matteo Renzi, a nome della città, vuole protestare contro la decisione della condanna a morte della donna, 43 anni e due figli, accusata dal governo di Teheran di aver avuto rapporti adulteri anche se vedova e condannata dopo una confessione giudicata come estorta. “Questa immagine – commenta il sindaco Renzi – vuole ricordare che Firenze sta sempre dalla parte della libertà, che la città dell’Elettrice Palatina starà sempre dalla parte della libertà delle donne. E una condanna a morte non può che essere considerata aberrante in una terra che per prima nel mondo, nel 1786, ha abolito la pena di morte”. Non è la prima volta che l’amministrazione si mobilita a favore del popolo iraniano: all’inizio del mandato venne esposto dallo stesso terrazzo un drappo verde per ricordare le vittime, soprattutto giovani e studenti, della repressione governativa in occasione delle contestate elezioni che hanno confermato al potere Ahmadinejad. Di luce verde si sono anche ‘colorati’ il David in piazza della Signoria, a Capodanno, e il David a piazzale Michelangelo, la scorsa estate, mentre a luglio scorso è stata accolta a Palazzo Vecchio anche il premio Nobel iraniano per la pace Shirin Ebadi, “segnali – aggiunge Renzi – che Firenze, pur nella doverosa attenzione ai problemi quotidiani, non dimentica la sua vocazione internazionale e la sua voglia di pace, democrazia e libertà”. (DAL SITO DI RENZI “A VISO APERTO”)

    Sarà un caso ma alcuni comportamenti molto “strong” (per dirla all’ameregana) come nel caso dell’accoglienza a Hu Jintao o del bandierono esposto a Palazzo Vecchio per la bufala Sakineh ci sembrano troppo sopra le righe per essere definiti casi isolati. Senza contare che la generosità del National Geographic ci appare molto strana. Il culmine della strategia autunnale del Sindaco di Firenze avverrà con il Weekend dei Rottamatori, più precisamente ecco come viene presentata la kermesse sul sito AffariItaliani: “Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli a casa, questi leader tristi del Pd”. L’idea di Matteo Renzi fu consegnata per la prima volta a un giornale sul finale dello scorso mese di agosto, quando lo scambio epistolare tra Pier Luigi Bersani e Walter Veltroni aveva indotto il giovane sindaco fiorentino a emettere un giudizio ingeneroso. Da qui l’idea di “rottamare” i dirigenti stanchi (e inefficienti); un’idea che ha preso piede al punto che dal 5 al 7 novembre Firenze ospiterà una convention: “Prossima fermata Italia”, organizzata dai “rottamatori”, smaniosi di ereditare poltrone e responsabilità rimaste “blindate” per troppo tempo. La tesi di Renzi è molto semplice: “Se una generazione ha provato a fare certe cose e non ci è riuscita – ha spiegato – non è che può restare lì fino allo sfinimento. Questa generazione ha avuto le proprie chances e ha fallito. Il tradizionale derby tra dalemiani e veltroniani alla fine addormenta tutti – ha rimarcato il sindaco di Firenze – e se D’Alema va a casa ce ne faremo una ragione”. Una “schiettezza”, quella di Matteo Renzi, che non convince tutti. Anzi: il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, ha ieri recapitato al sindaco di Firenze un messaggio teso: “Forse è meglio – ha scritto la democratica – se il rinnovamento si affronta evitando parole che sono un po’ maleducate”.

    Questo è tutto.

    Speriamo di essere stati esaurienti.

    Valuteremo con attenzione le prossime mosse “nazionali” di Matteo Renzi, perché ripetiamo, ci pare troppa la veemenza con cui si è scagliato nelle ultime settimane contro i vertici di un partito così complesso come il PD, brutalità mediatica che non può non essere supportata da qualche potere forte, da apparire altrimenti come troppo avventata.

    E Renzi ci sembra tutto fuori che uno sprovveduto.

    Intanto a voi lo spunto per verificare se le nostre ipotesi nel futuro verranno avvalorate.

    Che gli Stati Uniti siano influenti sugli affari interni italiani dal 1943 in poi è notorio.

    Basta ricordarselo.

    E basta riconoscere che continuano a farlo.

    LITTORE ROSSO

    MATTEO RENZI, OVVERO LA FUTURA SINISTRA ATLANTICA | LABORATORIO TECNICO DI POLITICA SOCIALE
    Ultima modifica di carlomartello; 23-11-10 alle 22:52

  4. #24
    Bushidō
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    Bersani apre a Fini per un governo di transizione


    Il segretario del Pd vede una vittoria che al momento appare molto lontana. Il suo ottimismo è labile


    di Michele Mendolicchio



    Zitti tutti, parla Bersani. “Noi non abbiamo mica paura di votare. Se andiamo a votare vinciamo”. E così il segretario del Pd, più volte contestato per la sua flemma, si lascia andare ad una euforica dichiarazione futurista. Ora tutto si può dire ma che il Pd sia nelle condizioni migliori per affrontare il voto anticipato non si può proprio sostenere. Il malato è grave. Già il fatto di perdere, in più d’una occasione, le primarie con il proprio candidato è indice di crisi allo stato comatoso della più grande forza d’opposizione. Poi se ci mettiamo la debolezza della sua proposta in merito ai tanti problemi del Paese non si può che sentenziarne lo stato di crisi irreversibile.

    E’ evidente a tutti che in caso di voto anticipato vincerebbe di nuovo la coppia Berlusconi-Bossi non certo la strampalata unione Bersani-Di Pietro. Nemmeno il nuovo vate Vendola può accampare pretese, essendo un residuo bellico della sinistra radicale morta e sepolta dai propri errori. La dirigenza del Pd cerca di darsi una immagine nuova con la serie di travestimenti di questi ultimi 20 anni ma sotto il vestito dell’ex Pci-Ds-Pds-Pd non c’è proprio più nulla.

    Hanno infestato il Paese di precarietà grazie soprattutto al pacchetto Treu e hanno creato le peggiori condizioni di integrazione con l’apertura indiscriminata agli immigrati, oltrechè partecipato alle guerre democratiche imposte dagli anglo-americani.
    Dai microfoni di Radio Anch’io, il segretario del Pd ha voluto lanciare questo messaggio di ottimismo ma c’è poco da stare allegri.

    La gioiosa macchina da guerra è piena di ruggine e a stento riesce a tenere il minimo. Tra le priorità del governo di transizione, sempre che le trame di Palazzo portino a questa svolta, vi sarebbe la riforma della legge elettorale, quella del fisco e della precarietà giovanile. Sul primo punto c’è poco da dire anche perché con questa legge hanno vinto sia il centrosinistra che il centrodestra e non può essere certo una questione di vita o di morte per la democrazia; sul secondo punto invece c’è l’esperienza passata del governo Prodi che non portò affatto ad un abbassamento della pressione fiscale sui redditi medio-bassi; sul terzo punto infine si deve proprio ai governi di centrosinistra questa situazione di precarizzazione in cui versa il mondo giovanile.

    Poi il segretario del Pd scivola sulla mozione di sfiducia alla Camera in programma il 14 dicembre contemporaneamente a quella a favore al Senato presentata dalla maggioranza. A differenza di Vendola che pone il veto ad accordi con il Fli, Bersani cerca proprio di tessere questa tela con l’obiettivo primario di scacciare il tiranno da Palazzo Chigi. E anche, a suo dire, se dovesse superare lo scoglio del 14 difficilmente il governo potrebbe andare lontano, a causa dei problemi interni alla maggioranza. Invece sulla proposta di Casini per la formazione di un governo d’armistizio, il leader del Pd liquida la cosa come un fatto di tatticismo che non porterebbe comunque da nessuna parte. Il dietrofront di Pierferdinand lo irrita particolarmente anche se cerca in tutti i modi di non darlo a vedere.

    E per questo lancia di nuovo la proposta di un governo di transizione con la scusa della legge elettorale e di altre questioni primarie che fanno comodo per favorire una convergenza ma che non sono mai state risolte dall’ex Pci-Pds-Ds-Pd. Infine su Fini cerca di barcamenarsi tra un desiderio di accordo comune per sbarazzarsi del Cavaliere e la pressione della sinistra radicale rappresentata da Vendola che invece non vuol sentir parlare di legami con l’ex alleanzino. “Per la transizione siamo molto larghi con la nostra proposta e ci rivolgiamo a tutti, compresi i finiani”, questa l’inequivocabile posizione della dirigenza del Pd. Qualora invece ci fossero le condizioni per un ritorno al voto allora l’obiettivo di Bersani è quello di un governo alternativo allargato all’Udc.

    Ultima chicca del dalemiano è riservata alla diatriba tra Saviano e Maroni. Le accuse dello scrittore anti-camorra sarebbero fondate. E questo francamente è una ignominia perché da quando al Viminale c’è un leghista per i mafiosi, ‘ndrangheta, camorra, mafia e sacra corona unita, la vita non è più allegra. A centinaia sono stati sbattuti in galera, cosa che fino a ieri non era nemmeno inimmaginabile.
    Bersani apre a Fini per un governo di transizione | Politica | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale

  5. #25
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    Ultima modifica di Lucio Vero; 01-12-10 alle 17:44

  6. #26
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    I finanziamenti illeciti delle coop rosse al Pci che coinvolsero Occhetto e D'Alema, "misteriosamente" sopravvissuti a Tangentopoli, sono la dimostrazione della faziosita' di certa magistratura, la stessa che ha inseguito "altri" fino a spingerli in esilio..

  7. #27
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    Pd raccoglie firme per Draghi.

    Bce, da 105 deputati appello a Berlusconi per Draghi presidente


    105 deputati di diversi schieramenti hanno sottoscritto un appello al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invitandolo a sostenere la candidatura del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, alla guida dell Bce.

    "Consideriamo indispensabile che il nostro Paese proponga unitariamente la candidatura Draghi alla presidenza della Bce, per l'evidente presenza di un interesse nazionale ed europeo nella vicenda. Avere italiani capaci e stimati alla guida delle istituzioni europee è difatti vitale all'immagine e all'influenza del nostro Paese", si legge nell'appello bipartisan reso noto attraverso un comunicato del Pd.

    "Le chiediamo perciò di impegnarsi fin d'ora, in vista della discussione che seguirà, a favore della candidatura di Mario Draghi e di adoperarsi a promuoverla nel consesso europeo. Firmando questo appello ci impegniamo a sostenere la sua azione accantonando ogni interesse di parte, nella convinzione che l'interesse dell'Italia e dell'Europa ci chiamino all'unità e alla condivisione".

    Il mandato di Jean-Claude Trichet alla guida dell'Eurotower scade nell'autunno del 2011. Draghi e il capo della Bundesbank Axel Weber sono i candidati dei quali più si è parlato in questi mesi per la successione.
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  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Hagakure Visualizza Messaggio
    Pd raccoglie firme per Draghi.
    Bce, da 105 deputati appello a Berlusconi per Draghi presidente.
    Esigiamo i nomi. :giagia:

  9. #29
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    L’intervento di Zanda (PD) al Senato dimostra che la posta in gioco non è il Cavaliere come tale ma la nostra politica energetica

    Berlusconi alza la canna del gas

    di Filippo Ghira


    L’odore di gas aleggiava ieri al Senato quando Silvio Berlusconi vi ha fatto esplicitamente riferimento, respingendo le critiche sui rapporti stabiliti dall’Italia e dall’ENI con Russia e con Gazprom ed in particolare i suoi personali con Putin. In particolare il Cavaliere ha voluto replicare a Luigi Zanda del PD che lunedì scorso si era esibito in un discorso ultra-atlantico e anti-russo che, oggettivamente, come direbbe un marxiano, era in linea con gli interessi dei petrolieri anglo-americani.
    Non ci stancheremo mai di ripeterlo ma i siluri che stanno arrivando a Berlusconi, dai suoi ex alleati e dai nemici di sempre, vedono come motivazione primaria la questione energetica e il suo approccio che potremmo definire come eurocentrico. Tutto il resto, il cesarismo o il bonapartismo che sia, il partito azienda e il qui comando io, le puttane e il priapismo, le corruzioni di giudici, le tangenti, i falsi in bilancio, le cadute di stile, i conflitti di interesse o i legami mafiosi, rimanendo sempre in ambito marxiano, non sono altro che sovrastrutture. Deve essere però chiaro che tutto questo non ha nulla a che fare e non deve avere nulla a che fare con il giudizio, sostanzialmente negativo, che si deve dare sull’operato di questo governo. Ma che allo stesso tempo ha invece avuto il grande merito di ricostruire nuovi rapporti con la Russia e con la Libia che sono naturali dal punto di vista geopolitico, il primo in chiave europea ed eurocentrica e l’altro in chiave mediterranea.
    L’atlantico Zanda non si era fatto sfuggire lunedì l’occasione per attaccare la politica filo-russa di Berlusconi contrario alla installazione dei missili Usa in Polonia e Cecoslovacchia che invece sarebbero “a difesa dell’Europa” (sic), contrario all’entrata nella Nato della Georgia del fantoccio Shakashvili e dell’Ucraina di Yushenko (poi giustamente defestrenato). Dulcis in fundo, una politica da attaccare perché protesa alla difesa del gasdotto South Stream che secondo Zanda sarebbe “anti-economico” e tale da rafforzare la dipendenza europea dalle forniture russe. Non poteva mancare poi nel discorso di Zanda un riferimento alle mancate proteste italiane per l’assassinio (il 7 ottobre 2006) della giornalista Anna Politkovskaja, come se il mandante fosse stato identificato in Vladimir Putin e come se l’omicidio non si fosse verificato quando in Italia c’era il governo Prodi.
    Zanda non si è fatto scappare poi l’occasione per citare il caso dell’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, un criminale condannato per truffa ed evasione fiscale che, a suo dire, sarebbe detenuto ingiustamente. Quello stesso Khodorkovsky, ex proprietario della Yukos che quel vecchio ubriacone di Boris Eltsin gli aveva svenduto (era un’azienda pubblica) e che lui aveva acquistato con i soldi della Exxon, della quale era il prestanome e alla quale la stava rivendendo ufficialmente, salvo essere giustamente fermato da Putin che non voleva che la Russia fosse svenduta agli amerikani. Il senatore del PD, immemore di questa realtà, ha continuato nella sua tiritera accusando ENI ed ENEL di essere le uniche compagnie occidentali che, sotto le pressioni del governo italiano, avevano comprato i pezzi della Yukos che il governo russo aveva messo in vendita dopo averla espropriata all’oligarca e averla trasferita alla Rosneft e alla Gazprom.
    Da qui la conclusione di Zanda era stata quella prevista. Perché Berlusconi non ha mai discusso in Parlamento queste sue posizioni? Per amicizia disinteressata con Putin e Gheddafi o invece per i suoi segreti e inconfessabili interessi personali?
    Zanda, non rendendosi conto dell’enormità di quello che stava dicendo, attribuendo di fatto a Washington il diritto di mettere bocca negli affari interni europei, aveva poi sposato in pieno i rapporti inviati dall’ambasciatore Usa a Roma e riportati da Wikileaks.
    Gli Stati Uniti, che sono nostri “grandi” (?) alleati, aveva affermato infatti Zanda, ritengono che sia in gioco l'interesse strategico della sicurezza europea e che il rapporto di Berlusconi con Putin porta ad ipotizzare non soltanto che siano in gioco guadagni personali per il Cavaliere ma che tale rapporto poco trasparente sia anche funzionale a una politica energetica che favorisce Gazprom.
    Secca e decisa è stata la replica di Berlusconi a Zanda. “La storia mi darà ragione”, ha affermato Berlusconi in Aula, citando forse inconsapevolmente una famosa frase, ad uso postumo, del figlio del fabbro di Predappio. Nello specifico, il capo del governo ha difeso con forza le relazioni con Putin e la Russia, un partner commerciale “essenziale” per l'Italia. Relazioni, grazie alle quali, “Abbiamo portato a casa contratti per fare crescere il Prodotto interno lordo di oltre il 2-3%. South Stream – ha poi ricordato - venne approvato dal governo Prodi”.
    E ancora, ha insistito, voi (nel senso di voi comunisti) “stavate con l'Unione sovietica quando non dovevate starci, adesso che dovreste essere vicini a Mosca...”. In ogni caso, “non c'è un solo dollaro da tutte queste transazioni con la Russia – ha concluso Berlusconi rivolto a Zanda - che entrerà nelle mie tasche”.
    Zanda in ogni caso si trova in buona compagnia. Una settimana fa, un Antonio Di Pietro, tanto per fare capire che il suo cuore guarda oltre Atlantico, ha affermato, sapendo di dire una cosa non vera, che “il gas russo avvantaggia la Russia e svantaggia l’Italia”. La stessa opinione, è appena il caso di tenerlo presente, che viene diffusa a piene mani dalle compagnie petrolifere anglo-americane (Exxon-Mobil, Chevron-Texaco, Conoco-Phillips e British Petroleum) ed anglo-olandesi (Shell).

    Fonte: Rinascita


    carlomartello

  10. #30
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    Predefinito Rif: Partito Democratico

    De Benedetti detta la linea al Pd, Mario Monti alla guida al posto di Bersani.. Romano Prodi al Quirinale..
    Ha ragione l'ingegnere. Bersani non ha la credibilita' di chi ha lavorato per Goldman Sachs, non si discute.
    Ultima modifica di carlomartello; 25-08-11 alle 12:18

 

 
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