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Discussione: Tutti cercano Silvio!

  1. #1
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    Predefinito Tutti cercano Silvio!

    Pier Ferdinando mette Fini nei Casini.
    Perché la mano tesa del leader dell’Udc è un mezzo schiaffo al presidente della Camera.
    E Berlusconi, ad Arcore coi figli, sorride e ai suoi manda messaggi di soddisfazione perché - questo il senso del suo ragionamento - «si rendono conto che non sono finito, anzi».

    Qualche settimana fa in molti ne chiedevano la testa, adesso gli stessi sembrano fare a gara per corrergli in soccorso.
    Appena Casini apre e dice «trattiamo» un eventuale ingresso al governo, parte la nota del vicepresidente dei deputati Pdl Osvaldo Napoli a lodare «il pragmatismo di Casini: prima cosa saggia che si ascolta dalle opposizioni da alcuni mesi a questa parte».
    Ancora più esplicito: «Casini lancia una sfida che la maggioranza non può non raccogliere».
    Napoli parla di «rimettere carburante alla legislatura destinata altrimenti al naufragio provocato in modo irresponsabile da Fini».
    E il portavoce vicario del Pdl Anna Maria Bernini va nella stessa direzione: «Inutile evocare la crisi di questo governo e le dimissioni del premier; utile invece lavorare insieme perché il Paese esca dalla crisi più forte, moderno e competitivo».
    Pure Gasparri apre: «Con Casini si può trattare».

    Da tempo il Pdl corteggia i centristi in funzione antifiniana e il «ci siederemo a un tavolo» dell’Udc lascia ben sperare.
    Poi, da buon democristiano, Casini lascia molte zone d’ambiguità.
    Dice che «gran parte del mondo dell’industria, dei sindacati e del mondo cattolico ci dice di entrare nel governo per senso di responsabilità» ma graffia il Cavaliere («non ci fidiamo delle sue promesse») e detta condizioni durissime nei confronti della Lega, accusata di avere peso e ruolo eccessivo nell’esecutivo.

    La sintesi del giudizio berlusconiano alla proposta udiccina la fa Capezzone:
    «Il leader Udc mostra di comprendere che, per un verso con Bersani, e per altro verso con Fini, non si va lontano. E questo è senz’altro un punto di partenza positivo. Quello che invece non convince e non può convincere è la richiesta di dimissioni al premier. Adesso, delle due l’una: o si permette al governo Berlusconi di lavorare, o si torna alle urne».

    Quello che è emerso soprattutto dal non detto di Casini è una vistosa crepa nell’asse con Fini.
    Non è vero che Pier Ferdinando e Gianfranco siano pappa e ciccia.
    In realtà il primo comincia a non fidarsi del secondo e l’alleanza tra Fli e Udc in nome dell’antiberlusconismo si sta dimostrando per quello che è: una patacca. I due sono avversari avendo entrambi il medesimo scopo, il medesimo sogno: quello di subentrare nel dopo Berlusconi come leader del centrodestra.
    Oggi appaiono tatticamente vicini ma domani saranno strategicamente lontani anni luce.
    Casini e Fini sono in contrapposizione e in lotta tra loro per regnare sul vasto mondo dei moderati italiani e le mosse di entrambi smascherano i propri disegni.

    Fini cerca a fatica di contenere le spinte sinistrorse dei falchi, assetati di sangue berlusconiano, per presentarsi come futuro capo dei moderati.
    Casini fa lo stesso, pressato com’è dagli scettici del terzo polo e della politica dei due forni.
    Nell’Udc infatti in molti la pensano come i transfughi siciliani alla Calogero Mannino e alla Saverio Romano.
    I quali, tempo fa, hanno lasciato la zattera centrista per aggiungere i propri colpi di remi al barcone del centrodestra. E non è detto che a breve l’Udc subisca un altro strappo al suo interno, in occasione della mozione di sfiducia al governo.
    Il rischio scissione: ecco un altro valido motivo per lanciare messaggi d’apertura a Berlusconi.

    E proprio il Casini dialogante fa sorridere l’ex centrista siciliano, Saverio Romano:
    «Mi fa piacere che Casini, dopo un lungo periplo attorno ad ipotesi inesistenti di intesa con Fini per il Partito della nazione, e con D’Alema per una riedizione del centrosinistra, si renda conto di due cose: in primo luogo, che un partito di centro, se tale è rimasto l’Udc, non può prospettare ipotesi di governo con il Pd. In secondo luogo, che bisogna fare i conti con questo governo, cioè con Berlusconi, eletto dal popolo».

    Tuttavia, non tutti nel Pdl si fidano del leader Udc.
    Da un democristiano doc come il ministro Rotondi, per esempio, arriva l’altolà: «La proposta di Casini è fuori tempo utile. Temo che senza fiducia - e la partita è tutta aperta - resti solo il ricorso alle urne».
    Il che dimostra che, centristi o meno, il Cavaliere è più forte di quanto non si pensi.
    Intanto tra gli scossoni in arrivo c’è chi racconta di un altro ministro in bilico: Stefania Prestigiacomo, che sarebbe tentata dall’addio al Pdl per passare al «partito del Sud» di Miccichè, che comunque giura fedeltà al Cav.

    F. Cramer pg.3 de ilgiornale.it 22 11 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Fini spiazzato ora rischia l'isolamento!

    La sortita di Pier Ferdi*nando Casini ha portato scompiglio in Futuro e liber*tà:
    da ieri il rischio-isolamen*to per la neonata formazione finiana è più concreto, soprat*tutto se dovesse prevalere la linea dei «falchi» antiberlu*sconiani.
    Le difficoltà sono te*stimoniate dal lungo interval*lo, circa sei ore, tra la dichiara*zione- shock del leader Udc e la risposta del coordinatore Fli, Adolfo Urso.
    Una replica ancor più de*mocristiana di quella dell’ex*dc.
    «La proposta di Casini è se*ria e fondata e non può essere lasciata cadere nel vuoto per*ché nel vuoto rischia di cade*re l’Italia », ha rilevato Urso ag*giungendo che «serve un go*verno di responsabilità nazio*nale che ricomponga tutte le forze che si richiamano al po*polarismo europeo, Udc com*presa».
    Parole soppesate a una a una con l’avallo del presiden*te della Camera, Gianfranco Fini (ieri a pranzo con Bocchi*no), al quale Urso si è riavvici*nato in quest’ultimo periodo.

    «Se non si vuole fare la fine di Prodi, occorre pensare da su*bito a un nuovo governo e a un nuovo programma più adeguato alle sfide che il Pae*se deve affrontare», ha ag*giunto sottolineando la neces*sità che «il Pdl esca dalla torre di Babele e faccia capire se è in condizione di fornire una risposta» perché «le elezioni anticipate sono una fuga dal*le re*sponsabilità che lascereb*be l’Italia in balía degli specu*latori internazionali».

    Il timore che Casini possa in qualche modo ritornare al*l’ovile del Cav prima di Fini & C. è concreto.
    Solo in questo modo si può leggere l’elimina*z*ione di ogni riferimento al ve*to nei confronti di Berlusconi in caso di formazione di un nuovo esecutivo.

    Insomma, i finiani sembrano aver già messo da parte una pregiudi*ziale aggiunta come postilla al discorso di Bastia Umbra.
    Ma non è la sola novità.
    «È incredibile- ha chiosato Silva*no Moffa, esponente dell’ala moderata di Fli - che, da un lato, si pensi solo ad acquisire qualche parlamentare in più per garantirsi la fiducia arit*metica, dall’altro, si vada avanti con “stop and go” in ogni fase in cui si profilano spiragli per una soluzione che faccia superare lo stallo».
    Un’accusa nemmeno tanto velata ai «falchi» che con i lo*ro continui giochi al rialzo esa*sperano il clima e ostacolano ogni tentativo di riallacciare il dialogo con la maggioranza.
    Tentativo che in realtà è sta*to già esperito dalle «colom*be » finiane che nei giorni scor*si hanno incontrato Gianni Letta, Angelino Alfano e Ro*berto Maroni per capire se sia possibile costruire un ponte tra le due sponde del centro*destra.

    Ora che Casini ha gio*cato d’anticipo, lo scenario cambia e i «fillini» più radicali potrebbero rinfacciare ai col*leghi di partito di esser stati troppo dialoganti senza aver ottenuto nulla.

    «Non è debole chi rinuncia a qualcosa per una buona cau*sa, bisogna avere il coraggio di mostrare senso di respon*sabilità: le posizioni estreme non aiutano, mentre se c’è la possibilità di allargare la mag*g*ioranza dopo le parole di Ca*sini, questo è positivo, soprat*tutto dopo la presa di distan*za dal Pd»,
    replica Moffa se*condo cui «i tatticismi esaspe*rati ris*chiano di spezzare l’esi*le filo che ancora lega i cittadi*ni alla politica, mentre il Pae*se attende segnali definitivi di stabilità e di rilancio della azione di governo».
    Berlusco*ni, conclude Moffa, «è nelle condizioni di fare questo pas*so » e «ridare voce alla maggio*ranza silenziosa del Pdl».

    A proposito di silenzi, fa molto rumore quello dei pa*sdaran come Bocchino e co*me Granata che ieri hanno ri*nunciato alle quotidiane di*chiarazioni.
    Gianfranco Fini sta cercando di serrare le fila perché la strada è molto stret*ta e può trasformarsi da un momento all’altro in un vico*lo cieco.
    Le aperture dei gior*ni scorsi al Pd hanno bloccato la «campagna acquisti» nei consigli comunali e in quelli regionali, mentre la frenata dell’ultimo videomessaggio ha indispettito la base antiber*lusconiana.
    Senza contare che le «teste calde» di Fli po*trebbero continuare le loro scorribande nelle votazioni, ma questa volta l’arma del ri*catto potrebbe rivelarsi una pistola scarica.

    di Gian Maria De Francesco pg.5 de ilgiornale.it 22 11 2010

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Manovre a Palazzo
    Scintille tra Lega e Udc ma dietro le quinte si lavora a un’ intesa!

    In una gerarchia leghista degli spettri da fugare, al primo posto c’è il governo tecnico, ma subito dopo il «galleggiamento».
    Il pericolo che la Lega vede dietro l’angolo, anche con l’incasso della fiducia tra tre settimane, è che la maggioranza dipenda da qualche voto in più e che il logoramento del governo continui.
    La soluzione che la Lega firmerebbe subito resta ancora il voto (Bossi l’ha ripetuto qualche giorno fa: «Berlusconi andrà avanti, ma io preferirei andare alle elezioni»), però in alternativa non si escludono percorsi che permettano alla coalizione di proseguire il cammino, senza l’ansia perenne dei numeri.

    I canali diplomatici con finiani e Udc sono aperti, anche se tra leghisti e centristi l’amore non c’è, ed è impossibile far finta che non sia così.
    Solo qualche mese fa il segretario federale aveva dato dello «stronzo» al leader Udc, che in compenso nelle ultime 48 ore è andato giù pesante sulla Lega («Non mi piace») e sul federalismo («fa solo confusione»).
    Insomma il matrimonio è impensabile, ma una convivenza forse sì, anche se nella diffidenza reciproca.

    Però siamo immersi in una fase di puro tatticismo, per cui dopo l’attacco di Casini, che mentre tende la mano al Cavaliere tira un pugno al Carroccio, la reazione della Lega non può che essere altrettanto ferma.
    E allora si incarica Maroni di escludere che «chi ha perso le elezioni possa far parte del governo», ribadendo che se la maggioranza «non è più in grado di governare, si deve tornare davanti a popolo sovrano», «un governo d’armistizio? Questa mi mancava...».

    Una bocciatura irrecuperabile di ogni ipotesi di allargamento all’Udc, ma è questo il volto che la Lega deve tenere pubblicamente, duri e puri e senza compromessi.
    In realtà un conto è il messaggio che si lancia all’elettorato leghista, ferocemente anti-Udc, altro conto sono i ragionamenti da realpolitik di cui il Carroccio, partito più vecchio del Parlamento, è ormai esperto.
    Con l’Udc vale la stessa linea che si tiene coi finiani: nessuna preclusione ideologica a collaborare, ma a precise condizioni e garanzie sulle riforme che la Lega deve portare a termine.
    Poi non è considerata accettabile, nel Carroccio, una anche vaga idea di ridefinire il peso nordista dentro la coalizione, e se questa fosse la richiesta di Casini il dialogo sarebbe tranciato all’istante.

    Insomma, siamo alla prova dei muscoli in pubblico, ma dopo le scazzottate sul palco i leghisti sanno prendere da parte l’avversario e scambiarci due chiacchiere come niente fosse.
    Ci si studia, in attesa che il quadro si chiarisca con mosse più nette.

    Un modo per contarsi sono le scadenze parlamentari di questa e della prossima settimana.
    Alla Camera arriverà la mozione sul pluralismo nei tg Rai (oggi) e quella di sfiducia per il ministro Roberto Calderoli.
    Due iniziative che serviranno da test per monitorare il comportamento dei centristi di Casini (e quello dei finiani).
    Stessa cosa per la riforma dell’Università, calendarizzata per domani e mercoledì, e per la sfiducia a Bondi, settimana prossima.
    Piccole prove di lealtà a futura memoria.

    Quanto alle critiche centriste sul federalismo, la Lega si ricorda che «con l’Udc abbiamo collaborato sulla devoluzione in passato - spiegano fonti parlamentari leghiste - e il dialogo potrebbe riprendere quando arriverà il turno del federalismo costituzionale».
    Presto, subito dopo l’approvazione del federalismo fiscale.
    A quel punto il tavolo a cui sedersi insieme all’«infido» Pier, sarebbe molto più comodo.

    Paolo Bracalini pg.4 de ilgiornale.it 22 11 2010

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Tutti parlano di astrazioni ma pensano ai soldini.

    Casini sembrava amico di fini fino a che non debba dividere una torta.

    Ora casini non ama prendersi una mezza fetta e si dispera nel cercare
    la posizione migliore.

    A berlusconi manda a dire :" Ok il mio contributo m a la lega no"

    Nell'altro forno ci sta vendola e dipietro indigesti.

    Come farà a governare con berlusconi escludendo la lega?
    Come farà a governare con bersani escludendo vendola e dipietro?

    La matematica é un'opinione?

  5. #5
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Tutti parlano di astrazioni ma pensano ai soldini.

    Casini sembrava amico di fini fino a che non debba dividere una torta.

    Ora casini non ama prendersi una mezza fetta e si dispera nel cercare
    la posizione migliore.

    A berlusconi manda a dire :" Ok il mio contributo m a la lega no"

    Nell'altro forno ci sta vendola e dipietro indigesti.

    Come farà a governare con berlusconi escludendo la lega?
    Come farà a governare con bersani escludendo vendola e dipietro?

    La matematica é un'opinione?
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    veramente è Silvio che sta cercando tutti, dagli udiccini ai radicali.

    Ancora 22 giorni, dai.
    Ultima modifica di brunik; 22-11-10 alle 14:54

  7. #7
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Anche la magggistratura lo cerca.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Ma scusate se quindi Fini, che secondo voi non rispetta il voto degli Italiani e molla Silvio, è un traditore non lo è anche Casini nel caso entrasse in maggioranza anche se è stato votato "per fare l'opposizione"?

    (Arrampicata sugli specchi in arrivo...)
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

    Mangio sempre i bambini bolliti.

  9. #9
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Ma scusate se quindi Fini, che secondo voi non rispetta il voto degli Italiani e molla Silvio, è un traditore non lo è anche Casini nel caso entrasse in maggioranza anche se è stato votato "per fare l'opposizione"?

    (Arrampicata sugli specchi in arrivo...)

    sono 'casi' degli uddicini ...vai a dirlo a loro ..

    Hai sbagliato sezione e quindi ..

    parafrasando qualcuno che tu conosci MOLTO bene :

    ARIA GRAZIE, questo è thread serio! iaociao:

    repapelle: repapelle: repapelle:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  10. #10
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Tutti cercano Silvio!

    All’assemblea nazionale del partito, l'auspicio che Casini leader dell'Udc ha lanciato è la nascita di “un governo di armistizio, di responsabilità e di solidarietà nazionale e per tre o quattro anni bisognerebbe non parlare di chi vince le elezioni, ma governare facendo anche scelte impopolari”.

    Ma non basta per l'ex pupillo di Forlani il cui maestro è stato mandato ai lavori sociali per redimersi:

    “Si cambi davvero - chiede il numero uno centrista - non ci piace la Lega e non ci fidiamo delle promesse di Berlusconi che deve fare un passo indietro. Ci aspettiamo fatti, non chiacchiere”

    Di proposte demenziali in politica se ne sono sentite tante, ma ultimamente mi pare che si esageri.

    Ad esempio quella del cognato di Giancarlo Tulliani, in arte Gianfranco Fini, che propone a Berlusconi che pure lo sovrasta per voti, carisma e disponibilità economica di dare le dimissioni per lasciare spazio a lui che è più sfigato e meno intelligente del cognato che opera con successo nel settore immobiliare a Montecarlo, appare tra le più stravaganti. repapelle: repapelle:

    Non è da meno quanto a stupidità la richiesta di Casini che riassunta in spiccioli è la seguente:

    Berlusconi si dimetta (a ridaje!), la Lega si faccia da parte e non parliamo più di chi vince le elezioni perché scelti dal popolo, ma si lascino governare anche il falliti come lui, Fini, Di Pietro e Bersani che non ce la faranno mai a vincere le elezioni.


    Naturalmente le loro sono solo proposte.

    Idiote, ma pur sempre proposte.

    Anch'io ne avrei una:

    perché Casini, Fini ed i falliti come loro a capo di partitini non vanno, tutti assieme appassionatamente, a “dar via i ciapp” come dicono, in perfetto inglese, a Milano.

    Gli italiani hanno già tanti problemi ed urgono soluzioni, non gente che pone altri problemi ed altre difficoltà.

    .

    AG-Notizie: Proposta indecente

    Quanto mi piace trovare articoli che condivido al mille per cento cosi' che mi possa risparmiare spremiture di meningi atte a rendere comprensibili agli altri i miei ragionamenti

    Un grazie di cuore a G. Agretti :giagia:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

 

 
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