Dolomiti lucane
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Dolomiti lucane
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Ultima modifica di southern; 11-01-11 alle 22:18
Nella chiesa di St Jacques a Montgeron, a sud di Parigi, nel 1941, quando la Francia era già occupata dalle truppe naziste, venne realizzata una grande vetrata in cui Adolf Hitler era raffigurato nei panni di un re Erode assetato del sangue degli ebrei. Ma il particolare - che per ovvi motivi non venne pubblicizzato ai tempi della realizzazione dell'opera - non è stato notato sino ad oggi. Il parroco di Montgeron, parlando al Daily Mail conferma la cosa. Padre Dominique Guerin spiega che esaminando la vetrata si vede bene come il personaggio raffigurato mentre abbatte la sua spada contro Saint Jacques (che rappresenta gli ebrei) sia Hitler. La "pettinatura - spiega - è quella del leader nazista ma i famosi baffi sono coperti dalla spada".
Dimenticata per quasi settant'anni nella chiesa St Jacques a Montgeron, poco distante da Parigi, una vetrata sacra raffigurante Hitler nelle vesti di un Erode sanguinario è venuta alla luce il mese scorso quando un giornalista ne ha fatto notare la presenza alle autorità ecclesiastiche. L'opera risale al 1941, nel pieno dell'occupazione nazista e raffigura Hitler che uccide con una spada San Giacomo, che rappresenta il popolo ebraico. L'opera d'arte è, anche, un gesto eroico per l'epoca e sarebbe costato la morte al suo realizzatore e a chiunque ne fosse stato a conoscenza.
Ultima modifica di gertrud; 18-01-11 alle 13:41
Orientata verso l'immenso mare della bellezza
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Uqbar! Stop con le venerazioni...![]()
Orientata verso l'immenso mare della bellezza
Capo Vaticano è un'estesa località balneare del comune di Ricadi (VV). Il promontorio che ne assume il nome è fatto di uno speciale granito, quello bianco-grigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche (l'altezza massima del promontorio è pari a mt. 124). Di notevole importanza è la presenza della felce tropicale e la presenza di sedimenti marini del Quaternario, che fanno di Capo Vaticano una meta obbligata di molti studiosi di Paleontologia, dove, la particolare morfologia dei luoghi con valli e profonde incisioni fluviali su un territorio dal tipico “terrazzamento a gradoni” permette di raggiungere agevolmente gli strati fossiliferi del Miocene. Conchiglie tipiche dei mari tropicali, denti di squalo, coralli, si accompagnano a ritrovamenti di parti scheletriche di mammiferi marini e continentali.
Tutta la zona è comunque famosa per l’abbondanza di Clipeastri, antichi echinidi dalla caratteristica forma piramidale oggi estinti.
Il promontorio di Capo Vaticano è situato sulla costa tirrenica calabrese, di fronte allo Stromboli e le Isole Eolie, si estende nel Comune di Ricadi, e comprende la costa dalla baia del Tono e fino alla baia di Santa Maria e le ultime propaggini del Monte Poro. La più suggestiva baia è quella di Grotticelle, formata da tre spiagge contigue.
Secondo una nota rivista francese, Capo Vaticano, è considerata la terza spiaggia più bella d'Italia e fra le 100 spiagge più belle al mondo.
Il famoso scrittore veneto Giuseppe Berto, dopo aver girato l'Italia decise di rimanere a vivere qui, scrivendo in alcuni dei sui libri "Il tratto di costa che culmina in Capo Vaticano è pieno di storia e di bellezza. Si potrebbe chiamare Costabella con un pizzico di rimpianto e nostalgia".
In un'altra opera, Berto scrive: Penso che Capo Vaticano si chiami Vaticano per la stessa ragione per cui un colle di Roma si chiama alla stessa maniera: sacerdoti e indovini vi andavano a scrutare il futuro, basandosi sul volo degli uccelli e altre cose. Duecento metri al largo della punta c'è uno scoglio chiamato Mantineo, e in greco "manteuo" significa comunicare con la volontà divina. Il Capo era un posto sacro, e lo è ancora, nonostante tutto.
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Orientata verso l'immenso mare della bellezza
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Monte Sant'Angelo (FG)
Santuario di San Michele Arcangelo
I monumenti dei Longobardi sono patrimonio dell'umanità
I siti italiani che conservano le più importanti testimonianze longobarde, tra cui il Santuario garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, entrano a far parte della lista dell'Unesco
il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg)
che dal VII secolo, con i Longobardi, divenne il più importante luogo del culto micaelico, influenzando profondamente la diffusione della devozione per San Michele in tutto l’Occidente e divenendo un modello per i centinaia di santuari costruiti nel resto d’Europa, compreso il più famoso Mont-Saint-Michel tra Bretagna e Normandia.
I monumenti dei Longobardi sono patrimonio dell'umanit
MONTE SANT'ANGELO
Per la fede cattolica il santuario n.1
Persino san Francesco non si ritenne degno di entrare nella grotta
di DOMENICO CASTELLANETA
Come Assisi, forse anche di più. Non c'è luogo al mondo, nella considerazione religiosa cattolica, che abbia un'importanza superiore a quella della grotta dell'Arcangelo Michele, il capo delle milizie celesti. Monte Sant'Angelo, nelle quotazioni di un'ideale classifica dei luoghi di culto, è sicuramente ai primi posti, ben più di San Giovanni Rotondo dove visse e morì e dove è tuttora sepolto san Pio.
"Andate a salutare San Michele", ripeteva padre Pio a quanti si avvicinavano a lui per essere confessati. E ai fedeli egli imponeva questa "sacramentale penitenza" proprio al termine della confessione. Non solo: a chi sapeva che era in procinto di recarsi a Monte Sant'Angelo chiedeva come favore personale una preghiera anche per se stesso.
La grotta di Monte Sant'Angelo è l'unico luogo di culto al mondo non consacrato da mano d'uomo: l'altare non ha mai avuto neppure la pietra sacra, e fu insignito, nei secoli, del titolo di "Celeste Basilica". Secondo la fede cattolica la grotta fu consacrata proprio dall'intervento diretto dell'Arcangelo che è l'unico santo menzionato dalla Bibbia (il nome significa "chi è come Dio").
Secondo la tradizione, l'Arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, gli avrebbe indicato una grotta sul Gargano lo avrebbe invitato a dedicarla al culto cristiano. In quel luogo sorge il santuario che nel Medioevo fu meta di flussi di pellegrini che per giungervi percorrevano un percorso di purificazione lunga la Via Francigena.
Il più famoso tra i devoti dell'Arcangelo che sconfisse Satana fu san Francesco che, raccontano, si recò a Monte Sant'Angelo nel 1216, per cercare il perdono angelico. Il poverello di Assisi, però, si ritenne indegno di entrare nella grotta, e si fermò in preghiera all'ingresso. Poi baciò la terra in segno di venerazione e su di una pietra incise un segno di croce a forma di T (Tau). Nella Bibbia, il segno di Tau è il sigillo impresso sulla fronte ai predestinati all'eterna glorificazione. Ancora oggi il calco di quella scritta è visibile all'ingresso della grotta dell'Arcangelo.
Ma c'è una tradizione secondo la quale i cardinali che vengono a Monte Sant'Angelo sono destinati a diventare papi. L'arcivescovo di Cracovia, il cardinale Karol Woityla, il 2 settembre 1974, si recò in pellegrinaggio. Dopo la messa - ricorda il sito della Milizia di San Michele Arcangelo, un gruppo di fedelissimi al principe degli angeli - egli sostò in preghiera e, ai suoi accompagnatori, che lo sollecitavano ad alzarsi dall'inginocchiatoio, disse: "Lasciatemi stare ancora un po', qui si prega bene". Poi sul registro dei visitatori illustri, il cardinale scrisse in polacco: "San Michele Arcangelo ci difenda nella lotta, contro la malizia e le insidie ci dia tutela". Il 24 maggio 1987, Karol Woityla, diventato papa Giovanni Paolo II, si recò di nuovo in pellegrinaggio al santuario e disse: "A questo luogo, come già fecero in passato tanti miei predecessori nella Cattedra di Pietro, sono venuto anch'io per godere un istante dell'atmosfera propria di questo santuario, fatta di silenzio, di preghiera e di penitenza; sono venuto per venerare ed invocare l'Arcangelo Michele perché protegga e difenda la Santa Chiesa, in un momento in cui è difficile rendere una autentica testimonianza cristiana senza compromessi e senza accomodamenti".
Nella Messa gregoriana o tridentina, quella basata sul vecchio rito, san Michele è menzionato nel Confiteor, primo fra i santi dopo la Vergine Maria. Lo si ritrova quindi nella preghiera di benedizione dell'incenso, in cui l'Arcangelo viene invocato come "colui che sta alla destra dell'altare dell'incenso". Papa Leone XIII ordinò infine di recitare la preghiera a San Michele in ginocchio davanti all'altare al termine di tutte le Messe, escluse quelle solenni. La tradizione resiste ancora oggi nelle messe celebrate con l'antico rito romano.
Per la fede cattolica il santuario n.1 - Bari - Repubblica.it
Ultima modifica di x_alfo_x; 26-06-11 alle 20:15