



NOn solo. L'oro è il colore preferito dell'arte bizantina.




RIPOSTO (CT) sotto l'etna in eruzione
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L'Etna all'alba...
Orientata verso l'immenso mare della bellezza


IL CASTELLO DI MUSSOMELI
Il castello di Mussomeli, situato a due chilometri dall'omonimo paese, è costruito su una rocca calcarea ad un’altezza di circa 80 metri. Quasi alla base della roccia si trova una cinta muraria posta a difesa della stradella di accesso. Sulla vetta si trova una seconda cinta muraria che racchiude la parte residenziale del castello.
STORIE E LEGGENDE
LA LEGGENDA DELLE TRE DONNE
Si narra che un tempo il castello sia stato abitato dal ricco e potente principe Federico che aveva tre sorelle molto belle che si chiamavano Clotilde , Margherita e Costanza.
Un terribile giorno il principe si dovette recare in guerra e non avendo chi lasciare alla custodia di queste tre fanciulle,pensò di chiuderle in una camera,lasciando loro il cibo necessario.Fece quindi murare la sua porta e partì.
La guerra,però,durò più del previsto e le tre poverette consumarono tutto il cibo.
Nel castello non era rimasto nessuno a cui chiedere aiuto ; dopo avere resistito per alcuni giorni a digiuno e non potendo più resistere per la fame tentarono di mangiarsi le scarpe dopo averle messe a cuocere. Finita la guerre il principe ritornò al castello e corse nella stanza delle tre sorelle dove le trovò morte con le scarpe tra i denti.
Da allora quella stanza è chiamata la “ cammara di li tri donni”.
Questa versione è la più comune e certamente è stata originata da qualche avvenimento realmente accaduto.
LA BARONESSA DI CARINI
Il Castello di Mussomeli è noto anche per la tragica vicenda che ha avuto come protagonista Laura Lanza, Baronessa di Carini, figlia di Cesare Lanza.
Cesare Lanza, nel 1500, era l’unico proprietario del Maniero e lo abitava con la propria famiglia.
La storia tramanda che Cesare Lanza, venuto a conoscenza che la propria figlia Laura, coniugata con il Barone di Carini, aveva mantenuto dei rapporti extraconiugali con un giovane cavaliere, per difendere l’onore del Casato, si recò presso il Castello di Carini, dove dimorava Laura e cogliendola sul fatto, decise di assassinare la propria figlia, strangolandola!
Avvenuto l’infame delitto, Cesare Lanza, divorato dai rimorsi, decise di rifugiarsi nel Castello di Mussomeli per espiare.
Triste destino quello che fu riservato a Donna Laura di Carini!, andata sposa a soli 14 anni, per volere del padre, al Barone di Carini che, tutto preso dagli affari legati alla sua proprietà, si disinteressò ben presto della giovane moglie, lasciandola spesso sola e triste nell’antico maniero che la ospitava.
Laura aveva un amico d’infanzia, Ludovico Vernagallo, con il quale soleva passare molto del suo tempo e ben presto molti cominciarono a pensare che ne fosse divenuta l’amante…..daqui il tragico epilogo della sua vita!
Ancora oggi, sembra, che lo Spirito di questa infelice donna vaghi per il Castello di Mussomeli alla ricerca del padre che l’avrebbe uccisa ingiustamente.
Alcuni testimoni affermano che la sua materializzazione è quasi perfetta, tanto che se non fosse per l’abbigliamento appartenente ad un’altra epoca, la si potrebbe confondere per una donna realmente vivente.
Laura indosserebbe degli abiti del 500, un’ampia gonna di seta, un corpetto sul quale avvolge uno scialle finemente lavorato.
Chiunque si trovi a visitare il Castello potrebbe incontrarla mentre vaga per le tre stanze più grandi del Maniero oppure mentre si reca presso la Cappella, dove si inginocchia e prega.
Molti studiosi si sono interessati all’argomento ed hanno riportato alla luce dei documenti dell’epoca dai quali risulta che il Vicerè di Sicilia informa la Corte di Spagna che il Conte Cesare Lanza ha ucciso la figlia Laura e Ludovico Varnagallo.
Tale documento, redatto il 4 dicembre 1563, è conservato nell’Archivio della Chiesa Madre di Carini.
Non esiste, tuttavia, nessuna prova che tra Laura Lanza e Ludovico Varnagallo ci fosse un sentimento diverso da quello dell’amicizia.
Esiste anche un Memoriale presentato, a sua discolpa, da Cesare Lanza al Re di Spagna che così recita:
Sacra Catholica Real Maestà,
Don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, fa intendere a Vostra Maestà come essendo andato al Castello di Carini a videre la baronessa di Carini, sua figlia, come era suo costume, trovò il barone di Carini, suo genero, molto alterato perché avia trovato il mismo istante nella sua camera Ludovico Vernagallo suo innamorato con detta baronessa, onde detto esponente mosso da juxsto sdegno in compagnia di detto barone andorno e trovorno detti baronessa et suo amante nella ditta camera serrati insieme et cussì subito in quello stanti furono ambodoi ammazzati.
Don Cesare Lanza conte di Mussomeli
Il conte non pagò mai per l’orrendo delitto mentre il Barone di Carini, il 4 maggio del 1565,
convola a nuove nozze con Ninfa Ruiz.
Nessuno ancora oggi riesce a spiegare il motivo di tanta crudeltà verso una donna che, anche gli storici dell’epoca, hanno sempre definito ” di fascino e di grandi virtù”!
Ludovico Vernagallo, inoltre, era da sempre amico di Laura e considerato anche dal conte Lanza come uno della famiglia!
Cosa mai avrà armato la mano del parricida rimane uno dei più grandi misteri storici che nessuno riuscirà mai a risolvere!
Visitando il Castello di Mussomeli non si può evitare di pensare alla Baronessa di Carini ed alla sua tragica ed eterna ricerca per conoscere, finalmente, dal proprio genitore il motivo di tanta crudeltà!
STORIE E LEGGENDE
Ultima modifica di gertrud; 28-02-13 alle 20:31
Orientata verso l'immenso mare della bellezza


castello s.aniceto che domina sullo stretto di messina.
sullo sfondo l'etna imbiancato
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San Donato di Ninea (calabria citra)


Inanzitutto un caro saluto ai compatrioti del gruppo... è da molto che non mi collego per mancanza di tempo... Un sito da visitare penso che sia la Madonna della Montagna di Polsi in pieno Aspromonte, dove con altri compatrioti abbiamo issato nel punto più aspro la nostra bandiera. Un caro saluto a tutti voi.