si tratta di dipendenti dell'ASSAM, un ente regionale a sostegno e sviluppo dell'agricoltura. un ente inutile, almeno a mio avviso e ad avviso di tanti altri agricoltori. anzi, proprio inutile no, almeno per coloro che vi percepiscono un lauto stipendio, magari mentre sono in tutt'altre faccende affacendate. ora è auspicabile che la Giustizia si muova velocemente ed in maniera sevrea e se le acsaranno confermate, che questi soggetti siano licenziati, chiamati a rifondere i danni causati e, magari, respirare un po di fresco nelle patrie galere.
aggiungo che i fatti sono stati contestati prima dell'avvento di Brunetta.
http://www.corriereadriatico.it/arti...57A0494C2C8649
Filmati mentre lasciano l’ufficio
Assam, 18 a giudizio per assenteismo. La Regione non si costituisce parte civile
Ancona Diciotto dipendenti dell’Assam e del servizio decentrato Agricoltura della Regione Marche saranno processati per truffa ai danni dello Stato. Sono accusati di svariati episodi di assenteismo, commessi tra giugno e ottobre del 2004. C’era chi - secondo la procura - si allontanava dall’ufficio appena smarcato il cartellino, chi abbandonava la scrivania senza giustificazione. Spesso si incaricava altri di smarcare e poi si ricambiava il favore. E alcuni avrebbero delegato al centralinista ipovedente, Vincenzo Tomassetti, lo scomodo compito di inserire nel dispositivo marcatempo il proprio badge, anche quando in ufficio non andavano. Proprio Tomassetti è accusato di aver fatto per venti volte da “pianista” con i badge ad altri dipendenti. Il pubblico ministero Rosario Lioniello ieri ha sottolineato che una prassi piuttosto diffusa era quella di “rosicchiare” al lavoro un paio d’ore dopo la pausa pranzo. Ad alcuni imputati si contestano uno o due episodi, ai più “recidivi” anche una dozzina.
L’inchiesta era partita dalle verifiche fatte dalla Guardia di finanza dopo un esposto anonimo che segnalava abitudini e ritmi di lavoro piuttosto rilassati negli uffici di via Alpi dove hanno sede l’Assam e il servizio decentrato Agricoltura della Regione Marche. Per verificare il racconto di una “gola profonda”, gli investigatori della Finanza avevano piazzato anche a una telecamera nascosta con cui verificavano l’effettiva presenza in ufficio degli impiegati che smarcavano il cartellino. Scoprirono che in alcuni di casi i dipendenti, pur risultando presenti, nemmeno mettevano piede in ufficio. Altri si sarebbero allontanati per qualche tempo, molti vennero immortalati dalla spy cam mentre - smarcavano il cartellino anche per i colleghi. All’inizio finirono sott’inchiesta in 25, compreso il dirigente Enzo Polidori (poi assolto con formula piena) e molti dipendenti che avevano ottenuto encomi dall’Assam per la dedizione al lavoro. Ora diversi di loro sono in pensione.
“Erano in servizio”
“Nessun imbroglio tutt’al più un favore tra colleghi, quando qualcuno di noi, pur essendo già arrivato, non riusciva a trovare un parcheggio”, si erano difesi durante gli interrogatori in procura. E ieri nell’udienza preliminare gli avvocati difensori hanno sostenuto che non era affatto provata la loro assenza dal lavoro. “Al contrario dall’indagine interna eseguita anche sui tracciati dei computer è risultato che fossero presenti negli orari contestati come assenza”, spiega l’avvocato Marco Manfredi. Il gup Rosario Lionello Rossino ha ritenuto necessario l’approfondimento dibattimentale, rinviando a giudizio i 18 per truffa e archiviando l’accusa di falso.
All’udienza preliminare la Regione Marche non si è costituita parte civile. In teoria potrebbe farlo al processo, che inizierà il 17 settembre davanti al giudice Paola Moscaroli, ma Palazzo Raffaello aveva già spiegato in occasione della richiesta di rinvio a giudizio che le risultanze di un’inchiesta interna avevano “concluso per l'insussistenza di un danno per l'Ente”. Dunque, “l'Avvocatura regionale - si leggeva in un comunicato del 14 novembre 2006 - non ha ritenuto di patrocinare la costituzione di parte civile dell'ente perché non vi erano i presupposti”
Intanto però s’è mossa anche la procura della Corte dei conti, che ha già acquisto gli atti dell’inchiesta per verificare se nella condotta dei dipendenti ci siano ipotesi di danno erariale.
LORENZO SCONOCCHINI,




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