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Discussione: Ma un PDL servirà

  1. #1
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    Predefinito Ma un PDL servirà

    Un giorno ci sveglieremo e questo incubo sarà finito. Non ci saranno più Berlusconi, Fini e i loro colonnelli. E non ci saranno più falchi e colombe, lealisti e traditori. Il problema è, a conti fatti, quanti danni avrà prodotto questa sterile e assurda competizione. Che, sia detto ad onor del vero, affonda le sue radici nei problemi personali dei due protagonisti della vita politica della riva destra italiana.

    L'Italia ha bisogno di un partito che occupi ideologicamente e pragmaticamente lo spazio politico occupato oggi dal Pdl. Un partito a vocazione maggioritaria, capace di fronteggiare la Lega al Nord e i tentativi di restaurazione statalista al Sud. Un partito che fugga la tentazione alla frammentazione e al correntismo deleterio, un partito che, insomma, da destra diventi centrale per la vita pubblica di questo paese.

    Il Pdl lo è stato soltanto in parte, schiacciato dalla prepotenza mediatica del suo leader, autentica croce e delizia, e divorato da frammenti di lotta intestina che ne hanno minato credibilità e compattezza. A livello locale il partito non esiste e non può, di conseguenza, essere un autentico interlocutore di nessuno. A livello centrale il partito è, oggi, nient'altro che Silvio Berlusconi. Tutto questo dopo essere stato nient'altro che Berlusconi-Fini.

    Tutto da buttare? No,anzi. L'idea iniziale di un movimento composito ma alternativo al centro e alla sinistra andrebbe recuperata in toto. Fini e Berlusconi, oggi, chiudono un pezzo della loro vicenda politica e aprono una fase due che appare molto più vicina al tramonto che all'alba di nuove vittorie. Dietro il nuovismo finiano si nasconde tutta l'insicurezza di un leader che per essere leader ha dovuto farsi un suo partito con fedelissimi che in quanto a piaggeria e incapacità di autonomia di pensiero fanno invidia a quelli dell'odiato ex alleato. Dall'altra parte, a Via dell'Umiltà, un manipolo di ultimi giapponesi continuano a ripetere a Berlusconi che tutto va bene e che la strategia deve rimanere quella dell'uomo solo al comando.

    Nessuno dei due modelli è in grado di reggere l'urto del cambiamento ma un partito dei moderati che ricomprenda anche loro è priorità irrinunciabile per questo disgraziato paese. Il problema è capire dove e come si aprirà lo spazio per creare un Pdl senza Fini e Berlusconi e con regole democratiche in grado di favorire il dibattito e di determinare a quale "anima" spetti il compito di guidare. Ben sapendo che la Politica è affare complesso. Non si vince mai del tutto e non si perde mai per sempre.

    The Right Nation

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ma un PDL servirà

    Interessanti le parole di Berlusconi (forse è la prima volta che ne parla) sulla sua successione:

    .....
    "Sono assolutamente consapevole che ho una certa eta' e che dovro' lasciare prima o poi, ma passero' il testimone quando avro' terminato il programmma e comunque mai ai maneggioni della vecchia politica".
    "Il testimone lo passero' alla nuova generazione di politici".
    .....


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  3. #3
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    Predefinito Rif: Ma un PDL servirà

    il successore designato da Berlusconi al momento sembra essere Alfano, personaggio grintoso e serio anche se forse con poco carisma personale, forse i successori, data l'importanza del personaggio potrebbero essere pu' di uno, forse un trio tipo Alfano-Formigoni e Tremonti, anche Lupi lo vedrei bene e rassicurerebbe i cattolici togliendo forse voti all'UDC

    Comunque bisogna vedere a quale programma allude Berlusconi: se vuole lanciare la terza repubblica riformando la costituzione creando il premierato o il presidenzialismo, gli serve un'altra legislatura

    potrebbe mollare (se vincesse le prossime elezioni):

    nel 2016 a 80 anni al termine della prossima legislatura
    nel 2020 a 84 anni se venisse eletto PDR nel 2013

    ci credo poco che lascerà nel 2013, magari dopo due anni di opposizione contro il governo "di responsabilità nazionale" il patto degli scellerati tra Casini-Fini-Rutelli e la sinistra. In quel caso credo che la sinistra andrà solidamente al potere e poveri noi moderati e conservatori
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 05-12-10 alle 21:23

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ma un PDL servirà

    è normale che quando Berlusconi lascerà servirà un partito moderato e conservatore,ma tutto ciò dovrà essere al di fuori da ogni logica "terzopolista" e di ambizione personale che è quella perseguita dal neutralissimo Presidente della Camera dei deputati.
    Me ne fregio !
    E.Petrolini

    Non mi dite che sono incoerente,perchè lo so già.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ma un PDL servirà

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Un giorno ci sveglieremo e questo incubo sarà finito. Non ci saranno più Berlusconi, Fini e i loro colonnelli. E non ci saranno più falchi e colombe, lealisti e traditori. Il problema è, a conti fatti, quanti danni avrà prodotto questa sterile e assurda competizione. Che, sia detto ad onor del vero, affonda le sue radici nei problemi personali dei due protagonisti della vita politica della riva destra italiana.

    L'Italia ha bisogno di un partito che occupi ideologicamente e pragmaticamente lo spazio politico occupato oggi dal Pdl. Un partito a vocazione maggioritaria, capace di fronteggiare la Lega al Nord e i tentativi di restaurazione statalista al Sud. Un partito che fugga la tentazione alla frammentazione e al correntismo deleterio, un partito che, insomma, da destra diventi centrale per la vita pubblica di questo paese.

    Il Pdl lo è stato soltanto in parte, schiacciato dalla prepotenza mediatica del suo leader, autentica croce e delizia, e divorato da frammenti di lotta intestina che ne hanno minato credibilità e compattezza. A livello locale il partito non esiste e non può, di conseguenza, essere un autentico interlocutore di nessuno. A livello centrale il partito è, oggi, nient'altro che Silvio Berlusconi. Tutto questo dopo essere stato nient'altro che Berlusconi-Fini.

    Tutto da buttare? No,anzi. L'idea iniziale di un movimento composito ma alternativo al centro e alla sinistra andrebbe recuperata in toto. Fini e Berlusconi, oggi, chiudono un pezzo della loro vicenda politica e aprono una fase due che appare molto più vicina al tramonto che all'alba di nuove vittorie. Dietro il nuovismo finiano si nasconde tutta l'insicurezza di un leader che per essere leader ha dovuto farsi un suo partito con fedelissimi che in quanto a piaggeria e incapacità di autonomia di pensiero fanno invidia a quelli dell'odiato ex alleato. Dall'altra parte, a Via dell'Umiltà, un manipolo di ultimi giapponesi continuano a ripetere a Berlusconi che tutto va bene e che la strategia deve rimanere quella dell'uomo solo al comando.

    Nessuno dei due modelli è in grado di reggere l'urto del cambiamento ma un partito dei moderati che ricomprenda anche loro è priorità irrinunciabile per questo disgraziato paese. Il problema è capire dove e come si aprirà lo spazio per creare un Pdl senza Fini e Berlusconi e con regole democratiche in grado di favorire il dibattito e di determinare a quale "anima" spetti il compito di guidare. Ben sapendo che la Politica è affare complesso. Non si vince mai del tutto e non si perde mai per sempre.

    The Right Nation
    Che infinita tristezza.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 

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