Piano casa regionale, l’Emilia Romagna tinge le mura di verde
Parte l’iter della legge che recepisce l’accordo
di ALESSANDRO GOLDONI
— BOLOGNA —
CHI TEMEVA la cementificazione selvaggia può ricredersi: all’indomani dell’intesa tra governo e regioni il tormentato decreto edilizio verrà recepito dall’Emilia Romagna in tinta ’verde’.
Almeno così assicurano in Regione, dove Gian Carlo Muzzarelli, neo-assessore regionale alla programmazione e allo sviluppo territoriale ha presentato le linee generali della legge che l’Emilia Romagna si appresta a studiare (ha 90 giorni) dopo la firma dell’accordo tra le regioni e il Governo.
«Opereremo con rigore, nel rispetto della storia, dei beni culturali e della sostenibilità ambientale»
«Un provvedimento figlio di n/n, come lo stesso premier lo aveva definito a Bruxelles, oggi, grazie al lavoro del governatore Vasco Errani che ha portato a una sintesi condivisa delle regioni, ha cambiato faccia», ha sottolineato l’assessore, quasi a voler mettere un un po’ di copyright emiliano-romagnolo sul decreto dell’esecutivo.
Il nuovo piano di ampliamento non dovrebbe sfiorare i centri storici. Esso riguarderà sostanzialmente due tipologìe di abitazioni: le villette mono e bifamiliari, e i palazzi di volumetria non suoperiore ai 1000 metri cubi, per i quali si potranno effettuare interventi di allargamento non superiori al 20% della volumetria esistente (per migliorare la qualità architetttonica e/o energetica) e gli edifici residenziali per i quali potranno essere disciplinati interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento entro il limite del 35% della volumetria esistente sempre con il ’vincolo’ di utilizzare le ultime tecnologìe in fatto di qualità architettonica ed ecologica.
Dunque il futuro del mattone sarà fatto di nuovi palazzi che faranno ampio uso di pannelli fotovoltaici (peraltro già previsti dalla normativa regionale).
Ma il maquillage ecologico-energetico interesserà anche le villette, un genere abitativo molto diffuso nella nostra regione, soprattutto in Romagna. Si è stimato che gli edifici residenziali mono e bifamiliare superino il mezzo milione su un totale di quasi 900 mila immobili, mentre complessivamente gli appartamenti sono oltre due milioni e un quarto di questi ha una superficie tra 80 e 100 metri quadri.
Un capitolo importante riguarda la semplificazione per la concessione dei permessi di costruzione. «Un argomento sul quale la regione è già impegnata», ha detto Muzzarelli ricordando però come tante licenze giacciano nei cassetti, mai ritirate per le difficoltà della crisi.
Inoltre la Regione, promette Muzzarelli, continuerà a far pressing sul governo per ottenere un vero e proprio piano casa di edilizia residenziale sociale.
In Emilia Romagna sono circa 30 mila le famiglie in lista d’attesa per un alloggio pubblico mentre nel 2008 sono state 52 mila quelle ammesse a ricevere un contributo a sostegno dell’affitto.
da: Il Resto del Carlino - ed. Nazionale - pag. 14 - 3 aprile 2009




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3: soprattutto quando penso che il "nostro sindaco" è fuggito con la scusa del cinno, per candidarsi poi alle europee.... questione di CIALTRONAGGINE (come ha detto lui stesso)
