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Discussione: Il RUE di fine mandato

  1. #11
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    Angry Urbanistica (bolognese)

    «Il terreno fu comprato in novembre dalle coop»
    Ducati, Corticelli: «Ccc e Coopcostruzioni lo presero per 5 milioni appena. Che tempismo...»


    «TEMPISMO perfetto». Il terreno agricolo di Borgo Panigale su cui, previa variante urbanistica, sorgerà la nuova sede della Ducati Motor, «fu venduto da due privati nel novembre 2008».
    I compratori furono «Ccc e Coopcostruzioni, due cooperative, e un paio di altre imprese più piccole».
    Lo rivela Daniele Corticelli, capolista della lista civica del candidato sindaco Alfredo Cazzola.
    Il terreno, di 97mila metri quadrati di superficie catastale, fu pagato 6,5 milioni di euro.
    «Sottratto il valore di alcuni immobili, circa un milione e mezzo, fanno cinque milioni», calcola Corticelli.
    Insomma, «solo quattro mesi prima che la giunta Cofferati indicasse proprio quell’area come l’unica possibile su cui trasferire la Ducati, le cooperative hanno comprato quel terreno rurale a circa 50 euro al metro quadrato».
    Valutando ora in «diverse centinaia di milioni» il valore degli investimenti per realizzare il nuovo stabilimento della ‘Rossa’ di Borgo Panigale, Corticelli parla di «intuizione puntuale e precisa» da parte delle cooperative interessate. Che hanno agito «con tempismo perfetto».

    CORTICELLI riconosce la «necessità» di mantenere a Bologna - «meglio se a Borgo Panigale» - la Ducati, «un patrimonio della città».
    Ma ritiene «inaccettabile che per interventi urbanistici di questa portata, e su aree vincolate, vengano prese decisioni nelle segrete stanze, a venti giorni dalla fine dei lavori del consiglio comunale».
    Per questo, il capolista di Cazzola propone «di fare chiarezza sull’operazione, con una gara pubblica cui possano partecipare con offerte anche altri proprietari». Corticelli ritiene importante «verificare se ci sono altri terreni adeguati» ad accogliere il nuovo stabilimento della Ducati.
    «Se devo svincolare un’area, meglio valutare più offerte». Altrimenti, afferma, «non si capisce perché proprio quel terreno con vincolo paesaggistico sarà reso edificabile e altri no».

    IL CASO Ducati finisce intanto in consiglio comunale. Alecs Bianchi, consigliere dell’Udc nei banchi de ‘La tua Bologna’, presenterà un’interrogazione per chiedere chiarimenti alla giunta: «Voglio capire perché questa amministrazione comunale si spinge con forza nell’attivare un percorso che alla fine risulta favorire solo le cooperative».
    La variante urbanistica sulla Ducati, commenta Bianchi, «si deve rivalutare nell’aspetto più complessivo del nuovo Psc», il Piano strutturale comunale, documento che ha sostituito il vecchio Piano regolatore.
    Ora, «senza nulla togliere alle valide richieste della proprietà, mi chiedo perché Virginio Merola (assessore all’Urbanistica; ndr) si incaponisca nell’attuare un percorso forzato che induce solo a pensieri personalistici».

    L’INTESA tra Comune, Provincia e Regione che dà il via libera al nuovo stabilimento della Ducati (su un’area tra la via Persicetana, la tangenziale e la via Emilia) prevede la realizzazione, al posto dell’attuale sede, di un nuovo insediamento residenziale (con negozi e servizi) da 115.000 metri quadrati.
    La variante urbanistica renderà dunque possibile l’operazione sui due fronti: costruire la nuova sede nell’area ex agricola e riconvertire il vecchio stabilimento della Rossa.

    UN’OPERAZIONE piuttosto complessa sulla quale però, accusa Paolo Foschini, Pdl, vicepresidente del consiglio comunale, «è mancata la trasparenza da parte dell’amministrazione comunale».
    Che, fra l’altro, «annuncia già una prima variante al Rue (il nuovo regolamento urbanistico edilizio;ndr) ancora prima che questo venga approvato».
    Il Rue dovrà infatti essere votato dal consiglio comunale in una delle ultime sedute prima della chiusura del mandato.

    FOSCHINI ritiene «giusto» l’interesse a mantenere la sede della Ducati a Bologna, «per evitare che l’azienda venga magari delocalizzata altrove, impoverendo la città».
    Ma, avverte Foschini, questa azione dell’amministrazione comunale, in piena campagna elettorale, «sembra piuttosto essere un segnale mandato al mondo delle cooperative, che ultimamente è sembrato piuttosto incerto nell’appoggio al Pd e al suo candidato sindaco, Flavio Delbono».


    di: Luca Orsi

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2/3 - 17 aprile 2009

  2. #12
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    L’ASSESSORE VIRGINIO MEROLA
    «Sì, è zona agricola Ma compromessa»


    di LUCA ORSI

    «O LA Ducati aveva un terreno da proporre, come poi è stato, o non se ne parlava proprio. Il Comune non fa l’immobiliarista».
    L’assessore all’urbanistica, Virginio Merola , respinge le accuse di avere favorito le cooperative consentendo di realizzare il nuovo stabilimento della Ducati Motor su un terreno di loro proprietà, a Borgo Panigale.
    Coincidenza?
    «Immagino che, in questi mesi, la Ducati abbia lavorato per trovare la disponibilità di un’area idonea nella zona».
    Lì non ce ne sono altre?
    «Non di quelle dimensioni. E comunque mi rifiuto di essere io Comune a indicare un’area»».
    La proposta è venuta dalla Ducati?
    «Questa volta la Ducati ha dimostrato di potere proporre un’area di cui ha la disponibilità, o direttamente o per accordi con altri».
    Questa volta?
    «Nel luglio 2008 respingemmo la richiesta di riqualificare l’area dell’attuale stabilimento, perché la Ducati non indicava dove si sarebbe trasferita».
    E ora si trasferisce su un terreno di cooperative, in buona parte acquistato pochi mesi fa.
    «Si vede che c’è chi ha letto le carte e si è attivato per arrivare a un’intesa con la Ducati. Comunque, tutti i proprietari di quell’area sapevano che la Ducati aveva l’intenzione di realizzare lì il nuovo stabilimento».
    Quel terreno, però, ha vincoli paesaggistici.
    «Serve una variante urbanistica».
    Scelta delicata.
    «Ma giustificata dall’interesse pubblico. La Ducati è parte della storia di Bologna, ha un progetto di produzione e ricerca, i sindacati stanno lavorando per avere garanzie occupazionali. E poi loro volevano restare a Borgo Panigale, condizione essenziale per un marchio globale, che il mondo però sa essere radicato lì».
    Si tratta pur sempre di un’area agricola.
    «Ma è fra le più compromesse. E’ dietro all’Holiday Inn, tra ferrovia, autostrada e tangenziale, interessata da un gasdotto Snam e da un oleodotto militare. E’ una delle più idonee. Altrove, pur in zona, siamo invece nel pieno di un cuneo agricolo tutelato».
    C’è chi propone un bando per individuare l’area.
    «Per aumentare i prezzi immobiliari? Non esiste. Ripeto, a novembre la Ducati si è presentata con la disponibilità di un’area, su cui siamo disponibili a una variante».
    Insomma, il fatto che fosse di una cooperativa...
    «Non riguarda il Comune. Non ci interessa il soggetto giuridico proprietario. Anche chi proponeva Romilia aveva preso terreni da cooperative. Ma a Romilia è stato detto no».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 3 - 17 aprile 2009

  3. #13
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    GALLETTI (UDC)
    «Una scelta incomprensibile Delbono tace e acconsente?»


    ALLA vigilia delle elezioni, «non si può davvero comprendere una scelta del genere».
    Gianluca Galletti , deputato dell’Udc e candidato alla presidenza della Provincia, attacca la decisione della giunta Cofferati di realizzare la nuova sede della Ducati Motor su un terreno di proprietà del Ccc, uno dei colossi cooperativi delle costruzioni.
    «Continua a sfuggirmi l’interesse pubblico di questa operazione, mentre continuo a vedere invece sempre più un interesse di parte», maligna Galletti. Che si dice «per questo molto preoccupato, in una campagna elettorale tesa e difficile come quella che stiamo affrontando».
    Il deputato casiniano chiama ancora una volta in causa Flavio Delbono, candidato sindaco del Pd: «Questo è un argomento che non può continuare a eludere, perché il suo silenzio, a questo punto, rischia di diventare un assenso».


    di: l. o.

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2 - 17 aprile 2009

  4. #14
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    Trasloco Ducati, i conti non tornano
    Corticelli: Venditori e compratori sapevano che il terreno diventa edificabile?


    «I CONTI non tornano». Calcolatrice alla mano, Daniele Corticelli — capolista della lista civica del candidato sindaco Alfredo Cazzola, e presidente di Bologna Capitale — rimane «molto perplesso» di fronte alle cifre finora disponibili sul possibile trasloco della Ducati Motor.
    Lo stabilimento della Rossa di Borgo Panigale si trasferirà dalla sede attuale a un nuovo stabilimento che sarà realizzato su un terreno agricolo vicino.
    Si tratta di circa 165mila metri quadrati di superficie catastale — da sottoporre a variante urbanistica, perché oggi sottoposto a vincoli paesaggistici — in buona parte di proprietà di Ccc e Coop costruzioni.
    I due colossi della cooperazione ne hanno una porzione in proprietà — acquistata da privati nel novembre 2008 — e un’altra in piena disponibilità, «con contratto preliminare sottoposto a condizione sospensiva», come si legge nel protocollo d’intesa fra Comune, Provincia, Regione, Ducati e Ccc, su cui la giunta Cofferati ha dato il via libera martedì, insieme con le linee guida per le procedure di variante urbanistica.
    Il valore di un terreno agricolo, calcola Corticelli, «è di circa 50mila euro l’ettaro». Ma il valore della cessione dell’area alle coop «risulta essere stato di circa 500mila euro all’ettaro».
    Mentre il valore di un terreno industriale con un indice di costruzione standard, del 30%, «schizza a circa due milioni per ettaro».
    A questo punto, commenta Corticelli, «non posso non chiedermi se venditori e compratori del terreno sapessero, all’atto della compravendita, che proprio il terreno sarebbe diventato edificabile».

    SE NON lo sapevano, domanda ancora il candidato, «perché le parti hanno concordato un valore pari a dieci volte quello di mercato»? Se, viceversa, erano a conoscenza di un possibile cambio di destinazione dell’area, «come e da chi lo avevano saputo»?
    E chi li ha informati, afferma Corticelli, «ha agito con correttezza o ha divulgato informazioni riservate, che hanno dato un vantaggio a chi le ha ricevute rispetto ad altri potenziali concorrenti nell’operazione»?
    Una vicenda come questa «richiede la massima trasparenza. Anche da parte di Provincia e Regione, a cui credo sia doveroso chiedere chiarimenti». Poiché «sono in ballo non solo risorse e legittimi interessi di privati, ma anche il patrimonio di cittadini, cioè i terreni».
    Ma a sole due settimane dalla chiusura formale dell’attività del consiglio comunale, sostiene Corticelli, «non c’è il tempo di affrontare con i necessari approfondimenti una vicenda in cui affari e politica sembrano ancora una volta essere legati».
    Per questo, «fermo restando l’impegno perché la Ducati resti a Borgo Panigale, ritengo che sia giusto che tutte le istituzioni coinvolte congelino l’operazione e lascino il compito di affrontarla, e di diradarne le troppe ombre, alle nuove amministrazioni» che saranno elette a giugno.


    di: l. o.

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2/3 - 18 aprile 2009

  5. #15
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    REGOLAMENTI
    La commedia del Rue Seicento pagine in 30 minuti


    SEICENTO pagine di controdeduzioni alle osservazioni presentate dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali sbrigate in 30 minuti netti.
    A dispetto delle dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica, Virginio Merola, che ad inizio seduta aveva promesso una discussione seria («se volete facciamo notte», è stato il suo esordio), l’illustrazione delle modifiche suggerite al nuovo Regolamento urbanistico edilizio è stata trattata dalla giunta comunale a passo di carica.
    La commedia del Rue è andata in scena in commissione ‘Ambiente e territorio’ con la complicità di tutti i consiglieri di maggioranza.
    Dopo una breve introduzione di Merola, il direttore del settore Urbanistica, Giacomo Capuzzimati, ha riassunto in 10 minuti il contenuto delle 600 pagine distribuite ai consiglieri comunali giusto due giorni prima, spiegando che delle 492 osservazioni piovute sul Rue ne sarebbero state accolte, in tutto o in parte, «tra il 60 e il 70%».
    Ma il vero record l’ha battuto Francesco Evangelisti, dirigente del settore, che è riuscito a condensare i suggerimenti recepiti (più di 300 secondo i calcoli di Capuzzimati) in appena mezz’ora.
    E le osservazioni respinte? La richiesta della minoranza di conoscere anche le proposte non accolte è caduta nel vuoto.
    Vane le proteste di Alecs Bianchi (Ltb) e dei forzisti Carella e Tomassini.
    La discussione ha fatto in tempo a registrare un solo intervento.
    Bignami (An) ha chiesto spiegazioni su una decina di articoli. Risposta durata meno di 10 minuti.
    Ora non resta che attendere il secondo round, lunedì mattina. Alle 15 è già in calendario il consiglio comunale chiamato ad approvare il documento.


    di: n. c.

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 3 - 18 aprile 2009

  6. #16
    AUTONOMISTA
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    Predefinito Riferimento: Il RUE di fine mandato

    si ma qui ci vuole che la gente si incateni davanti al portone del comune! ma stiamo scherzando???

    un progetto deleterio, voluto fortemente ad appena un mese dalle elezioni da una giunta uscente, che coinvolge anche i comuni dell'hinterland (che FORSE hanno esigenze locali differenti uno dall'altro!) e che dovrà regolare la nostra vita per oltre un decennio...

    QUESTO è IMMORALE!!!! FATELO DISCUTERE DALLE AMMINISTRAZIONI ENTRANTI!!! NON SIETE LEGITTIMATI A GOVERNARE LA NOSRTA VITA, SE FRA UN MESE VE NE ANDATE!!!!!!!!
    Bologna o Morte!

  7. #17
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    URBANISTICA
    Rue, è via libera Ma senza i voti del centrodestra


    VIA LIBERA al Rue, il nuovo Regolamento urbanistico edilizio. Ma, in consiglio comunale, il Pdl abbandona l’aula al momento della discussione, e quindi non vota.
    La protesta scatta dopo il rifiuto del Pd di fare slittare di un mese il dibattito sul Rue, e votare prima delle elezioni: «Dopo cinque anni di mandato, non possono presentarci all’ultimo momento un documento di 1.500 pagine di schede, osservazioni e controdeduzioni», accusa Paolo Foschini (Pdl), vicepresidente del consiglio comunale.
    «Non era una richiesta per rinviare il Rue al prossimo mandato — assicura Enzo Raisi, coordinatore provinciale del Pdl —, ma di prenderci più tempo per approfondire».
    Un’istruttoria di tre settimane viene giudicata «ridicola» dal Pdl.
    «Il centrosinistra vota a scatola chiusa un documento di cui non sa nulla», avverte Foschini. Che assicura: «In caso di nostra vittoria alle elezioni, modificheremo in profondità il Rue».
    Virginio Merola, assessore all’Urbanistica, attacca «una destra divisa, che preferisce non fare figuracce e darsi alla fuga, per non partecipare al dibattito.
    E che in undici sedute di commissione non ha mai presentato un emendamento di merito».
    Marco Buriani, presidente dei Costruttori, benedice il sì al Rue, «strumento largamente innovativo».
    Anche se, «purtroppo, l’importante lavoro della giunta si è concluso con una rottura istituzionale preoccupante».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 6 - 21 aprile 2009

 

 
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