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Discussione: Gli utili idioti.

  1. #1
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    Predefinito Gli utili idioti.

    di A. Sallusti

    prima pg. de ilgiornale.it 5 12 2010

    Il presidente della Repubblica Gior*gio Napolitano si è irritato perché il coordinatore del Pdl Denis Verdini avrebbe messo in dubbio le sue prero*gative di arbitro del*la crisi.
    A parte che Verdini non ha detto esattamente così, va*le la pena d i ricorda*re che se Napolitano fosse coerente non dovrebbe considera*re sacra e inviolabile la figura del capo del*l o Stato.
    Nel 1991 in*fatti il suo partito, il Pci (fresco del nuo*vo nome Pds) e lui in prima persona furo*no protagonisti di un feroce attacco all'allora presidente Cossiga che sfociò nella clamorosa ri*chiesta di messa sot*to accusa per tradi*mento della Costitu*zione.
    Per Napolita*no l'inviolabilità del Colle non era un pro*blema anche anni prima, quando una falsa campagna stampa della sini*stra guidata da Euge*nio Scalfari costrin*se alle dimissioni il presidente Leone, poi risultato comple*tamente innocente.

    In realtà chi sta ti*rando per la giac*chetta Napolitano sono Fini e Casini.
    Non c'è infatti gior*no che i due non dia*no per fatto e appro*vato un dopo Berlu*sconi che esiste solo nella loro testa.
    E cioè: la maggioran*za non c'è più ma non si andrà a votare perché ne abbiamo pronta un'altra, i fa*mosi 317.

    Le cose stanno diversamen*te.
    Fini, Casini e i lo*ro uomini stanno semplicemente fa*cendo la parte degli utili idioti di chi, a si*nistra, da sedici anni cerca inutilmente di disarcionare il cen*trodestra e vendicar*si dello scippo subi*to da Berlusconi nel 1994 di un potere che sembrava loro a portata di mano.
    Ci hanno provato con le Procure, poi col gossip, hanno oc*cupato la Rai: niente da fare.
    Si sono detti: vuoi vedere che due nostri nemici stori*ci, un fascista e un cattolico, possono portarci diritti sull' obiettivo?
    Detto fat*to: i due hanno ab*boccato, accecati dall'invidia per il Ca*valiere. Tanto da an*nunciare già vitto*ria: siamo maggio*ranza, siamo in 317.

    In realtà i due hanno 70 deputati, gli altri 247 sono comunisti, ex comunisti, man*giapreti, dipietristi, tutta gente che il giorno dopo una eventuale vittoria del Fli e dell'Udc fa*rebbe polpette.
    A ben vedere, i 317 non ci sono neppure sulla carta, tra defe*zioni certe e annun*ciate.

    E poi nessun governo, vecchio o nuovo, può governa*re con 317 deputati (solo 5 in più dell'op*posizione).
    Fini e Ca*sini stanno quindi parlando di un non senso numerico e po*litico. Stanno parlan*do di un grande im*broglio fondato sul tradimento degli elettori e aggravato da un patto col nemi*co.
    Per capirlo non c'è neppure bisogno d i scomodare Napo*litano.

    saluti....con commento...idioti loro o chi li vota? .

  2. #2
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Gli utili idioti.

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    di A. Sallusti

    prima pg. de ilgiornale.it 5 12 2010

    Il presidente della Repubblica Gior*gio Napolitano si è irritato perché il coordinatore del Pdl Denis Verdini avrebbe messo in dubbio le sue prero*gative di arbitro del*la crisi.
    A parte che Verdini non ha detto esattamente così, va*le la pena d i ricorda*re che se Napolitano fosse coerente non dovrebbe considera*re sacra e inviolabile la figura del capo del*l o Stato.
    Nel 1991 in*fatti il suo partito, il Pci (fresco del nuo*vo nome Pds) e lui in prima persona furo*no protagonisti di un feroce attacco all'allora presidente Cossiga che sfociò nella clamorosa ri*chiesta di messa sot*to accusa per tradi*mento della Costitu*zione.
    Per Napolita*no l'inviolabilità del Colle non era un pro*blema anche anni prima, quando una falsa campagna stampa della sini*stra guidata da Euge*nio Scalfari costrin*se alle dimissioni il presidente Leone, poi risultato comple*tamente innocente.

    In realtà chi sta ti*rando per la giac*chetta Napolitano sono Fini e Casini.
    Non c'è infatti gior*no che i due non dia*no per fatto e appro*vato un dopo Berlu*sconi che esiste solo nella loro testa.
    E cioè: la maggioran*za non c'è più ma non si andrà a votare perché ne abbiamo pronta un'altra, i fa*mosi 317.

    Le cose stanno diversamen*te.
    Fini, Casini e i lo*ro uomini stanno semplicemente fa*cendo la parte degli utili idioti di chi, a si*nistra, da sedici anni cerca inutilmente di disarcionare il cen*trodestra e vendicar*si dello scippo subi*to da Berlusconi nel 1994 di un potere che sembrava loro a portata di mano.
    Ci hanno provato con le Procure, poi col gossip, hanno oc*cupato la Rai: niente da fare.
    Si sono detti: vuoi vedere che due nostri nemici stori*ci, un fascista e un cattolico, possono portarci diritti sull' obiettivo?
    Detto fat*to: i due hanno ab*boccato, accecati dall'invidia per il Ca*valiere. Tanto da an*nunciare già vitto*ria: siamo maggio*ranza, siamo in 317.

    In realtà i due hanno 70 deputati, gli altri 247 sono comunisti, ex comunisti, man*giapreti, dipietristi, tutta gente che il giorno dopo una eventuale vittoria del Fli e dell'Udc fa*rebbe polpette.
    A ben vedere, i 317 non ci sono neppure sulla carta, tra defe*zioni certe e annun*ciate.

    E poi nessun governo, vecchio o nuovo, può governa*re con 317 deputati (solo 5 in più dell'op*posizione).
    Fini e Ca*sini stanno quindi parlando di un non senso numerico e po*litico. Stanno parlan*do di un grande im*broglio fondato sul tradimento degli elettori e aggravato da un patto col nemi*co.
    Per capirlo non c'è neppure bisogno d i scomodare Napo*litano.

    saluti....con commento...idioti loro o chi li vota? .
    Oddio mustang ... una domandina un po' piu' difficile ..diciamo da prima elementare no ?

    A quella soprariportata saprebbero rispondere anche i bambini dell'asilo :sofico:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  3. #3
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    Predefinito Rif: Gli utili idioti.

    Berlusconi non tratta: si va alla conta!

    L’aria che tira, a via del Ple*biscito ma anche ai piani alti di Montecitorio, è che alla fine la fa*tidica conta si farà.
    Troppa la di*stanza, troppa la diffidenza e troppe le incomprensioni perso*nali fra Berlusconi e Fini per cer*care non una tregua stabile ma perfino un semplice accordic*chio che serva almeno a tirare a campare, evitando al Paese una crisi di governo in un momento in cui scricchiola non solo l’eco*nomia globale ma persino l’eu*ro.

    Da 48 ore, infatti, anche gli ambasciatori più coraggiosi han*no iniziato a tirare i remi in bar*ca, perché se era possibile con*vincere il Cavaliere a dare un pla*cet a un Berlusconi bis diventa davvero improbabile pensare che possa dire «sì» a una crisi al buio con pesanti condiziona*menti sul successivo rimpasto.
    Con buona pace delle note capa*cita di mediazioni di Letta, con cui il premier ieri mattina ha avu*t*o un lungo faccia a faccia a Palaz*zo Chigi.
    Già, perché Fini - condiziona*to anche da Casini, che giocando la partita dalle retrovie si può per*mettere di puntare i piedi - pare piuttosto irremovibile.
    E forte dei numeri - che al momento so*no per la sfiducia- continua a pre*tendere che Berlusconi gli serva la sua testa su un piatto d’argen*to aprendo una crisi senza garan*zie di reincarico, dicendo sì a un esecutivo radicalmente diverso dall’attuale, rivedendo la desti*nazione dei pochi fondi disponi*bili ( a scapito della Lega) e apren*do un tavolo sulla riforma eletto*rale.

    A questo punto, ironizzava qualche giorno fa il premier a chi gli consigliava di trattare, faccia*mo decidere a Fini anche la cam*pagna acquisti del Milan per il prossimo campionato...
    Muro contro muro, dunque.
    Con Letta che davanti a sé ha una strada sempre più stretta.
    Per*ché a queste condizioni Berlu*sconi preferisce la conta in Parla*mento, nonostante il suo perso*nale pallottoliere faccia al mo*mento segnare alla Camera un non rassicurante 308 (otto voti in meno del fatidico 316).
    Sconfitta per sconfitta- e questo significhe*rebbero le dimissioni per poi ri*schiare di non avere il reincarico o il dover subire ministri non gra*diti - il Cavaliere è infatti deciso a fare chiarezza: si voti e ognuno si assuma le sue responsabilità.
    Perché è chiaro che, al netto di ragioni e torti, se sarà il Parla*mento a sfiduciare il premier Fi*ni vestirà non solo l’abito del «tra*ditore » per moltissimi elettori del centrodestra ma pure quello di un presidente della Camera che ha portato l’Italia alla crisi in un momento delicatissimo.

    Que*stione su cui non a caso affonda il Cavaliere davanti ai Popolari di Italia domani dell’ex udc Roma*no.
    «Tutto ciò è da irresponsabili - dice in un collegamento telefo*nico con Napoli- visto che siamo dentro una crisi economica glo*bale.
    Le agenzie di rating hanno confermato per ora le tre “A” ma hanno legato questa conferma di qualità al fatto che si mante*nesse la stabilità del governo». Scampoli di campagna eletto*rale, dunque.
    Tanto che Berlu*sconi torna a parlare delle «con*seguenze » di un governo di sini*stra:
    «Immigrati à gogo, reintro*duzione dell’Ici e patrimoniale».

    Con il Cavaliere che spara su Fi*ni, Casini e Rutelli:
    «Il Terzo polo vuole fare un governo con la sini*s*tra per accontentare le ambizio*ni personali dei leader delle tre piccole formazioni politiche che lo compongono.
    Vogliono cam*biare la legge elettorale per alza*re al 45% il tetto per far scattare il premio di maggioranza e poter essere arbitri».

    Replica a stretto giro di Fini: «Non è un complotto comunista, Berlusconi perde pezzi».

    Insomma, ha forse ragione il fi*niano Della Vedova quando dice che «tutto di deciderà il 15 dicem*bre », cioè il giorno dopo la fidu*cia.
    E che «molto sarà in mano a Bossi» e alla tenuta dell’asse Pdl-Lega.
    Non è un caso che Berlu*sconi abbia frenato con decisio*ne le polemiche sul Quirinale.

    Nessuno scontro con il Colle - ha detto ai suoi- perché Napolitano non è Scalfaro.

    A. Signori pg.3 de ilgiornale.it 5 12 2010

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Gli utili idioti.

    Il popolo di Silvio firma ai gazebo: «Vai avanti»!

    Milano«Posso metterne tre di firme? Da signorina, da sposata e da vedova». Milano, piazza Santa Maria Beltrade. La raccolta delle adesioni per Silvio Berlusconi parte da una piazzetta affacciata su via Torino, una delle vie centrali dello shopping milanese. Sono le dieci e mezza del mattino quando i ragazzi finiscono di montare il gazebo dei Promotori della Libertà che da ieri in tutte le piazze d’Italia hanno cominciato la mobilitazione per sostenere il premier. E il popolo del Cavaliere è già lì che aspetta di poter mettere nero su bianco il proprio nome. Anziani, pensionati, giovani, imprenditori, impiegati, artisti e persino ex partigiani. Finiani traditi che quando vedono il loro ex leader in tv cambiano canale, e ultras come una signora che si appunta una coccarda tricolore sul cappello e attacca ad urlare: «Fini indecente, vai a casa».
    Ci sono tutti, tutti quelli che credono in questo governo e che l’hanno appoggiato. Quelli che hanno dato il loro voto a Berlusconi e vogliono che sia lui a guidare il Paese, «perché è l’unico in grado di farlo, è insostituibile. Devono smetterla con questi gossip: gli altri sono soltanto degli invidiosi che non sanno fare nulla». E quelli che guai a pensare che per uno squallido gioco di Palazzo qualcuno si azzardi a tradire ciò che il popolo ha deciso alle urne.
    Proprio come hanno scritto sui cartelloni accanto al banchetto: «Difendi il tuo voto. Sostieni il presidente Silvio Berlusconi». Lo stesso motto che ripete la madrina dell’iniziativa, il ministro al Turismo, Michela Vittoria Brambilla appena arriva in via Torino. Mette una firma sui fogli delle sottoscrizioni e torna in mezzo alla gente per spiegare come ogni democrazia che abbia il coraggio di guardarsi allo specchio sa che il mandato degli elettori è l’unica cosa da rispettare, e da accettare. Sempre. Lei, che è responsabile nazionale delle iniziative movimentiste del Pdl, conosce bene il popolo del Cavaliere. Ci parla e lo ascolta ogni volta che scende in piazza. «Sono due le cose che i cittadini ci dicono: votiamo e il perché di questa situazione».
    È sicura il ministro che il 14 la fiducia ci sarà, e la guerra dei numeri è solo rappresentazione dei media diversa dalla realtà. Nel caso in cui la maggioranza non fosse sufficiente, allora l’unica strada sarà tornare alle urne. Per lei il Terzo polo nasce solo da intrighi di Palazzo con l’illusione di sovvertire il mandato dei cittadini buttandosi tra le braccia della sinistra. «Ciò che Fini sta cercando di fare avvalendosi dei voti della sinistra, e cioè di accreditare l’idea che esista un governo migliore di quello di Berlusconi, è quanto di più mistificatorio la politica ci ha mostrato in questi anni», aggiunge la Brambilla che annuncia per il prossimo fine settimana una manifestazione in tutte le regioni italiane. La presenza del premier è ancora in discussione, ma di certo ci sarà la sua voce.
    «Sabato e domenica in tutti i gazebo diffonderemo un audiomessaggio registrato di Berlusconi per tutti i cittadini», fa sapere il ministro che a fine giornata riceve le congratulazioni del presidente del Consiglio per il successo dell’iniziativa a cui hanno aderito in moltissimi.
    Come Augusto De Luca, 83 anni. «Io? Certo che voto e voterò Berlusconi. Glielo dice un ex partigiano, ex comunista ed ex radicale. Quelli di sinistra sono il peggio. Avevo la massima fiducia in Fini. Ma poi si è rivelato un traditore». Uno che è stato eletto con i voti del centrodestra e poi ha fatto cadere questo governo. «L’unico che stava facendo qualcosa», sbotta Maria Marinucci, insegnante di storia dell’arte in pensione. «Sa cosa non sopporto: che lui, Fini, stia ancora lì alla Camera facendo opposizione a chi lo ha votato».

    Sara ha 34 anni, vive in provincia di Milano ed è precaria, il suo fidanzato disoccupato. «Merito della sinistra e dei suoi contratti a termine - sbuffa - vorrei solo che facessero lavorare Berlusconi e la smettessero di mettergli i bastoni tra le ruote». Con l’opposizione se la prende anche Daniela Corridoni, impiegata. Il marito ha un’attività che sta andando a rotoli. «Abbiamo bisogno di un governo che sostenga la gente comune. Gli altri hanno introdotto solo tasse». Dopo un paio d’ore, sul banchetto la cartelletta con i fogli delle firme è piena. Antonio Durante è un avvocato in pensione, lascia il nome al gazebo e dice la sua: «Dobbiamo sostenere il governo, i pochi che sono rimasti. Quello che sta succedendo è una vergogna, bella e buona». E Fini? «Non me lo dica: quando lo vedo in tv, cambio canale...»

    Giulia Guerri pg.3 de ilgiornale.it 5 12 2010

    saluti

  5. #5
    .... .....
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    Predefinito Rif: Gli utili idioti.

    Citazione Originariamente Scritto da Valchiria Visualizza Messaggio
    E una dovrebbe leggersi tutto questo pippone d'articolo?
    Ormai un concetto che si esprima occupando più di sei righe..è un mattone paragonabile all'Ulisse di Joyce o a un polpettone di Umberto Eco..

    Suvvia..non esageriamo..!...:sofico:
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 

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