Quelli che.... la destra
di Nando Cappelletti
Latina 20 Maggio 2009
Quelli che la destra, una volta, l’avevano nel loro sangue, ora sono costretti a recitare a soggetto per disposizioni del loro datore di posti in parlamento, l’onorevole presidente della Camera, Gianfranco Fini. Prendete La Russa. Fa continuamente il mediatore tra Fini e Berlusconi. Si arrampica sugli specchi quando deve smorzare i toni tra i due, a proposito di cesarismo, di sovranità del Parlamento, o dei medici spia. Sistematicamente Fini va contro corrente rispetto al premier e ne prende le distanze su tutto. Quasi a dire al mondo intero: lui e lui, io sono io. Le ultimissime “esternazioni” sulla laicità dello Stato (cosa peraltro scontata), sulla apertura alle associazioni gay, hanno svelato in modo più netto il progetto dell’ex ragazzo di Bologna. Si deve presentare al mondo intero, comunità ebraica per prima, come il politico più democratico e progressista che c’è nel parlamento italiano. Insomma, il nuovo D’Alema senza baffetti. Pronto a divenire il prossimo presidente del Consiglio.
Per fare questo, il presidente della Camera, già presidente del Fronte della Gioventù, segretario del Msi e successivamente di An, ha scelto la strada a lui più congeniale: muovere le sue variegate truppe per raggiungere l’obbiettivo finale. A tempo debito ha reato” la Fondazione Farefuturo, un contenitore politico-culturale che gli serve ad esplorare nuove aree di consenso e che sia la sua arma, non tanto segreta, anche contro chi l’aveva accolto nel Pdl, dopo la famosa giornata del 18 novembre del 2007 a Milano, dove Berlusconi salendo sul predellino della sua auto dichiarò all’Italia che si costituiva un solo soggetto politico, il Popolo delle Libertà. Il giovanotto di Bologna, al quale va riconosciuta astuzia ed intuito politico, capì che doveva salire anche lui sul predellino offertogli da Berlusconi, in quanto per An andare alle elezioni da sola, e farsi contare, sarebbe stato molto pericoloso. Il presidente della Camera capì però, che il Cavaliere lo stava fregando, ed ecco, che con anticipo si costruisce l’arma letale: la fondazione Farefuturo.
Fini non ha dimenticato gli sberleffi, anche pesanti, ricevuti su Canale 5 nella trasmissione “Striscia la notizia” a proposito dello scandalo definito “Vallettopoli”. Ha atteso fino a quando, anche lui, tramite la sua fondazione, ha ripagato Berlusconi con la stessa moneta. Con un una presa di posizione critica sulle candidate/veline, ha scatenato la reazione della moglie del premier Veronica Lario. Come dire: occhio per occhio, dente per dente.
In questi ultimi mesi la strategia di Fini si è raffinata. In modo programmato e mirato, fa intervenire sul Secolo d’Italia e con agenzie di stampa, quello che Salvatore Merlo sul Foglio ha definita la cucina politica alla Camera. Si racconta infatti che il presidente Fini riceva la mattino nel proprio studio per chiacchierare e prendere un caffè l’intellighenzia del vecchio Msi. Flavia Perina (direttore del Secolo d’Italia), Silvano Moffa (ex presidente della Provincia di Roma), Gennaro Malgeri (ex direttore del Secolo d’Italia), Marcello De Angelis (direttore di Area). Non a caso si consulta con loro che sono stati rautiani, nell’organizzazione universitaria del Msi, il Fuan Caravella. Gente di cultura, che qualche libro lo ha anche letto. Con loro discute e formano un gruppo di lavoro.
Il lavoro sporco, invece, lo fa fare a Gasparri, La Russa e Mattioli, gli ex colonnelli caduti in disgrazia dal famoso giorno in cui furono sorpresi da un cronista del Il Tempo , mentre sorseggiando un caffè, parlavano male di Fini, dandogli sostanzialmente del rincoglionito. Questo gruppo ristretto di teste pensanti, quelli della cucina politica alla Camera, a cui si aggiungo l’avvocato Giulia Buongiorno, Enzo Raisi, Santo Versace, l’ex radicale Benedetto Della Vedova, ed altri, servono al presidente della Camera per contrastare Berlusconi. Qualcuno di loro, qualche volta va fuori dal seminato, magari con dichiarazioni anti israeliane, o non riconoscendo il pensiero unico del Pdl.
Pare di capire, per chi come me, queste cose le ha vissute da dentro (nel vecchio Msi, si intende) che Fini, ora, non possa prescindere comunque dalle teste pensanti. Questa cosa sta avvenendo anche dalle parti di quella che una volta era Forza Italia. Berlusconi in persona, veline a parte, pare abbia preso atto della pochezza di alcuni dirigenti di partito, soprattutto a livello locale.
Quanto potrà durare questo scontro continuo tra Fini e Berluconi? E ci sarà tra i deputati e/o senatori del Pdl chi avrà un sussulto di dignità e reclamerà il proprio ruolo? Hai voglia Cicchitto e Bocchino, rispettivamente, capogruppo e vice alla Camera, a smorzare i toni, a fare giornalmente i pompieri. Prima o poi, magari qualcosa succede, magari se non fanno passare tutto con la fiducia. In piccolo, ma molto in piccolo, anche a livello locale, qualcosa di simile succede tra gli ex An e Forza Italia, Si odiano ferocemente. Ma anche loro, alla fine, si accordano sulla “fiducia”. Certo, non hanno una fondazione. Ma cosa gli serve, visto che è molto meglio organizzare feste dove trionfano porchetta e salcicce, e dove ci sono personaggi che conoscono un solo tipo di libri: quelli contabili. Altro che destra.
LAVOCELIBERA - Lettere e commenti-“Quelli che.... la destra”




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