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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da Resurgens Visualizza Messaggio
    P.S.: Devo ancora guardare il passo indicatomi da Giò, poiché il singolo versetto non mi sembra una spiegazione esauriente del dubbio.
    per aiutarti, ti posto un'omelia di Sant'Agostino sul battesimo di Gesù, a commento del Vangelo di San Giovanni:

    Il battesimo di Gesù.

    Per darci un esempio di umiltà, per insegnarci ad accogliere la grazia del battesimo, Cristo ha ricevuto ciò di cui egli non aveva bisogno, ma che a noi era necessario.

    1. Come il Signore ha voluto, siamo arrivati al giorno della nostra promessa; che egli ci conceda di poterla mantenere. Tutto ciò che diciamo, infatti, se viene da Dio, è utile a noi e a voi; le cose, invece, che vengono dall'uomo sono menzogne: come ha detto lo stesso Signore nostro Gesù Cristo: Chi proferisce menzogne, parla del suo (Gv 8, 44). Nessuno possiede di suo se non menzogna e peccato. Quanto l'uomo possiede di verità e di giustizia, proviene da quella fonte, di cui dobbiamo essere assetati in questo deserto, se vogliamo come da alcune gocce di rugiada esserne irrorati e ristorati durante la nostra peregrinazione, e così non venir meno nel cammino, e pervenire là dove la nostra sete sarà placata e saziata. Se dunque chi proferisce menzogna, parla del suo, chi proferisce la verità parla da parte di Dio. Giovanni era verace, Cristo è la verità; Giovanni era verace, ma chi è verace lo è da parte della verità. Ora, se Giovanni era verace, e se l'uomo non può essere verace se non da parte della verità, in grazia di chi era verace Giovanni, se non di colui che disse: Io sono la verità (Gv 14, 6)? La verità non può dunque essere in contrasto con l'uomo verace, né l'uomo verace con la verità. E' la verità che aveva inviato quell'uomo verace, il quale appunto lo era perché era stato inviato dalla verità. Se fu la verità a mandare Giovanni, fu Cristo a mandarlo. Ma ciò che Cristo fa con il Padre è il Padre a farlo, e ciò che il Padre fa con Cristo è fatto da Cristo. Il Padre non fa nulla senza il Figlio, né fa qualcosa il Figlio senza il Padre. Sono carità indivisibile, unità indivisibile, indivisibile maestà, indivisibile potenza, secondo le parole stesse di Cristo: Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv 10, 30). Da chi fu mandato, allora, Giovanni? Se rispondiamo: dal Padre, diciamo la verità; e la verità diciamo, rispondendo: dal Figlio. Più chiaro, però, se diciamo: dal Padre e dal Figlio. Colui che fu mandato dal Padre e dal Figlio, fu mandato dal Dio unico, poiché il Figlio ha detto: Io e il Padre siamo una cosa sola. Come poteva dunque Giovanni non conoscere colui che lo aveva mandato? Infatti egli disse: Io non lo conoscevo, ma chi m'inviò a battezzare nell'acqua mi disse... Domanda a Giovanni: chi t'inviò a battezzare nell'acqua, che ti disse? Colui sul quale vedrai discendere come colomba e fermarsi lo Spirito, è lui quello che battezza nello Spirito Santo (Gv 1, 33). Questo, o Giovanni, ti ha detto colui che ti mandò? Sì, proprio questo. Ma chi ti ha mandato? Penso il Padre. Dio Padre è fonte di verità, e Dio Figlio è la verità: se il Padre ti ha mandato senza il Figlio, Dio ti ha mandato senza la verità. Ma se tu, Giovanni, sei verace, appunto perché proferisci la verità e parli da parte della verità, allora, non fu il Padre senza il Figlio a mandarti, ma insieme ti mandarono il Padre e il Figlio. E se fu il Figlio, insieme al Padre, che ti mandò, come potevi non conoscere colui che ti aveva mandato? Colui che tu avevi visto nella verità, è quello che t'inviò affinché fosse riconosciuto nella carne, e disse: Colui sul quale vedrai lo Spirito discendere come una colomba e posarsi su di lui, è lui quello che battezza nello Spirito Santo.

    2. A Giovanni furono rivolte queste parole perché egli potesse conoscere colui che prima non aveva conosciuto, oppure per poter conoscere meglio colui che già conosceva? Se infatti non avesse conosciuto in qualche modo il Signore, come avrebbe potuto dirgli, quando si presentò al fiume per essere battezzato: Sono io che devo esser battezzato da te, e tu vieni a me? (Mt 3, 14). Se disse così, vuol dire che lo conosceva. Ma quando discese la colomba? Quando il Signore era stato battezzato e stava uscendo dall'acqua. Ora, se colui che aveva mandato Giovanni gli aveva detto: Colui sul quale vedrai discendere e posarsi lo Spirito come colomba, è lui quello che battezza nello Spirito Santo, ciò significa che Giovanni non lo conosceva ancora, ma lo conobbe in seguito alla discesa della colomba; e la colomba discese solo quando il Signore uscì dall'acqua. Sicché Giovanni, quando vide il Signore che si avvicinava al fiume, lo conosceva, ma appare chiaro che in un certo senso lo conosceva, e in un certo altro senso non lo conosceva ancora. Senza questa spiegazione Giovanni risulterebbe menzognero. Quando Giovanni dice: Sono io che ho bisogno di essere battezzato e tu vieni a me?, dimostra di conoscere il Signore: come può essere verace dicendo così? E può essere di nuovo verace quando dice: Io non lo conoscevo, ma chi m'inviò a battezzare nell'acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e posarsi lo Spirito come colomba, è lui quello che battezza nello Spirito Santo? Dunque, per mezzo della colomba il Signore si manifestò a Giovanni, non come a colui che non lo conosceva affatto, ma come a colui che del Signore conosceva solo qualche cosa e qualche cosa non conosceva. Sta a noi cercare di sapere che cosa Giovanni non conosceva ancora del Signore, e che apprese per mezzo della colomba.

    [Umiltà portata al massimo.]

    3. Perché Giovanni era stato inviato a battezzare? Ricordo di averlo già detto, come ho potuto, alla Carità vostra. Se il battesimo di Giovanni fosse stato necessario per la nostra salvezza, anche adesso si dovrebbe praticare. Infatti non è che adesso gli uomini non si salvino, o si salvino in minor numero, o che allora ci fosse una salvezza e adesso un'altra. Se Cristo è cambiato, allora è cambiata anche la salvezza; ma se la salvezza è in Cristo, e Cristo è sempre lo stesso, anche la salvezza per noi è la stessa. Perché, allora, Giovanni fu mandato a battezzare? Perché era necessario che Cristo fosse battezzato. E perché era necessario che Cristo fosse battezzato? Perché fu necessario che egli nascesse? Perché fu necessario che Cristo fosse crocifisso? Se è venuto per mostrarci la via dell'umiltà, e a farsi egli stesso questa via dell'umiltà, era necessario allora che egli praticasse l'umiltà in ogni circostanza della sua vita. Così egli volle conferire autorità al suo battesimo affinché noi, servi, comprendessimo con quanto ardore si deve correre al battesimo del Signore, dal momento che egli non disdegnò di ricevere il battesimo di un servitore. A Giovanni, infatti, era stato concesso di dare il suo nome al battesimo che amministrava.

    4. Questo deve notare, distinguere e sapere la vostra Carità. Il battesimo affidato a Giovanni, fu chiamato battesimo di Giovanni. Egli solo ricevette un tale carisma: nessun giusto, prima di lui, nessuno dopo di lui, ha mai ricevuto il potere di battezzare con un battesimo che fosse detto proprio. Ecco, lo ha ricevuto; perché da se medesimo non aveva alcun potere: se qualcuno parla di sua autorità, di suo non proferisce che menzogna. (Gv 8, 44). E da chi, Giovanni, aveva ricevuto un tale potere se non dal Signore Gesù Cristo? Ricevette il potere di battezzare da colui che poi egli stesso battezzò. Non vi stupite: Cristo fece con Giovanni un po' come un tempo aveva fatto con sua madre. E' detto di Cristo: Tutto fu fatto per mezzo di lui. (Gv 1, 3); ora se tutto, anche Maria fu fatta per mezzo di lui, Maria dalla quale poi è nato Cristo. M'intenda la vostra Carità: come il Signore creò Maria e fu creato per mezzo di Maria, così consegnò il battesimo a Giovanni e fu da Giovanni battezzato.

    5. Ecco dunque perché Cristo ricevette il battesimo da Giovanni: per esortare coloro che a lui sono inferiori a un battesimo superiore, accettando un battesimo inferiore dalle mani di un inferiore. Ma perché egli non fu il solo ad essere battezzato da Giovanni, il quale, appunto, era stato inviato per battezzare il Signore e preparare la via a lui, cioè a Cristo stesso? Ve ne ho già detto la ragione, ma credo sia necessario ricordarvela in ordine alla presente questione. Se soltanto il Signore nostro Gesù Cristo fosse stato battezzato con il battesimo di Giovanni - tenete a mente quanto vi dico e il mondo non valga a cancellare dai vostri cuori ciò che vi ha scritto lo Spirito di Dio, né le spine delle preoccupazioni a soffocare il seme gettato in voi (perché infatti siamo costretti a ripeterci, se non perché non ci fidiamo troppo della memoria del vostro cuore?) - se dunque solo il Signore fosse stato battezzato con il battesimo di Giovanni, certuni avrebbero sostenuto che il battesimo di Giovanni era superiore al battesimo di Cristo. Avrebbero detto: è così superiore quel battesimo che soltanto Cristo meritò di essere battezzato con quello. Fu dunque per darci un esempio di umiltà, per insegnarci ad accogliere il battesimo di salvezza, che Cristo ricevette ciò di cui egli non aveva bisogno ma che a noi era necessario. Inoltre, fu concesso anche ad altri di ricevere il battesimo di Giovanni, affinché il battesimo che Cristo aveva ricevuto da Giovanni non fosse considerato superiore al battesimo di Cristo. Ma il battesimo di Giovanni non fu sufficiente per coloro che lo avevano ricevuto: essi dovettero ricevere anche il battesimo di Cristo, perché il battesimo di Giovanni non era il battesimo di Cristo. Coloro che ricevono il battesimo di Cristo non cercano il battesimo di Giovanni, mentre coloro che ricevettero il battesimo di Giovanni cercarono anche il battesimo di Cristo. Dunque, a Cristo bastò il battesimo di Giovanni. E come avrebbe potuto essere altrimenti, dato che neppure quello gli era necessario? Egli non aveva bisogno di alcun battesimo, e fu solo per esortare noi a ricevere il suo battesimo che accettò di ricevere il battesimo del suo servo. E affinché noi non considerassimo superiore al suo il battesimo di Giovanni, altri furono battezzati con il battesimo di un loro conservo. Ma chi era stato battezzato col battesimo del conservo, dovette essere battezzato col battesimo del Signore; mentre chi riceve il battesimo del Signore, non ha alcun bisogno del battesimo di un conservo.

    [Ministero e potestà.]

    6. Giovanni aveva ricevuto il battesimo che appunto fu chiamato battesimo di Giovanni, ma il Signore Gesù Cristo non volle dare ad alcuno il suo battesimo. E questo non perché nessuno fosse battezzato col battesimo del Signore, ma perché sempre e soltanto fosse il Signore stesso a battezzare: così è il Signore che battezza per mezzo dei suoi ministri. Ciò significa che coloro che avrebbero ricevuto il battesimo dai ministri del Signore, sarebbero stati battezzati dal Signore non dai ministri. Una cosa, infatti, è battezzare come ministri, e una cosa è battezzare per potestà propria. Il battesimo vale quanto vale colui nel cui nome esso è dato; e non quanto vale colui che, come ministro, lo impartisce. Il battesimo di Giovanni valeva tanto quanto valeva Giovanni. Un battesimo santo certamente, perché dato da un santo, ma pur sempre un uomo; un uomo, è vero, che aveva ricevuto dal Signore questa grazia, questa straordinaria grazia, di meritare di precedere il giudice, additarlo, realizzando la profezia: Io sono la voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via al Signore. (Is 40, 3). Il battesimo del Signore, invece, valeva quanto il Signore. Quindi un battesimo divino, perché il Signore è Dio.

    7. Certo, il Signore Gesù Cristo avrebbe potuto, se avesse voluto, conferire a qualcuno dei suoi servi il potere di impartire il battesimo in vece sua, trasmettere il potere di battezzare, investire di questo potere qualcuno dei suoi servi e dare a questo battesimo, trasmesso al servo, la virtù stessa del battesimo impartito dal Signore. Ma non ha voluto far questo, affinché quanti avrebbero ricevuto il battesimo riponessero la loro speranza in colui dal quale essi dovevano riconoscere di esser battezzati. Non volle dunque che il servo avesse a porre la sua speranza in un altro servo. Ecco perché l'Apostolo gridava, quando vedeva che i fedeli volevano porre in lui la loro speranza: Forse che per voi Paolo è stato crocifisso, o nel nome di Paolo siete stati battezzati. (1 Cor 1, 13)? Paolo aveva battezzato come ministro, non come avente autorità propria; solo il Signore battezzò avente potestà. Capite? Il Signore poteva dare questa potestà ai suoi servitori, e non ha voluto. Perché se avesse dato loro questa potestà, cioè, se essi si fossero trovati a possedere come proprio ciò che era del Signore, avremmo avuto tanti battesimi quanti i servi. Come ci fu il battesimo di Giovanni, così ci sarebbe stato il battesimo di Pietro, il battesimo di Paolo, il battesimo di Giacomo, il battesimo di Tommaso, di Matteo, di Bartolomeo, così come quell'altro era stato chiamato battesimo di Giovanni. Qualcuno, però, qui potrebbe obiettare e dire: Dimostraci che quel battesimo fu detto veramente di Giovanni. Lo proverò con le parole stesse della Verità, quando chiese ai Giudei: Il battesimo di Giovanni donde ha origine, dal cielo o dagli uomini. (Mt 21, 25)? Affinché, dunque, non ci fossero tanti battesimi quanti i servi che avrebbero battezzato in virtù del potere ricevuto dal Signore, il Signore ha riservato a sé il potere di battezzare, affidando ai servi il ministero. Il servo dice che battezza, ed è vero; così infatti dice l'Apostolo: Ho battezzato anche la casa di Stefania. Ma come ministro. Mettiamo che uno di questi che ha ricevuto il ministero, sia cattivo. Può darsi che gli uomini non lo sappiano, ma Dio lo sa. Ebbene, Dio permette che si battezzi per mezzo di quello, essendosene egli riservata la potestà.

    8. E' questo che Giovanni non conosceva del Signore. Sapeva che era il Signore, e sapeva che avrebbe dovuto essere battezzato da lui; e lo proclamò, poiché il Signore era la verità, e lui, Giovanni, era veritiero essendo inviato dalla verità. Questo lo sapeva. Che cosa, invece, non sapeva del Signore? Che avrebbe riservata a sé la potestà del suo battesimo, senza trasmetterla e trasferirla ad alcuno dei suoi servi. Allora, sia che il battesimo venga amministrato da un ministro buono sia da un ministro cattivo, colui che l'ha ricevuto sa d'essere stato battezzato da quegli che se ne è riservata la potestà. E' proprio questo, o fratelli, che Giovanni non sapeva del Signore, e lo apprese per mezzo della colomba. Sapeva che era il Signore, ma non sapeva ancora che egli avrebbe riservata a sé la potestà di battezzare, senza comunicarla a nessun servo. Coerentemente disse: Io non lo conoscevo. Se non siete convinti che questo lo apprese allora, ascoltate ciò che segue: Chi m'inviò a battezzare mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito come colomba, è lui. Lui chi? Il Signore. Ma Giovanni lo conosceva già il Signore. Ora, fate conto che Giovanni abbia detto solo: Io non lo conoscevo; ma chi m'inviò a battezzare nell'acqua, me lo disse. Domandiamogli che cosa gli disse. Ecco la risposta: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito come colomba... Fermate l'attenzione su queste parole: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito come colomba è lui. Ma chi lui? Che cosa mi ha voluto insegnare per mezzo della colomba, colui che mi aveva mandato? Che Cristo era il Signore? Già lo sapevo da colui che mi aveva mandato; conoscevo già colui al quale ho detto: Tu vieni a me per essere battezzato? Sono io che devo essere battezzato da te. Conoscevo già così bene il Signore che volevo essere battezzato da lui, e non volevo che egli si facesse battezzare da me; fu allora che egli mi disse: Lascia, adesso, che si compia ogni giustizia (Mt 3, 15); credi che non sia venuto per esser battezzato, dal momento che son venuto per affrontare la passione? Si deve compiere ogni giustizia, mi dice il mio Dio; si compia ogni giustizia con l'esempio della più perfetta umiltà. So che vi saranno nel mio popolo futuro uomini superbi, uomini dotati di qualche straordinaria grazia, che, ritenendosi migliori degli altri per la loro castità, per le loro elemosine, per la loro dottrina, disdegneranno di ricevere il battesimo vedendolo ricevere dai semplici che essi stimano inferiori a sé. E' necessario che io li guarisca, affinché non disdegnino di accostarsi al battesimo del Signore, dal momento che io mi sono accostato al battesimo di un servo.

    [Nessun apostolo disse mai:]

    9. Giovanni sapeva tutto questo, e conosceva il Signore. Che cosa dunque gli ha insegnato la colomba? Che cosa ha voluto insegnargli per mezzo della colomba, cioè per mezzo dello Spirito Santo che discese sotto questa forma, colui che lo aveva inviato dicendogli: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito a guisa di colomba, è lui? Chi lui? Il Signore, lo so. Ma sapevi anche che il Signore, che aveva la potestà di battezzare, non avrebbe dato questa potestà a nessuno dei suoi servi, ma l'avrebbe riservata a sé, affinché gli uomini battezzati per il ministero di un servo, non attribuissero la virtù del battesimo al ministro, ma al Signore? Questo lo sapevi già? Non lo sapevo ancora; tanto che mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito come colomba, è lui quello che battezza nello Spirito Santo. Non dice: quegli è il Signore; non dice: quegli è il Cristo; non dice: quegli è Dio; non dice: quegli è Gesù; non dice: è colui che è nato dalla vergine Maria, che viene dopo di te, ma che è prima di te. Non dice niente di ciò, perché Giovanni conosceva già tutto questo. Ma che cosa egli non sapeva? Che il Signore avrebbe riservato a sé la potestà del battesimo che possedeva, sia finché fosse stato in terra, sia quando fosse salito in cielo con il corpo, rimanendo in terra con la sua maestà. E ciò allo scopo che né Pietro né Paolo potessero dire: questo è il mio battesimo. A proposito, notate come si esprimono gli Apostoli. Nessuno di loro disse mai: "il mio battesimo". Sebbene il Vangelo fosse uno solo per tutti, tuttavia li sentiamo dire: "il mio Vangelo"; mai però dicono: "il mio battesimo".

    10. Ecco dunque, fratelli miei, che cosa apprese Giovanni. Impariamo anche noi ciò che Giovanni imparò per mezzo della colomba. La colomba, infatti, non è che abbia ammaestrato solo Giovanni, ma anche la Chiesa, della quale fu detto: Unica è la mia colomba (Ct 6, 8). Che la colomba, dunque, ammaestri la colomba; che sappia la colomba ciò che Giovanni apprese per mezzo della colomba. Lo Spirito Santo discese sotto forma di una colomba. Perché ciò che Giovanni apprese, lo apprese per mezzo della colomba? Era necessario infatti che lo apprendesse; ma era anche necessario che lo apprendesse per mezzo della colomba? Che dire della colomba, o miei fratelli? Quando il mio cuore e la mia lingua saranno capaci di parlarne come vorrei? Anzi, forse non ne parlerei in modo adeguato, anche se riuscissi a parlarne come vorrei; ed allora, dato che non posso neppure come vorrei, tanto meno potrò farlo in modo adeguato. Per questo più che parlarvene io, vorrei ascoltare uno più capace di me.

    11. Giovanni impara a conoscere colui che già conosceva; o meglio, viene a conoscere di lui non ciò che già sapeva ma qualcosa che ancora non conosceva. E che cosa sapeva? Che era il Signore. Che cosa non sapeva? Che la potestà del battesimo del Signore non sarebbe passata dal Signore ad alcun uomo e che agli uomini sarebbe stato conferito solo il ministero. La potestà del Signore non sarebbe passata a nessuno, mentre il ministero sarebbe stato affidato ai buoni e ai cattivi. La colomba non si spaventi del ministero dei cattivi, consideri la potestà del Signore. Che male può farti un ministro cattivo là dove è il Signore buono? Quale danno può arrecarti un araldo malevolo se il giudice è benevolo? Giovanni apprese questo dalla colomba. Ce lo ridica lui che cosa apprese: Egli mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito come colomba, è lui quello che battezza nello Spirito Santo. Non t'ingannino, dunque, o colomba, quegl'imbroglioni che dicono: Siamo noi che battezziamo. Ricorda, o colomba, ciò che ha insegnato la colomba: E' lui quello che battezza nello Spirito Santo. Per mezzo della colomba si sa che è lui quello che battezza, e tu credi di essere battezzato in virtù della potestà di chi ti battezza come ministro? Se credi questo, non fai parte ancora del corpo della colomba; e se non fai parte del corpo della colomba, non c'è da meravigliarsi che tu non ne possieda la semplicità. La colomba, infatti, è il simbolo per eccellenza della semplicità.

    12. Come mai, fratelli miei, Giovanni apprese per mezzo della semplicità della colomba che è lui quello che battezza nello Spirito Santo, se non perché non appartengono alla colomba quelli che dilaniano la Chiesa? Essi sono sparvieri, sono avvoltoi. Perché la colomba non dilania. Voi vedete come ci vogliono male, considerandoci responsabili delle persecuzioni che subiscono. Se non che le persecuzioni corporali toccate loro, sono flagelli con cui il Signore li colpisce in questo mondo per non condannarli eternamente, a patto che utilizzino la correzione per il loro ravvedimento. Sono essi che perseguitano la Chiesa, essi che la perseguitano ingannandola, essi che più gravemente la feriscono al cuore colpendola con la spada della lingua, essi che più crudelmente ne versano il sangue perché, in quanto dipende da loro, uccidono Cristo nell'uomo. Appaiono preoccupati per l'intervento dell'autorità. Che cosa può farti l'autorità, se sei buono? Certo, se sei cattivo, hai motivo di temerla: Non senza ragione infatti porta la spada (Rm 13, 4), dice l'Apostolo. Non sguainare la spada contro Cristo. Che cosa perseguiti in un cristiano, tu che sei cristiano? Che cosa ha perseguitato in te l'imperatore? Ha perseguitato la carne; ma tu nel cristiano perseguiti lo spirito. Tu non uccidi il corpo. Quantunque quelli non risparmino neppure il corpo: nelle stragi hanno ucciso quanti han potuto, senza risparmiare nessuno, né i loro né gli altri. E' noto a tutti. L'autorità è invisa perché è legittima; è inviso chi agisce secondo la legge; non è inviso chi agisce fuori della legge. Consideri ognuno di voi, o miei fratelli, che cosa caratterizza il cristiano. Il fatto di essere uomo lo accomuna agli altri; il fatto di essere cristiano lo distingue dagli altri; è più importante per lui essere cristiano che essere uomo. Come cristiano, infatti, viene rinnovato a immagine di Dio, secondo la quale immagine di Dio l'uomo fu creato; come uomo, invece, può essere cattivo, può essere pagano, idolatra. Ora, nel cristiano tu perseguiti ciò che ha di meglio; tu vuoi strappargli ciò per cui egli vive. Vive infatti nel tempo secondo lo spirito vitale che anima il corpo, ma vive eternamente in grazia del battesimo che ha ricevuto dal Signore. Tu gli vuoi togliere ciò che ha ricevuto dal Signore, gli vuoi togliere ciò per cui egli vive. I briganti che assalgono e spogliano uno, lo fanno per avere qualcosa di più, portando via tutto al malcapitato; tu porti via ad un cristiano senza avere per te niente di più, poiché non diventerà una ricchezza per te ciò che porti via a lui. E' proprio questo che fanno quelli che portano via l'anima: la tolgono agli altri, ma loro non vengono ad avere, per questo, due anime.

    [E' lui che battezza.]

    13. Che cosa dunque vuoi portar via? Perché vuoi male a chi vuoi ribattezzare? Non puoi dargli ciò che egli già possiede, ma gli fai rinnegare ciò che ha. Si comportavano forse più crudelmente i pagani persecutori della Chiesa? Contro i martiri si sguainavano le spade, si scatenavano le belve, si accendevano i roghi. E a quale scopo? Perché il paziente dicesse: Io non sono cristiano. Che cosa insegni tu a colui che vuoi ribattezzare, se non a dire come prima cosa: Non sono cristiano? Per raggiungere il loro scopo i persecutori una volta usavano il fuoco, tu usi la lingua: con l'inganno tu ottieni ciò che quelli non ottenevano uccidendo. E che cosa ti riprometti di dare, e a chi? Se vorrà dirti il vero e non vorrà mentire lasciandosi ingannare da te, dovrà rispondere: Io ce l'ho già. Tu gli chiedi: Ce l'hai il battesimo?, ed egli risponderà: Sì, ce l'ho. Gli fai osservare che tu non glielo dai finché lui dice di averlo. E non me lo dare; ciò che mi vuoi dare, infatti, non può penetrare in me, perché ciò che ho ricevuto non puoi togliermelo. Ma aspetta, voglio vedere che cosa mi vuoi insegnare. Anzitutto mi vuoi far dire che non ho il battesimo. Ma sì, che ce l'ho; se dicessi che non ce l'ho, mentirei; quello che ho, ho. Ma tu insisti: non ce l'hai. Spiegami perché non ce l'ho. Te l'ha dato un indegno. Se Cristo è indegno, me l'ha dato un indegno. Tu replichi: no, Cristo non è indegno, ma non è stato Cristo a dartelo. E allora chi me l'ha dato? Rispondimi; io so di averlo ricevuto da Cristo. Certo, tu lo hai ricevuto, ma non so da quale traditore, non da Cristo. Andrò a vedere chi è stato il ministro, andrò a vedere chi è stato l'araldo. Non mi interessa chi è il ministro, io bado al Giudice. Forse la questione del ministro è un pretesto, ma non voglio discutere; il Signore di ambedue risolva lui la questione del suo rappresentante. Forse, se ti chiedo le prove, tu non sei in grado di darmele, anzi menti: s'è già dimostrato che non sei stato in grado di provare le accuse. Ma non è questo il problema. Non voglio che tu abbia a credere, mentre difendo calorosamente degli uomini innocenti, che io riponga la mia speranza almeno negli uomini innocenti. Ebbene, fossero pur tali gli uomini, io il battesimo l'ho ricevuto da Cristo, da Cristo sono stato battezzato. No, ribatti, tu sei stato battezzato da quel tal vescovo, e quel vescovo fa causa comune con gli eretici. Da Cristo sono stato battezzato; questo io so. E come lo sai? Me lo ha insegnato la colomba, quella che vide Giovanni. Nibbio malvagio! Non mi strappare dalle viscere della colomba: faccio parte delle membra della colomba; io so ciò che la colomba mi ha insegnato. Tu mi dici: Ti ha battezzato il tale o il tal'altro; ma la colomba mi dice, e lo dice anche a te: E' lui quello che battezza. A chi devo credere, al nibbio o alla colomba?

    14. Parla in modo esplicito, così che tu venga confuso da quella stessa lucerna che confuse i primi avversari del Signore, quei Farisei tuoi pari, quando chiesero a Cristo con quale autorità egli operava: Vi farò anch'io una domanda: Ditemi, il battesimo di Giovanni donde viene, dal cielo o dagli uomini? E quelli che stavano tendendogli insidie, caduti nella rete di quella domanda, cominciarono a ragionare tra sé e sé: Se diciamo: Dal cielo, ci dirà: Perché, allora, non gli avete creduto (Mt 21, 24-26)? Giovanni, infatti, aveva detto del Signore: Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo (Gv 1, 29). Perché, dunque, mi chiedete con quale autorità io agisco? O lupi! Ciò che faccio lo faccio con la potestà dell'Agnello. Ma per conoscere l'Agnello avreste dovuto credere a Giovanni, che disse: Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. Ma appunto perché sapevano cosa aveva detto Giovanni del Signore, i Farisei ragionavano tra sé e sé: Se diciamo che il battesimo di Giovanni viene dal cielo, ci dirà: Perché, allora, non gli avete creduto? Se, invece, diciamo che viene dagli uomini, verremo lapidati dalla folla, perché tutti ritengono Giovanni un profeta. Da una parte temevano gli uomini, dall'altra si vergognavano di confessare la verità. Erano tenebre e risposero da tenebre, ma furono sconfitte dalla luce. Che cosa risposero infatti? Non lo sappiamo. Negarono, cioè, di sapere ciò che invece sapevano. E il Signore replicò: Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio questo (Mt 21, 26-27). Così furono confusi i primi nemici. Da che cosa? Dalla lucerna. Chi era la lucerna? Giovanni. Volete la prova che Giovanni era la lucerna? Eccola. Il Signore dice: Egli era la lucerna che arde e risplende (Gv 5, 35). Dobbiamo anche dimostrare che da lui furono confusi i nemici? Ascolta il salmo che dice: Ho preparato la lucerna per il mio Unto; riempirò di confusione i suoi nemici (Sal 131, 17-18).

    [Il dono di Cristo non si può contaminare.]

    15. Tuttora, nelle tenebre di questa vita, noi avanziamo con la lucerna della fede; anche noi abbiamo questa lucerna che è Giovanni, per confondere i nemici di Cristo; Cristo stesso, anzi, confonda i nemici per mezzo della lucerna. Chiediamo anche noi quello che il Signore chiese ai Giudei: Donde viene il battesimo di Giovanni? dal cielo o dagli uomini? Che cosa dovranno rispondere, se non vorranno anch'essi, come nemici, rimaner confusi dalla lucerna? Se risponderanno: dagli uomini, saranno lapidati dai loro stessi seguaci; se invece risponderanno: dal cielo, noi diremo loro: Perché allora non gli avete creduto? Potranno dire: ma noi crediamo a Giovanni. Come mai allora dite che siete voi a battezzare, mentre Giovanni dice: E' lui quello che battezza? Potranno osservare che i ministri di un così grande giudice, e di cui il giudice si serve per amministrare il battesimo, debbono essere giusti. Ma anche io lo dico, tutti lo diciamo, che i ministri di un così grande giudice debbono essere giusti. Sicuro, s'impegnino ad essere giusti i ministri; che se poi non s'impegnano a esser giusti loro che siedono sulla cattedra di Mosè, chi mi garantisce è il mio Maestro, di cui il suo Spirito testimonia: E' lui quello che battezza. In che modo mi garantisce? Dicendo: Gli scribi e i Farisei si son seduti sulla cattedra di Mosè: Fate ciò che dicono, ma non fate ciò che fanno; dicono, infatti, e non fanno (Mt 23, 2-3). Se il ministro è giusto, lo metto con Paolo, lo metto con Pietro; con questi apostoli metto i ministri giusti; poiché veramente i ministri giusti non cercano la loro gloria. Appunto perché ministri, essi non vogliono essere considerati giudici, rifuggono dall'idea che si riponga la speranza in loro; quindi metto il ministro degno con Paolo. Che dice infatti Paolo? Io ho piantato, Apollo ha innaffiato, ma Dio ha fatto crescere; di modo che né chi pianta è alcunché, né chi innaffia, ma Dio che fa crescere (1 Cor 3, 6-7). Un ministro superbo, invece, va messo assieme al diavolo; ma non per questo viene contaminato il dono di Cristo, che attraverso di lui continua a fluire, e per mezzo di lui arriva limpido a fecondare la terra. Certo, il canale potrebbe essere di pietra, per cui l'acqua vi scorre sopra senza produrre alcun frutto; e tuttavia l'acqua, passando attraverso il canale di pietra, arriva nei campi; nel canale di pietra non produce alcun frutto, ma nell'orto produce molti frutti. La virtù spirituale del sacramento è come la luce: giunge pura a coloro che devono essere illuminati, e anche se deve passare attraverso degli esseri immondi, non viene contaminata. Certo, è auspicabile che i ministri siano degni e non cerchino la loro gloria, ma la gloria di colui di cui sono ministri; è auspicabile che non dicano: "il mio battesimo", perché non è loro. Si ispirino all'esempio di Giovanni. Giovanni era pieno di Spirito Santo; aveva ricevuto il battesimo dal cielo e non dagli uomini; ma in ordine a che cosa lo aveva ricevuto? Egli disse: Preparate la via al Signore (Is 40, 3; Gv 1, 23). Ma quando il Signore fu conosciuto, il Signore stesso diventò la via; e allora non c'era più bisogno del battesimo di Giovanni per preparare la via al Signore.

    16. In che modo essi rispondono ai nostri argomenti? Sta di fatto che, dopo Giovanni, si è battezzato. Prima, infatti, che questo problema fosse trattato a fondo nella Chiesa cattolica, molti in essa, anche uomini illustri e degni, sono caduti in errore. Ma siccome erano membra della colomba, non si sono separati, e per essi si verificò ciò che dice l'Apostolo: Se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo (Fil 3, 15). Quelli, invece, che si sono separati dalla colomba, sono diventati ribelli: che cosa son soliti dire? Se si è ripetuto il battesimo di Giovanni, perché non si dovrebbe ripetere il battesimo degli eretici? Infatti coloro che avevano il battesimo di Giovanni furono battezzati di nuovo per ordine di Paolo, in quanto non avevano ancora il battesimo di Cristo (At 19, 3-5). Perché dunque sopravvaluti (o Donato), il merito di Giovanni e disprezzi lo stato miserevole degli eretici? Ammetto che gli eretici siano scellerati, pur tuttavia essi hanno dato il battesimo di Cristo, che Giovanni non diede.

    17. Mi rifaccio a Giovanni per ripetere con lui: Questi è colui che battezza. Giovanni è molto più degno di un eretico, come è molto più degno di un ubriaco, di un omicida. Orbene, se dovessimo ribattezzare coloro che sono stati battezzati da un uomo pessimo, dal momento che gli Apostoli hanno ribattezzato chi era già stato battezzato da un uomo ottimo qual era Giovanni: allora se uno dei donatisti è stato battezzato da un ubriaco (e non dico da un omicida, dal seguace d'un qualche scellerato, non dico da un ladro, da un oppressore di orfani, da un adultero; niente di tutto questo dico: parlo di ciò che accade abitualmente, di cose di ogni giorno cui tutti sono invitati anche in questa città, quando si sente dire: Diamoci al bel tempo, non è il caso di fare digiuno durante le feste di Gennaio; non parlo di cose più gravi, ma di cose comuni); se dunque uno di questi è stato battezzato da un ubriaco, chi è migliore, Giovanni o l'ubriaco? Oserai rispondere che il tuo ubriaco è migliore di Giovanni? E allora, tu che sei sobrio, ribattezza chi è stato battezzato da quell'ubriaco. Se gli Apostoli hanno fatto ribattezzare quelli che avevano già ricevuto il battesimo di Giovanni, a maggior ragione chi è sobrio dovrà ribattezzare chi è stato battezzato da un ubriaco. O forse dici: quell'ubriaco vive in comunione con me? Perché Giovanni, l'amico dello sposo, forse non viveva in comunione con lo sposo?

    18. Ma, chiunque tu sia, io ti domando: Sei migliore tu o Giovanni? Non oserai certo rispondermi che tu sei migliore di Giovanni. E allora, i tuoi, se sono migliori di te, ribattezzino dopo di te. Se infatti dopo Giovanni si è ribattezzato, vergognati se non si ribattezza dopo di te. Dirai: ma io possiedo il battesimo di Cristo, e lo insegno. Riconosci, dunque, una buona volta il Giudice, e non voler essere un araldo superbo. Tu amministri il battesimo di Cristo, perciò dopo di te non si deve ribattezzare; dopo Giovanni si è ribattezzato appunto perché Giovanni amministrava il suo battesimo, non quello di Cristo (infatti lo aveva ricevuto in modo che fosse suo). Tu dunque non sei migliore di Giovanni, ma il battesimo che tu amministri è superiore al battesimo di Giovanni. L'uno è di Cristo, l'altro di Giovanni. E che lo desse Paolo o Pietro, era di Cristo. E se lo ha dato anche Giuda, era sempre di Cristo. Giuda battezzò, e dopo Giuda non si ribattezzò; si ribattezzò invece dopo Giovanni. Perché il battesimo dato da Giuda era di Cristo; quello, invece, dato da Giovanni era di Giovanni. Non poniamo, con questo, Giuda al di sopra di Giovanni, ma il battesimo di Cristo dato anche per mano di Giuda al di sopra del battesimo di Giovanni dato anche per mano di Giovanni. E' stato detto infatti che il Signore, prima della sua passione, battezzava più gente di Giovanni; e l'evangelista aggiunge: sebbene non battezzasse Gesù in persona ma i suoi discepoli (Gv 4, 1-2). Cioè, era lui che battezzava, e non era lui: era lui per la potestà, erano i discepoli per il ministero; essi prestavano il loro servizio amministrando il battesimo, ma la potestà di battezzare restava in Cristo. Dunque, i suoi discepoli battezzavano, e tra essi c'era ancora Giuda: e quelli, allora, che furono battezzati da Giuda non furono poi ribattezzati, mentre quelli che erano stati battezzati da Giovanni furono di nuovo battezzati? Certo, ma si trattava di un altro battesimo: quelli che battezzò Giovanni, li battezzò Giovanni; mentre quelli che battezzò Giuda, li battezzò Cristo. Coloro, dunque, che hanno ricevuto il battesimo da un ubriaco, da un omicida, da un adultero, se quel battesimo era di Cristo, sono stati battezzati da Cristo. Non mi preoccupa se il ministro è un adultero o un ubriacone o un omicida. Tengo conto di ciò che mi vien detto per mezzo della colomba: E' lui quello che battezza.

    19. Del resto, fratelli miei, sarebbe assurdo affermare che si deve tenere in maggior considerazione, non dico Giuda, ma qualsiasi altro uomo, rispetto a colui del quale è stato detto: Fra i nati di donna non è apparso uno più grande di Giovanni Battista (Mt 11, 11). Non si può anteporre nessun servo a Giovanni; ma è da anteporre il battesimo del Signore, anche se amministrato da un indegno, al battesimo del servo, pur se amico. Ascolta ciò che l'apostolo Paolo dice a proposito di alcuni falsi fratelli, che per invidia predicavano la parola di Dio: E di questo io godo, anzi continuerò a goderne (Fil 1, 15-18). Essi annunciavano Cristo: lo facevano per secondi fini, è vero, ma era pur sempre Cristo che annunciavano. Non badate quindi ai motivi per i quali annunciavano Cristo, ma a colui che annunciavano. Ti annunciano Cristo per invidia? Guarda Cristo, non tener conto dell'invidia. Non imitare il cattivo predicatore, imita invece ciò che di buono ti viene predicato. C'erano, dunque, certuni che annunciavano Cristo mossi da invidia. Cos'è l'invidia? Un male orribile. E' per questo male che il diavolo fu cacciato, è questa peste esiziale che lo ha rovinato; è da questa peste che erano affetti quei tali predicatori di Cristo, ai quali tuttavia l'Apostolo permise di predicare. Perché? Perché annunciavano Cristo. Chi, però, porta invidia, odia; e chi odia, sai come viene bollato dall'apostolo Giovanni? Chi odia il fratello, è un omicida (1 Io 3, 15). Ecco, fu ribattezzato chi era stato battezzato da Giovanni, ma non chi era stato battezzato da un omicida. Perché Giovanni dava il suo battesimo, ma l'omicida ha dato il battesimo di Cristo; il quale è un sacramento così santo, che non può essere contaminato neanche se lo amministra un omicida.

    20. Con ciò non disprezzo Giovanni, credo anzi a quanto egli mi dice. Che cosa mi dice Giovanni? Ciò che egli apprese per mezzo della colomba. E che cosa apprese per mezzo della colomba? E' lui quello che battezza nello Spirito Santo (Gv 1, 33). Ricordate almeno questo, o fratelli, e fissatelo nei vostri cuori. Non c'è tempo per spiegare in modo più completo perché Giovanni abbia appreso ciò per mezzo della colomba. Spero di essere riuscito a spiegare a vostra Santità che fu la colomba a far conoscere a Giovanni ciò che di Cristo ancora non sapeva, sebbene già conoscesse Cristo. Ma perché Giovanni abbia dovuto apprendere ciò proprio dalla colomba ve lo spiegherei se potessi farlo brevemente. E' un discorso lungo, e io non voglio affaticarvi oltre. Come ho potuto, con l'aiuto delle vostre preghiere mantenere la promessa che vi avevo fatta, così conto sulle vostre insistenti suppliche e buone disposizioni perché vi appaia chiaro anche il motivo per cui Giovanni ciò che apprese del Signore, cioè che è lui quello che battezza nello Spirito Santo, e che questo potere di battezzare egli non avrebbe trasmesso a nessuno, doveva apprenderlo solo dalla colomba.

    Sant'Agostino - Commento al Vangelo di San Giovanni

  2. #32
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non è un'invenzione recente.

    Ad un'attenta analisi di alcuni passi delle Scritture - sia nella forma vetero che neotestamentaria - si può benissimo intuire quanto sia fondato ed insito nella Rivelazione Divina il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria Sempre Vergine.
    Infatti, nel Cantico dei Cantici (capitolo 4, verso 7) troviamo scritto: Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia.
    A ciò si aggiunga che, nel Vangelo di Luca, l'Angelo, annunciando a Maria il suo compito, la saluta definendola "piena di grazia" (Lc 1, 28).
    Se Maria è tutta santa, piena di grazia e priva di macchia, è chiaro che Maria Vergine è senza peccato.
    Sant'Agostino, Padre e Dottore della Chiesa, sempre sostenne la necessità di separare Maria Vergine dalla 'massa dannata' in quanto priva di peccato.

    se e' cosi' "evidente" come mai ci hanno messo quasi 18 secoli per decidersi ?

  3. #33
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    se e' cosi' "evidente" come mai ci hanno messo quasi 18 secoli per decidersi ?
    :sofico:
    E ancor di più c'hanno messo a stabilire inconfutabilmente :648: che il corpo della suddetta Maria è asceso al cielo
    Ultima modifica di Ludwig Feuerbach; 10-12-10 alle 02:26

  4. #34
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da Ludwig Feuerbach Visualizza Messaggio
    :sofico:
    E ancor di più c'hanno messo a stabilire inconfutabilmente :648: che il corpo della suddetta Maria è asceso al cielo
    Cristo ha detto
    "non tutto vi è stato rivelato ora".

    Sai che significa vero?
    o devo farti un disegnino?
    Ah, le domande per favore ,fatele senza ironia,
    che non fate ridere nessuno, tranne voi stessi.
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  5. #35
    ...
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    se e' cosi' "evidente" come mai ci hanno messo quasi 18 secoli per decidersi ?
    Se è per questo a Voltaire gli ci è voluta una vita intera prima di vedere la Veritá, nonostante ce l'avesse avuta sempre davanti agli occhi.

    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Cristo ha detto
    "non tutto vi è stato rivelato ora".

    Sai che significa vero?
    o devo farti un disegnino?
    Ah, le domande per favore ,fatele senza ironia,
    che non fate ridere nessuno, tranne voi stessi.
    Ma così non vale! Quel versetto non gli fa comodo... ncav: :sofico:
    Ultima modifica di Cuordy; 10-12-10 alle 11:41
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  6. #36
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    se e' cosi' "evidente" come mai ci hanno messo quasi 18 secoli per decidersi ?
    Citazione Originariamente Scritto da Ludwig Feuerbach Visualizza Messaggio
    :sofico:
    E ancor di più c'hanno messo a stabilire inconfutabilmente :648: che il corpo della suddetta Maria è asceso al cielo
    Figuriamoci se il "pattume" laicista non ne approfittava per lanciare strali contro la Chiesa e accusarla di "inventarsi" di sana pianta i dogmi, usando come pretesto la disputa sul dogma dell'Immacolata Concezione della Sempre Vergine Maria!

    Innanzitutto, vanno fatte alcune precisazioni - più a cagione dei cattolici che dei laicisti - riguardo a questo tema.

    In Ineffabilis Deus l'allora Papa Pio IX mostra in maniera egregia su cosa si fonda la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine.

    Riguardo ai "fondamenti biblici", non è possibile alcuna obiezione, in quanto i passi in questione provano tutti la validità dell'Immacolata Concezione.
    Genesi 3, 15 - infatti - esplicita l'irriducibile avversione fra il genere femminile e il demonio - cioé il serpente - prefigurando in questo modo un ruolo femminile corredentivo. Questo ruolo è della Vergine Maria la quale già da Ireneo di Lione - Santo Padre della Chiesa - veniva considerata quale "nuova Eva", senza peccato.
    A ciò si deve aggiungere il contributo fondamentale dei Santi Padri della Chiesa orientali e greci: Proclo di Costantinopoli definiva Maria come paradiso verdeggiante e incorruttibile e santuario dell'impeccabilità; Andrea di Creta esprimeva simili concetti, considerando la Madonna l'immagine del tutto somigliante alla bellezza divina.
    Sempre nella Scrittura, abbiamo nell'Antico Testamento Proverbi 8, 24 e Cantico dei Cantici 4, 7 - quest'ultimo da me già citato.
    Ad esso si aggiunga il passo neotestamentario Luca 1, 28, anch'esso da me già riportato.
    Ricordiamoci però che il fondamento della partecipazione di Maria alla redenzione del mondo - corredenzione - sta nel passo di Luca 1, 38, nel quale Maria accetta la chiamata del Signore.

    Spesso si cita a sproposito Sant'Agostino come prova della posizione sostanzialmente "macolista" della Chiesa prima del medioevo. Il che è una distorsione di quanto scrisse all'epoca Sant'Agostino.
    L'Ipponate, infatti, nel suo "La Natura e la Grazia" confuta in maniera egregia l'eresia pelagiana riguardante libero arbitrio e peccato originale. Sant'Agostino ribadisce la necessità della grazia santificante per entrare in Paradiso ed afferma chiaramente che nessun uomo - escluso Cristo - è nato privo di peccato e quindi privo del peccato originale.
    Laddove però si parla apertis verbis della Vergine Maria, così si esprime Sant'Agostino:

    Poi [Pelagio] ricorda coloro "dei quali si dice non solo che non peccarono, ma che vissero anche santamente: Abele, Enoch, Melchisedech, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Gesù di Nave, Finees, Samuele, Natan, Elia, Eliseo, Michea, Daniele, Anania, Azaria, Misaele, Ezechiele, Mardocheo, Simeone, Giuseppe di cui era sposa la vergine Maria, Giovanni". Aggiunge pure delle donne: "Debora, Anna madre di Samuele, Giuditta, Ester, l'altra Anna figlia di Fanuel, Elisabetta" e anche la stessa Madre del Signore e Salvatore nostro, e di essa dice "che va necessariamente riconosciuta senza peccato dal nostro senso religioso". Escludiamo dunque la santa vergine Maria, nei riguardi della quale per l'onore del Signore non voglio si faccia questione alcuna di peccato. Infatti da che sappiamo noi quanto più di grazia, per vincere il peccato sotto ogni aspetto, sia stato concesso alla Donna che meritò di concepire e partorire colui che certissimamente non ebbe nessun peccato? Eccettuata dunque questa Vergine!, se avessimo potuto riunire tutti quei santi e quelle sante durante la loro vita terrena e interrogarli se fossero senza peccato, quale pensiamo sarebbe stata la loro risposta? Quella che dice costui o quella dell'apostolo Giovanni? Lo chiedo a voi. Per quanto grande potesse essere la loro santità nella vita corporale, alla nostra eventuale domanda non avrebbero forse gridato ad una sola voce: Se dicessimo di essere senza peccato, inganneremmo noi stessi e la verità non sarebbe in noi? O forse risponderebbero in questo modo più per umiltà che per verità? Ma a costui già piace, e gli piace con ragione, "di non mettere il pregio dell'umiltà dalla parte della falsità". Allora, se quei santi nella loro risposta dicessero la verità, sarebbero peccatori e la verità sarebbe in essi, proprio per il loro umile riconoscimento. Se al contrario mentissero, sarebbero ugualmente peccatori, perché in essi non ci sarebbe la verità.

    http://www.augustinus.it/italiano/natura_grazia/index2.htm


    L'Ipponate quindi esclude qualsiasi riferimento a Maria, senza sposare una posizione 'macolista', anche perché tale posizione si svilupperà solo nel Medioevo con la scolastica.
    La suddetta posizione verrà fuori per un semplice motivo: con la diffusione dell'aristotelismo, vi fu la necessità di leggere cristianamente Aristotele e la sua antropologia.
    La posizione di Pelagio su Maria (va necessariamente riconosciuta senza peccato dal nostro senso religioso), pur essendo in linea teorica confermata da Agostino, trovò sfortuna a causa dei motivi che la dettavano, ossia l'eresia.
    Le difficoltà che la teologia dotta riscontrava erano sostanzialmente tre:
    1) Come conciliare l'universalità della redenzione con l'Immacolata Concezione di Maria? (Se Maria è stata concepita senza peccato originale, si tratterebbe di un'eccezione inspiegabile fatta da Dio, che contraddirebbe i numerosi passi evangelici e non nei quali si afferma che la Redenzione è per tutti, nessuno escluso)
    2) Come spiegare l'Immacolata Concezione a fronte dell'antropologia aristotelica e scolastica? (Fondamentalmente, si trattava di conoscenze di ordine biologico, comunque di secondo piano - ma non per questo non importanti - rispetto ad un problema di Fede)
    3) Come può essere compatibile il traducianesimo con la Concezione di Maria senza peccato originale da subito? (Se il peccato originale si trasmette con l'atto generativo, com'è possibile che Maria Vergine, anche solo per un istante, non l'abbia avuto?)

    San Tommaso d'Aquino, Santo Dottore della Chiesa, viene presentato come un macolista: questa convinzione non è del tutto esatta, né dal punto di vista teologico né dal punto di vista storico.
    Dal punto di vista storico, va fatto notare che l'Angelico non prese mai una posizione netta e radicale in favore degli uni o degli altri - vigeva, giustamente, il principio della prudenza di fronte ad una delicata questione su cui la Chiesa ancora non s'era espressa con la pienezza della sua autorità apostolica - ma preferì un'attenta riflessione e meditazione sull'argomento.
    In una sua opera giovanile, le Sentenze, S. Tommaso d'Aquino sembra pronunciarsi a favore dell'Immacolata Concezione: "E tale fu la purezza della Beata Vergine Maria che fu immune dal peccato originale e attuale". Posizione che, sul finire della vita, S. Tommaso d'Aquino riprenderà in un'omelia quaresimale, riportata nell'In Salutationem angelicam.
    Nella Summa Theologiae l'Aquinate però - confrontando le proposizioni di chi si esprimeva a favore dell'Immacolata Concezione e chi invece era scettico se non contrario - rileva la sostanziale tolleranza della Chiesa per la festa della Concezione di Maria e la sua promozione in praticamente tutta la Cristianità. S. Tommaso quindi ammette che il sensus fidelium e la pietà popolare sono concordi nel considerare Maria Vergine priva di peccato sin dal suo concepimento, senza che l'Autorità né ecclesiastica né secolare (all'epoca ricordo che, per fortuna, essa era ancora cristiana, a differenza di oggi) si opponessero:

    La Chiesa Romana, sebbene non celebri la Concezione della Beata Vergine, tollera tuttavia la consuetudine di alcune chiese di celebrare tale festa. Perciò tale celebrazione non è da riprovarsi completamente. Tuttavia la celebrazione di questa festa non autorizza a pensare che la Vergine sia stata santa nel suo concepimento. Ma ignorandosi il momento della sua santificazione, questa si celebra nel giorno del suo concepimento.


    Per risolvere le difficoltà date dal dibattito sull'Immacolata Concezione, S. Tommaso d'Aquino ammette che l'anima di Maria fu priva di peccato originale sin dall'inizio. Non ammette però che il suo corpo sia stato sin dal suo concepimento privo di peccato. Così scrisse Tommaso:

    La santità della Beata Vergine non si può pensare anteriore alla sua animazione per due motivi. Primo, perché la santificazione di cui parliamo, è la purificazione dal peccato originale, essendo la santità "mondezza totale", come si esprime Dionigi. Ma la colpa si può mondare soltanto con la grazia e soggetto della grazia è solo la creatura razionale. Perciò prima dell'infusione dell'anima razionale la Beata Vergine non fu santificata.
    Secondo, perché non potendo la colpa trovarsi che in una creatura razionale, prima dell'infusione dell'anima la prole concepita non è suscettibile di colpa. Quindi, comunque fosse stata santificata la Beata Vergine prima dell'animazione, non avrebbe mai contratto la macchia della colpa originale e allora non avrebbe avuto bisogno della redenzione e della salvezza che viene da Cristo, di cui il Vangelo dice: "Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati". Ma non è ammissibile che Cristo, secondo le parole di S. Paolo, non sia "il salvatore di tutti". Dunque non rimane che porre la santificazione della Beata Vergine dopo la sua animazione.


    S. Th. p. 3, q. 27

    Va detto però che per S. Tommaso d'Aquino, seguendo la dottrina aristotelica, un essere umano è tale non in quanto 'animale' ma in quanto 'razionale'.
    Essendo gli esseri umani 'animali razionali', non è la loro animalità a rendere gli esseri umani tali ma l'elemento razionale.
    L'elemento razionale è ciò che ci rende ad immagine e somiglianza di Dio e ci è dato dalla nostra anima.
    L'uomo, perciò, è tale in virtù della sua anima più che del suo corpo.
    Il Dottore Angelico si distacca quindi dalla posizione macolista tout court ed ammette l'Immacolata Concezione di Maria Vergine, ma solo nel momento dell'animazione. Questo spiega perché Pio XII ribadirà il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamando anche quello dell'Assunzione di Maria Vergine, utilizzando argomenti tratti direttamente dalla Summa Theologiae di S. Tommaso d'Aquino: in essa vi erano già i semi di una riflessione teologica pro Immaculata.
    Questo significa che la posizione di S. Tommaso d'Aquino sia "immacolista"? Sarebbe eccessivo e sostanzialmente falso affermarlo. Possiamo dire però che l'Aquinate, utilizzando gli strumenti filosofici e teologici dell'epoca, riuscì a trovare una posizione d'equilibrio e buon senso fra le parti.
    Va però detto che le considerazioni sull'Immacolata Concezione fatte da Tommaso sono nella terza parte della Summa. Trattasi quindi di una parte che S. Tommaso d'Aquino voleva revisionare ed emendare. Ciò però non gli riuscì, poiché morì.
    Inoltre, va tenuto conto di quanto detto sopra (vedasi predicazione quaresimale di Tommaso nel quale parla di Concezione Immacolata di Maria) sulla posizione dell'Aquinate.
    La posizione espressa nella Summa non va quindi ritenuta la posizione definitiva di Tommaso sull'argomento.

    Un vero e proprio cambiamento sulla disputa riguardante l'Immacolata Concezione arriva però grazie al beato Duns Scoto.
    Duns Scoto infatti arrivò a ritenerla come probabile e possibile per i seguenti motivi: Maria Vergine è nata priva di peccato originale sin dal suo concepimento senza distinzione animico-corporea.
    Duns Scoto quindi supera l'argomentazione di S. Tommaso d'Aquino, sostenendo che Maria Vergine è stata concepita priva di peccato originale non in quanto eccezione rispetto al resto dell'umanità - massa dannata per definizione, come diceva Sant'Agostino - ma proprio a conferma del disegno salvifico di Cristo.
    La Madonna è stata concepita ed è nata priva di peccato - qualsiasi tipo di peccato, incluso quello originale - perchè Dio Uno e Trino attuò una redenzione preventiva. La potenza di Cristo-Dio fu talmente forte da redimere Maria ancora prima della sua nascita corporea in funzione del ruolo di Madre di Dio. Maria viene redenta prima di tutti gli altri sia nell'anima che nel corpo sin dal momento del suo concepimento: ecco perchè nasce "pura".
    Duns Scoto argomenta:

    Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale.

    Ordinatio 3, d. 3, q. 1

    La corredenzione di Maria Vergine diventa quindi la chiave di volta a livello teologico per spiegare l'Immacolata Concezione.
    Duns Scoto, francescano, illumina in tal modo il dibattito teologico, a tal punto che - a dispetto di quanto riportano faziosamente molti - la posizione immacolatista divenne maggioritaria persino fra i Domenicani, considerati storicamente un baluardo del macolismo.

    Durante il Concilio di Trento, infallibile, la Chiesa docente si espresse solennemente stabilendo:

    Questo santo sinodo dichiara tuttavia, che non è sua intenzione comprendere in questo decreto, dove si tratta del peccato originale, la beata ed immacolata vergine Maria, madre di Dio, ma che si debbano osservare a questo riguardo le costituzioni di papa Sisto IV, di felice memoria, sotto pena di incorrere nelle sanzioni in esse contenute che il sinodo rinnova.

    Papa Sisto IV fu un Pontefice che, quando la disputa teologica si fece molto accesa, liberalizzò del tutto le celebrazioni dell'Immacolata Concezione di Maria.

    Quello che va ricordato a tutti è che riguardo all'Immacolata Concezione la Chiesa non ha mai cambiato la propria posizione. Infatti, il dibattito attorno ad essa fu possibile perchè nè il Papa nè la Chiesa ebbero modo di esprimersi con la pienezza della loro autorità magisteriale.
    I Sommi Pontefici, infatti, pur promuovendo il culto mariano, non fecero mai pronunciamenti dogmatici in materia. Il che non significa che essi escludessero a prescindere l'Immacolata Concezione di Maria, anzi, al contrario la storia testimonia quanto i Papi fossero intimamente convinti dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine. Tale convinzione non li indusse, tuttavia, ad esprimersi ex cathedra sulla vicenda.

    Per la proclamazione del dogma, il cui preludio fu sostanzialmente il pronunciamento del Concilio di Trento, fu importante il sensus fidelium: era comune credenza fra i cristiani cattolici che la Santa Vergine Maria fosse priva di peccato sin dal concepimento da tempi immemori. Nel Medioevo, durante le dispute teologiche fra macolisti e immacolisti, addirittura vi furono disordini e violenze provocate dal popolo per contestare le tesi dei macolisti più accesi.

    Papa Pio IX, dopo attentissima e prudente riflessione, all'inizio dell'Ottocento, decise di trarre le dovute conseguenze dal dibattito teologico durato anni, da determinati pronunciamenti dei Santi Padri della Chiesa e da passi della Scrittura portati come argomentazione per dimostrare la Concezione Immacolata della Vergine Maria.
    Pio IX, infatti, proclamò solennemente ex cathedra il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria, ponendo la parola fine su un dibattito teologico che in realtà s'era orientato in senso nettamente immacolista già da secoli.
    Questo - ripeto - non significa che la Chiesa abbia cambiato posizione o che si sia inventata un dogma ex post: la proclamazione del dogma fu ex post, ma il dogma stesso esisteva da prima ed era già communis opinio dei credenti da ben prima del Medioevo stesso.
    Non c'è documento magisteriale, di qualsiasi grado, né della Chiesa tutta né del Papa in cui si neghi il dogma dell'Immacolata Concezione. Questo basta per chiudere la questione: compito del Pontefice non è quello di alterare il depositum fidei ma di trasmettercelo intatto con tutti i suoi tesori. Pio IX, proclamando il dogma dell'Immacolata Concezione, volle mostrarci uno dei tesori del depositum fidei nella maniera più evidente possibile, attraverso un pronunciamento ex cathedra.
    Ultima modifica di Giò; 10-12-10 alle 12:46

  7. #37
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
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    Questo - ripeto - non significa che la Chiesa abbia cambiato posizione o che si sia inventata un dogma ex post: la proclamazione del dogma fu ex post, ma il dogma stesso esisteva da prima ed era già communis opinio dei credenti da ben prima del Medioevo stesso.
    Non c'è documento magisteriale, di qualsiasi grado, né della Chiesa tutta né del Papa in cui si neghi il dogma dell'Immacolata Concezione. Questo basta per chiudere la questione: compito del Pontefice non è quello di alterare il depositum fidei ma di trasmettercelo intatto con tutti i suoi tesori. Pio IX, proclamando il dogma dell'Immacolata Concezione, volle mostrarci uno dei tesori del depositum fidei nella maniera più evidente possibile, attraverso un pronunciamento ex cathedra.
    altro ottimo intervento. tra l'altro molto utile in quanto non conoscevo tutti sti fatti.
    quoto l'ultima parte perché penso che in queste ultime righe stia il succo riguardo la considerazione dell'utente anticristo.
    credo inoltre che ci sono anche altre questioni che, pur essendo sostenute in modo diffuso, in futuro andranno confermate in modo infallibile per evitare lo svilupparsi di una certa confusione.
    Ultima modifica di QUINTO; 10-12-10 alle 14:10
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  8. #38
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    credo inoltre che ci sono anche altre questioni che, pur essendo sostenute in modo diffuso, in futuro andranno confermate in modo infallibile per evitare lo svilupparsi di una certa confusione.
    a quali fai riferimento?

  9. #39
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    a quali fai riferimento?
    Credo si riferisca ad uno dei dogma mariani che si vocifera tanto verranno promulgati in un futuro non tanto lontano.

    Ma francamente, non so a quale si riferisca.
    --
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  10. #40
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    Predefinito Rif: Cristo e il peccato originale

    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Cristo ha detto
    "non tutto vi è stato rivelato ora".

    Sai che significa vero?
    o devo farti un disegnino?
    Ah, le domande per favore ,fatele senza ironia,
    che non fate ridere nessuno, tranne voi stessi.
    una volta anche i pentiti potevano fare le rivelazioni a rate.

    poi qualcuno ha capito che cosi' era troppo facile, e ha deciso che le rivelazioni di devono fare "one shot".
    Ultima modifica di L'anticristo; 10-12-10 alle 21:35

 

 
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