
Originariamente Scritto da
QUINTO
faccio una osservazione che ritengo molto importante e lo faccio perché mi è venuta in mente ma senza essere riferita ai post di questa discussione: l'errore più grosso, veramente il più grosso, che può commettere un cattolico, parlando con non-cattolici, quando si pone contro cose come l'eutanasia, l'aborto o altro, è dire "perché Gesù", "perché la Chiesa", "perché Dio", "perché il Papa".
Se un cattolico tira fuori queste giustificazioni per spiegare la propria contrarietà a certe cose,
1) dimostra che non ha una ragione valida per la quale si pone contro certe cose, lo fa solo per una adesione in blocco alla dottrina, senza capirne fino in fondo le singole parti.
2) trasforma giuste battaglie contro cose sbagliate in una opposizione cattolici/non-cattolici che non c'entra niente.
essere contro l'eutanasia, come essere (per esempio) contro il furto, contro lo spaccio di droga, contro lo stupro, eccetera eccetera è una posizione di razionalità che può essere condivisa da tutti.
La legge che vieta il furto non è "una imposizione del cattolicesimo" è semplicemente una legge fatta dal popolo perchè la maggioranza dei cittadini, cattolici o non-cattolici, condivide quel principio.
Allo stesso modo sarebbe una legge contro l'eutanasia. qui lo scontro è tra chi condivide un certo principio (e possono essere persone di qualsiasi posizione religiosa/atea) e chi non lo condivide.
Per farlo condividere da tutti si deve dare un motivo valido. ad esempio nel caso dell'eutanasia il motivo è che si legittima un certo tipo di suicidio e fare questo contribuisce a svalutare il senso sociale della vita.
Se invece si tira fuori il vangelo, Gesù e il Papa, giustamente la gente ci ride sopra se non gliene frega niente ne del vangelo, ne di Gesù, ne tantomeno del Papa.
Chiaramente non mi sto riferendo ai casi nei quali si vuole dimostrare a qualcuno cosa afferma la dottrina, in quei casi è ovvio citare Gesù, la Chiesa, il Papa, ecc.ecc. per dimostrare che la dottrina dice questo e quell'altro.