





concordo con te, per una buona fetta di concittadini italiani (e mi riferisco solo agli italiani) la situazione sta peggiorando giorno dopo giorno, ma finora ho visto ben poca attenzione a questo 'particolare' da parte di movimenti/gruppi/partiti non di sinistra (ma siamo sicuri che quelli presenti in piazza si possano definire tutti come 'sinistra'? da quel che ho visto mi sembra ci fossero parecchi gruppi anarchici o simili, che come ad atene e a londra stanno conquistando spazi nel variegato mondo della protesta).


Non a caso la Finocchiaro ha parlato di infiltrati. Perché sa che questi gonzi fanno magnificamente il gioco di chi ha bisogno di mettere strizza all'opinione pubblica. Se non ci fossero bisognerebbe inventarli, ed è probabilmente quello che si è fatto e si sta facendo.
Ultima modifica di Astaroth; 16-12-10 alle 17:47


Scontri a Roma, scarcerati 22 arrestati Alemanno: protesto a nome della città - Il Messaggero
Scontri a Roma, scarcerati 22 arrestati
Alemanno: protesto a nome della città
Pdci polemico: cosa avrebbe detto il sindaco dei suoi arresti? Manganelli: noi soli di fronte all'emergenza sociale
ROMA (15 dicembre) - Processo per direttissima oggi a Roma per i 23 finiti in cella per gli scontri che lunedì hanno devastato il centro di Roma. Il più vecchio ha 36 anni, il più giovane 18, quasi tutti sono romani. Le accuse sono resistenza pluriaggravata e lesioni. Oltre ai 23 ci sarebbero poi anche dei giovanissimi, dei quali adesso si occuperà la procura dei minori.
Ventidue in libertà e uno ai domiciliari. Tre le diverse sezioni del tribunale di Roma chiamate a pronunciarsi. La V sezione ha confermato gli arresti disponendo i domiciliari per Mario Miliucci (secondo l'accusa trovato con due sassi addosso), la scarcerazione per i genovesi Dario Campagnolo, Emanuele Gatti e Fabrizio Ripoli (per loro ha stabilito il divieto di tornare a Roma), libertà senza misure per il cittadino francese Charlie Plaza, così come per Edoardo Zanetti, mentre per Patrizio D'Acunzo imposto l'obbligo di firma. Il processo per loro è fissato il 23 dicembre. La I sezione penale ha confermato gli arresti stabilendo l'obbligo di firma per Matteo Sordini e Alessandro Zeruoli mentre non ha stabilito alcuna misura nei confronti di Michele Lucani, Matteo Angius e Leo Fantoni. I fermati sono accusati, a seconda delle posizioni, di resistenza aggravata e danneggiamento aggravato. Per loro il processo è stato fissato per il 13 giugno prossimo. La decima sezione e la quarta, infine, hanno disposto la remissione in libertà degli ultimi 11 arrestati, senza misure restrittive ma confermando gli arresti: si tratta di Michele Borromeo, Martino Reviglio Della Veneria e Anna Chiara Mezzani (per loro il processo è stato fissato al 17 febbraio). Liberi anche Sacha Montanini, Angelo De Matteis, Nicola Corsini, Gerardo Moresella, Federico Serra, Andrea Donato, Alice Niffoi e Riccardo Li Calzi. La difesa di quest' ultimo ha mostrato un video che riprende le fasi dell'arresto. Per questi ultimi, accusati, a vario titolo, oltre che di resistenza aggravata anche di lesioni, il processo è stato fissato al 15 febbraio.
Nel provvedimento, la IV sezione scrive che «appare necessario approfondire» il quadro delle accuse nei confronti dei fermati e che «non si ravvisano esigenze cautelari, attesa la eccezionalità dell'evento nel quale le condotte incriminate hanno trovato occasione di manifestarsi, la giovane età e lo stato di incensuratezza degli arrestati, elementi, questi, che inducono a ritenere che la sia pur breve privazione della libertà personale subita abbia avuto una efficacia deterrente idonea a dissuaderli dalla reiterazione di analoghe condotte delittuose».
Tensione tra familiari e forze dell'ordine. Momenti di tensione di fronte ad una delle aule dove si svolgono i processi per direttissima. Al termine dell'udienza di convalida di un gruppo di fermati è scoppiata una gazzarra tra alcuni amici di uno dei fermati e le forze dell'ordine dopo che una ragazza ha tentato di forzare il cordone di polizia formato per far uscire i detenuti. Sono volanti spintoni, qualche parolaccia: la giovane è stata identificata e potrebbe essere denunciata.
È accusato di rapina aggravata il giovane liceale romano di 16 anni fermato ieri sera e ritratto in alcune foto mentre, durante gli scontri a Roma, impugna una pala, un manganello e un paio di manette in diversi momenti della manifestazione. Il ragazzo è stato riconosciuto attraverso il giaccone indossato durante la guerriglia urbana nel centro della capitale e per una ferita riportata sulla mano destra. Il minore, che da questa mattina si trova presso un centro di accoglienza a disposizione dell'autorità giudiziaria, è tra i responsabili dell'aggressione ai danni di un finanziere e della rapina delle manette e del manganello dello stesso agente.
Per questo è scattato per lui il fermo di indiziato per rapina aggravata. Il minore, con precedenti per rissa e resistenza a pubblico ufficiale, era stato fermato in occasione di un episodio diverso rispetto a quello dell'aggressione del finanziere, fotosegnalato e poi rilasciato, in attesa del riscontro della documentazione realizzata durante gli scontri. Proprio durante il fotosegnalamento il minore aveva attirato l'attenzione degli operatori per il fatto che indossava il giaccone al rovescio, verosimilmente per evitare il riconoscimento del colore avena della giacca come ritratta nelle foto anche pubblicate. Alcuni suoi amici riferiscono che ha già partecipato a diversi blitz e manifestazioni a Roma.
Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, nega che ci fossero infiltrati al corteo e denuncia: le tensioni sociali «in forte crescita in tutto il Paese», provocate dalla crisi economica e «dall'instabilità anche del quadro politico», «costringono le forze dell'ordine a un'attività di supplenza sempre più complessa e delicata». In una intervista pubblicata oggi su l'Unità dedicata all'analisi degli scontri di martedì a Roma, Manganelli sottolinea il «superlavoro richiesto a chi tra l'altro è pagato sempre meno». E aggiunge: «rifiuti, Fiat, aziende che chiudono, tanti sono i focolai di tensione». Ad esempio, si chiede, «perché i rifiuti di Napoli devono diventare un problema di Polizia? semmai è un problema di pulizia...».
Quanto ai fatti di Roma, «il questore Tagliente, il prefetto Pecoraro e tutto il personale in servizio sono stati capaci di sostenere una situazione estrema, con grande sangue freddo. Non c'erano infiltrati - assicura Manganelli - semmai, personale in borghese lungo il corteo per monitorare la piazza. C'erano decine di migliaia di persone, molti volevano assaltare Montecitorio e noi dovevamo impedirlo: c'è stato un collegamento temporale evidente tra il voto di fiducia e l'inizio dei disordini. Tutto era già programmato».
Continua il capo della Polizia: «Volevano sfondare e sfasciare, abbiamo visto momenti di violenza inaudita e gratuita, autentica rabbia. Anarchici, studenti, molti arrivati da fuori, dalle città del Nord, più o meno organizzati: dobbiamo ancora capire quali siano state effettivamente le categorie in piazza». Poi, più in generale, «è chiaro che c'è un problema che va al di là del quadro poltiico italiano: le grandi capitali europee si incendiano».
Alemanno: «Sono costretto a protestare a nome della città di Roma contro le decisioni assunte dalle sezioni II e V del Tribunale di Roma di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì scorso. C'è una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati. Non è minimizzando la gravità di questi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato, soprattutto in un momento di grande tensione sociale quale quello che stiamo vivendo, di essere soggetti pericolosi per la collettività. C'è veramente da augurarsi di non vedere queste persone di nuovo all'opera quando qualcuno, nei prossimi giorni, cercherà di contrastare le decisioni del Parlamento sulla riforma universitaria».
«C'è una responsabilità politica che deve essere assunta fino in fondo perché non dobbiamo tornare agli anni 70 - aveva detto questa mattina Alemanno - Mi preoccupa molto la sicurezza del centro storico e nei prossimi giorni farò un incontro con il prefetto e il questore per verificare cosa bisogna fare per difendere il nostro centro da queste aggressioni vandaliche». Per il sindaco «c'è un problema politico: bisogna isolare veramente i violenti perché non basta condannarli quando accade qualcosa o subito dopo. È necessario che ci sia da parte delle forze politiche di opposizione e dei movimenti di protesta una scelta prioritaria e anticipata di isolare i violenti e preferire forme di protesta che non creino occasioni per scatenare gesti di violenza».
«Cosa avrebbe detto Alemanno dei suoi arresti? - domanda polemicamente Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria del Pdci-Fds - Alemanno protesta per la scarcerazioni? Cosa avrebbe detto il sindaco di Roma di se stesso, quando, come riporta corriereromano.it, nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una bomba Molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica a Roma, scontando 8 mesi di carcere a Rebibbia, e poi assolto per non aver commesso il fatto (come testimonia l'Ansa del 15 maggio 1988)? Oppure, quando, il 29 maggio 1989, insieme ad altri militanti del Fronte della Gioventù, fu arrestato a Nettuno e scarcerato dopo pochi giorni, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale in occasione della visita del Presidente degli Usa George H. W. Bush al cimitero di guerra americano (come testimonia l'Ansa del 29 e 30 maggio 1989)?. Dal Sindaco meno ipocrisia. Alimentare le tensioni con dichiarazioni come la sua non fanno altro che buttare benzina sul fuoco. Bene farebbe invece ad indagare sul disagio sociale che anche la città di Roma vive e porvi quindi soluzioni concrete».
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Io sono sicuro che i cosiddetti Black Bloc non sono altro che agenti di polizia di vari stati europei che vengono utilizzati dai governi per far salire la tensione durante le manifestazioni; se avete notato hanno tutti la stessa corporatura, che potrebbe essere quella di un soldato o di un poliziotto, e non sto parlando di semplici infiltrati.
:gratgrat:


Ma più che di Black Bloc in questo caso si parla effettivamente di studenti mobilitati dai collettivi (fra gli arrestati ho visto parecchi giovani e giovanissimi), unitamente alla solita marmaglia da centri sociali, quarantenni che la stampa continua a chiamare "studenti". Come sempre, impuniti.
Poi, qualche infiltrato c'è sempre stato e sempre ci sarà nelle manifestazioni di piazza...ma dire che i BB siano un parto machiavellico delle questure mi pare troppo.
Ultima modifica di Agesilao22; 16-12-10 alle 23:28


sono professionisti mercenari.




Astaroth, ma sarai mica Legione autonoma MUTI di Politica OnLine?
Giusto per rispondere alla parte meno paranoide del post, gente allenata e dotata di protezioni (ma le protezioni ce le hanno anche i meri autonomi da cesso sociale), a meno che non si confrontino zulu con boscimani, di solito hanno le stesse dimensioni.
Ultima modifica di Defender; 16-12-10 alle 23:56
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.