In calo gli addetti, giù costruzioni e microaziende
Fuori in 158mila, dentro in 94mila. Nel quarto trimestre del 2010, secondo il rapporto Unioncamere-Excelsior, realizzato in collaborazione con il ministero del Lavoro, l'Italia avrà 64mila occupati in meno. Le perdite maggiori saranno nelle piccole imprese, quelle fino a 9 dipendenti, dove verranno assunte 50mila persone ma ne usciranno quasi 95mila: il risultato sarà di 44.300 posti di lavoro persi. Il settore che più di altri ne farà le spese sono le costruzioni che saranno responsabili di oltre un terzo delle perdite di posti di lavoro: con 3.200 entrate e 25.700 uscite, alla fine il saldo del settore sarà infatti negativo per 22.500 unità.
I posti più sicuri saranno quelli nelle professioni più qualificate, così come la selezione dei nuovi assunti riguarderà soprattutto i lavoratori più specializzati. «Le imprese italiane stanno reagendo alla congiuntura puntando sulla qualità e sull'innovazione - spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello –: l'alta percentuale di assunzioni previste è di personale qualificato sia per il titolo di studio, sia per l'inquadramento professionale. Le nostre imprese stanno investendo sulle risorse umane».
Nel dettaglio i numeri del rapporto Unioncamere dicono che delle 93.800 entrate previste quasi il 60% riguarderà laureati e diplomati. In particolare il 15,5% dovrebbe interessare laureati, fortemente richiesti soprattutto dalle imprese chimiche, farmaceutiche, del credito, assicurazioni e servizi finanziari, informatica e tlc. Ai diplomati, che dovrebbero rappresentare quasi il 46% delle assunzioni, le porte sono spalancate soprattutto nelle costruzioni. Ma è alta la richiesta anche nel commercio, dove il 54% delle entrate previste dovrà avere questa qualifica.
L'analisi geografica dice che è nel Mezzogiorno che si concentrano le perdite più consistenti: -28mila è infatti il saldo tra entrate (oltre 22mila) e uscite (oltre 50mila) previste. Le difficoltà incidono ancora soprattutto sull'industria e sugli altri servizi, mentre dal commercio si attende un incremento dei posti di lavoro. Bilancio negativo anche nel centro, dove le 15mila assunzioni rallentano la riduzione di posti di lavoro (-24.600 il saldo finale). La situazione migliora a mano a mano che si risale lungo la penisola. Nel Nord-Est si dovrebbe registrare il maggior numero di assunzioni (34.700) con un saldo a fine trimestre di -6.500 unità, grazie a una sensibile ripresa del settore degli altri servizi (+4.900 il saldo). Nel nord-ovest, invece, le 27mila uscite previste (il valore più basso a livello nazionale) sono superiori di 5mila unità alle entrate attese. In queste regioni inoltre, purtroppo unica eccezione nel nostro paese, l'industria non solo non perde, ma anzi prevede di accrescere la propria base occupazionale, tanto che il saldo trimestrale risulta positivo di 400 unità.
Fonte: In calo gli addetti, giù costruzioni e microaziende - Il Sole 24 ORE




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