di A. Sallusti prima pg. de ilgiornale.it 24 12 2010
Berlusconi non si ac*contenta della fidu*cia, numericamente minima ma politica*mente enorme, ottenuta in Parlamento e va oltre.
Non è tempo di pareggi, la partita per la governabilità del Paese va vinta.
Ma ci sono due osta*coli.
Il primo è la sentenza che l'11 gennaio la Corte co*stituzionale dovrà emettere per confermare o abolire la legge sul legitti*mo impedimen*to (il piccolo scu*do che permette al premier di sot*trarsi tempora*neament*e all'ac*canimento giudi*ziario).
Il secon*do è capire se e quanti deputati moderati oggi all'opposizione sono disposti a passare con la maggioranza rendendo di fat*to possibile la prosecuzione della legislatura.
Le due cose sono strettamente legate. È probabile infatti che Casini, gli uomini del Fli delusi da Fi*ni e altri aspettino proprio il verdetto per dichiarare le pro*prie intenzioni.
Se i giudici della Consulta ridaranno Ber*lusconi in pasto ai magistrati staranno al loro posto e ri*prenderà con vigore il tentati*vo di fare cadere il governo, viceversa saranno possibili nuovi accordi politici.
Per sot*trarsi da questa possibile alle*anza giudici-opposizione (la Corte è formata a maggioran*za da toghe di sinistra) Berlu*sconi ieri lo ha detto chiara*mente: se cade il legittimo im*pedimento, si va subito a vo*tare.
Solo qualche stolto in mala*fede può vedere in questo una interferenza nelle libere decisioni della Corte costitu*zionale.
Per più motivi.
Pri*mo: l'Italia è l'unico Paese che permette alla magistratu*ra di scorrazzare in lungo e in largo dentro la politica senza alcun filtro o precauzione.
Se*condo: l'accanimento giudi*ziario contro il premier è co*sa evidente e provata. Terzo: la maggioranza degli elettori, di deputati e sena*tori ha ribadito più volte, confer*mando la fiducia nell'urna e votan*do leggi, di voler dare uno scudo alle alte cariche dello Stato.
Quar*to: i processi che si riaprirebbero a carico di Berlu*sconi sono fon*dati solo su teore*mi ( in un caso pu*re su un falso).
La legge in questione ha tut*te le carte in regola, compre*sa la firma del capo dello Sta*to.
Tentare di abolirla con ca*villi e alchimie giuridiche di pura accademia vorrebbe di*re*non rispettare non solo co*dici e buonsenso, ma tradire la libera volontà del potere le*gislativo.
Se qualcuno vorrà farlo dovrà prendersene tut*ta la responsabilità, compre*sa quella di mettere ulterior*mente a rischio la stabilità del Paese in un momento co*sì delicato dell'economia.
Ps: a tutti i lettori i più since*ri e affettuosi auguri di Buon Natale e un grande grazie.
Co*me tutti i giornali, torniamo in edicola lunedì 27 dicem*bre.
saluti




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