

Ultima modifica di Milanista; 30-12-10 alle 13:43


appunto.
e qui si ritorna al punto splendidamente illustrato dacome a dire: esistono altri modelli di sviluppo che permettono all'azienda di prosperare e al dipendente di vivere più che dignitosamente.Originariamente Scritto da giacomo
mentre in FIAT si propone un tipo di contratto che fondamentalmente chiede sacrifici e soprattutto una assoluta accondiscendenza alle scelte aziendali da parte dei lavoratori. OLTRETUTTO ponendo il tutto come RICATTO, senza dimenticare la scelta di porsi AL DI FUORI del sistema di contrattazione SINDACATO INDUSTRIALE vs SINDACATO DEI LAVORATORI.
al di la dei ragionamenti su pause e mensa a fine turno (cose che chi non ha mai lavorato nella grande industria ovviamente difficilmente coglie) il VERO PROBLEMA sta appunto nel MODO in cui FIAT si è posta. e molto meno in quello che chiede....


ok e quindi? questo atteggiamento passivo-aggressivo suicida sarebbe la soluzione?


La rottura tra Fiom e Fiat non conviene a nessuno: la Fiom così si taglia fuori dai processi di riorganizzazione e ha conseguito solo una perdita secca di potere contrattuale; mentre la Fiat rischia la guerriglia sulle linee e vari contenziosi legali. Come hanno risolto la situazione Fiat, Fim e Uilm è assurdo: se gli operai non hanno il diritto di scegliere da chi essere rappresentati che senso ha la rappresentanza? Bisogna che si recuperi anche la minoranza, perché un sindacato di opposizione permanente è irresponsabile e deleterio, a maggior ragione se è quello più grande. Per come si sono messe le cose (e la colpa è principalmente dell'atteggiamento della Fiat) questo ormai lo può fare solo un intervento legislativo.




fantastico, e per quale ragione è meglio trattare oggi che la fiat ha il coltello dalla parte del manico (o accetti, o vado all'estero e scarico la colpa su di te) invece di domani quando fa l'investimento e non l'ha ancora ammortizzato (ovvero quando il coltello dalla parte del manico l'avranno i lavoratori) ?


ma scherzi?
non si può transigere sul principio della rappresentatività sindacale....
e poi, soprattutto. DOMANI che fai? dici: si, nel 2010 abbiamo scherzato ora torniamo alla contrattazione del 2008?
ti sembra attuabile?
io dico di no.
questi puntano SOLO alla rottura del fronte sindacale. definitiva.
fim e uilm ormai sono padronali.


Ma di quale rappresentatività parli ? L'ho detto anche su, se le cose si faranno senza fiom, è lei che perderà in maniera definitiva qualsiasi possibilità di rappresentatività nella newco. E' difficile portare a casa qualcosa se non ti potrai neanche sedere al tavolo. Se cgil-fiom si sega sia dalla contrattazione CCNL che da quella fiat, è la fine.
I contratti scadono, le vertenze sindacali restano. E magari si riescono a fare più coerenti al contesto lavorativo mutato.e poi, soprattutto. DOMANI che fai? dici: si, nel 2010 abbiamo scherzato ora torniamo alla contrattazione del 2008?
ti sembra attuabile?


I sindacati probabilmente non avranno mai il coltello dalla parte del manico, perché se hanno firmato l'accordo e poi scioperano hanno accettato di subire sanzioni come la riduzione dei permessi sindacali o anche, come ha fatto notare Damiano, il licenziamento. Non è ancora chiaro se la Fiat può licenziare solo chi sciopera nei sabati comandati per fare la settimana corta o anche in seguito a qualsiasi sciopero. Queste regole non sono state fatte per caso, l'investimento della Fiat (e quindi la garanzia di non delocalizzare) era condizionato a queste concessioni da parte dei sindacati.
Sempre che quello che è successo si possa definire trattativa, in realtà, dal punto di vista dei sindacati, si trattava di prendere atto che la globalizzazione sta entrando anche nella struttura industriale italiana e cercare di rimanere dentro ai processi di riorganizzazione che comporta. La Fiat ha fatto di tutto perché la Fiom si radicalizzasse in una battaglia di retroguardia, perché la guerra per difendere quella idea di mercato del lavoro è già persa da anni, con il risultato che se questo modello di relazioni fa scuola torniamo ad una conflittualità da paese in via di sviluppo.
Ultima modifica di olivo; 30-12-10 alle 16:33


Esatto, ma spieghiamola meglio. Di prendere atto che la globalizzazione non è che sta entrando, è entrata nella struttura industriale da quasi 20 anni, e Fiat Italia è rimasta immune grazie ai sussidi pubblici. Cosa che non è colpa dei lavoratori. Qualche colpa in più ce l'ha il sindacato. Ma i lavorati hanno beneficiato della cosa, vivendo in una bolla rispetto agli altri della pmi. Come nel caso Alitalia il patto scellerato politica-sindacati ha evitato le ristrutturazioni quando erano necessarie (anni e anni fa) arrivando alla situazione di merda attuale.