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  1. #11
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    se ci sono programmi che non piacciono ad un cattolico, qualunque essi siano, è normale che un cattolico spenga la tv. Ma tu hai detto un'altra cosa, hai detto di togliere definitivamente la tv da casa.
    questo significa fregarsene totalmente di quello che succede in tv, la quale ha una grande influenza sociale.
    ti faccio un esempio: io tutte le sere dò una occhiata a quello che trasmette la tv. se c'è roba decente la guardo ma quasi sempre la spengo. Cosi facendo però so grossomodo quello che gira in tv e posso sensibilizzare gli altri sul fatto che la tv cosi non va bene. Se questo lo fanno in tanti si può sperare che le cose cambiano. Se invece la tv la tenete in cantina non sapete niente di niente, non ci si lamenta e le cose peggiorano ancora.
    in questo modo a guardare la tv rimarranno ancora di più i non-cattolici, col risultato che la tv sarà ancora di più anti-cattolica.
    Mi sembrano obiezioni poco convincenti e ti spiego perché. Prima di tutto già la maggioranza dei programmi si può dire che non vadano bene per i cattolici. Quindi a rigor di logica la tv dovrebbe star spenta per la maggior parte del tempo. Da qui a non guardarla più, il passo mi sembra molto piccolo, considerato anche che è possibile reperire i programmi buoni attraverso altri canali (internet, biblioteche, noleggio). Che la tv abbia grande rilevanza sociale è fuor di dubbio. Ma non credo che tutti i cattolici debbano costantemente guardare tutti i programmi non cattolici per valutarli. Una volta il Vaticano aveva una commissione che valutava i film e i programmi, non so se esita ancora, ma credo che basterebbe, non vedo la necessità di delegare a tutti la critica dei programmi non adatti ai cattolici. A me sembra che anzi, l'esposizione continua alle idee assurde che la televisione propaga, renda piano piano i cristiani proni ad accettarle come normali. Perché considerarla come un elemento indispensabile delle nostre case, come le sedie o le tavole? Non mi sembra che la Chiesa richieda ai cattolici di avere una televisione in casa, o di guardarla per monitorare costantemente il livello dei programmi. La scelta di averla o meno è libera e personale. O credi che il possedere la televisione sia di fondamentale importanza per un cattolico?

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    del resto poi, non è che internet sia una roba clericale: prevalentemente in rete ci sono molti più siti non-cattolici rispetto a quelli cattolici, soprattutto si arriva a dei livelli di depravazione ai quali la tv non arriva, mi riferisco ai siti pornografici, ai siti anticattolici pieni di odio contro i cattolici.
    in libreria anche la situazione non è rosea.
    il mondo dei media è una forma di potere: chi ci rinuncia lo lascia in mano agli altri.
    Ma c'è una differenza fondamentale con la televisione: su internet, in libreria tu puoi scegliere cosa leggere e vedere e decidere di prendere il buono e lasciare il cattivo, proprio come in tutte le situazioni normali della vita, dove si può scegliere il bene o il male. La televisione è un eccezione, in quanto i programmi si subiscono passivamente ed è invalso l'uso di tenerla accesa continuamente per fare compagnia: il risultato è che per la maggior parte del tempo si incamerano informazioni e opinioni contrarie alla fede.

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    la salvezza delle anime purtroppo dipende anche dall'influenza dei media, quindi in un certo senso un cattolico, nei limiti delle sue possibilità, ha da fare la sua parte. Poi vabbè se la tv diventa una cosa ansiogena che rovina la propria salute interiore, allora uno può anche scaraventarla nel cassonetto. Ma possibilmente sarebbe meglio tenerla.
    Da quello che dici si potrebbe pensare che la normalità per un cristiano sia quella di avere la tv in casa, mentre si può togliere solo in caso di crisi d'ansia. Bene, mi sai citare un documento della Chiesa, un'opinione di un santo o di un qualche importante prelato che dice che possibilmente sarebbe meglio tenere la televisione in casa?
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  2. #12
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    Citazione Originariamente Scritto da napici Visualizza Messaggio
    [...]
    Da quello che dici si potrebbe pensare che la normalità per un cristiano sia quella di avere la tv in casa, mentre si può togliere solo in caso di crisi d'ansia. Bene, mi sai citare un documento della Chiesa, un'opinione di un santo o di un qualche importante prelato che dice che possibilmente sarebbe meglio tenere la televisione in casa?
    Quella è una mia personale deduzione tratta dal fatto che tra i doveri del cattolico c'è la promozione dei valori cattolici nella società: in quanto devi promuovere determinati valori, allora ne consegue che devi fare attenzione anche a quello che succede nella tv. A questo si può fare eccezione, sempre come mia personale deduzione, nel caso la tv ti rovina la salute interiore e non riesci proprio a tollerarla oppure nel caso in cui la Chiesa ha una propria commissione che vigila costantemente sui valori trasmessi dalla tv. Come ho scritto (sempre mia personale deduzione) non serve che uno si guardi la tv ore e ore al giorno, basta che fa un po' di zapping ogni tanto per qualche minuto al giorno.

    queste invece di seguito non sono solo mie personali idee ma anche quello che stabilisce la dottrina:
    V. L'uso dei mezzi di comunicazione sociale
    art.2493 Nella società moderna i mezzi di comunicazione sociale hanno un ruolo di singolare importanza nell'informazione, nella promozione culturale e nella formazione. Tale ruolo cresce in rapporto ai progressi tecnici, alla ricchezza e alla varietà delle notizie trasmesse, all'influenza esercitata sull'opinione pubblica.
    art.2494 L'informazione attraverso i mass-media è al servizio del bene comune. La società ha diritto ad un'informazione fondata sulla verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà:
    « Il retto esercizio di questo diritto richiede che la comunicazione nel suo contenuto sia sempre vera e, salve la giustizia e la carità, integra; inoltre, nel modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignità dell'uomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro divulgazione ».
    art.2495 « È necessario che tutti i membri della società assolvano, anche in questo settore, i propri doveri di giustizia e di carità. Perciò si adoperino, anche mediante l'uso di questi strumenti, a formare e a diffondere opinioni pubbliche rette ». La solidarietà appare come una conseguenza di una comunicazione vera e giusta, e di una libera circolazione delle idee, che favoriscono la conoscenza ed il rispetto degli altri.
    art.2496 I mezzi di comunicazione sociale (in particolare i mass-media) possono generare una certa passività nei recettori, rendendoli consumatori poco vigili di messaggi o di spettacoli. Di fronte ai mass-media i fruitori si imporranno moderazione e disciplina. Si sentiranno in dovere di formarsi una coscienza illuminata e retta, al fine di resistere più facilmente alle influenze meno oneste.
    art.2497 Proprio per i doveri relativi alla loro professione, i responsabili della stampa hanno l'obbligo, nella diffusione dell'informazione, di servire la verità e di non offendere la carità. Si sforzeranno di rispettare, con pari cura, la natura dei fatti e i limiti del giudizio critico sulle persone. Devono evitare di cadere nella diffamazione.
    art.2498 « Particolari doveri in questo settore incombono sull'autorità civile in vista del bene comune [...]. È infatti compito della stessa autorità, nel suo proprio ambito, difendere e proteggere [...] la vera e giusta libertà di informazione ». Mediante la promulgazione di leggi e l'efficace loro applicazione il potere pubblico provvederà affinché dall'abuso dei media « non derivino gravi danni alla moralità pubblica e al progresso della società ». L'autorità civile punirà la violazione dei diritti di ciascuno alla reputazione e al segreto intorno alla vita privata. A tempo debito e onestamente fornirà le informazioni che riguardano il bene generale o danno risposta alle fondate inquietudini della popolazione. Nulla può giustificare il ricorso a false informazioni per manipolare, mediante i mass-media, l'opinione pubblica. Non si attenterà, con simili interventi, alla libertà degli individui e dei gruppi.
    [...]

    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - L'ottavo comandamento

    ---

    II. Il rispetto della dignità delle persone
    art.2284 Lo scandalo è l'atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo. Attenta alla virtù e alla rettitudine; può trascinare il proprio fratello alla morte spirituale. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza.
    [...]
    art.2286 Lo scandalo può essere provocato dalla legge o dalle istituzioni, dalla moda o dall'opinione pubblica.
    Così, si rendono colpevoli di scandalo coloro che promuovono leggi o strutture sociali che portano alla degradazione dei costumi e alla corruzione della vita religiosa, o a « condizioni sociali che, volutamente o no, rendono ardua o praticamente impossibile una condotta di vita cristiana, conformata ai precetti del Sommo Legislatore ». La stessa cosa vale per i capi di imprese i quali danno regolamenti che inducono alla frode, per i maestri che « esasperano » i loro allievi o per coloro che, manipolando l'opinione pubblica, la sviano dai valori morali
    .
    [...]
    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il quinto comandamento

    ---
    e anche questo, che in particolare parla di promuovere il pudore nei media:

    art.2525 La purezza cristiana richiede una purificazione dell'ambiente sociale. Esige dai mezzi di comunicazione sociale un'informazione attenta al rispetto e alla moderazione. La purezza del cuore libera dal diffuso erotismo e tiene lontani dagli spettacoli che favoriscono la curiosità morbosa e l'illusione.

    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il nono comandamento
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  3. #13
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    Appena ho un pochino più di calma rispondo. Per adesso vorrei segnalarvi l'esistenza dell'associazione telespettatori cattolici (l'AIART): AIART - Associazione Spettatori Onlus | aiart.org

    L'ho scoperta leggendo questo blog:

    Lo Speciale Oroscopo 2011 di Paolo Fox bandito dalla prima serata di Rai2

    Come risultato non mi pare niente male.
    Ultima modifica di Cuordy; 11-01-11 alle 15:45
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Appena ho un pochino più di calma rispondo. Per adesso vorrei segnalarvi l'esistenza dell'associazione telespettatori cattolici (l'AIART): AIART - Associazione Spettatori Onlus | aiart.org

    L'ho scoperta leggendo questo blog:

    Lo Speciale Oroscopo 2011 di Paolo Fox bandito dalla prima serata di Rai2

    Come risultato non mi pare niente male.
    ottimo ma siamo sicuri che è una associazione attendibile? ci ho cliccato ma ho visto subito il titolo di un articolo contro Minzolini, cosa assolutamente pazzesca in un sito del genere. Non vorrei che fosse una roba di sinistra del tipo di Famiglia Cristiana, che in realtà si occupa di buttare fango sulla destra.
    Ultima modifica di QUINTO; 11-01-11 alle 16:04
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  5. #15
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    Quella è una mia personale deduzione tratta dal fatto che tra i doveri del cattolico c'è la promozione dei valori cattolici nella società: in quanto devi promuovere determinati valori, allora ne consegue che devi fare attenzione anche a quello che succede nella tv. A questo si può fare eccezione, sempre come mia personale deduzione, nel caso la tv ti rovina la salute interiore e non riesci proprio a tollerarla oppure nel caso in cui la Chiesa ha una propria commissione che vigila costantemente sui valori trasmessi dalla tv. Come ho scritto (sempre mia personale deduzione) non serve che uno si guardi la tv ore e ore al giorno, basta che fa un po' di zapping ogni tanto per qualche minuto al giorno.
    Se per te va bene così, non ho niente da eccepire, ognuno ha i suoi punti di vista. La promozione dei valori cattolici nella società si può fare in tanti modi.

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    queste invece di seguito non sono solo mie personali idee ma anche quello che stabilisce la dottrina:
    V. L'uso dei mezzi di comunicazione sociale
    art.2493 Nella società moderna i mezzi di comunicazione sociale hanno un ruolo di singolare importanza nell'informazione, nella promozione culturale e nella formazione. Tale ruolo cresce in rapporto ai progressi tecnici, alla ricchezza e alla varietà delle notizie trasmesse, all'influenza esercitata sull'opinione pubblica.
    art.2494 L'informazione attraverso i mass-media è al servizio del bene comune. La società ha diritto ad un'informazione fondata sulla verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà:
    « Il retto esercizio di questo diritto richiede che la comunicazione nel suo contenuto sia sempre vera e, salve la giustizia e la carità, integra; inoltre, nel modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignità dell'uomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro divulgazione ».
    art.2495 « È necessario che tutti i membri della società assolvano, anche in questo settore, i propri doveri di giustizia e di carità. Perciò si adoperino, anche mediante l'uso di questi strumenti, a formare e a diffondere opinioni pubbliche rette ». La solidarietà appare come una conseguenza di una comunicazione vera e giusta, e di una libera circolazione delle idee, che favoriscono la conoscenza ed il rispetto degli altri.
    art.2496 I mezzi di comunicazione sociale (in particolare i mass-media) possono generare una certa passività nei recettori, rendendoli consumatori poco vigili di messaggi o di spettacoli. Di fronte ai mass-media i fruitori si imporranno moderazione e disciplina. Si sentiranno in dovere di formarsi una coscienza illuminata e retta, al fine di resistere più facilmente alle influenze meno oneste.
    art.2497 Proprio per i doveri relativi alla loro professione, i responsabili della stampa hanno l'obbligo, nella diffusione dell'informazione, di servire la verità e di non offendere la carità. Si sforzeranno di rispettare, con pari cura, la natura dei fatti e i limiti del giudizio critico sulle persone. Devono evitare di cadere nella diffamazione.
    art.2498 « Particolari doveri in questo settore incombono sull'autorità civile in vista del bene comune [...]. È infatti compito della stessa autorità, nel suo proprio ambito, difendere e proteggere [...] la vera e giusta libertà di informazione ». Mediante la promulgazione di leggi e l'efficace loro applicazione il potere pubblico provvederà affinché dall'abuso dei media « non derivino gravi danni alla moralità pubblica e al progresso della società ». L'autorità civile punirà la violazione dei diritti di ciascuno alla reputazione e al segreto intorno alla vita privata. A tempo debito e onestamente fornirà le informazioni che riguardano il bene generale o danno risposta alle fondate inquietudini della popolazione. Nulla può giustificare il ricorso a false informazioni per manipolare, mediante i mass-media, l'opinione pubblica. Non si attenterà, con simili interventi, alla libertà degli individui e dei gruppi.
    [...]

    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - L'ottavo comandamento

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    II. Il rispetto della dignità delle persone
    art.2284 Lo scandalo è l'atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo. Attenta alla virtù e alla rettitudine; può trascinare il proprio fratello alla morte spirituale. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza.
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    art.2286 Lo scandalo può essere provocato dalla legge o dalle istituzioni, dalla moda o dall'opinione pubblica.
    Così, si rendono colpevoli di scandalo coloro che promuovono leggi o strutture sociali che portano alla degradazione dei costumi e alla corruzione della vita religiosa, o a « condizioni sociali che, volutamente o no, rendono ardua o praticamente impossibile una condotta di vita cristiana, conformata ai precetti del Sommo Legislatore ». La stessa cosa vale per i capi di imprese i quali danno regolamenti che inducono alla frode, per i maestri che « esasperano » i loro allievi o per coloro che, manipolando l'opinione pubblica, la sviano dai valori morali
    .
    [...]
    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il quinto comandamento

    ---
    e anche questo, che in particolare parla di promuovere il pudore nei media:

    art.2525 La purezza cristiana richiede una purificazione dell'ambiente sociale. Esige dai mezzi di comunicazione sociale un'informazione attenta al rispetto e alla moderazione. La purezza del cuore libera dal diffuso erotismo e tiene lontani dagli spettacoli che favoriscono la curiosità morbosa e l'illusione.

    FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - Il nono comandamento
    Tutte queste norme si riferiscono ai mass media; la televisione ne fa parte ma non costituisce l'unico strumento di comunicazione di massa; è quello più diffuso ma anche quello più passivo. Per cui non vedo il problema se qualcuno la vuole sostituire con altri strumenti massmediali sui quali ha maggior controllo e possibilità di scelta.

    Bisogna poi notare come le norme qui citate che si riferiscono a chi gestisce i mezzi di comunicazione di massa siano completamente disattese. E per quel che riguarda i fruitori si parla di fare un uso moderato e disciplinato, il che, viste le attuali condizioni in cui versa la televisione, significa guardare poco più che le previsioni del tempo. Non si parla di fare vigilanza sui programmi non cattolici. Inoltre dire che
    Si sentiranno in dovere di formarsi una coscienza illuminata e retta, al fine di resistere più facilmente alle influenze meno oneste
    significa che i mass media fruiti senza controllo sono vietati a chi quella coscienza illuminata e retta ancora la sta formando e cioè tutti i bambini e gli adolescenti. Vale la pena tenere una televisione in casa con bambini e ragazzi che possono guardarla senza i genitori accanto?
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

  6. #16
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    ragazzi ci siamo dimenticati di una associazione storica che vigila sulla tv: il MOIGE!!

    http://www.genitori.it/

    http://it.wikipedia.org/wiki/Moige

    di solito il MOIGE, aperto a tutti, ha difeso i valori morali cattolici.
    Ultima modifica di QUINTO; 12-01-11 alle 12:47
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  7. #17
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    Predefinito Rif: Cristiani e televisione

    Citazione Originariamente Scritto da albiy Visualizza Messaggio
    [edit della moderazione] OT spostato qui
    C'è un thread su cattolici in politica che riguarda proprio le bestemmie sul grande fratello; potete magari continuare là senza essere off topic. Magari ti va invece di fare qualche intervento in topic su qual'è il tuo rapporto con la televisione?
    Ultima modifica di :Esther:; 12-01-11 alle 20:07
    Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov

 

 
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