
Originariamente Scritto da
maeda
E QUESTO è il punto fondamentale di tutta la questione. Il reato, grave o meno diventa secondario quando l'azione giudiziaria è SOSPETTA perfino ad occhi come i tuoi, quanto di più lontano dai "servi di silvio".
Se l'azione del magistrato è sospetta alloa CADE TUTTO l'impianto istituzionale e sua affidabilità, e se viene meno la sua affidabilità allora questo vale per indagini, prove, processo, sentenze, casca a pezzi tutto lo Stato di diritto!
Ormai questi se ne fottono completamente del comandamento: "il magistrato non deve solo essere imparziale, deve anche SEMBRARE tale".
Il reato non esiste prima del processo, prima c'è solo l'ipotesi, si concretizza solo in caso di condanna, quindi DOPO il processo, quindi, tecnicamente parlando, il reato di "crea" nel processo. Ma se certe cose, certe tempistiche, certe scelte, certe sentenze PUZZANO lontano un chilometro, come caspita può un cittadino qualsiasi "fidarsi" di quanto decretato dal giudice? Ok lo DEVE accettare e basta perchè questo dicono legge e costituzione, ma converrai che a quel punto non si è più cittadini ma sudditi.
Come dice Bechis: "no, io non ho alcuna fiducia, non ho LA MINIMA fiducia nella giustizia italiana, semplicemente perchè nel mio piccolo sono stato assolto in passato quando ero colpevole, e sono stato condannato quando ero innocente". E parlava di reatini del ciufolo di quando non era nessuno come giornalista. Figuriamoci quindi che marasma esce fuori in caso di coinvolgimento di grosse personalità politiche, culturali, economiche...
Qui o si responsabilizzano i magistrati di fronte a organi diretta espressione dei cittadini, oppure si rende la politica indipendente dalla magistratura non meno di quanto la magistratura è indipendente dalla politica. Altrimenti non avremo mai pace. Berlusconi è solo uno dei tanti, dopo di lui ne verranno ancora, a destra e forse pure a sinistra. Solo che non avranno i miliardi di berlusconi e (alla faccia che siamo tutti uguali davanti alla legge) non dureranno un decimo del tempo che è durato lui.