ANCHE IL COLLE NON NE PUO' PIU'
L'appello a Berlusconi a chiarire davanti ai giudici è rimasto inascoltato. Ma ora Napolitano non è più disposto a tollerare la paralisi del Parlamento. Il Quirinale smentisce la notizia di una convocazione di Fini e Schifani. Ma è comunque deciso a sbloccare la situazione. Anche sciogliendo le Camere
Alta preoccupazione istituzionale. Il Quirinale s’interroga su come uscire da uno scontro in atto che promette di raggiungere livelli sempre più alti e dalle conseguenze difficilmente prevedibili. Pressato anche a livello internazionale e da un’immagine dell’Italia in crescente declino, Giorgio Napolitano da giorni ha attivato i suoi “ambasciatori” per sollecitare il governo, via Gianni Letta, a prendere iniziative che scongiurino le elezioni anticipate e mettano mano con forza alla soluzione dei problemi del Paese. Messaggi rimasti, al momento, per lo più inascoltati, al punto che ieri dopo l’ultima sfuriata berlusconiana a sole 48 ore dall’annuncio del ricorso alla piazza “contro i giudici politicizzati”, Napolitano ha seriamente pensato di prendere un’iniziativa istituzionale straordinaria, ovvero di convocare al più presto (ma non martedì prossimo come scriveva ieri mattina il “Foglio”, smentito nella data direttamente dal Colle) i presidenti delle Camere per imprimere un svolta significativa alla crisi; se possibile non verso le urne, ma se proprio non se ne può più fare a meno allora anche quelle.
Paralisi istituzionale, Napolitano prontoa pilotare la crisi | Sara Nicoli | Il Fatto Quotidiano






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