
Originariamente Scritto da
Edmond Dantes
Fini è già sprofondato della palude del nulla.
Consideriamo i fatti.
Lui ha tentato di minare, dall'interno, il PDL nella vanagloriosa e superba speranza di poterne diventare il leader. Non è riuscito.
Poi, vista la situazione, la quale non lo dotava di consistenti speranze mirate a quello scopo, ne ha tentato lo scardinamento. Non gli è riuscito.
Allora si è tirato fuori ed approfittando della sua carica di Presidente della Camera, ha "fondato" il partitino, sempre nella speranza di "evacuare" un "nutrito" numero di parlamentari che mandasse in crisi il Governo della Nazione eletto dal Popolo Sovrano. Non è riuscito neanche in questo.
Il 14 dicembre ha segnato il fallimento anche di questa grottesca iniziativa.
Nel mezzo di questa "campagna" bellica condotta contro Berlusconi, in cui Fini si è trovato a fianco delle sinistre opposizioni, delle quali è complice e che lo hanno appoggiato in ogni disonesto progetto, egli si è reso protagonista di una vicenda colorata a tinte fosche della quale il Popolo Sovrano ha compreso esattamente i termini e la sostanza, nonostante i "favori" elargiti dall'ossequioso maggiordomo di turno: la Procura di Roma.
In un video messaggio, il Presidente della Camera ha espressamente dichiarato che ove fosse stata dimostrata la proprietà di Tulliani di quell'appartamento di Montecarlo, che in quel caso avrebbe carpito la sua "buona fede", non avrebbe esitato a dimettersi dal suo incarico - quello di Presidente della Camera.
Paradossalmente neppure questo apparente sussulto di dignità "gli è riuscito"!
Ora, pur nella consapevolezza che Fini risulti ad oggi indagato da quella procura, il problema sollevato dal PDL sulla compatibilità di questo individuo con la carica che ricopre, è incentrato anche sulla questione più strettamente politica che attiene la sua doppia veste. Quella di arbitro-terzo (certo non terso) e quella di presidente di FLI.
Se, in Parlamento, i rappresentanti del Popolo Sovrano, nonostante quanto accaduto, non sono riusciti a rimuoverlo dalla carica in difetto di norma (ad impossibilia nemo tenetur), è ovvio che lui stesso neppure davanti alla evidenza dei fatti lascerà.
Ciò che non potrà comunque superare, perchè abbondantemente rivelato da quei fatti, è l'indignazione dei cittadini che lo hanno votato, convinti di avere dotato il Governo Berlusconi di una ulteriore forza che avrebbe tradotto il programma elettorale in realizzazioni sicure, trovandosi improvvisamente traditi nella principale ragione di quel voto.
Ciò che non potrà superare sarà l'asticella alla prossima tornata elettorale, quello sbarramento del 4% richiesto alle forze politiche per poter accedere in Parlamento motu proprio.
Fini è senza identità politica e per questo è senza elettorato. Chi lo ha votato gli ha voltato le spalle. Per sempre.
La sua sorte è segnata dalla ineludibilità di un crudele destino.
Che lo voglia oppure no. 