
Originariamente Scritto da
Edmond Dantes
Vedo che hai proprio capito tutto.

Studia che l'esame è tosto.:giagia:
Il cd. "processo breve" deve ora armonizzarsi con la riforma del cpp. Inserito nel nuovo contesto risulterà più che opportuno.
Mi preme puntualizzare che l'apertura del mio intervento in risposta a Voi non aveva la minima intenzione di apparire come lo scudiscio per il cavallo imbizzarrito. Vi confermo sempre la mia infinita stima e la mia personale simpatia perchè non i miei, ma i Vostri interventi, Conte Oliver, sono consegnati sempre alla limpidezza del pensiero caustico, benché avverso al mio, che dimostra tutta la brillante intelligenza conservata sotto il britannico copricapo che abitualmente usate.
Entriamo nel merito.
Il giudice, come il medico, come l'ingegnere, come qualsiasi prestatore d'opera, come qualunque cittadino, esercita una funzione che consente l'utilizzo di strumenti coercitivi. Alla sua scienza, ma io dico anche al suo buon senso (quello del padre di famiglia) ed anche alla sua sensibilità, è affidato il compito di deciderne l'opportuna applicazione ai sensi delle norme scritte a cui ne è commissionata la disciplina.
Preso atto di questo generico assunto, ove non sussistano errori riconducibili al percorso logico del pensiero del magistrato che, nell'esercizio della propria fonzione, assuma decisioni ad es. restittive della libertà personale adottando misure cautelari oppure misure cautelari reali (ipotesi del sequestro conservativo di beni), non sussiste alcuna possibilità di poter anche solo semplicemente incardinare una richiesta risarcitoria. Manca il persupposto.
Il magistrato compie atti decisivi relativi alla libertà di ognuno, tutti i giorni.
Se questo delicato lavoro non è affetto dall'errore, come qualsiasi altra attività, ordinariamente compiuta da qualsivolgia professionista, è meritevole di encomio. Assistiamo ad un lavoro "ben fatto" come dite voi.
L'errore, eventualemte censurabile posto a fondamento della domanda risarcitoria, non è solamente riconducibile ad una azione. L'errore del magistrato, come, ad es. quello del medico che non interviene, è anche di natura omissiva. Non emettere un provvedimento restrittivo laddove sorgeva l'obbligo di farlo è egualmente errore. Non depositare " in terminis" i motivi di una sentenza (533, 3 bis cpp) a me appare errore gravissimo laddove produca, per decorrenza termini, la liberazione di un pericoloso individuo macchiatosi di gravissimi reati.
Insomma, per farla breve Oliver, l'errore per essere tale deve rispondere a criteri ben precisi e che mi pare di avere esposto nell'intervento linkato.
Gli effetti devastanti dell'errore giudiziale (azione oppure omissione) tra i quali la violazione di diritti soggettivi la cui titolarità sorge in capo al danneggiato sono ascrivibili unicamente al magistrato, il quale ne risponde direttamente come ogni altro cittadino.
Beh? Che c'è? A me sembra che stia benissimo.
La Tenuta Imperiale gli dona da morire!:giagia:
My Lord, mano a mano che si scende la scala sociale, lo snobismo si aggrappa a minuzie che magari non sono più inesistenti delle distinzioni della "intelletuale aristocrazia" (

) dalla quale proviene. Ma essendo più oscure, più appannate, più tetre, suscitano un certo stupore nell'animo degli Italiani che risultano disorientati da cotanta imbecillità.
L'errore della sinistra forcaiola è questo. Contro il Paese purchè si distrugga Berlusconi.
Meno male che non se ne avvede, altrimenti sarebbero craxi nostri.
I risultati elettorali degli ultimi tre anni parlano chiaro.

hefico:
C'è da augurarsi che continuino come hanno fatto da vent'anni a questa parte.:gluglu: