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Discussione: Terrorismo fiscale

  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Terrorismo fiscale


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  2. #2
    Lumbard
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    solita itaglia ...

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    Studi di settore, 105mila lettere di pre-allarme

    Studi di settore, 105mila lettere di pre-allarme - Il Sole 24 ORE

    In arrivo per i contribuenti sottoposti agli studi di settore 105mila lettere relative a rilevanti anomalie nei risultati di Gerico per il triennio 2005-2007. Si tratta della prima tornata di comunicazioni: a breve saranno inviate anche quelle ai consulenti, seguendo l'esempio già tracciato lo scorso anno. Il numero di queste lettere non è ancora fissato, ma dovrebbe essere più o meno simile a quello delle segnalazioni ai contribuenti.

    Le irregolarità indicate sono in linea di massima le stesse dell'anno scorso. Si tratta, innanzitutto, di incoerenze nella gestione del magazzino e nelle differenze tra rimanenze finali ed esistenze di inizio esercizio. Come negli anni scorsi, poi, ci sono la mancata indicazione dei beni strumentali, in presenza, però, degli ammortamenti per il loro acquisto. O ancora l'indicazione di beni strumentali nella comunicazione dei dati per gli studi, ma la mancata indicazione in Gerico.

    Nelle comunicazioni inviate l'anno scorso ai contribuenti circa il 70% delle anomalie riguardavano i primi due indicatori (magazzino e rapporto tra rimanenze e esistenze iniziali), il resto le anomalie sui beni strumentali.

    Questi comportamenti, come spiega l'agenzia delle Entrate ai destinatari, possono avere come conseguenza l'inserimento degli interessati nelle liste selettive dei soggetti sottoposti ai controlli del Fisco.

    La campagna degli avvisi è già alla terza edizione: nel 2007 furono inviate 113.974 lettere per il triennio 2003-2005 e nel 2008 ne vennero spedite 81mila relative al triennio 2004-2006. A queste ultime, però, ne vanno aggiunte 135mila recapitate agli intermediari. Le lettere agli intermediari, in genere, riguardano violazioni meno gravi: l'amministrazione ritiene risolvibile la partita con il dialogo, senza dover esercitare un effetto di dissuasione diretto sui contribuenti.

    Come illustrato le indicazioni della stessa Agenzia l'opera di "dissuasione morbida" aveva dato frutti consistenti. Secondo i dati dell'Agenzia diffusi nel dicembre 2007 l'intervento aveva comportato un maggiore gettito per l'Erario di 410 milioni. Anche se il numero dei refrattari era rimasto piuttosto alto, visto che più di 5mila non avevano presentato la dichiarazione o il modello relativo agli studi. Però l'Agenzia aveva mostrato soddisfazione anche per la campagna successiva di controlli su coloro che non avevano "risposto" alla lettera (nel senso di non adeguarsi).

    Un effetto immediato di questo tipo di operazioni – soprattutto nel caso dei soggetti con irregolarità nel magazzino – è un recupero del gettito Iva. Il recupero, infatti, era andato per tre quarti (più di 300 milioni) a incrementare il gettito Iva. Ma anche i ricavi dei soggetti monitorati erano cresciuti di quasi il 7 per cento. Quindi, con un aumento degli imponibili anche ai fini delle imposte dirette.

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    Pordenone. Studi di settore, le categorie in rivolta

    Artigiani e commercianti: «Ci chiedono di pagre di più quando incassiamo di meno». L’Ascom: stiamo lavorando per avere contatti al ministero. Confartigianato: ci sono settori che hanno subito un crollo


    16 GIUGNO- È il termine entro cui occorre pagare le tasse secondo gli attuali parametri a meno che non arrivino gli auspicati correttivi

    Pordenone. Studi di settore, le categorie in rivolta | SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

    Un salasso. E’ quel che si preannuncia in applicazione dei revisionati studi di settore sui redditi delle imprese, soprattutto artigiani e commercianti, relativi al 2008. L’aggiornamento dello strumento, secondo una simulazione effettuata dalla Cgia di Mestre, determinerebbe maggiori entrate per pressochè tutte le attività e, quindi, maggiori imposte da versare allo Stato. E su questo, comprensibilmente, le associazioni di categoria non ci stanno e chiedono correttivi urgenti. Anche perchè il termine per il versamento delle tasse è vicino: il 16 giugno.

    Per il periodo di imposta 2008 sono stati approvati a fine maggio 69 nuovi studi di settore, evoluzione di altrettanti già esistenti. Da questa nuova serie la Cgia ha stimato gli effetti economici della loro applicazione su una dozzina di attività che, tra gli altri, include un bar, un autoriparatore, un’estetista, una gelateria, una parrucchiera, un dipintore, un idraulico, un’impresa di pulizie, eccetera. Visto che a questi studi si possono applicare solo i correttivi individuali anti-crisi e non quelli relativi all’abbattimento del costo delle materie prime o del costo del carburante, è probabile che a questi operatori economici sarà richiesto di pagare più tasse per l’anno di imposta 2008 rispetto a quelle versate all’Erario per il 2007. A meno che gli studi non vengano ulteriormente rimodellati a vantaggio dei contribuenti.

    In dettaglio, ad un carrozziere il nuovo studio richiede, a parità di condizioni con l’anno precedente, un incremento dei ricavi (cioè degli incassi) di 9.633 euro (+7,2% rispetto al 2007). Per poter invece usufruire dell’introduzione del correttivo individuale il suo ricavo doveva diminuire del 15%. Pertanto, se deciderà in sede di dichiarazione dei redditi di adeguarsi, dovrà versare al fisco 6.922 euro in più di quanto pagato l’anno precedente. Al meccanico auto, con lo studio rivisto, gli verrà richiesto un aumento di ricavi pari a 7.360 euro (+3,9% sul 2007); l’adeguamento gli costerà 5.309 euro in più di quanto versato nel 2007. Ad un elettrauto le maggiori imposte richieste per adeguarsi ai nuovi parametri toccano i 3.872 euro, mentre una parrucchiera si troverà costretta a pagare maggiori imposte per 3.819 euro, e una gelateria 3.488 euro.

    «Abbiamo già chiesto alla Confcommercio nazionale - dichiara Alberto Marchiori, presidente dell’Ascom provinciale - di attivarsi con il ministero. Inoltre a oggi non è stato detto nulla circa quali siano i criteri che determineranno l’accertamento sull’azienda. Siamo al paradosso: pure in un momento di crisi, chi ha investito per restare competitivo, e quindi ha incrementato i propri costi e ridotto gli utili, è esposto al rischio di accertamento». Per cui «occorrono correttivi e anche velocemente, in caso contrario assisteremo alla rivolta delle partite iva».

    «Stimare per una qualsiasi attività artigiana un incremento delle entrate nel 2008, è semplicemente assurdo - aggiunge Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone -. La realtà del 2008 è stata pesante e quella del 2009 è addirittura peggiore. E’ vero - considera - che nell’ultima parte del 2008 molte imprese hanno fatto ricorso alle ferie, e non alla cassa integrazione, per rallentare la produzione o l’attività, ma è noto che un operaio in ferie non produce. Non ci sono assolutamente le condizioni per poter dire che il 2008 si è chiuso con un incremento del reddito, e gli indicatori sono lì a dimostrarlo. Pensiamo alla meccanica, ad esempio, che ha subito un crollo verticale: le ore di sospensione dell’attività nei primi sei mesi del 2008 sono state 30 mila, negli ultimi sei mesi 50 mila, e nel primo quadrimestre 2009 sono 200 mila. Credo siano dati che si commentano da soli». Quindi la reazione è immediata: «chiediamo correttivi immediati».

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    grazie lega grazie tremonti grazie berluskoni

    complimenti per la coerenza: non solo non avete abbassato le tasse come promesso, non solo non avete eliminato la burocrazia asfissiante itagliona, non solo non avete tolto gli studi di settore "inventati" dall'odiato prodi ma AVETE AVUTO IL CORAGGIO DI RINCARARLI IN UN MOMENTO DI CRISI MONDIALE
    VERGOGNA

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    Cosa direbbe sull'argomento il grande Miglio?

    "Sulla busta del 740 basterebbe attaccare un
    adesivo non strappabile o un segno che dica: io sono
    per l'indipendenza della Padania..."
    STOP IMMIGRATION - START REPATRIATION
    - Standing Up For Great Lombardy -

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    Citazione Originariamente Scritto da Jack's Return Home Visualizza Messaggio
    Cosa direbbe sull'argomento il grande Miglio?

    "Sulla busta del 740 basterebbe attaccare un
    adesivo non strappabile o un segno che dica: io sono
    per l'indipendenza della Padania..."
    Il professore scrisse questo, guadagnandosi tra l'altro con tale libro (Disobbedienza civile) una denunzia dall'allora ministro di grazia e giustizia Martelli e un interrogatorio alla procura di Milano:

    Esclusa la possibilità, oltre che l’opportunità, di ricorrere alla violenza fisica, bisogna individuare le misure pacifiche che possano destabilizzare i poteri costituiti, in modo da costringere i loro detentori a ripristinare la legalità sostanziale. Dal secolo scorso queste misure sono state riassunte e individuate nella cosiddetta disobbedienza civile. Il vocabolo indica un comportamento indirizzato a disattendere degli obblighi ai quali si dovrebbe invece ottemperare. Questo comportamento non contesta la procedura con cui l’obbligo è stato stabilito, ma rifiuta il contenuto dell’obbligo stesso, e vuole mostrare a chi comanda la concreta possibilità di perdere il potere per effetto di una rivolta dei cittadini: vuole far capire che l’obbedienza passiva non è virtù di uomini liberi, e che quando le istituzioni non garantiscono i diritti dei cittadini (e naturalmente non è a portata di mano la possibilità di cambiarle) non obbedire diventa un dovere morale”.

    E il da lui ripubblicato Henry David Thoreau aggiungeva:

    Ho incontri con il suo [del governo statale] rappresentante in modo diretto e faccia a faccia una volta all’anno nella persona del suo esattore delle tasse; ed esso allora dice chiaramente “riconoscimi!”. E nell’attuale stato delle cose, il modo più semplice, più efficace, e assolutamente necessario di trattare con esso su questo punto, il modo di esprimere la vostra scarsa soddisfazione e il vostro tiepido amore nei suoi confronti è dire di no in quel momento”.

  8. #8
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Studi di settore: Unione Milano, segnali rivolta tra artigiani

    http://www.agi.it/milano/notizie/200..._tra_artigiani

    (AGI) - Milano, 6 lug. - Non e' proprio una rivolta fiscale ma certamente il segnale e' forte. Agli uffici fiscali dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano si comincia a verificare un consistente aumento delle imprese artigiane che, per le denunce 2009 su costi e ricavi 2008, hanno deciso di non adeguarsi ai nuovi parametri degli 'studi di settore'.

    "Del resto l'allarme lo avevamo gia' trasmesso nelle scorse settimane - precisa Marco Accornero, segretario generale dell'Unione - quando i nostri uffici avevano appurato che i nuovi parametri si presentavano, per molte categorie artigiane, piu' gravosi di quelli dello scorso anno in una misura tra il 15 e il 18%. Una vera mazzata tenendo conto della gravissima crisi tutt'altro che risolta". I dati dell'Unione, seppur riferiti alla situazione attuale non ancora definitiva, dicono che le imprese artigiane immediatamente catalogabili come 'congrue' sono poco piu' del 44%, contro il 58% dello scorso anno. Resta da vedere quante del restante 56% di 'non congrue' decideranno di adeguarsi, ma questo dato sara' disponibile solo dopo le ferie estive. Lo scorso anno di quel 42% di aziende che non si erano subito adeguate, circa la meta' lo ha fatto successivamente, mentre le restanti avavano deciso di restare 'non congrue' esponendosi alle verifiche del Fisco.

    "Prendiamo amaramente atto che gli studi di settore 2009 hanno ignorato la crisi - dichiara Accornero - Era legittimo sperare in un po' di clemenza, invece niente di tutto questo. E l'amarezza non si ferma qui perche' i parametri introdotti quest'anno penalizzano particolarmente i costi del personale. Nonostante la forte tentazione - conclude - abbiamo evitato, per senso di responsabilita', di suggerire ai nostri artigiani di non adeguarsi e quindi 'autodichiararsi' non congrui, temendo soprattutto un incrudimento dei controlli. Ma ora i dati dei nostri uffici ci dicono che e' in netta crescita il numero di chi ha scelto di farlo, esasperato dal carico fiscale che gli e' piovuto addosso. Attendiamo gli sviluppi ma stiamo muovendoci per sollecitare all'autorita' fiscale una netta inversione di tendenza, con particolare attenzione agli studi di settore 2010. Confidiamo che saranno assai meno gravosi e speriamo anche che, come previsto per legge, vengano comunicati gia' a settembre di quest'anno".
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  9. #9
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Riferimento: Terrorismo fiscale

    Il caso Accornero: più gravosi fino al 18%

    Studi di settore e artigiani,
    la protesta di Milano


    «Uno su due non si adeguerà». Ma il Veneto: la crisi si vedrà nel 2009

    http://www.corriere.it/economia/09_l...4f02aabc.shtml

    MILANO — Artigiani, a Milano sembra di essere sul piede di guerra. E il fronte è quello del Fisco. Quasi la metà degli aderenti alla Confartigianato della provincia di Milano sarebbero decisi a non adeguarsi agli studi di settore. In sostanza, non verserebbero i soldi richiesti dall'Agenzia dell'entrate. Pagherebbero soltanto quanto dovuto in base a bilanci aziendali che — a loro dire — sono stati cannibalizzati dalla crisi.

    Ma se nel capoluogo lombardo tira una brutta aria, la musica cambia in altre realtà territoriali, come il Veneto. Ma procediamo con ordine. La denuncia di un malcontento fiscale diffuso nel capoluogo lombardo arriva da Marco Accornero, segretario generale dell'Unione artigiani di Milano: «Già nelle scorse settimane gli uffici fiscali dell'Unione artigiani della Provincia hanno appurato che per molte categorie i nuovi studi di settore sono più gravosi dal 15 al 18 per cento. Prendiamo amaramente atto che gli studi di settore 2009 hanno ignorato la crisi». Le imprese artigiane immediatamente catalogabili come «congrue» oggi sarebbero poco più del 44%, contro il 58% dello scorso anno. Resta da vedere quante del restante 56% di «non congrue» decideranno di adeguarsi, ma questo dato sarà disponibile soltanto dopo le ferie estive. Il problema è condiviso dalle altre associazioni che rappresentano il mondo dell'artigianato sul territorio. «La maggioranza della categoria di fatto sta sfidando il fisco, esponendosi a controlli con un aggravio di burocrazia e quindi di costi che non fa piacere a nessuno», sostiene Giuseppe Vivace, segretario della Cna Lombardia. Nel Veneto sembra di vivere in un mondo diverso. Sia per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti degli studi di settore sia per quanto riguarda la crisi.

    Il presidente regionale di Confartigianato, Claudio Miotto, ha una visione molto più morbida nei confronti del Fisco e molto diversa sull'andamento economico del suo settore nel 2008. «Che — dice — non è stato affatto un anno di crisi. Lo dimostrano le dichiarazioni Iva: nel 2008 è stato dichiarato un miliardo di Iva in più rispetto al 2007. Semmai di crisi si dovrà parlare per il 2009, che è un anno delicato. Ma per l'anno scorso no. Se poi alcune aziende non hanno liquidità in cassa per pagare le tasse del 2008, questo è un altro discorso. Certo, l'arrivo degli studi di settore può far scatenare una certa emotività. Se vogliamo parlare alla pancia della gente possiamo farlo, ma non è così che si risolvono i problemi». Nessuna paura che molti non si adeguino? «Non vedo dove sta il problema. E' previsto che chi si ritiene non congruo non si adegui. Al Fisco va dichiarato il dato reale. Perché ci si dovrebbe adeguare se le cifre non corrispondono? Per paura dei controlli? Ma è normale che lo Stato controlli. Gli studi di settore, che per di più rappresentano la parte minore della fiscalità, in sé non hanno nulla di sbagliato. Non è questo il nocciolo della questione. Il vero problema è la fiscalità territoriale, tutte le addizionali. E la somma che esce alla fine dei conti. Oggi la fiscalità totale supera il 50%». Anche il direttore nazionale per le politiche fiscali di Confartigianato, Andrea Trevisani, ha toni concilianti nei confronti del Fisco: «I correttivi introdotti per far fronte alla crisi funzionano. Inoltre, rispetto al passato c'è un fatto nuovo: oggi con la Sose (la Società per gli studi di settore, ndr) e con le Agenzie delle Entrate territoriali c'è più dialogo. Si riesce a discutere dei problemi. E poi prima di parlare di artigiani che non si adeguano bisogna aspettare i dati: ci sono 120 realtà provinciali».

    Rita Querzè
    Fausta Chiesa

    13 luglio 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  10. #10
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    Studi di settore: Unione Milano, segnali rivolta tra artigiani

    http://www.agi.it/milano/notizie/200..._tra_artigiani

    (AGI) - Milano, 6 lug. - Non e' proprio una rivolta fiscale ma certamente il segnale e' forte. Agli uffici fiscali dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano si comincia a verificare un consistente aumento delle imprese artigiane che, per le denunce 2009 su costi e ricavi 2008, hanno deciso di non adeguarsi ai nuovi parametri degli 'studi di settore'.

    "Del resto l'allarme lo avevamo gia' trasmesso nelle scorse settimane - precisa Marco Accornero, segretario generale dell'Unione - quando i nostri uffici avevano appurato che i nuovi parametri si presentavano, per molte categorie artigiane, piu' gravosi di quelli dello scorso anno in una misura tra il 15 e il 18%. Una vera mazzata tenendo conto della gravissima crisi tutt'altro che risolta". I dati dell'Unione, seppur riferiti alla situazione attuale non ancora definitiva, dicono che le imprese artigiane immediatamente catalogabili come 'congrue' sono poco piu' del 44%, contro il 58% dello scorso anno. Resta da vedere quante del restante 56% di 'non congrue' decideranno di adeguarsi, ma questo dato sara' disponibile solo dopo le ferie estive. Lo scorso anno di quel 42% di aziende che non si erano subito adeguate, circa la meta' lo ha fatto successivamente, mentre le restanti avavano deciso di restare 'non congrue' esponendosi alle verifiche del Fisco.

    "Prendiamo amaramente atto che gli studi di settore 2009 hanno ignorato la crisi - dichiara Accornero - Era legittimo sperare in un po' di clemenza, invece niente di tutto questo. E l'amarezza non si ferma qui perche' i parametri introdotti quest'anno penalizzano particolarmente i costi del personale. Nonostante la forte tentazione - conclude - abbiamo evitato, per senso di responsabilita', di suggerire ai nostri artigiani di non adeguarsi e quindi 'autodichiararsi' non congrui, temendo soprattutto un incrudimento dei controlli. Ma ora i dati dei nostri uffici ci dicono che e' in netta crescita il numero di chi ha scelto di farlo, esasperato dal carico fiscale che gli e' piovuto addosso. Attendiamo gli sviluppi ma stiamo muovendoci per sollecitare all'autorita' fiscale una netta inversione di tendenza, con particolare attenzione agli studi di settore 2010. Confidiamo che saranno assai meno gravosi e speriamo anche che, come previsto per legge, vengano comunicati gia' a settembre di quest'anno".

    chi ha un minimo di intuito per le trasformazioni socio-politiche capisce subito che queste (per ora) piccole manifestazioni possono trasformarsi in un terremoto devastante per il regime.
    Si comincia sempre da una protesta contro le tasse ....

    Recentemente avevo postato su questo forum un articoletto su una manifestazione analoga degli artigiani (non ricordo di quale provincia).

    La situazione diventa sempre più interessante hefico: .

    A me sta poi particolarmente a cuore essendo anche io un lavoratore autonomo con gli stessi problemi di coloro che ora protestano a Milano : già, vi sembrerà strano, ...ma anche al sud ci sono lavoratori che sono assediati dal fisco :sofico:

 

 
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