



Ultima modifica di Mike Suburro; 20-01-11 alle 01:53
"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens




Morale della favola: tutte le città sono al primo posto per incidenza di tumori.
"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens


Morale della favola: hai stancato. Posso capire due tre pagine di goliardate. Ma ora la puoi pure piantare con le cazzate e i piagnistei.


Dovrei mettermi a perdere del tempo su un thread idiota come questo per rispondere alle tue cavolate?
E'ovvio che nel complesso gli stranieri rimasero comunque una minoranza in rapporto alla popoalzione (che però era abnorme e costituiva gran parte dell'intera popolazione del sud italia, parliamo di più di 400.000 persone solo a Napoli - città, mica provincia), quindi la base della lingua rimase la stessa. poi il catalano, il provenzale, il francese, lo spagnolo, sempre neolatine sono. Anni fa avevo dei pdf sull'influsso di varie lingue sul napoletano, adesso non so se sono ancora online, ma non ho voglia di cercarle e voglio andare a dormire. Il Dizionario dei dialetti d'Italia della UTET può tornarti utile.
Cmq ho letto che esistono alcuni documenti del primo periodo angioino scritti in una lingua che è un miscuglio di francese e napoletano, che esiste un poemetto umoristico che mescola le due lingue volutamente; che alcuni editti a Napoli erano redatti in più lingue se no la popolazione non capiva; che gli stessi toponimi (Rua catalana, genovese ecc.) indicano la presenza di varie zone che erano abitate da vari gruppi linguistici (tanto che mi pare Giovanna II a un certo punto cercò di ufficializzarlo se così si può dire); che esisteva addirittura un quartiere bulgaro in cui si parlava la lingua bulgara (su questo to' Marin Drinov, fondatore della storiografia bulgara )
Poi, per esempio, per usare un dato sugli spagnoli: in una 40ina d'anni nel '500 arrivarono 4000 FAMIGLIE nobiliari spagnole (che si portavano dietro servi e quant'altro); l'esercito spagnolo, che teneva Napoli in costante stato d'assedio (anche perchè la situazione era di continua rivolta e i francesi tentavano continuamente di invadere la città, fecero un centinaio di incursioni in un secolo, e pure a Masaniello seguì l'arrivo del Duca di Guisa con esercito francese) e per alloggiare il quale furono costruiti (con strade strettissime per impedire le invasioni; è stato detto che Napoli è strutturalmente la città ideale per resistere ad un assedio) i Quartieri Spagnoli, era costituito da 70.000 uomini, di cui (non ricordo la fonte, ma di sicuro l'ho letto da qualche parte) 30.000 di lingua catalana e 40.000 di lingua castigliana. E secondo te come cavolo faceva se no Napoli a passare da 200.000 a 400.000 abitanti in meno di un secolo? Ci sono testimonianze di viaggiatori stranieri che erano tornati a Napoli in momenti diversi a distanza di decenni e che riferiscono di non riconoscervi lo stesso popolo.
Sempre a briglia sciolta: sulla Chiesa di sant'Eligio (eretta da Carlo I d'Angiò) c'è scritto (in latino) che il popolo (?) la chiamava saint'Eloise o qualcosa del genere; quindi questi in che lingua parlavano?
Ultima modifica di Maximilian; 20-01-11 alle 03:11




Si chiude.
In futuro, per cortesia, dato che non si può (e, soprattutto, non si vuole) smettere di essere goliardici, chi non sa stare al gioco eviti di giocare così nessuno si farà male.