Pagina 4 di 7 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 62

Discussione: Tien An Men

  1. #31
    Forumista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Umbria, Terni
    Messaggi
    875
     Likes dati
    0
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    da futuro scienziato, ho imparato a diffidare di chi parla di "evidenza". l'evidenza sarebbe quella della stampa americana?
    No, sicuramente. Ma perché però dovrebbe esserlo quello della stampa cinese che passa sotto il controllo del Comitato Centrale del PCC?

  2. #32
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Scapigliato" Visualizza Messaggio
    Va bene. Allora la Cina è il paradiso dei lavoratori, i padroni sono banditi, i lavoratori autogestiscono i mezzi di produzione, tutto è deciso dal basso attraverso un sistema di consigli popolari di quartiere. Così è credibile? :gluglu:
    chi ha detto questo?

    No, sicuramente. Ma perché però dovrebbe esserlo quello della stampa cinese che passa sotto il controllo del Comitato Centrale del PCC?

    le hai lette le cose postate?
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  3. #33
    Forumista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Umbria, Terni
    Messaggi
    875
     Likes dati
    0
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    chi ha detto questo?

    le hai lette le cose postate?
    1) Mah... non l oso. Certo è che se tali cose non fossero vere, non vedo come la Cina possa non essere definita uno Stato capitalista ed autoritario. E se è capitalsita ed autoritario, o se anche fosse sol ocapitalista, non vedo perché dovrei difenderla.

    2) Sì, e non è che veda ovunque verità e buona fede. Ma non ne vedo neanche in chi si arrampica sugli specchi per sostenere l'0esatto opposto speculare e contrario.

  4. #34
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Scapigliato" Visualizza Messaggio
    1) Mah... non l oso. Certo è che se tali cose non fossero vere, non vedo come la Cina possa non essere definita uno Stato capitalista ed autoritario. E se è capitalsita ed autoritario, o se anche fosse sol ocapitalista, non vedo perché dovrei difenderla.

    2) Sì, e non è che veda ovunque verità e buona fede. Ma non ne vedo neanche in chi si arrampica sugli specchi per sostenere l'0esatto opposto speculare e contrario.
    vaaaaaaaaabbè, ognuno ha la sua opinione.
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  5. #35
    Baron Samedi
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    5,600
     Likes dati
    14
     Like avuti
    196
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Comunque il reddito procapite, se non ricordo male, è 26.000 dollari. Naturalmente dei cittadini residenti. Shenze ha tanti abitanti come la Svezia.
    Shenzhen, Dongguan, Canton etc etc hanno dei redditi abbastanza alti e un numero di ricchi superiore alla media (per esempio investire in un ristorante medio alto in quell'area o in un attivita commerciale di un certo livello, nonostante ne stiano risentendo e non poco della crisi, risulta essere tutt'ora redditizio).Ma calcola sempre che la manodopera spesso e di passaggio e a volte neanche registrata.E poi continua a persistere il brutto vizio di molti di non dichiarare nulla, se non addirittura di non mettere i soldi in banca, cosa che impedisce a costoro di entrare nelle statistiche....

  6. #36
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,096
     Likes dati
    136
     Like avuti
    1,190
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Scapigliato" Visualizza Messaggio
    Va bene. Allora la Cina è il paradiso dei lavoratori, i padroni sono banditi, i lavoratori autogestiscono i mezzi di produzione, tutto è deciso dal basso attraverso un sistema di consigli popolari di quartiere. Così è credibile? :gluglu:
    i consigli dei lavoratori li farà Di Pietro!!!

  7. #37
    direttamente dall'Inferno
    Data Registrazione
    19 Jan 2007
    Località
    nel girone che preferite
    Messaggi
    37,249
     Likes dati
    1,325
     Like avuti
    11,213
    Mentioned
    352 Post(s)
    Tagged
    26 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    vi ricordo che questo 3d deve commemorare delle persone morte per inseguire un'idea di libertà,sia da una parte che dall'altra.
    vediamo di rimanere nei toni e nelle argomentazioni sui giusti binari,vabbuò?

  8. #38
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,096
     Likes dati
    136
     Like avuti
    1,190
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Scapigliato" Visualizza Messaggio
    No, sicuramente. Ma perché però dovrebbe esserlo quello della stampa cinese che passa sotto il controllo del Comitato Centrale del PCC?
    Il Comitato Centrale del PCC controlla i giornali di Partito, pochissimi. il governo quelli governativi, molti più ,ma la stragrande maggioranza di giornali, tv, radio e portali internet sono privati o di cooperative che vivono sulla pubblicità e, putroppo, molto inclini al sensazionalismo.

  9. #39
    Baron Samedi
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    5,600
     Likes dati
    14
     Like avuti
    196
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Il Comitato Centrale del PCC controlla i giornali di Partito, pochissimi. il governo quelli governativi, molti più ,ma la stragrande maggioranza di giornali, tv, radio e portali internet sono privati o di cooperative che vivono sulla pubblicità e, putroppo, molto inclini al sensazionalismo.
    Questo e vero.La stragrande maggioranza delle testate sono di tipo scandalistico, per non parlare dei giornali tipo "donna moderna" o playboy......

  10. #40
    Forumista senior
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    1,357
     Likes dati
    1
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Tien An Men

    Citazione Originariamente Scritto da Murru Visualizza Messaggio
    ma finiamola con queste scemenze e luoghi comuni!!!
    il governo cinese agì benissimo in quell' occasione...fermò la controrivoluzione, cosa che purtroppo non riuscì in Unione Sovietica 2 anni dopo...

    ecco un articolo interessantissimo di domenico losurdo

    Tienanmen 20 anni dopo
    di Domenico Losurdo

    In questi giorni, la grande stampa di «informazione» è impegnata a ricordare il ventesimo anniversario del «massacro» di piazza Tienanmen. Le rievocazioni «commosse» degli avvenimenti, le interviste ai «dissidenti» e gli editoriali «indignati», i molteplici articoli che si sussseguono e si preparano mirano a ricoprire di perpetua infamia la Repubblica Popolare Cinese e a rendere solenne omaggio alla superiore civiltà dell’Occidente liberale. Ma cosa è realmente avvenuto venti anni fa?
    Nel 2001 furono pubblicati e successivamente tradotti nelle principali lingue del mondo i cosiddetti Tienanmen Papers che, stando alle dichiarazioni dei curatori, riproducono rapporti segreti e i verbali riservati del processo decisionale sfociato nella repressione del movimento di contestazione. E’ un libro che, sempre secondo le intenzioni dei curatori e degli editori, dovrebbe mostrare l’estrema brutalità di una dirigenza (comunista) che non esita a sommergere in un bagno di sangue una protesta «pacifica». Sennonché, una lettura attenta del libro in questione finisce col far emergere un quadro ben diverso della tragedia che si consuma a Pechino tra maggio e giugno del 1989. Leggiamo qualche pagina qua e là:
    «Più di cinquecento camion dell’esercito sono stati incendiati in corrispondenza di decine di incroci […] Su viale Chang’an un camion dell’esercito si è fermato per un guasto al motore e duecento rivoltosi hanno assalito il conducente picchiandolo a morte […] All’incrocio Cuiwei, un camion che trasportava sei soldati ha rallentato per evitare di colpire la folla. Allora un gruppo di dimostranti ha cominciato a lanciare sassi, bombe molotov e torce contro di quello, che a un certo punto si è inclinato sul lato sinistro perché uno dei suoi pneumatici si è forato a causa dei chiodi che i rivoltosi avevano sparso. Allora i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni oggetti e li hanno lanciati contro il veicolo, il cui serbatoio è esploso. Tutti e sei i soldati sono morti tra le fiamme»[1].
    Non solo è ripetuto il ricorso alla violenza, ma talvolta entrano in gioco armi sorprendenti:
    «Un fumo verde-giallastro si è levato improvvisamente da un’estremità del ponte. Proveniva da un’autoblindo guasto che ora costituiva esso stesso un blocco stradale […] Gli auotoblindo e i carri armati che erano giunti per sgomberare la strada dai blocchi non hanno potuto fare altro che accodarsi alla testa del ponte. Improvvisamente è sopraggiunto di corsa un giovane, ha gettato qualcosa in un autoblindo ed è fuggito via. Alcuni secondi dopo lo stesso fumo verde-giallastro è stato visto fuoriuscire dal veicolo, mentre i soldati si trascinavano fuori e si distendevano a terra, in strada, tenendosi la gola agonizzanti. Qualcuno ha detto che avevano inalato gas venefico. Ma gli ufficiali e i soldati nonostante la rabbia sono riusciti a mantenere l’autocontrollo»[2].
    Questi atti di guerra, col ricorso ripetuto ad armi vietate dalle convenzioni internazionali, si intrecciano con iniziative che danno ancora di più da pensare: viene «contraffatta la testata del “Quotidiano del popolo”»[3]. Sul versante opposto vediamo le direttive impartite dai dirigenti del partito comunista e del governo cinese alle forze militari incaricate della repressione:
    «Se dovesse capitare che le truppe subiscano percosse e maltrattamenti fino alla morte da parte della masse oscurantiste, o se dovessero subire l’attacco di elementi fuorilegge con spranghe, mattoni o bombe molotov, esse devono mantenere il controllo e difendersi senza usare le armi. I manganelli saranno le loro armi di autodifesa e le truppe non devono aprire il fuoco contro le masse. Le trasgressioni verranno prontamente punite»[4].
    Se è attendibile il quadro tracciato da un libro pubblicato e propagandato dall’Occidente, a dare prova di cautela e di moderazione non sono i manifestanti ma piuttosto l’Esercito Popolare di Liberazione!
    Nei giorni successivi il carattere armato della rivolta diviene più evidente. Un dirigente di primissimo piano del partito comunista richiama l’attenzione su un fatto decisamente allarmante: «Gli insorti hanno catturato alcuni autoblindo e sopra vi hanno montato delle mitragliatrici, al solo scopo di esibirle». Si limiteranno ad una minacciosa esibizione? E, tuttavia, le disposizioni impartite all’esercito non subiscono un mutamento sostanziale: «Il Comando della legge marziale deve rendere chiaro a tutte le unità che è necessario aprire il fuoco solo in ultima istanza»[5].
    Lo stesso episodio del giovane manifestante che blocca col suo corpo un carro armato, celebrato in Occidente quale simbolo di eroismo non-violento in lotta contro una violenza cieca e indiscriminata, viene letto dai dirigenti cinesi, stando sempre al libro qui più volte citato, in chiave diversa e contrapposta:
    «Abbiamo visto tutti le immagini del giovane uomo che blocca il carro armato. Il nostro carro armato ha ceduto il passo più e più volte, ma lui stava sempre lì in mezzo alla strada, e anche quando ha tentato di arrampicarsi su di esso i soldati si sono trattenuti e non gli hanno sparato. Questo la dice lunga! Se i militari avessero fatto fuoco, le ripercussioni sarebbero state molto diverse. I nostri soldati hanno eseguito alla perfezione gli ordini del Partito centrale. E’ stupefacente che siano riusciti a mantenere la calma in una situazione del genere!»[6].
    Il ricorso da parte dei manifestanti a gas asfissianti o velenosi e soprattutto l’edizione-pirata del «Quotidiano del popolo» dimostrano chiaramente che gli incidenti di piazza Tienanmen non sono una vicenda esclusivamente interna alla Cina. Altri particolari significativi emergono dal libro celebrato in Occidente: «”Voice of America” ha avuto un ruolo davvero inglorioso nel gettare benzina sul fuoco»; incessantemente essa «diffonde notizie infondate e istiga ai disordini». E non è tutto: «Dall’America, Gran Bretagna e Hong Kong sono arrivati più di un milione di dollari di Hong Kong. Parte dei fondi è stata utilizzata per l’acquisto di tende, cibo, computer, stampanti veloci e sosfisticate attezzature per le comunicazioni»[7].
    A cosa mirassero l’Occidente e soprattutto gli Usa lo possiamo desumere da un altro libro, scritto da due autori statunitensi fieramente anticomunisti. Essi ricordano come in quel periodo di tempo Winston Lord, ex-ambasciatore a Pechino e consiglere di primo piano del futuro presidente Clinton, non si stancava di ripetere che la caduta del regime comunista in Cina era «una questione di settimane o mesi». Tanto più fondata appariva questa previsione per il fatto che al vertice del governo e del Partito spiccava la figura di Zhao Ziyang, il quale – sottolineano i due autori statunitensi qui citati – è da considerare «probabilmente il leader cinese più filo-americano nella storia recente»[8].
    In questi giorni, parlando col «Financial Times», l’ex-segretario di Zhao Ziyang, e cioè Bao Tong, agli arresti domiciliari a Pechino, sembra rimpiangere il mancato colpo di Stato al quale nel 1989, mentre il «socialismo reale» cadeva in pezzi, aspiravano personalità e circoli importanti in Cina e negli Usa: disgraziatmente, «neppure un soldato avrebbe prestato ascolto a Zhao»; i soldati «prestavano ascolto ai loro ufficiali, gli ufficiali ai loro generali, e i generali a Deng Xiaoping»[9].
    Visti retrospettivamente, gli incidenti di piazza Tienanmen di venti anni fa si presentano come un tentativo fallito di colpo di Stato e un fallito tentativo di instaurazione di un Impero mondiale pronto a sfidare i secoli…
    Fra non molto cadrà un altro ventesimo anniversario. Nel dicembre del 1989, senza essere neppure preceduti da una dichiarazione di guerra, i bombardieri amercani si scatenavano sul Panama e la sua capitale. Come risulta dalla ricostruzione di un autore ancora una volta statunitense, quartieri densamente popolati furono sorpresi nella notte dalle bombe e dalle fiamme; a perdere la vita furono in grandissima parte «civili, poveri e di pelle scura»; a almeno 15 mila ammontarono i senza tetto; si tratta comunque dell’«episodio più sanguinoso» nella storia del piccolo paese[10]. E’ facile prevedere che giornali impegnati a spargere lacrime su piazza Tienanmen sorvoleranno sull’anniversario di Panama, come d’altro canto è avvenuto in tutti questi anni. I grandi organi di «informazione» sono i grandi organi di selezione delle informazioni e di orientamento e di controllo della memoria.



    Riferimenti bibliografici

    Jamil Anderlini 2009
    «Tanks were roaring and bullets flying», in «Financial Times», p. 3 («Life and Arts»)

    Richard Bernstein, Ross H. Munro 1997
    The Coming Conflict with China, Knopf, New York

    Kevin Buckley 1991
    Panama. The Whole Story, Simon & Schuster, New York

    Andrew J. Nathan, Perry Link (eds.) 2001
    The Tiananmen Papers (2001), tr. it., di Michela Benuzzi et alii, Tienanmen, Rizzoli, Milano

    [1] Nathan, Link 2001, pp. 444-45.
    [2] Nathan, Link 2001, p. 435.
    [3] Nathan, Link 2001, p. 324.
    [4] Nathan, Link 2001, p. 293.
    [5] Nathan, Link 2001, pp. 428-9.
    [6] Nathan, Link 2001, p. 486.
    [7] Nathan, Link 2001, p. 391.
    [8] Bernstein, Munro 1997, pp. 95 e 39.
    [9] Anderlini 2009.
    [10] Buckley 1991, pp. 240 e 264.
    Tienanmen 20 anni dopo: Tienanmen 20 anni dopo
    I palestinesi fanno molto peggio eppure loro sono considerati eroi. L'importante è che chi massacri abbia la falce e il martello poi è permesso di tutto.

 

 
Pagina 4 di 7 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Tien an men: 20 anni dopo
    Di Kta nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 119
    Ultimo Messaggio: 03-07-09, 19:50
  2. Piazza Tien An Men
    Di Dente di Lupo nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-06-08, 21:21
  3. Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 27-01-07, 10:32

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito