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  1. #1
    Fede speranza amore
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    Predefinito SANTI - San Michele Arcangelo




    Il nome dell’arcangelo Michele, che significa “chi è come Dio ?”, è citato cinque volte nella Sacra Scrittura; tre volte nel libro di Daniele, una volta nel libro di Giuda e nell'Apocalisse di s. Giovanni Evangelista e in tutte le cinque volte egli è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse è rappresentato da un dragone con i suoi angeli; esso sconfitto nella lotta, fu scacciato dai cieli e precipitato sulla terra.
    In altre scritture, il dragone è un angelo che aveva voluto farsi grande quanto Dio e che Dio fece scacciare, facendolo precipitare dall’alto verso il basso, insieme ai suoi angeli che lo seguivano.
    Michele è stato sempre rappresentato e venerato come l’angelo-guerriero di Dio, rivestito di armatura dorata in perenne lotta contro il Demonio, che continua nel mondo a spargere il male e la ribellione contro Dio.
    Egli è considerato allo stesso modo nella Chiesa di Cristo, che gli ha sempre riservato fin dai tempi antichissimi, un culto e devozione particolare, considerandolo sempre presente nella lotta che si combatte e si combatterà fino alla fine del mondo, contro le forze del male che operano nel genere umano.
    Dante nella sua ‘Divina Commedia’ pone il demonio (l’angelo Lucifero) in fondo all’inferno, conficcato a testa in giù al centro della terra, che si era ritirata al suo cadere, provocando il grande cratere dell’inferno dantesco. Dopo l’affermazione del cristianesimo, il culto per san Michele, che già nel mondo pagano equivaleva ad una divinità, ebbe in Oriente una diffusione enorme, ne sono testimonianza le innumerevoli chiese, santuari, monasteri a lui dedicati; nel secolo IX solo a Costantinopoli, capitale del mondo bizantino, si contavano ben 15 fra santuari e monasteri; più altri 15 nei sobborghi.
    Tutto l’Oriente era costellato da famosi santuari, a cui si recavano migliaia di pellegrini da ogni regione del vasto impero bizantino e come vi erano tanti luoghi di culto, così anche la sua celebrazione avveniva in tanti giorni diversi del calendario.
    Perfino il grande fiume Nilo fu posto sotto la sua protezione, si pensi che la chiesa funeraria del Cremlino a Mosca in Russia, è dedicata a S. Michele. Per dirla in breve non c’è Stato orientale e nord africano, che non possegga oggetti, stele, documenti, edifici sacri, che testimoniano la grande venerazione per il santo condottiero degli angeli, che specie nei primi secoli della Chiesa, gli venne tributata.
    In Occidente si hanno testimonianze di un culto, con le numerosissime chiese intitolate a volte a S. Angelo, a volte a S. Michele, come pure località e monti vennero chiamati Monte Sant’Angelo o Monte San Michele, come il celebre santuario e monastero in Normandia in Francia, il cui culto fu portato forse dai Celti sulla costa della Normandia; certo è che esso si diffuse rapidamente nel mondo Longobardo, nello Stato Carolingio e nell’Impero Romano.
    In Italia sano tanti i posti dove sorgevano cappelle, oratori, grotte, chiese, colline e monti tutti intitolati all’arcangelo Michele, non si può accennarli tutti, ci fermiamo solo a due: Tancia e il Gargano.
    Sul Monte Tancia, nella Sabina, vi era una grotta già usata per un culto pagano, che verso il VII secolo, fu dedicata dai Longobardi a S. Michele; in breve fu costruito un santuario che raggiunse gran fama, parallela a quella del Monte Gargano, che comunque era più antico.
    La celebrazione religiosa era all’8 maggio, data praticata poi nella Sabina, nel Reatino, nel Ducato Romano e ovunque fosse estesa l’influenza della badia benedettina di Farfa, a cui i Longobardi di Spoleto, avevano donato quel santuario.
    Ma il più celebre santuario italiano dedicato a S. Michele, è quello in Puglia sul Monte Gargano; esso ha una storia che inizia nel 490, quando era papa Gelasio I; la leggenda racconta che casualmente un certo Elvio Emanuele, signore del Monte Gargano (Foggia) aveva smarrito il più bel toro della sua mandria, ritrovandolo dentro una caverna inaccessibile.
    Visto l’impossibilità di recuperarlo, decise di ucciderlo con una freccia del suo arco; ma la freccia inspiegabilmente invece di colpire il toro, girò su sé stessa colpendo il tiratore ad un occhio. Meravigliato e ferito, il signorotto si recò dal suo vescovo s. Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto (odierna Manfredonia) e raccontò il fatto prodigioso.
    Il presule indisse tre giorni di preghiere e di penitenza; dopodiché s. Michele apparve all’ingresso della grotta e rivelò al vescovo: “Io sono l’arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta, io stesso ne sono vigile custode. Là dove si spalanca la roccia, possono essere perdonati i peccati degli uomini…Quel che sarà chiesto nella preghiera, sarà esaudito. Quindi dedica la grotta al culto cristiano”.
    Ma il santo vescovo non diede seguito alla richiesta dell’arcangelo, perché sul monte persisteva il culto pagano; due anni dopo, nel 492 Siponto era assediata dalle orde del re barbaro Odoacre (434-493); ormai allo stremo, il vescovo e il popolo si riunirono in preghiera, durante una tregua, e qui riapparve l’arcangelo al vescovo s. Lorenzo, promettendo loro la vittoria, infatti durante la battaglia si alzò una tempesta di sabbia e grandine che si rovesciò sui barbari invasori, che spaventati fuggirono.
    Tutta la città con il vescovo, salì sul monte in processione di ringraziamento; ma ancora una volta il vescovo non volle entrare nella grotta. Per questa sua esitazione che non si spiegava, s. Lorenzo Maiorano si recò a Roma dal papa Gelasio I (490-496), il quale gli ordinò di entrare nella grotta insieme ai vescovi della Puglia, dopo un digiuno di penitenza.
    Recatosi i tre vescovi alla grotta per la dedicazione, riapparve loro per la terza volta l’arcangelo, annunziando che la cerimonia non era più necessaria, perché la consacrazione era già avvenuta con la sua presenza. La leggenda racconta che quando i vescovi entrarono nella grotta, trovarono un altare coperto da un panno rosso con sopra una croce di cristallo e impressa su un masso l’impronta di un piede infantile, che la tradizione popolare attribuisce a s. Michele.
    Il vescovo san Lorenzo fece costruire all’ingresso della grotta, una chiesa dedicata a s. Michele e inaugurata il 29 settembre 493; la Sacra Grotta è invece rimasta sempre come un luogo di culto mai consacrato da vescovi e nei secoli divenne celebre con il titolo di “Celeste Basilica”.
    Attorno alla chiesa e alla grotta è cresciuta nel tempo la cittadina di Monte Sant’Angelo nel Gargano. I Longobardi che avevano fondato nel secolo VI il Ducato di Benevento, vinsero i feroci nemici delle coste italiane, i saraceni, proprio nei pressi di Siponto, l’8 maggio 663, avendo attribuito la vittoria alla protezione celeste di s. Michele, essi presero a diffondere come prima accennato, il culto per l’arcangelo in tutta Italia, erigendogli chiese, effigiandolo su stendardi e monete e instaurando la festa dell’8 maggio dappertutto.
    Intanto la Sacra Grotta diventò per tutti i secoli successivi, una delle mete più frequentate dai pellegrini cristiani, diventando insieme a Gerusalemme, Roma, Loreto e S. Giacomo di Compostella, i poli sacri dall’Alto Medioevo in poi.
    Sul Gargano giunsero in pellegrinaggio papi, sovrani, futuri santi. Sul portale dell’atrio superiore della basilica, che non è possibile descrivere qui, vi è un’iscrizione latina che ammonisce: “che questo è un luogo impressionante. Qui è la casa di Dio e la porta del Cielo”.
    Il santuario e la Sacra Grotta sono pieni di opere d’arte, di devozione e di voto, che testimoniano lo scorrere millenario dei pellegrini e su tutto campeggia nell’oscurità la statua in marmo bianco di S. Michele, opera del Sansovino, datata 1507.
    L’arcangelo è comparso lungo i secoli altre volte, sia pure non come sul Gargano, che rimane il centro del suo culto, ed il popolo cristiano lo celebra ovunque con sagre, fiere, processioni, pellegrinaggi e non c’è Paese europeo che non abbia un’abbazia, chiesa, cattedrale, ecc. che lo ricordi alla venerazione dei fedeli.
    Apparendo ad una devota portoghese Antonia de Astonac, l’arcangelo promise la sua continua assistenza, sia in vita che in purgatorio e inoltre l’accompagnamento alla S. Comunione da parte di un angelo di ciascuno dei nove cori celesti, se avessero recitato prima della Messa la corona angelica che gli rivelò.
    I cori sono: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Potestà, Virtù, Principati, Arcangeli ed Angeli. La sua festa liturgica principale in Occidente è iscritta nel Martirologio Romano al 29 settembre e nella riforma del calendario liturgico del 1970, è accomunato agli altri due arcangeli più conosciuti, Gabriele e Raffaele nello stesso giorno, mentre l’altro arcangelo a volte nominato nei testi apocrifi, Uriele, non gode di un culto proprio.
    Per la sua caratteristica di “guerriero celeste” s. Michele è patrono degli spadaccini, dei maestri d’armi; poi dei doratori, dei commercianti, di tutti i mestieri che usano la bilancia, i farmacisti, pasticcieri, droghieri, merciai; fabbricanti di tinozze, inoltre è patrono dei radiologi e della Polizia.
    È patrono principale delle città italiane di Cuneo, Caltanissetta, Monte Sant’Angelo, Sant’Angelo dei Lombardi, compatrono di Caserta.
    Difensore della Chiesa, la sua statua compare sulla sommità di Castel S. Angelo a Roma, che come è noto era diventata una fortezza in difesa del Pontefice; protettore del popolo cristiano, così come un tempo lo era dei pellegrini medievali, che lo invocavano nei santuari ed oratori a lui dedicati, disseminati lungo le strade che conducevano alle mete dei pellegrinaggi, per avere protezione contro le malattie, lo scoraggiamento e le imboscate dei banditi.
    Per quanto riguarda la sua raffigurazione nell’arte in generale, è delle più vaste; ogni scuola pittorica in Oriente e in Occidente, lo ha quasi sempre raffigurato armato in atto di combattere il demonio.
    Sul Monte Athos nel convento di Dionisio del 1547, i tre principale arcangeli sono così raffigurati, Raffaele in abito ecclesiastico, Michele da guerriero e Gabriele in pacifica posa e rappresentano i poteri religioso, militare e civile.


    Autore: Antonio Borrelli
    Ultima modifica di emv; 02-06-20 alle 16:54 Motivo: Rititolazione a scopo classificazione argomenti
    "Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)

  2. #2
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    Predefinito Rif: San Michele Arcangelo

    Sancte Michael Archangele, defende nos in praelio. Contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur. Tuque princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo divina virtute in infernum detrude.
    Amen.

    Oppure:

    Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio, ut non pereamus in traemendo judicio.
    Amen.


    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  3. #3
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    Predefinito Il Rosario di San Michele

    Una delle pratiche di devozione più raccomandabili ai fedeli cattolici in onore del glorioso arcangelo, è la recita della corona Angelica, detta il Rosario di San Michele. Questa devozione, approvata dalla Chiesa fin dal 1851, è arricchita da numerose indulgenze. Questa pratica di devozione è molto antica, poiché San Michele l'ha portata lui stesso dal cielo alla terra. Essa è comunque poco conosciuta e soprattutto poco messa in uso. Solo alcuni devoti a San Michele, anche in mezzo ai ferventi, sono fedeli alla recita del rosario angelico. Si era nel 1751. E' allora che l'Arcangelo protettore della Chiesa apparve, in Portogallo, ad una illustre serva di Dio tanto devota al suo culto, ad Antonia d'Astonac, religiosa carmelitana. "Io voglio, le disse San Michele, che tu ripeta nove volte in mio onore un Pater e tre Ave, in unione con ognuno dei nove cori ...

    ... degli Angeli. Tu finirai queste nove salutazioni con quattro Pater, di cui il primo in mio onore, il secondo in onore di San Gabriele; il terzo, di San Raffaele; e l'ultimo, dell'Angelo Custode".

    Tale è la pratica di devozione che suggerì il glorioso principe della corte celeste. Egli promise, in compenso, che chiunque gli avrebbe reso questo culto avrebbe, recandosi al santo Altare, un corteo di nove Angeli scelti nei nove cori. Inoltre, per la recita quotidiana di questo rosario, egli promise la sua assistenza e quella dei Santi Angeli durante tutto il corso della vita, e, dopo la morte, la liberazione dal purgatorio per sé e per i suoi genitori. Ecco quello che si trova relazionato nella vita della santa, libro II°, capitolo 74.

    Non vi è, in queste magnifiche promesse, nulla che sia difforme al carattere di San Michele ed ai differenti ministeri che la tradizione gli attribuisce. E' dunque una preghiera degna della nostra fiducia e del nostro rispetto. Propaghiamolo intorno a noi con tutto il nostro impegno; recitiamola noi stessi con fervore, al fine di meritare dal glorioso arcangelo San Michele una protezione speciale per la Chiesa, noi stessi e le nostre famiglie.

    Don Marcello Stanzione
    "Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)

  4. #4
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    Predefinito Rif: San Michele Arcangelo




    Monte Sant’Angelo, santuario di San Mihele Arcangelo
    Foggia

    (grotta)


    Siamo in uno dei più antichi luoghi di culto della Cristianità.
    Si racconta di apparizioni miracolose,
    anche di San Michele che aiutò i Sipontini a battere
    Odoacre, re dei Goti...
    Viene considerato un centro spirituale,
    perché "accoppia una vetta a una caverna".
    Orientata verso l'immenso mare della bellezza

  5. #5
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    Predefinito Rif: San Michele Arcangelo





    La statua di San Michele che la
    leggenda vuole sia stata realizzata
    dal santo stesso.
    Orientata verso l'immenso mare della bellezza

  6. #6
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    Predefinito Rif: San Michele Arcangelo




    Le immagini non sono delle migliori, però dal vivo è straordinario:mistico e 'segreto'...
    Orientata verso l'immenso mare della bellezza

  7. #7
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    Predefinito Rif: San Michele Arcangelo

    Non finirò mai di mangiarmi le mani per quella volta che, soggiornando d'estate sul Gargano, mia moglie ed io abbiamo deciso di andare a San Giovanni Rotondo invece che al santuario di San Michele.

    Ci saremmo risparmiati una delusione cocente, oltre che un po' di soldi, e avremmo certo avuto maggior beneficio spirituale.

    Mannaggia la pupazza! Sarà per la prossima volta, a Dio piacendo.
    Grazie per queste belle immagini.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  8. #8
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    Lightbulb Re: Rif: San Michele Arcangelo

    San Michele Arcangelo, 29 Settembre…


    “Martedì 29 Settembre 2015 Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli.”


    “Invocazione a San Michele Arcangelo
    per l'aiuto nella lotta contro il male
    San Michele Arcangelo,
    difendici nella lotta: sii il nostro aiuto
    contro la malvagità e le insidie del demonio.
    Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu,
    Capo della Milizia Celeste,
    con il potere che ti viene da Dio,
    incatena nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni
    che si aggirano per il mondo per perdere le anime.
    Amen
    (Papa Leone XIII)”


    Milizia di San Michele Arcangelo (M.S.M.A.)


    Preghiere: Coroncina di San Michele Arcangelo





    http://www.agerecontra.it/public/pre...AN-MICHELE.jpg






    https://www.facebook.com/rrradiospada?fref=nf
    “29 settembre 2015: Dedicazione di San Michele Arcangelo.
    Il 29 settembre 440 San Leone I Magno viene esaltato al Sommo Pontificato.
    Il 29 settembre 855 viene incoronato Papa Benedetto III, già esaltato al Sommo Pontificato nel luglio 855.
    Il 29 settembre 1850 papa Pio IX Mastai Ferretti ristabilisce la Gerarchia cattolica in Inghilterra.”

    “In onore di San Michele Arcangelo. 29.9.15.”



    "29 settembre 2015: Dedicazione di San Michele Arcangelo
    Oggetto della festa.
    La dedicazione di S. Michele è la festa più solenne che la Chiesa celebra nel corso dell'anno in onore di questo Arcangelo, e tuttavia lo riguarda meno personalmente perché vi si onorano tutti i cori della gerarchia angelica. Nell'inno dei primi Vespri la Chiesa propone alla nostra preghiera l'oggetto della festa di oggi con le parole Rabano Mauro, abate di Fulda:
    Celebriamo con le nostre lodi
    Tutti i guerrieri del cielo,
    Ma soprattutto il capo supremo
    Della milizia celeste:
    Michele che, pieno di valore,
    Ha abbattuto il demonio [1].

    Origine della festa.
    La festa dell'otto maggio richiama il ricordo dell'apparizione al monte Gargano e nel medioevo si celebrava soltanto nell'Italia del Sud. La festa del 29 settembre è propria di Roma e segna l'anniversario della Dedicazione di una basilica oggi scomparsa, che sorgeva sulla via Salaria, a Nord-Est della città.
    Il fatto della dedicazione spiega il titolo conservato alla festa nel Messale Romano: Dedicatio sancti Michaelis. Le Chiese di Francia e Germania, che nel Medioevo seguivano la liturgia romana, hanno attenuato spesso nei loro libri liturgici il titolo originario della festa, che venne presentata come festa In Natale o In Veneratione sancti Michaelis, così che dell'antico titolo non restava altro che il nome dell'Arcangelo.
    L'ufficio di san Michele.
    Anche l'Ufficio non poteva conservare il ricordo della dedicazione. Infatti gli antichi Uffici relativi alle dedicazioni celebravano il santo in onore del quale la chiesa era consacrata e non l'edificio materiale in cui egli era onorato; non avevano perciò niente di impersonale e rivestivano anzi un carattere molto circostanziato.
    L'Ufficio di san Michele può essere considerato una delle più belle composizioni della nostra liturgia e ci fa contemplare ora il principe delle milizie celesti e capo degli angeli buoni, ora il ministro di Dio, che assiste al giudizio dell'anima di ogni defunto, ora ancora l'intermediario, che porta sull'altare della liturgia celeste le preghiere dell'umanità fedele.
    L'Angelo turiferario.
    I primi Vespri cominciano con l'Antifona Stetit Angelus, che deriva il testo dall'Offertorio della Messa del giorno: "Un angelo stava presso l'altare del tempio e aveva un incensiere in mano: gli diedero molto incenso e il fumo profumato si elevò fino a Dio". L'Orazione della benedizione dell'incenso alla Messa solenne designa il nome di questo angelo turiferario: "Il beato Arcangelo Michele". Il libro dell'Apocalisse dal quale son presi i testi liturgici ci spiega che i profumi, che salgono alla presenza di Dio, sono le preghiere dei giusti: "Il fumo degli aromi formato dalle preghiere dei santi salgono dalla mano dell'angelo davanti a Dio" (Ap 8,4).
    Il Mediatore della Preghiera eucaristica.
    È ancora Michele che presenta al Padre l'offerta del Giusto per eccellenza ed Egli infatti è designato nella misteriosa preghiera del Canone della Messa in cui la santa Chiesa chiede a Dio di portare sull'altare sublime, per mano dell'Angelo Santo, l'oblazione sacra in presenza della divina Maestà. È cosa molto sorprendente notare negli antichi testi liturgici romani che san Michele è sovente chiamato l'Angelo Santo, l'Angelo per eccellenza.
    Probabilmente sotto il pontificato di Papa Gelasio fu compiuta la revisione del testo del Canone nel quale l'espressione al singolare Angeli tui fu sostituita con quella al plurale Angelorum tuorum. Proprio a quell'epoca, sul finire del V secolo, l'Angelo era apparso al vescovo di Siponto, presso il Monte Gargano.
    Vocazione contemplativa degli Angeli.
    Come si vede la Chiesa considera san Michele mediatore della sua preghiera liturgica; egli è posto tra l'umanità e la divinità. Dio, che dispose con ordine ammirabile le gerarchie invisibili (Colletta della Messa), impiega, per opulenza, a lodare la sua gloria il ministero degli spiriti celesti, che contemplano continuamente l'adorabile faccia del Padre (Finale del Vangelo della Messa) e, meglio che gli uomini, sanno adorare e contemplare la bellezza delle sue infinite perfezioni. Mi-Ka-El: Chi è come Dio? Il nome esprime da solo, nella sua brevità, la lode più completa, la più perfetta adorazione, la riconoscenza totale per la trascendenza divina e la più umile confessione della nullità delle creature.
    Anche la Chiesa della terra invita gli spiriti a benedire il Signore, a cantarlo, a lodarlo e esaltarlo senza soste (Introito, Graduale, Communio della Messa; Antifona dei Vespri). La vocazione contemplativa degli Angeli è modello della nostra e ce lo ricorda un bellissimo prefazio del Sacramentario leoniano: "È cosa veramente degna... rendere grazie a Te, che ci insegni, che, per mezzo del tuo Apostolo, che la nostra vita è trasferita in cielo, che, con benevolenza comandi, di trasportarci in spirito là dove quelli che noi veneriamo servono e di tendere verso le altezze, che nella festa del beato Arcangelo Michele contempliamo nell'amore, per il Cristo nostro Signore".
    Aiuto dell'umanità.
    La Chiesa sa pure che a questi spiriti consacrati al servizio di Dio è stato affidato un ministero al fianco di coloro, che devono raccogliere l'eredità della salvezza (Ebr 1,14). Senza attendere la festa del 2 ottobre, dedicata in modo speciale agli Angeli custodi, la Chiesa già oggi chiede a san Michele e ai suoi Angeli di difenderci nei combattimenti che dobbiamo sostenere (Alleluia della Messa; Preghiera ai piedi dell'altare dopo l'ultimo Vangelo). Chiede ancora a san Michele di ricordarsi di noi e di pregare per noi il Figlio di Dio, perché nel giorno terribile del giudizio non abbiamo a perire. Nel giorno terribile del giudizio il grande Arcangelo, vessillifero della milizia celeste, difenderà la nostra causa davanti all'Altissimo (Antifona del Magnificat ai secondi Vespri) e ci farà entrare nella luce santa (Offertorio della Messa dei defunti).
    Preghiera.
    Da questa terra, nella lotta contro le potenze del male, possiamo rivolgere all'Arcangelo la preghiera di esorcismo che Leone XIII inserì nel rituale della Chiesa Romana:
    "Principe gloriosissimo della celeste milizia, san Michele Arcangelo, difendici nel combattimento contro le forze, le potenze, i capi del mondo delle tenebre e contro lo spirito di malizia. Vieni in soccorso degli uomini, che Dio ha fatti a sua immagine e somiglianza e riscattati a duro prezzo dalla tirannia del diavolo.
    La santa Chiesa ti venera come custode e patrono; Dio ti ha confidato le anime redente per portarle alla felicità celeste. Prega il Dio della pace, perché schiacci Satana sotto i nostri piedi, per strappargli il potere di tenere gli uomini in schiavitù e di nuocere alla Chiesa. Offri le nostre preghiere all'Altissimo perché sollecitamente scendano su di noi le misericordie del Signore e il dragone, l'antico serpente, chiamato Diavolo e Satana, sia precipitato, stretto in catene, nell'abisso, perché non possa più sedurre i popoli".
    [1] Seguiamo la versione antica del Breviario monastico, non quella del Breviario Romano, ritoccata da Urbano VIII.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1114-1117."






    https://forum.termometropolitico.it/...arcangelo.html
    “Sancte Michael Archangele, defende nos in praelio. Contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur. Tuque princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo divina virtute in infernum detrude.
    Amen.
    Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio, ut non pereamus in traemendo judicio.
    Amen.”
    https://forum.termometropolitico.it/...arcangelo.html
    “DIE 29 SEPTEMBRIS IN DEDICATIONE S. MICHAËLIS ARCHANGELI”
    https://forum.termometropolitico.it/...a-celeste.html
    “La "Via Michelita" che unisce gli unici tre Santuari nel mondo dedicati alla venerazione dell'Arcangelo Michele. Era percorsa a piedi devotamente da molti pellegrini nel Medioevo.”
    29 Settembre - San Michele Arcangelo
    “Il 29 settembre la chiesa festeggia gli Arcangeli San Gabriele, San Raffaele San Michele; quest'ultimo considerato da sempre il difensore della giustizia. Il suo nome in ebraico Mi - ka – El significa: Chi è come Dio?
    Nel Nuovo Testamento (capitolo 12° del libro dell'Apocalisse) S. Michele Arcangelo viene presentato come avversario del demonio, vincitore dell'ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori: "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli".
    Nell'iconografia, sia orientale sia occidentale, San Michele Arcangelo viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di satana, sconfitto in battaglia. La tradizione gli attribuisce anche il compito della pesatura delle anime dopo la morte e per questo motivo nelle rappresentazioni iconografiche, oltre alla spada, l'Arcangelo porta spesso in mano una bilancia.
    Per i cristiani l'Arcangelo S. Michele è considerato il più potente difensore del popolo di Dio, del bene contro il male. A San Michele sono state dedicate diverse chiese, cappelle e oratori in tutta l'Europa. Spesso viene raffigurato in cima a campanili e monumenti come guardiano contro le forze del male.
    Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude.”
    San Michele Arcangelo
    “Pensavo di dedicare questo thread alla figura dell'Arcangelo Michele, comandante supremo delle schiere angeliche, rappresentante la vittoria della Luce sulle tenebre.”






    Su San Michele Arcangelo, la “Legione Arcangelo Michele” di Codreanu e "Forza Nuova"...


    "d. CURZIO NITOGLIA 15 marzo 2011 FN Con Noi
    FN Con Noi
    "Cosa è “Forza Nuova”



    Mi è giunto un libretto, di circa 100 pagine, intitolato “Con Noi”, il quale racchiude il programma dottrinale del movimento politico di Forza Nuova”. Questo fu fondato il 29 settembre 1997 e venne posto sotto la protezione di San Michele Arcangelo (“Con Noi”, p. 6), il Principe della Milizia Celeste, che combatté contro Lucifero, (il quale si era eretto contro Dio) e lo sconfisse al grido “Quis ut Deus?, che vuol dire appunto “Michael”. Lucifero era il più bello e intelligente degli Angeli buoni, ma, non volendo riconoscere la sua dipendenza da Dio, divenne un Angelo malvagio o diavolo e fu precipitato nell’Inferno, creato solo allora da Dio, dopo un’immane battagliata delle Milizie Celesti buone e fedeli a Dio, capitanate da San Michele, contro quelle malvagie, capitanate da Lucifero, divenuto perverso dopo il suo “Non serviam” rivolto contro Dio. (...)
    Nell’opuscolo “Con Noi” di ‘Forza Nuova’ a pagina 20 si legge: «Un ordinamento politico retto, trova il suo compimento attraverso il riconoscimento della regalità sociale di Gesù Cristo»."



    https://forum.termometropolitico.it/...odreanu-2.html
    Video-Conferenza di "Radio Spada" su Codreanu...
    “Radio Spada” ha tenuto una conferenza su Corneliu Zelea Codreanu (13 Septembrie 1899 - 30 Noiembrie 1938), fondatore dell’eroico movimento mistico-politico rumeno “Legione Arcangelo Michele” – “Legiunea Arhangehelului Mihail”:


    Corneliu Zelea Codreanu: una conferenza a Como (20 settembre 2012) | Radio Spada
    “Due redattori di Radio Spada, Luca Fumagalli e Piergiorgio Seveso, hanno tenuto una conferenza dal taglio introduttivo al pensiero politico e morale di Corneliu Zelea Codreanu, realizzatasi grazie all'iniziativa e all'ospitalità di Forza Nuova Como, Lotta Studentesca, Militia e Associazione 410, la sera del 20 settembre 2012. Per un curioso caso del destino, l'indomani scoppiava una polemica greve e desolante che rischiava di trascinare Codreanu nelle miserie della politica italiana (il neo capogruppo del PDL nel dimissionario consiglio regionale del Lazio intervistata anni fa davanti ad un ritratto di Codreanu) e nelle spire della peggiore disinformazione, tipica delle miserabili gazzette che insozzano le povere edicole della Penisola. A questo coro sgraziato non ha mancato di partecipare, non si sa bene a quale titolo, Riccardo Pacifici della comunità ebraica di Roma, che ha affastellato una serie di grossolani errori storici e politici ("Codreanu nazista", "Codreanu antisemita", "Codreanu cattolico"). Ovviamente la figura di Codreanu, lontanissima dallo spirito degli antisemitismi novecenteschi, è molto più complessa e ricca rispetto a queste banalizzazioni propagandistiche, talvolta interessate, talvolta frutto dei miseri tempi in cui viviamo. Pur ribadendo la assoluta centralità salvifica del cattolicesimo romano ("Extra Ecclesia nulla salus") e del Papato romano ("Ubi Petrus ibi Ecclesia") nell'azione e nella teologia di Radio Spada, non possiamo che cogliere gli aspetti più interessanti e profondi del pensiero di questo politico cristiano orientale. Buona visione!”
    “CONFERENZA TENUTA DA PIERGIORGIO SEVESO E LUCA FUMAGALLI PER L'ASSOCIAZIONE CULTURALE 410 COMO, MILITIA COMO, FORZA NUOVA LARIO, LOTTA STUDENTESCA LARIO.
    LA SPADA DELL'ARCANGELO: UN INCONTRO CON C. Z. CODREANU”
    www.youtube.com/watch?v=kmoLGR712Ow

    CODREANU
    "CAMMINA SOLTANTO SULLE STRADE CHE TI SONO INDICATE DALL'ONORE. LOTTA E NON ESSERE MAI VILE. LASCIA AGLI ALTRI LE VIE DELL'INFAMIA. E' MEGLIO MORIRE COMBATTENDO SULLE VIE DELL'ONORE, CHE VINCERE PER MEZZO DI UN'INFAMIA" - C.Z. CODREANU


















    Luca, Sursum Corda!
    Ultima modifica di Holuxar; 29-09-15 alle 21:59
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  9. #9
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    Lightbulb Re: Rif: San Michele Arcangelo

    Oggi Venerdì 2 Ottobre 2015: Santi Angeli Custodi...



    Angele Dei, Angelo di Dio, testo latino e italiano. Preghiamo.org Preghiera, canto e dottrina mobile!

    "Angele Dei

    Angele Dei,
    qui custos es mei,
    me, tibi commíssum pietáte supérna,
    illúmina, custódi,
    rege et gubérna.

    Amen."


    "Angelo di Dio

    Angelo di Dio,
    che sei il mio custode
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me
    che ti fui affidato
    dalla pietà celeste.

    Amen."




    "Guido Reni, San Michele arcangelo, 1635, Roma, chiesa di Santa Maria della Concezione."






    Da "Radio Spada", "Il Timone" ed "Agere Contra":





    https://www.facebook.com/rrradiospada?fref=nf
    “2 ottobre 2015: Santi Angeli Custodi.
    La festa dei Ss. Angeli custodi per molto tempo ha formato un tutt'uno con quella di San Michele. Dal secolo XVI si è cominciata a celebrare una festa distinta per i Ss. Angeli custodi, estesa da Paolo V nel 1608 a tutta la Chiesa universale ed è stata fissata al 2 ottobre. Gli angeli hanno come scopo principale l'adorazione della divinità; anche la Chiesa ci fa chiedere a Dio, nel prefazio, di permetterci di unire le nostre voci alle loro per lodarlo. Ma, come indica il loro nome, essi sono anche i messaggeri di Dio, incaricati di vegliare sopra di noi e di eseguire i suoi comandi. Per questo motivo sono chiamati angeli custodi. Ogni essere battezzato ha il suo angelo custode. Egli (esso) ha la missione di proteggerci e di difenderci, di metterci al riparo dagli assalti del demonio e dei nemici della nostra anima affinché noi possiamo giungere alla vita eterna. Questo fedele compagno merita la nostra riconoscenza e la venerazione che conviene ad un santo che gode della visione di Dio in cielo.
    Dai Discorsi di san Bernardo, abate
    "Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi"[Sal 90,11]. Ringrazino il Signore per la sua misericordia e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini. O Signore, che cos’è l’uomo, per curarti di lui o perché ti dai pensiero per lui? E per dimostrare che il cielo non trascura nulla che ci possa giovare, ci metti a fianco quegli spiriti celesti, perché ci proteggano, e ci istruiscono e ci guidino. "Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi". Queste parole quanta riverenza devono suscitare in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti! Sono presenti per proteggerti, sono presenti per giovarti. Anche se gli angeli sono semplici esecutori di comandi divini, si deve essere grati anche a loro perché ubbidiscono a Dio per il nostro bene. Siamo dunque devoti, siamo grati a protettori così grandi, riamiamoli, onoriamoli quanto possiamo e quanto dobbiamo. Tutto l'amore e tutto l'onore vada a Dio, dal quale deriva interamente quanto è degli angeli e quanto è nostro. Da lui viene la capacità di amare e di onorare, da lui ciò che ci rende degni di amore e di onore. Amiamo affettuosamente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre. Ora, infatti, siamo figli di Dio. Lo siamo, anche se questo attualmente non lo comprendiamo chiaramente, perché siamo ancora bambini sotto amministratori e tutori e, conseguentemente, non differiamo per nulla dai servi. Gli angeli di Dio non possono essere sconfitti né sedotti e tanto meno sedurre, essi che ci custodiscono in tutte le nostre vie. Sono fedeli, sono prudenti, sono potenti. Perché trepidare? Soltanto seguiamoli, stiamo loro vicini e restiamo nella protezione del Dio del cielo.”

    “Il 2 ottobre 1264 muore Papa Urbano IV Pantaleon, Sommo pontefice.
    Muore il 2 ottobre 1633 S.E.R. il cardinale Scipione Cafarelli Borghese (1577-1633), cardinale nel 1605, Arciprete di san Giovanni in Laterano nel 1608, Arcivescovo di Bologna dal 1610 al 1612, prefetto dei Brevi Apostolici nel 1612 e Prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica nel 1618, Arciprete della Basilica Vaticana nel 1620, partecipò ai conclavi del 1621 e del 1623.”




    "29 settembre 2015 - La nostra battaglia non è contro creature di sangue e di carne. Ci protegga la spada di San Michele"
    La nostra battaglia non è contro creature di sangue e di carne. Ci protegga la spada di San Michele




    "Oggi la Chiesa ricorda l' Arcangelo Michele e, nel Novus Ordo, anche Gabriele e Raffaele.La festa liturgica dell'Arcangelo San Michele ricorre il 29 settembre, data indicata nel Sacramentario Leoniano e nel Martirologio Geronimiano. Dal 1970 la festa è unita a quella degli Arcangeli San Gabriele e San Raffaele.

    Il suo nome, Mi-ka-El, “chi è come Dio?”, è citato cinque volte nella Sacra Scrittura; tre volte nel libro di Daniele, una volta nel libro di Giuda e nell'Apocalisse di s. Giovanni Evangelista ed è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse è rappresentato da un dragone con i suoi angeli e che, sconfitto nella lotta, fu scacciato dai cieli e precipitato sulla terra.
    In Oriente San Michele è venerato con il titolo di "archistratega", che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti) che compare nella preghiera composta da Leone XIII recitata alla fine di ogni Messa usus Antiquior, riportata di seguito.

    Invochiamo il suo potente aiuto per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero.
    Invochiamo il suo potente aiuto per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero.
    San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del diavolo, sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi ! E Tu, Principe della milizia celeste con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.
    Amen
    Il 13 ottobre 1884, dopo aver terminato di celebrare la Santa Messa nella cappella vaticana, Leone XIII restò immobile una decina di minuti e si precipitò nel suo studio senza dare spiegazioni a chi lo aveva visto profondamente turbato. Compose immediatamente una preghiera a San Michele Arcangelo, dando istruzioni perché fosse recitata ovunque al termine di ogni Messa bassa. Successivamente il Papa darà la sua testimonianza raccontando (sinteticamente) di aver udito satana e Gesù e di aver avuto una terrificante visione dell'inferno:«Ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve S. Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell'abisso. Poi ho visto S. Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l'Arcangelo»."




    SETTIMANA DI SAN MICHELE ARCANGELO E DEGLI ANGELI CUSTODI
    SETTIMANA DI SAN MICHELE ARCANGELO E DEGLI ANGELI CUSTODI « www.agerecontra.it



    "L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele
    Centenario delle prime apparizioni dell’Angelo ad Aljustrel (Fatima, 1915)
    Lucia non aveva ancora nove anni, ma già aveva l’incarico di pascolare il gregge della famiglia. L’accompagnavano di solito tre amichette. È nei documenti che nel 1915 a Lucia e alle altre apparve una figura avvolta in una nuvola bianca brillante come la neve, che non si avvicinò né rivolse loro la parola. Le tre amiche lo raccontarono in giro; no Lucia che non ne parlò nemmeno in casa e soffrì perché in paese la gente rideva del racconto. Lucia ne trasse motivo per un futuro riserbo, fino al momento in cui dovete descrivere tutto delle manifestazioni angeliche di Fatima.Raccontò allora: “Da quanto posso più o meno calcolare, mi pare che fu nel 1915 che avvenne la prima apparizione di quello che penso essere l’Angelo, il quale non osò allora, manifestarsi completamente. Per quanto concerne il tempo, credo che avvennero nei mesi da aprile a ottobre del 1915.“Sulla costa del Cabeço, ch’è voltata verso Sud, mentre dicevo la corona in compagnia di tre compagne, di nome Teresa Matias e Maria Rosa Matias sua sorella e Maria Justino, della frazione di Casa Velha, vide che sopra l’albereto della valle che si stendeva ai nostri piedi, alleggiava come una nuvola, più bianca della neve, qualcosa trasparente, con forma umana. Le mie compagne chiesero cos’era. Risposi che non lo sapevo. In giorni diversi si ripetè altre due volte.“Quest’apparizione mi lasciò nello spirito una certa impressione che non so spiegare. Poco a poco, quell’impressione andava svanendo e credo che, se non fossero stati i fatti posteriori, col tempo, l’avrei dimenticata completamente.“Non posso precisare le date, perché a quel tempo io non sapevo ancora contare gli anni né i mesi e, neppure i giorni della settimana. Tuttavia mi pare che fu nella primavera del 1916 che l’Angelo ci apparve, la prima volta, nella grotta del Cabeço.“Ho già detto nello scritto su Giacinta, come salimmo la costa in cerca d’un rifugio; e come, dopo aver merendato e pregato, cominciammo a vedere, a una certa distanza, sopra gli alberi che si stendevano verso Oriente, una luce, più bianca della neve in forma d’un giovane trasparente, più brillante d’un cristallo attraversato dai raggi del sole. Conforme si avvicinava, distinguevamo sempre meglio le fattezze. Eravamo sorpresi e mezzo assorti. Non dicevamo una parola.“Arrivando vicino a noi, disse: «Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me. E inginocchiandosi per terra, curò la fronte fino al suolo. Spinti da un sentimento soprannaturale, l’imitammo e ripetemmo le parole che gli sentivamo dire:«Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano”. Dopo averle ripetuto tre volte si alzò e disse: «Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche». E sparì.L’atmosfera soprannaturale che ci avvolse era così intensa che quasi non avevamo coscienza di esistere durante lungo tempo, continuando nella posizione in cui ci aveva lasciati, ripetendo sempre la stessa orazione. Si sentiva così intensa e intima la presenza di Dio, che non avevamo il coraggio di parlare neppure fra di noi. Il giorno dopo sentivamo lo spirito ancora immerso in quell’atmosfera, che soltanto molto lentamente andò sparendo.
    “Di quest’apparizione, nessuno pensò di parlarne né di raccomandarne segreto. S’impose da sé. Era una cosa così intima che non era facile dirne una pur minima parola. Forse ci fece maggiore impressione, perché era la prima, così chiara.La seconda dovette essere in piena estate, in quei giorni di maggiore calore in cui rientravamo con le nostre greggi a metà mattina, per uscire di nuovo sul tardi-Andavamo dunque a passare la siesta all’ombra degli alberi che circondavano il pozzo già più volte ricordato (dell’Arneiro). D’improvviso, vediamo lo stesso Angelo vicino a noi. “Cosa fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori di Gesù e di Maria hanno si di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo orazioni e sacrifici.”- Come dobbiamo sacrificarci? – Domandai.- Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio come atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Ottenete così, per la vostra Patria, la pace. Io sono il suo Angelo Custode, l’angelo del Portogallo. Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà.“Queste parole s’impressero nel nostro spirito, come una luce che ci faceva capire chi era Dio: come ci amava e voleva essere amato; il valore del sacrificio, e quanto Gli era gradito; come, in attenzione ad esso, convertiva i peccatori. Perciò, da quel momento cominciammo a offrire al Signore tutto ciò che ci mortificava, ma senza mettersi a cercare altre mortificazioni o penitenze, se non quella di passare ore continue prostrati per terra, ripetendo la preghiera che l’Angelo ci aveva insegnato.
    Le tre apparizioni dell’Angelo l’anno dopo (1916)
    Nel 1916 Lucia va sempre a pascolare il gregge, ma questa volta con i cuginetti Francesco, di otto anni e Giacinta di sei anni. Nella primavera del 1916 i tre erano al pascolo sulla collina del Cabeço, quando appare la figura simile a un giovine molto bello vestito di un bianco come la neve che al sole sembrava di cristallo trasparente. Poteva essere solo un Angelo, che questa volta si avvicinò dicendo: «Non temete. Io sono l’Angelo della Pace. Pregate con me». Si inginocchiò e curvando la fronte fino al suolo e recitò tre volte la preghiera, imitato da loro:
    «Dio mio, io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi domando perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano
    L’Angelo si rialzò dicendo loro: «Pregate così. I cuori di Gesù e di Maria ascoltano la voce delle vostre suppliche.» E scomparve. Francesco vede l’apparizione ma non ode le parole, che gli saranno riferite da Lucia e da Giacinta. Così sarà per tutte le apparizioni che seguiranno.
    Nell’estate 1916, mentre Lucia, Francesco e Giacinta giocavano attorno al pozzo della casa di Lucia, apparve di nuovo lo stesso Angelo, che domanda loro: «Cosa fate? Pregate molto! I Santi Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi progetti di misericordia. Offrite sempre preghiere e sacrifici all’Altissimo.»
    Lucia domanda allora come devono sacrificarsi e l’Angelo risponde:
    «In tutto ciò in cui vi è possibile offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati da cui è offeso, e in atto di supplica per la conversione dei peccatori. In questo modo voi attirerete la pace sulla vostra patria. Io sono il suo Angelo Custode, l’Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi invierà».
    La Terza aparizione dell’Angelo nell’autunno 1916
    La Terza aparizione dell’Angelo mi pare che dev’essere stata in ottobre, o fine di settembre, poiché non andavamo più a passare la siesta a casa.
    Mentre il gregge pascola, sempre sulla medesima collina, Lucia, Francesco e Giacinta stanno ripetendo molte volte la preghiera insegnata loro dall’Angelo, egli compare. “Come ho già detto nello scritto su Giacinta, passammo dalla Pregueira (un piccolo oliveto appartenete ai miei genitori) alla grotta, facendo il giro della costa dalla parte di Aljustrel e Casa Velha. Là dicemmo la nostra Corona e la preghiera che nella prima apparizione ci aveva insegnato. Mentre eravamo lì, ci apparve per la terza volta, tenendo in mano un calice e su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano dentro al calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò per terra e ripetè per tre volte l’orazione:Ecco la nuova preghiera insegnata dall’Angelo che, lasciando il Calice e l’Ostia sospesi nell’aria, si prostra fino a terra a fianco e imitato dai pastorelli, ripetendo per tre volte:
    “Santissima Trinità Padre Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profonmente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo prresente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze com cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.
    Dopo, alzatosi, prese di nuovo in mano il calice e diede l’Ostia a me, quel che c’era nel calice lo fece bere a Giacinta e Francesco, dicendo allo stesso tempo:«Prendete e bevete l Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Fate riparazione per i loro delitti e consolate il voltro Dio”.
    Di nuovo si prostrò per terra e ripetè con noi, ancora tre volte, la stessa orazione.In seguito sparì. Spinti dalla forza del soprannaturale che ci avvolgeva, imitavamo l’Angelo in tutto, cioè prostrandoci come lui e ripetendo le orazioni che egli diceva. La forza della presenza di Dio era così intensa, che ci assorbiva e annichilava quasi completamente. Sembrava privarci perfino dell’uso dei sensi del corpo durante un lungo tempo. In quei giorni facevamo le azioni materiali, come portati da quello stesso senso soprannaturale che a ciò ci spingeva. La pace e felicità che sentivamo era grande, ma soltanto intima, con l’anima ompletamente concentrata in Dio. La fiacchezza fisica che ci prostrava era pure molto grande.
    Osservazioni In ciascuna delle tre apparizioni l’Angelo fa già menzione del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria come a cuori legati indissolubilmente fra loro. L’Angelo ricorda l’estrema gravità del peccato e la necessità di ripararlo nell’amore con l’orazione, il sacrificio, l’offerta eucaristica e la comunione riparatrice, pure per i peccati altrui.A proposito del nome di “Angelo della Pace” (primavera 1916) si noti che, poco prima delle tre apparizioni dell’Angelo del 1916, nel mese di febbraio, il governo portoghese aveva accolto la richiesta inglese di sequestrare navi tedesche, causando la dichiarazione di guerra da parte della Germania il 9 marzo e determinando in seguito la necessità di preparare truppe portoghesi da inviare al fronte francese.È importante notare che a proposito della pace l’Angelo (in primavera, estate e autunno 1916) non chiede di pregare per la pace ma, invece, chiede riparazione dei peccati e preghiere per la conversione dei peccatori. La guerra è pure castigo divino, il cui rimedio è sopratutto soprannaturale; solo riparando ai delitti degli uomini e attraverso le conversioni può tornare la tranquilità dell’Ordine di Dio, che determina la pace.Quanto al nome di “Angelo custode del Portogallo” (estate 1916) si osservi che le antiche Patrie Cristiane etano protette nel corso dei secoli dalla Provvidenza, perché volute da Dio, attraverso il ministero degli Angeli.Alcuni studiosi identificano questo Angelo con San Michele Arcangelo, a cui più volte nei secoli passati i Re del Portogallo affidarono il Paese.Si può credere che l’Angelo della terza parte del Messaggio profetico di Fatima sia lo stesso delle apparizioni predecenti, quando egli si presentò in altra veste. Dopo, non più il giovane visto dai pastorelli, ma dell’annunziatore dei castighi divini, che seguono innevitabilmente il disprezzo degli avvisi divini, come questo del Terzo Segreto di Fatima, che segue:

    • Abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!

    Chi era li se non San Michele Arcangelo, cui Papa Leone XIII aveva invocato nel suo esorcismo sul più grande pericolo che avrebbe potuto colpire Santa Madre Chiesa:
    • “Orde astuziosissime hanno riempito di amarezza la Chiesa, Sposa Immacolata dell’Agnello, inebriandola con assenzio; si sono messi in opera per realizzare tutti i loro empi disegni. Laddove è stata costituita la sede del beatissimo Pietro, Cattedra della Verità per illuminare i popoli, li hanno messo il trono dell’abominazione della loro empietà, affinché, ferito il pastore le pecore fossero disperse.”

    Ecco il più grande pericolo che sarebbe più chiaro poco prima del 1960: l’elezione di un modernista filomassone al Trono di Pietro, che avrebbe aperto la Chiesa al mondo dei nemici della Sposa Immacolata dell’Agnello, inaugurando l’empio Vaticano 2 che, con i suoi esecutori conciliari ha inaugurato la stirpe dei bottegai dell’assenzio ereticale che ha riempito di amarezza la Chiesa e diffuso l’empietà ecumenista nel mondo!
    • Gloriosissimo Principe delle Milizie celesti, Arcangelo S. Michele, difendici nella battaglia contro le potenze delle tenebre e la loro conciliare malizia."



    SETTIMANA DI SAN MICHELE ARCANGELO E DEGLI ANGELI CUSTODI
    SETTIMANA DI SAN MICHELE ARCANGELO E DEGLI ANGELI CUSTODI « www.agerecontra.it
    Ottobre: il mese di Lepanto, il mese del Rosario
    Ottobre: il mese di Lepanto, il mese del Rosario « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/pre...5/10/Pio-V.jpg




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  10. #10
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    Lightbulb Re: Rif: San Michele Arcangelo

    29 settembre 2016: San Michele Arcangelo… Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio!







    Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii

    http://www.sodalitium.biz/
    San Michele Arcangelo - Sodalitium

    “29 settembre, San Michele Arcangelo.
    Sancte Michaël Arcangele, defende nos in proelio, contra nequitias et insidias diaboli esto presidium; imperet illi Deus, supplices deprecamur; tuque, princeps militiae coelestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen.
    San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Così sia.”










    "Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore

    Preghiera al Santo del giorno
    +
    Sancte Michaël Arcangele, defende nos in proelio, contra nequitias et insidias diaboli esto presidium; imperet illi Deus, supplices deprecamur; tuque, princeps militiae coelestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen
    +

    #sdgcdpr"













    Dedicazione di S. Michele Arcangelo, 29 settembre

    http://www.unavoce-ve.it/pg-29set.htm
    Dedicaz. di S. Michele

    Guéranger, L'anno liturgico - Dedicazione di san Michele Arcangelo
    “29 SETTEMBRE DEDICAZIONE DI SAN MICHELE ARCANGELO
    L'anno liturgico
    di dom Prosper Guéranger



    Radio Spada
    “29 settembre 2016: Dedicazione di San Michele Arcangelo.
    Oggetto della festa.
    La dedicazione di S. Michele è la festa più solenne che la Chiesa celebra nel corso dell'anno in onore di questo Arcangelo, e tuttavia lo riguarda meno personalmente perché vi si onorano tutti i cori della gerarchia angelica. Nell'inno dei primi Vespri la Chiesa propone alla nostra preghiera l'oggetto della festa di oggi con le parole Rabano Mauro, abate di Fulda:
    Celebriamo con le nostre lodi
    Tutti i guerrieri del cielo,
    Ma soprattutto il capo supremo
    Della milizia celeste:
    Michele che, pieno di valore,
    Ha abbattuto il demonio [1].
    Origine della festa.
    La festa dell'otto maggio richiama il ricordo dell'apparizione al monte Gargano e nel medioevo si celebrava soltanto nell'Italia del Sud. La festa del 29 settembre è propria di Roma e segna l'anniversario della Dedicazione di una basilica oggi scomparsa, che sorgeva sulla via Salaria, a Nord-Est della città.
    Il fatto della dedicazione spiega il titolo conservato alla festa nel Messale Romano: Dedicatio sancti Michaelis. Le Chiese di Francia e Germania, che nel Medioevo seguivano la liturgia romana, hanno attenuato spesso nei loro libri liturgici il titolo originario della festa, che venne presentata come festa In Natale o In Veneratione sancti Michaelis, così che dell'antico titolo non restava altro che il nome dell'Arcangelo.
    L'ufficio di san Michele.
    Anche l'Ufficio non poteva conservare il ricordo della dedicazione. Infatti gli antichi Uffici relativi alle dedicazioni celebravano il santo in onore del quale la chiesa era consacrata e non l'edificio materiale in cui egli era onorato; non avevano perciò niente di impersonale e rivestivano anzi un carattere molto circostanziato.
    L'Ufficio di san Michele può essere considerato una delle più belle composizioni della nostra liturgia e ci fa contemplare ora il principe delle milizie celesti e capo degli angeli buoni, ora il ministro di Dio, che assiste al giudizio dell'anima di ogni defunto, ora ancora l'intermediario, che porta sull'altare della liturgia celeste le preghiere dell'umanità fedele.
    L'Angelo turiferario.
    I primi Vespri cominciano con l'Antifona Stetit Angelus, che deriva il testo dall'Offertorio della Messa del giorno: "Un angelo stava presso l'altare del tempio e aveva un incensiere in mano: gli diedero molto incenso e il fumo profumato si elevò fino a Dio". L'Orazione della benedizione dell'incenso alla Messa solenne designa il nome di questo angelo turiferario: "Il beato Arcangelo Michele". Il libro dell'Apocalisse dal quale son presi i testi liturgici ci spiega che i profumi, che salgono alla presenza di Dio, sono le preghiere dei giusti: "Il fumo degli aromi formato dalle preghiere dei santi salgono dalla mano dell'angelo davanti a Dio" (Ap 8,4).
    Il Mediatore della Preghiera eucaristica.
    È ancora Michele che presenta al Padre l'offerta del Giusto per eccellenza ed Egli infatti è designato nella misteriosa preghiera del Canone della Messa in cui la santa Chiesa chiede a Dio di portare sull'altare sublime, per mano dell'Angelo Santo, l'oblazione sacra in presenza della divina Maestà. È cosa molto sorprendente notare negli antichi testi liturgici romani che san Michele è sovente chiamato l'Angelo Santo, l'Angelo per eccellenza.
    Probabilmente sotto il pontificato di Papa Gelasio fu compiuta la revisione del testo del Canone nel quale l'espressione al singolare Angeli tui fu sostituita con quella al plurale Angelorum tuorum. Proprio a quell'epoca, sul finire del V secolo, l'Angelo era apparso al vescovo di Siponto, presso il Monte Gargano.
    Vocazione contemplativa degli Angeli.
    Come si vede la Chiesa considera san Michele mediatore della sua preghiera liturgica; egli è posto tra l'umanità e la divinità. Dio, che dispose con ordine ammirabile le gerarchie invisibili (Colletta della Messa), impiega, per opulenza, a lodare la sua gloria il ministero degli spiriti celesti, che contemplano continuamente l'adorabile faccia del Padre (Finale del Vangelo della Messa) e, meglio che gli uomini, sanno adorare e contemplare la bellezza delle sue infinite perfezioni. Mi-Ka-El: Chi è come Dio? Il nome esprime da solo, nella sua brevità, la lode più completa, la più perfetta adorazione, la riconoscenza totale per la trascendenza divina e la più umile confessione della nullità delle creature.
    Anche la Chiesa della terra invita gli spiriti a benedire il Signore, a cantarlo, a lodarlo e esaltarlo senza soste (Introito, Graduale, Communio della Messa; Antifona dei Vespri). La vocazione contemplativa degli Angeli è modello della nostra e ce lo ricorda un bellissimo prefazio del Sacramentario leoniano: "È cosa veramente degna... rendere grazie a Te, che ci insegni, che, per mezzo del tuo Apostolo, che la nostra vita è trasferita in cielo, che, con benevolenza comandi, di trasportarci in spirito là dove quelli che noi veneriamo servono e di tendere verso le altezze, che nella festa del beato Arcangelo Michele contempliamo nell'amore, per il Cristo nostro Signore".
    Aiuto dell'umanità.
    La Chiesa sa pure che a questi spiriti consacrati al servizio di Dio è stato affidato un ministero al fianco di coloro, che devono raccogliere l'eredità della salvezza (Ebr 1,14). Senza attendere la festa del 2 ottobre, dedicata in modo speciale agli Angeli custodi, la Chiesa già oggi chiede a san Michele e ai suoi Angeli di difenderci nei combattimenti che dobbiamo sostenere (Alleluia della Messa; Preghiera ai piedi dell'altare dopo l'ultimo Vangelo). Chiede ancora a san Michele di ricordarsi di noi e di pregare per noi il Figlio di Dio, perché nel giorno terribile del giudizio non abbiamo a perire. Nel giorno terribile del giudizio il grande Arcangelo, vessillifero della milizia celeste, difenderà la nostra causa davanti all'Altissimo (Antifona del Magnificat ai secondi Vespri) e ci farà entrare nella luce santa (Offertorio della Messa dei defunti).
    Preghiera.
    Da questa terra, nella lotta contro le potenze del male, possiamo rivolgere all'Arcangelo la preghiera di esorcismo che Leone XIII inserì nel rituale della Chiesa Romana:
    "Principe gloriosissimo della celeste milizia, san Michele Arcangelo, difendici nel combattimento contro le forze, le potenze, i capi del mondo delle tenebre e contro lo spirito di malizia. Vieni in soccorso degli uomini, che Dio ha fatti a sua immagine e somiglianza e riscattati a duro prezzo dalla tirannia del diavolo.
    La santa Chiesa ti venera come custode e patrono; Dio ti ha confidato le anime redente per portarle alla felicità celeste. Prega il Dio della pace, perché schiacci Satana sotto i nostri piedi, per strappargli il potere di tenere gli uomini in schiavitù e di nuocere alla Chiesa. Offri le nostre preghiere all'Altissimo perché sollecitamente scendano su di noi le misericordie del Signore e il dragone, l'antico serpente, chiamato Diavolo e Satana, sia precipitato, stretto in catene, nell'abisso, perché non possa più sedurre i popoli".
    [1] Seguiamo la versione antica del Breviario monastico, non quella del Breviario Romano, ritoccata da Urbano VIII.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1114-1117.”








    In onore di San Michele Arcangelo | Radio Spada

    http://www.radiospada.org/2015/09/in...ele-arcangelo/
    “In onore di San Michele Arcangelo di Alessandro Elia
    Oggi, 29 settembre, la Liturgia della Chiesa ricorda la festività di San Michele Arcangelo. Il suo nome deriva da «Mi-ka-El», che vuol dire «chi è come Dio?». Infatti nessuno è come l’Onnipotente e chiunque osi sfidarLo si fa nemico anche San Michele, che combatte coloro i quali non hanno alcun timore di Dio. Nella nostra epoca c’è grandissima urgenza dell’aiuto dell’Arcangelo, perché moltissimi uomini, anche all’interno della Chiesa, non temono l’Altissimo e perciò sono “peggio dei demoni, che almeno temono e tremano davanti a Dio” (Padre Pio).
    Michele si contrappone ed è detestato da Lucifero, che è il capo degli angeli che Dio fece precipitare negli inferi poiché si ribellarono a Lui. San Michele è generale degli angeli che combattono contro il male e con il suo scudo è difensore della Fede, della Verità e della Chiesa. Egli è «capo supremo dell’esercito celeste», secondo la Sacra Scrittura, in cui è citato ben cinque volte, nel libro di Daniele, di Giuda e infine nell’Apocalisse.
    Come Maria Santissima, anche San Michele ha un grande potere di intercessione ed è cosa molto buona e gradita al Signore la devozione all’Arcangelo. Non a caso nell’iconografia cattolica sia la Beata Vergine Maria che L’Arcangelo Michele sono raffigurati, a seconda delle circostanze, con il serpente o il drago rappresentante il diavolo sotto i piedi, che nel caso di san Michele, Egli è pronto a trafiggere con la sua spada.
    Siccome San Michele è protettore del popolo cristiano, che infatti un tempo ne chiedeva sempre l’intercessione durante i pellegrinaggi pericolosi, vi è una sua maestosa statua sulla vetta di Castel Sant’Angelo a Roma. Inoltre, durante il Medioevo furono costruiti in suo onore la splendida abbazia di Mont Saint-Michel in Normandia, La Sacra di San Michele sul Monte Pirchiriano, in Piemonte e il santuario del Monte Gargano in Puglia.
    Il 13 ottobre 1884, al termine della Santa Messa da lui celebrata, Il Santo Padre Leone XIII rimase immobile per qualche minuto in stato di turbamento. Subito dopo si recò nel suo studio ed è proprio in quel momento che scrisse la preziosissima preghiera, che tutti sono invitati a recitare il più possibile, rivolta a San Michele Arcangelo. Soltanto in seguito il Pontefice spiegò cosa gli successe durante la messa. Disse di aver udito Gesù e Satana e di aver avuto una spaventosa visione dell’Inferno: «ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve San Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso. Poi ho visto San Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo».
    Il giorno stesso ordinò al Segretario della Sacra Congregazione dei Riti di far avere a tutti i Vescovi la supplica a San Michele che aveva appena scritto, giacché da quel momento al termine di ogni Messa doveva essere recitata la suddetta invocazione al Principe delle milizie celesti.
    Tristemente, ma anche piuttosto misteriosamente, dopo il Concilio Vaticano II, tale nobilissima supplica cadde in disuso e non fu più obbligatoria al termine del Santo Sacrificio.
    Di seguito la preghiera a San Michele Arcangelo di Papa Leone XIII.
    Sancte Michaël Arcangele, defende nos in proelio, contra nequitias et insidias diaboli esto presidium; imperet illi Deus, supplices deprecamur; tuque, princeps militiae coelestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen
    Significato: San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.”
    http://i0.wp.com/radiospada.org/wp-c...73d25799a6.jpg









    SAN MICHELE ARCANGELO NELLA LOTTA CONTRO IL DEMONIO | Radio Spada

    San Michele Arcangelo lo conosciamo sin dall’Antico Testamento come colui che veglia sugli eletti (Dan. 12,1), veglia sul popolo eletto d’Israele, veglia quindi su Abramo e sulla sua discendenza, il quale era «cristiano in voto», difatti Abramo, come Gesù ricorda in Gv. 8,54-56, credeva in Lui e da ciò deriva la «stirpe», dalla fede in Cristo. San Giovanni ci riporta la risposta di Nostro Signore alle pretese dei bugiardi: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».
    A san Michele è assegnato pure il compito di difendere gli eletti in un momento drammatico che, come risulta dal contesto di Daniele 12 e dalla Tradizione, coincide anche con la resurrezione generale connessa con il giudizio di Dio. Dice il Signore: «Se qualcuno […] non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città» (Mt. 10,14-15). Importantissimo, quindi, il ruolo di san Michele anche alla fine dei tempi, come sostegno santo per chi vi giunge vivo.
    Egli è anche Arcangelo della buona morte, ovvero assiste il moribondo affinché questi resti saldo nella fede, riceva i Sacramenti e si salvi, contro gli assalti del maligno che vuole, invece, far perdere fiducia in Dio facendo dannare l’anima della vittima di turno.
    >>> CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’ <<<
    Il terrore dei demonii: San Michele Arcangelo
    Nel Nuovo Testamento, san Michele protegge tutti i battezzati nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, dai tremendi assalti di Satana e di tutti gli angeli decaduti.
    Da Giuda 9 apprendiamo che egli è un Arcangelo, per di più veniamo informati di una tremenda lotta che ebbe con diavolo, ma i dati distintivi più importanti che emergono dallo Scritto sono la carità e l’umiltà che caratterizzano l’Arcangelo, il quale, durante la battaglia, dice al maligno: «Ti condanni il Signore!»; ci ricorda difatti la Scrittura: «non osò accusare [il diavolo, NdA] con parole offensive». Dio giusto, Uno e Trino: «con rigore […] […] infliggerà [al diavolo ed agli uomini iniqui,NdA] la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti» (Mt. 24,51).
    In Apocalisse 12,7 capiamo che ci fu una lotta in Cielo, pertanto san Michele a capo delle schiere angeliche di Dio Trinità, ricevette il compito di scacciare il drago, ovvero Lucifero che, una volta depravatosi nell’intelligenza e sfigurato nell’aspetto, divenne Satana e, con 1/3 degli angeli ormai ribelli, vennero tutti precipitati. Si legge: «[…] la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra» (Apoc. 12,4). Secondo la comune esegesi cattolica, un terzo delle stelle sarebbero gli angeli pervertitisi.
    L’iconografia classica ci tramanda l’immagine di san Michele rivestito di armatura, e questo lo dobbiamo al suo essere guerriero, difensore e protettore, cavaliere celeste venerato anticamente dai nobili popoli germanici i quali usavano porre la sua effigie sui vessilli. La corona è piuttosto un elmo glorioso, talvolta sostituita con un’importante aureola, sempre e comunque a testimoniare la santità del capo dell’armata celeste di Dio, rimarcando anche la sua importanza gerarchica nella monarchia, così come accade nella Chiesa stessa, Istituzione divinamente monarchica. La bilancia, accompagnata da una lancia al posto della spada soprattutto nelle iconografie nordiche e russe, rappresenta la pesatura, ovvero l’Arcangelo presenta le anime al cospetto dell’Altissimo, il Quale pesa i meriti e le colpe, pertanto giudica giustamente: o salvando, oppure comminando la pena eterna. Dice il signore: «[…] Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno […] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo» (Mt. 13,40).
    San Michele è pure il turiferario celeste, come testimonia Apocalisse 8,3, quindi porta l’aureo turibolo, o «incensiere d’oro», delle preghiere davanti all’altare Celeste.
    Siamo certi che esistono san Michele e tutti gli angeli, siano essi o buoni o cattivi, perché la Rivelazione ce lo dice. Solo che la Scrittura liberamente interpretata (il «sola Scriptura» di luterana dannata memoria) non basta, pertanto la nostra certezza viene dalla Chiesa, che ha dapprima chiarito il dato rivelato, interpretando la Scrittura tradizionalmente e secondo il principio di «convergenza dei Padri», il che esclude ogni fantasiosa esegesi arbitraria, e successivamente ha definito queste verità rivelate, pertanto dobbiamo crederle.
    Dunque, come ricorda sant’Agostino nella «Lettera contro Mani», così come è la Chiesa che mi dice di credere nei Vangeli, poiché senza la Chiesa neanche sapremmo quali testi sono Sacri e quali sono fandonie, allo stesso modo dobbiamo credere a tutte quelle verità indispensabili alla salvezza: che la Chiesa definisce e ci impone all’osservanza. Diversamente sarebbe come credere che la ruota gira e si sposta, ma poi fare una macchina con i cerchioni quadrati. Ciò sarebbe contro la retta ragione.
    Ad ogni anima viene dato un corpo, ogni uomo è così supportato dall’Angelo custode, che ci protegge dalle tentazioni e dalle vessazioni degli angeli decaduti o demoni. Quando l’uomo muore, non esistono anime erranti, difatti l’anima o è salva o è condannata, ma sempre «confinata». L’Angelo, è opinione teologica comune, sarà la santa compagnia di chi si è salvato, come il diavolo sarà il carnefice eterno di chi si è dannato. Non esistono, salvo rarissimi casi riconosciuti esplicitamente dalla Chiesa, manifestazioni terrene di anime dei defunti.
    Estrapolato (Cf. Controsenso, Basilicata, anno V, n° 11) intervista integrale del 13 marzo 2014, Mistero (Italia 1) a Carlo Di Pietro















    "Questo testo devozionale, scritto da un padre gesuita, fornisce ai lettori le principali coordinate teologiche dell'angelologia scolastica (natura e funzione degli angeli nell'economia della Salvezza), per poi soffermarsi sulla figura storica di San Michele Arcangelo e sul ruolo da esso giocato, sia nella battaglia protostorica contro gli angeli ribelli, sia nelle principali apparizioni michelite della storia (con particolare attenzione a quella del Monte Gargano e a quella di Roma)."


    TITOLO: Il terrore dei demonii: San Michele Arcangelo
    SOTTOTITOLO: Novena in apparecchio alla doppia festività del medesimo
    CURATORI: Marcello Stanzione e Carlo Di Pietro
    PRESENTAZIONE:
    Questo testo devozionale, scritto da un padre gesuita, fornisce ai lettori le principali coordinate teologiche dell'angelologia scolastica (natura e funzione degli angeli nell'economia della Salvezza), per poi soffermarsi sulla figura storica di San Michele Arcangelo e sul ruolo da esso giocato, sia nella battaglia protostorica contro gli angeli ribelli, sia nelle principali apparizioni michelite della storia (con particolare attenzione a quella del Monte Gargano e a quella di Roma). Con un taglio argomentativo, lontano dalle suggestioni delle angelologie spurie e fantasiose, l'autore presenta, tramite numerose riflessioni teologiche, la figura dell'Arcangelo come quella del principale difensore della Cristianità nel corso dei secoli. La parte finale dell'opera, non priva di un certo afflato esortativo e lirico, si incentra sulle principali devozioni a San Michele. L'opera ha la prefazione di Carlo Di Pietro e Don Marcello Stanzione.

    INDICE:

    • Introduzione
    • Al lettore
    • Ragionamento relative alla Novena
    • Dell’esistenza dei demonii nel mondo
    • Dei caratteri dei demonii
    • Delle infestazioni diaboliche negli uomini
    • Dell’infestazione diabolica con alcune persone spirituali
    • Esempii singolari e straordinarii dell’infestazione diabolica con alcune persone spirituali
    • Dell’infestazione diabolica nell’ordine fisico negli uomini
    • Dell’infestazione diabolica delle abitazioni e dei luoghi
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per la sua sublime grandezza
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per la sconfitta toccata loro per sua mano in cielo
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per le vittorie contro di loro riportate nell’antico Testamento
    • S. Michele Arcangelo terror de demonii per le vittorie riportate nel nuovo Testamento col legamento di Lucifero, e colla distruzione dell’idolatria
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per la difesa della Chiesa di Gesù Cristo contro i loro assalti
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per la difesa di ciascun dei fedeli contro le loro oppugnazioni in tempo di vita
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per la difesa di ciascun de’ fedeli dalle loro tentazioni in punto di morte
    • S. Michele Arcangelo terror de’ demonii per la vittoria che riporterà su di essi negli ultimi tempi del mondo
    • S. Michele Arcangelo terror dei demonii pel trionfo che menerà su di loro, nel dì dell’universale giudizio
    • Gloria distinta di S. Michele Arcangelo in cielo pel pieno trionfo riportato sui demonii a vantaggio degli Angeli e degli uomini
    • Preghiere in onore di S. Michele Arcangelo
    • Altre preghiere in onore di S. Michele Arcangelo
    • Formola di elezione di S. Michele Arcangelo a special protettore
    • Preghiera al Santo Angelo Custode

    Imprimatur per la parte riprodotta dall’edizione originale: Fr. Hieronymus Gigli Ord. Praed. S. P. A. Magister. Petrus De Villanova Castellacci Arch. Petrae, Vicesg.
    PAGINE 136 formato A5
    © 2013 Edizioni Radio Spada"







    “Il 29 settembre 440 San Leone I Magno viene esaltato al Sommo Pontificato
    .”
    “Il 29 settembre 855 Papa Benedetto III, già esaltato al Sommo Pontificato nel luglio dello stesso anno, viene incoronato.”
    “Il 29 settembre 1850 con la Bolla "Universalis Ecclesiae" ristabilisce la gerarchia cattolica in Inghilterra.”
    “Il 29 settembre 1932 con la bolla "Acerba animi" Papa Pio XI condanna nuovamente le persecuzioni laiciste in Messico.”













    Apparizione di S. Michele arcangelo

    8 maggio - Apparizione di S. Michele Arcangelo
    S. Raffaele arcangelo
    24 ottobre (29 settembre) - S. Raffaele, arcangelo
    S. Gabriele arcangelo
    24 marzo (29 settembre) - S. Gabriele arcangelo
    SS. Angeli custodi
    2 ottobre - SS. Angeli custodi
    https://forum.termometropolitico.it/314412-29-settembre-dedicazione-di-s-michele-arcangelo.html

    https://forum.termometropolitico.it/...arcangelo.html
    San Michele Arcangelo Di AgnusDei nel forum Cattolici








    Luca, Sursum Corda!


    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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