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Discussione: OT: Calcio

  1. #301
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    In merito alla finale di Coppa dei Campioni.. un racconto incredibile di un tifoso del Liverpool presente a Roma.

    dal libro" Casual" di P. Thornton
    Peter Hooton: Si supponeva che ci andassimo a sistemare ad Ostia, una località balneare frequentata da ricchi e famosi di Roma. Noi abbiamo viaggiato con "Mono Tours": Mono, uno dei nostri soci, aveva prenotato un charter da qualche pessimo agente di viaggio giù in città, occupandosi anche della sistemazione in hotel, ma siamo finiti in un posto chiamato Ladispoli, che anni dopo sarebbe diventato famoso per i rifugiati jugoslavi. Praticamente era una località balneare decadente, la versione italiana di Talacre (la famosa località nel Galles del Nord molto popolare tra i Liverpudlians).
    Ostia era solo a venti minuti da Roma ma Ladispoli rimaneva ad un'ora e mezza di pullman. Ci siamo arrivati il sabato prima della partita ed eravamo in tanti, gente di Haleywood, Kirby, alcuni Huyton Baddies. Quando siamo usciti a bere, in meno di venti minuti l'intera città è scesa in piazza contro di noi.
    Abbiamo pensato che si sarebbero incazzati se avessimo cantato "Juve", così l'abbiamo iniziato a fare ma subito sono comparsi motorini da tutte le parti, sempre di più. Una trentina di noi hanno provato a tornare verso la piazza centrale ma sono stati attaccati da tutti i lati.
    Non penso che prima di allora da quelle parti avessero mai visto dei tifosi in trasferta, era come se fossero atterrati gli alieni.
    Quando siamo riusciti a tornare nella piazza ci siamo barricati in questo bar, una sola porta per entrare ed uscire. Fuori si è assembrata una grossa mob, non solo scooter boys, c'erano anche ragazze e preti.
    Un tipo che tutti chiamavano Angelo, un poliziotto in borghese identico a Pat O'Brian in Angels With Dirty Faces, è andato fuori per provare a calmare le cose. Sfortunatamente con noi avevamo degli idioti e, mentre lui stava facendo del suo meglio, sono usciti fuori a tirare testate alla gente.
    Alla fine Angelo ha dovuto estrarre la pistola ma ha pensato bene d'invitarci tutti a pranzo la domenica, organizzando poi anche un'amichevole di football con i locali, che abbiamo effettivamente disputato. In definitiva fra domenica e mercoledì c'è stato da divertirsi.
    Ma quando è arrivato il mercoledì, il giorno della finale, bene non mi sarei mai aspettato nulla del genere.
    Loro pensavano di aver già vinto la Coppa dei Campioni, e difatti tutte le strade erano piene di gente che urlava "Campioni".
    Per quanto ne sapevano loro noi eravamo solo vittime sacrificali. Per tutta la partita non hanno fatto che tirarci bottigliette piene di piscio e appena abbiamo vinto ai rigori da quanto erano disgustati in tutto lo stadio hanno iniziato a bruciare le bandiere della Roma.
    Non ho mai visto nulla del genere; era come l'inferno di Dante.
    Il nostro pullman era parcheggiato nelle vicinanze della loro gradinata, all'altezza del ponte sul Tevere proprio dove sarebbero stati accoltellati tutti quei tifosi del Liverpool. Sapevamo cosa aspettarci; continuavi a sentire ripetere, "Quelli della Roma in Italia sono come Millwall o West Ham da noi".
    Prima della partita nessuno ci aveva fatto tanto caso ma quando c'è stato da avviarsi verso le uscite la realtà era ben difficile da scacciare...
    "Merda dobbiamo arrivare fino a quel ponte!". Appena fuori dai cancelli dello stadio ci è arrivato addosso di tutto: spranghe, razzi, mattoni, sassi.
    C'erano alcuni tifosi della Lazio che si erano presentati per combattere quelli della Roma affianco dei liverpool. Avevano nascosto delle armi nei cespugli intorno allo stadio e continuavano a ripetere: "Avanti liverpool, seguiteci", mostrando a tutti l'arsenale di munizioni che avevano accatastato.
    Poi abbiamo dovuto avventurarci in mezzo a quell'inferno. C'era da fare tutta la lunghezza dello stadio più un altro pezzo ancora prima di raggiungere il ponte: c'è voluta una vita. Caricavamo passando oltre la polizia che si riparava dietro i mezzi blindati mentre i tifosi della Roma gli ritiravano indietro i lacrimogeni. Siamo arrivati all'altezza del ponte e poliziotti in borghese italiani hanno trattenuto i tifosi del Liverpool perchè quelli della Roma stavano facendo un disastro. Quando sono salito sul pullman un mattone mi ha colpito sul braccio dopo aver infranto un finestrino. Non era rotto ma faceva un male assurdo e ancora oggi mi dà qualche problemino ogni tanto. Salito a bordo non riconoscevo parecchi passeggeri, era pieno di tifosi normali del Liverpool tutti che supplicavano "Lasciateci restare qui" e noi che continuavamo a ripetergli "Questo è il nostro pullman scendete". Una follia. Alla fine ci sarebbero stati qualcosa come venti tifosi del Liverpool accoltellati ma anche altrettanti tifosi della Roma ricoverati in ospedale. Diversa gente era ferita ma tutti erano sollevati di avercela fatta a raggiungere il pullman. Alcuni lads dovevano tornarsene in centro ed a sentire quello che avrebbero raccontato si sarebbe trattato dei combattimenti più lunghi ed estenuanti ai quali avrebbero mai preso parte. Per tutta la notte i casini non sono sembrati fermarsi un attimo.......................
    Era quello che si pensava sarebbe successo pernottando in centro, proprio per questo in molti avevano preferito evitare il centro sistemandosi tutt'intorno alla capitale. Quando siamo rientrati in hotel eravamo troppo sfiniti per festeggiare. Però abbiamo fatto un party il giovedì notte, 50 lads tutti assiepati in una camera con tanto di bandiere. Quando siamo ripartiti il venerdì, tanto per salutarci, alcuni locali sono venuti a tirarci dei sassi al pullman.
    Sono sicuro che quanto accaduto a Roma fosse ancora ben impresso nella testa della gente dell'Heysel, ma non l'ho mai inquadrata come una vendetta.
    Ultima modifica di Leone; 30-01-11 alle 23:02

  2. #302
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Il 22 Luglio 1927, a via Uffici del Vicario 35 nasce ufficialmente l'Associazione Sportiva Roma.
    Di bugie sui tifosi romanisti se ne dicono molte, la più ricorrente identifica il romanista come appartenente alla classe popolare mentre il laziale viene rappresentato come distinto borghese romano; inoltre spesso i laziali raccontano la storiella della prima squadra del calcio romano e fanno girare la voce che il vero romano tifa Lazio poichè solo chi venne a Roma dopo il 1927 si sarebbe sentito rappresentato dalla "nuova" ASR.
    Smentire queste voci è dovere di ogni vero tifoso romanista.
    Innanzitutto intendo precisare che, differentemente da Milano dove l'interista viene associato al bauscia mentre il milanisti al casciavit, a Roma la divisione non può essere così netta: ora spiego il motivo.
    La prima squadra romana fu il Roman Football Club (o Football Club di Roma).
    Fondata nel 1901, anche se alcune fonti riportano come data il 1899, era l'unica squadra romana a possedere un campo da gioco degno di essere ritenuto tale, il Due Pini dove oggi sorge il Tennis Club Parioli.
    L'impianto permetteva, già ad allora, anche il tennis; l'affluenza femminile a buon livello spesso favoriva la presenza di belle ragazze alle partite di calcio, anche se i due sport apparivano divisi da un abisso. Il particolare e la «erre moscia» di alcuni soci, una certa disponibilità di soldi, il prestigio di un buon capitano-giocatore di origine svizzera, Meille, aureolato per il fatto di essere quel che oggi si direbbe un «produttore» nel cinema, avevano collocato il Roman Club in una cornice aristocratica. Presagio interessante: i colori giallorossi (un rosso cupo che poteva avvicinarsi al marrone, con risvolti francamente gialli).
    Il Roman FC era la squadra de La Roma Bene... mai particolarmente competitivo viveva una certa rivalità con la Lazio, squadra sicuramente superiore ma decisamente con meno classe.
    Sul polo opposto in linea sociale andava collocata l'Alba, la società dai colori biancoverdi che dopo origini di periferia, trovò un posto al sole subito dopo la fine della guerra 15-18. La squadra era tifata dal popolo romano, tutt'altra cosa rispetto al Roman FC. Pagava sempre gli stipendi, grazie alla generosità del Farneti che pure non era così facoltoso, e allestì un'ottima squadra in grado di arrivare alla finale per il titolo nazionale in due occasioni: nel 1925 e nel 1926. Nel 1927 il presidente era Ulisse Igliori, noto gerarca.
    Il terzetto si conclude all'ombra del Vaticano, visto che la Fortitudo aveva il suo campetto, niente male, alla Madonna del Riposo, nella zona che è oggi prediletta dai costruttori Lenzini. Il suo stato maggiore fu composto per parecchi anni da religiosi. I suoi colori, blu e rosso, erano un omaggio alla Roma papalina. La squadra era decisamente competitiva e nel 1922 perse una finale scudetto con il Pro Vercelli.
    Il giocatore più forte era Attilio Ferraris IV, primo capitano dell'ASRoma, già eroe della nazionale e prossimo campione del mondo.
    La squadra era tifata nei quartieri adiacenti al Vaticano, in particolare a Borgo Pio che in seguito fu in gran parte distrutto per permettere la costruzione di Via della Conciliazione.
    Vale la pena sottolineare come il "derby" fosse considerato la sfida Alba - Fortitudo.
    Già da anni si discuteva la possibilità di una rappresentativa romana in grado di battere le grandi squadre del nord in un futuro campionato a girone unico.
    L'Alba aveva acquisito già il settore calcistico dell'Audace, la Fortitudo quello della Pro Roma.
    Le trattative, portate avanti da Igliori (Alba) e Italo Foschi (Fortitudo), si concentravano tra le squadre più forti: Alba, Fortitudo e Lazio.
    La Lazio si considerava superiore alle altre due squadre, nonostante l'Alba fosse arrivata alla finalissima per il titolo nazionale negli ultimi due anni, e aveva pretese molto particolari.
    La Fortitudo si era indebitata nonostante la gestione del Marchese Sacchetti, aristocrazia pontificia, e l'Alba pur avendo una squadra molto forte non era in grado di prendersi carico del bilancio della futura società.
    La situazione fu sbloccata dall'intervento del Roman FC, il cui bilancio era florido e la cui dirigenza era decisamente facoltosa, tanto da far preferire ad Alba e Fortitudo un compromesso con il Roman piuttosto che con la Lazio, che fu comunque invitata agli incontri ma che, offesa, decise di disertare.
    Si decise per la sede a Via Uffici del Vicario 35, palazzo Crostarosa.. sede del Roman FC.
    I colori scelti furono Sangue e Oro, i colori di Roma e del Roman FC.
    Il Club dei Parioli ci metteva anche tutti i soldi e offriva il Due Pini come momentaneo campo di allenamento. Inoltre tramite Sacerdoti garantiva la costruzione di uno stadio all'inglese, il futuro Campo Testaccio.
    Presidente sarebbe stato Italo Foschi della Fortitudo, che tanto aveva spinto per la fusione.
    Dall'Alba vennero la maggior parte dei calciatori, tra cui il nazionale Corbyons.
    Ecco perchè l'Associazione Sportiva Roma nasce come squadra non popolare, bensì unione di tre classi sociali diverse: il popolo dell'Alba, l'aristocrazia e l'alta borghesia del Roman FC e i papalini della Fortitudo.

    Coreografia ASRoma - Inter FC 2009 2010. I simboli delle tre compagini che contribuirono a creare l'Associazione Sportiva Roma 1927.
    Ultima modifica di Leone; 31-01-11 alle 17:14

  3. #303
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    In merito alla finale di Coppa dei Campioni.. un racconto incredibile di un tifoso del Liverpool presente a Roma.

    dal libro" Casual" di P. Thornton
    Peter Hooton: Si supponeva che ci andassimo a sistemare ad Ostia, una località balneare frequentata da ricchi e famosi di Roma. Noi abbiamo viaggiato con "Mono Tours": Mono, uno dei nostri soci, aveva prenotato un charter da qualche pessimo agente di viaggio giù in città, occupandosi anche della sistemazione in hotel, ma siamo finiti in un posto chiamato Ladispoli, che anni dopo sarebbe diventato famoso per i rifugiati jugoslavi. Praticamente era una località balneare decadente, la versione italiana di Talacre (la famosa località nel Galles del Nord molto popolare tra i Liverpudlians).
    Ostia era solo a venti minuti da Roma ma Ladispoli rimaneva ad un'ora e mezza di pullman. Ci siamo arrivati il sabato prima della partita ed eravamo in tanti, gente di Haleywood, Kirby, alcuni Huyton Baddies. Quando siamo usciti a bere, in meno di venti minuti l'intera città è scesa in piazza contro di noi.
    Abbiamo pensato che si sarebbero incazzati se avessimo cantato "Juve", così l'abbiamo iniziato a fare ma subito sono comparsi motorini da tutte le parti, sempre di più. Una trentina di noi hanno provato a tornare verso la piazza centrale ma sono stati attaccati da tutti i lati.
    Non penso che prima di allora da quelle parti avessero mai visto dei tifosi in trasferta, era come se fossero atterrati gli alieni.
    Quando siamo riusciti a tornare nella piazza ci siamo barricati in questo bar, una sola porta per entrare ed uscire. Fuori si è assembrata una grossa mob, non solo scooter boys, c'erano anche ragazze e preti.
    Un tipo che tutti chiamavano Angelo, un poliziotto in borghese identico a Pat O'Brian in Angels With Dirty Faces, è andato fuori per provare a calmare le cose. Sfortunatamente con noi avevamo degli idioti e, mentre lui stava facendo del suo meglio, sono usciti fuori a tirare testate alla gente.
    Alla fine Angelo ha dovuto estrarre la pistola ma ha pensato bene d'invitarci tutti a pranzo la domenica, organizzando poi anche un'amichevole di football con i locali, che abbiamo effettivamente disputato. In definitiva fra domenica e mercoledì c'è stato da divertirsi.
    Ma quando è arrivato il mercoledì, il giorno della finale, bene non mi sarei mai aspettato nulla del genere.
    Loro pensavano di aver già vinto la Coppa dei Campioni, e difatti tutte le strade erano piene di gente che urlava "Campioni".
    Per quanto ne sapevano loro noi eravamo solo vittime sacrificali. Per tutta la partita non hanno fatto che tirarci bottigliette piene di piscio e appena abbiamo vinto ai rigori da quanto erano disgustati in tutto lo stadio hanno iniziato a bruciare le bandiere della Roma.
    Non ho mai visto nulla del genere; era come l'inferno di Dante.
    Il nostro pullman era parcheggiato nelle vicinanze della loro gradinata, all'altezza del ponte sul Tevere proprio dove sarebbero stati accoltellati tutti quei tifosi del Liverpool. Sapevamo cosa aspettarci; continuavi a sentire ripetere, "Quelli della Roma in Italia sono come Millwall o West Ham da noi".
    Prima della partita nessuno ci aveva fatto tanto caso ma quando c'è stato da avviarsi verso le uscite la realtà era ben difficile da scacciare...
    "Merda dobbiamo arrivare fino a quel ponte!". Appena fuori dai cancelli dello stadio ci è arrivato addosso di tutto: spranghe, razzi, mattoni, sassi.
    C'erano alcuni tifosi della Lazio che si erano presentati per combattere quelli della Roma affianco dei liverpool. Avevano nascosto delle armi nei cespugli intorno allo stadio e continuavano a ripetere: "Avanti liverpool, seguiteci", mostrando a tutti l'arsenale di munizioni che avevano accatastato.
    Poi abbiamo dovuto avventurarci in mezzo a quell'inferno. C'era da fare tutta la lunghezza dello stadio più un altro pezzo ancora prima di raggiungere il ponte: c'è voluta una vita. Caricavamo passando oltre la polizia che si riparava dietro i mezzi blindati mentre i tifosi della Roma gli ritiravano indietro i lacrimogeni. Siamo arrivati all'altezza del ponte e poliziotti in borghese italiani hanno trattenuto i tifosi del Liverpool perchè quelli della Roma stavano facendo un disastro. Quando sono salito sul pullman un mattone mi ha colpito sul braccio dopo aver infranto un finestrino. Non era rotto ma faceva un male assurdo e ancora oggi mi dà qualche problemino ogni tanto. Salito a bordo non riconoscevo parecchi passeggeri, era pieno di tifosi normali del Liverpool tutti che supplicavano "Lasciateci restare qui" e noi che continuavamo a ripetergli "Questo è il nostro pullman scendete". Una follia. Alla fine ci sarebbero stati qualcosa come venti tifosi del Liverpool accoltellati ma anche altrettanti tifosi della Roma ricoverati in ospedale. Diversa gente era ferita ma tutti erano sollevati di avercela fatta a raggiungere il pullman. Alcuni lads dovevano tornarsene in centro ed a sentire quello che avrebbero raccontato si sarebbe trattato dei combattimenti più lunghi ed estenuanti ai quali avrebbero mai preso parte. Per tutta la notte i casini non sono sembrati fermarsi un attimo.......................
    Era quello che si pensava sarebbe successo pernottando in centro, proprio per questo in molti avevano preferito evitare il centro sistemandosi tutt'intorno alla capitale. Quando siamo rientrati in hotel eravamo troppo sfiniti per festeggiare. Però abbiamo fatto un party il giovedì notte, 50 lads tutti assiepati in una camera con tanto di bandiere. Quando siamo ripartiti il venerdì, tanto per salutarci, alcuni locali sono venuti a tirarci dei sassi al pullman.
    Sono sicuro che quanto accaduto a Roma fosse ancora ben impresso nella testa della gente dell'Heysel, ma non l'ho mai inquadrata come una vendetta.
    Manca solo il parà che lancia molotov e pare una riedizione di El Alamein.
    Ultima modifica di Miles; 31-01-11 alle 17:35
    Preferisco di no.

  4. #304
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Manca solo il parà che lancia molotov e pare una riedizione di El Alamein.
    :gluglu:

    Aabar 140 milioni
    Angelucci 90 milioni
    USA ancora non si sa

    ASR autocratica, occidentalista o guenoniana?

    ______

    Per i milanesi: qualcuno mi spiega bene la storia dei bauscia interisti e dei casciavit milanisti?
    Esisteva realmente una differenza di classe sociale tra i tifosi delle due squadre?
    Ultima modifica di Leone; 31-01-11 alle 19:19

  5. #305
    Il fustigatore.
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    da quel poco che so di calcio.
    ROMA= Sinistra komunisti and co.
    LAZIO= Destra Fascisti and co.
    Boh scegliete voi.Io la scelta tra le due l'ho fatta,ovviamente Lazio,alla faccia di quell'emerito ignorante burino che è il "signor" Totti.Questo con tutto il rispetto per i romanisti di Destra che....perdonateli poichè non sanno quel che fanno!
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. #306
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da kouros Visualizza Messaggio
    da quel poco che so di calcio.
    ROMA= Sinistra komunisti and co.
    LAZIO= Destra Fascisti and co.
    Boh scegliete voi.Io la scelta tra le due l'ho fatta,ovviamente Lazio,alla faccia di quell'emerito ignorante burino che è il "signor" Totti.Questo con tutto il rispetto per i romanisti di Destra che....perdonateli poichè non sanno quel che fanno!
    Beata ignoranza. Immagino tu sia di Roma, giusto?

    PS: Totti è un coatto, boro e cafone... ma non "burino". Per burino si intende "colui che fa il burro", cioè chi non è nato a Roma ma viene dalle campagne. Per questo i laziali vengono chiamati "burini".

  7. #307
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    Beata ignoranza. Immagino tu sia di Roma, giusto?

    PS: Totti è un coatto, boro e cafone... ma non "burino". Per burino si intende "colui che fa il burro", cioè chi non è nato a Roma ma viene dalle campagne. Per questo i laziali vengono chiamati "burini".
    Però devi dire che non ha proprio tutti tutti i torti eh



    :sofico:
    Ultima modifica di Giò; 01-02-11 alle 02:31

  8. #308
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    Queste piaceranno a Spetaktor:






  9. #309
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    Per i milanesi: qualcuno mi spiega bene la storia dei bauscia interisti e dei casciavit milanisti?
    Esisteva realmente una differenza di classe sociale tra i tifosi delle due squadre?
    Così si tramanda: Milan squadra operaia, mentre invece l'Inter squadra dell'alta borghesia milanese.

    Anche se c'è chi mette in discussione - in parte - la "vulgata".....

    Orgoglio Casciavìt...


    mail del 12 ottobre 2010 - ore 19.09

    Carissimi, vi scrivo per esprimere il mio parere su una questione che mi pare corretto definire come stucchevole luogo comune.
    Mi riferisco all’ormai purtroppo famosa “tiritera” che vuole il milanista “casciavit” di bassa estrazione contrapposto al “bauscia” interista di medio-elevata estrazione genuinamente meneghina. Ritengo sia questa un’autentica fola, per una serie di ragioni, la prima delle quali è la seguente: il Milan è nato ben nove anni prima dell’inter, dunque gli appassionati di calcio milanesi, di tutte le estrazioni sociali, hanno avuto tutto il tempo per affezionarsi alla squadra rossonera, possibile che con la nascita dell’inter di colpo nobili, benestanti e milanesi doc siano diventati di fede nerazzurra? Lo trovo decisamente poco credibile.
    Tempo fa, mi è capitato di guardare una video cassetta curata da Mauro Suma, relativa ai derby ed in particolare al famoso 0-6 del 11-5-01, nella quale secondo due illustri personaggi, Angelo Rovelli ex giornalista della Gazzetta ed un ingegnere, del quale non ricordo il nome, esperto di storia e lingua meneghina, il Milan per anni è stata la squadra tifata in buona parte dalla nobiltà milanese e dagli strati popolari meneghini. Secondo Rovelli, addirittura, fino agli anni ’50 del secolo scorso l’inter, per via del più alto numero di vittorie, è stata squadra più “popolaresca” (questo il termine da lui usato) mentre il Milan veniva seguito maggiormente da una minoranza d’èlite. A questo proposito riporto di seguito lo stralcio di un articolo della Cederna, pubblicato sul n° 17 del giornale l’Europeo del 1952: "Il Milan, una delle società calcistiche più anziane d’Europa (è del 1899) ha dalla sua l’alta borghesia della città vecchia e gli operai della periferia industriale. Tutta la rimanente massa, e soprattutto gli immigrati, sono per l’Inter che gode così di un’indiscussa superiorità numerica. Camilla Cederna, l’Europeo n. 17, 1952."
    Per quanto mi riguarda, non intendo certo ribaltare quello che ho più sopra definito stucchevole luogo comune, riproponendolo in salsa rossonera: noi nobili loro poveracci. I fatti e la logica dicono chiaramente che entrambe le società sono interclassiste e tifate ovunque. Mi piace, però, l’idea di dare un contributo affinché lo stucchevole luogo comune di cui sopra, venga smentito una volta per tutte. Lo stesso dicasi, infine, per il cosiddetto tifo ultrà. Anche in questo caso, lo stucchevole luogo comune: milanisti di sinistra, interisti di destra. Ho 46 anni, da ragazzo ho frequentato Fossa, Brigate e Commandos. Posso affermare che l’unica cosa che ho appreso con chiarezza è che la curva milanista ha sempre cercato di non connotarsi politicamente. C’erano, e ci sono ancora oggi, persone di destra (militanti di estrema destra ne ho conosciuti e ne conosco) e di sinistra.
    Ora basta, però, non vorrei tediarvi troppo. Un cordiale saluto e sempre Forza MILAN!
    Marco Sudati



    mail del 12 ottobre 2010 - ore 19.28

    Carissimo Marco, sono Colombo Labate, e mi pregio di rispondere alla tua bella, molto bella mail, scritta con passione e competenza. E' tutto vero cio' che dici, ma io, almeno personalmente, in contrapposizione con i "bauscia" nerazzurri, rivendico il mio orgoglio Casciavit, questo anche perchè credo che (e lo storico e amico Luigi La Rocca presumo mi possa dare ragione), la squadra che porta il nome di Milano (anche se in inglese, viste le sue origini), la squadra che ha portato il calcio a Milano, quindi raccoglie il maggior numero di consensi, sia da parte del "popolino" (negli anni sessanta-settanta il Milan era la squadra dei "tranvieri") che a livello "aristocratico", demarcando una trasversalità sociale di consensi, è senza dubbio il Milan, tutto il resto è secondario.
    Se l'amico Luigi desidera intervenire a tal proposito con la sua proverbiale sapienza, gliene sarei molto grato, in modo che possa nascere una specie di dibattito sull'essere milanisti e casciavit animato dalla passione di chi scrive e che non esiterei un solo istante a pubblicare.
    Considera che io abito a Roma (ho 46 anni e sono abbonato a San Siro) ma mi sento rossonero e casciavit fino al midollo.
    Un caro saluto, a presto
    Colombo Labate - Magliarossonera.it - Intro ... Orgoglio Casciavit Since 1899



    mail del 13 ottobre 2010 - ore 10.28

    Carissimo Colombo, grazie per avermi risposto.
    Anch’io rivendico l’orgoglio di casciavit di fronte alla ridicola spocchia dei bauscia, i quali, secondo il mio modesto parere, ci hanno chiamato così non per le presunte umili origini che ci hanno arbitrariamente attribuito (laddove per umile si intende di bassa condizione sociale), ma perché a Milano casciavit vuol dire cacciavite, ossia strumento da poco cosa che, riferita a chi giochi a calcio o si cimenti in qualunque altra attività, significa “minga bun”, dunque scarso o incapace. Ed è ovvio ritenere che gli interisti chiamassero così gli odiati cugini, in segno di scherno.
    Sempre a proposito del casciavit, mi ricordo di aver visto anni fa, a casa di mio suocero, milanese doc e milanista (io, invece, sono solo lombardo doc, nato a Milano da genitori cremonesi), un vecchio cacciavite (strumento probabilmente ereditato dal padre) con il manico a strisce rossonere; particolare, questo, che mi ha indotto a pensare che una delle possibili cause dell’attribuzione del nomignolo casciavit ai milanisti, sia da ricercare anche in questo: facevano i cacciaviti con il manico dei colori (stupendi) del Milan.
    Sempre a proposito della spocchia dei bauscia, sono del parere che chi continua a rivendicare una presunta “superiorità” fondata sulla condizione sociale e/o sulla milanesità doc, spesso e volentieri manifesti semplicemente una frustrazione motivata dal desiderio, irrealizzato o irrealizzabile, di essere ciò che non è. A tale riguardo, mi è capitato di conoscere personaggi della curva nerazzurra di chiarissima origine meridionale e bassa condizione sociale.
    In conclusione, voglio dirti che sono contento di fare la conoscenza, seppur in via telematica, di un grande milanista romano. Io, pur non essendo di Roma, sono, nei limiti della mia preparazione culturale, un estimatore della immensa storia di Roma e soprattutto della romanitas. Un cordiale saluto e sempre FORZA MILAN!
    Marco



    mail del 13 ottobre 2010 - ore 15.42

    Carissimo Marco, non credo ci sia molto da aggiungere a questa tua forbita ed esaustiva disquisizione sull'essere milanisti e casciavit, credo che una persona senz'altro piu' addentrata rispetto a me nel tessuto sociale meneghino come Luigi La Rocca possa meglio esporre le ragioni che indussero gli interisti ad apostrofare i nostri fratelli predecessori con il nomigliolo casciavit, epiteto che sarà pur nato in segno di scherno ma di cui ne vado orgoglioso, tant'è che il nuovo striscione (dovrebbe debuttare con il Chievo sabato pomeriggio) di Maglia Rossonera che domenicalmente è presente a San Siro nel secondo anello rosso (lato settore verde), ai due estremi reca un pallone d'epoca con il vecchio stemma del Milan 1899 (non AC Milan, perchè nel corso degli anni ci sono stati diversi cambi di nome, anche se io sarei legato al primo, cioè Milan Foot-ball and Cricket Club) con la scritta "Orgoglio Casciavit" ed al centro dello striscione la mitica figura del Nostro Padre Fondatore, Mr. Herbert Kilpin, che non proveniva propriamente dai ceti sociali medio-bassi d'Oltremanica.
    Poi vorrei dirti che mi piacerebbe una foto di questo cacciavite con il manico rossonero, sicuramente potrei pensare a come valorizzarne l'immagine. Un caro saluto, a presto
    Colombo, Casciavit since 1964



    mail del 13 ottobre 2010 - ore 17.14

    Carissimo Colombo, cercherò, se possibile, di recuperare il cacciavite col manico recante i nostri colori (spero di trovarlo a casa di mio suocero) e di fotografarlo. Per quanto riguarda S. Siro, ci vado saltuariamente con qualche amico ex ultrà (solitamente in tribuna rossa). Seguo comunque il Milan quotidianamente, attraverso Milan Channel.
    Un cordiale e milanistissimo saluto
    Marco, Rossonero dal 1964



    mail del 14 ottobre 2010 - ore 14.10

    Carissimo Marco, altro autorevole nome che puo' disquisire con elevata competenza sull'argomento è quello dell'amico Stefano "Potsy" Pozzoni, membro della "Banda Casciavit - Herbert Kilpin Firm" (a cui è indirizzata la presente), promotore, unitamente all'amico Luigi La Rocca, dell'iniziativa (appoggiata dal mio sito) a seguito della quale il 2 novembre verrà iscritto il nome del Nostro Padre Fondatore Herbert Kilpin al Famedio di Milano. Come vedi sto cercando di coinvolgere, nel mio piccolo, appassionati che possono senza dubbio dire la loro in maniera circostanziata, a patto, però, che venga raccolto l'invito.
    A presto, caro fratello casciavìt
    Colombo


    Orgoglio Casciavit
    Ultima modifica di Giò; 01-02-11 alle 02:42

  10. #310
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Mah, di tutto ciò , modestamente, penso che esista solo una verità , detta papale , papale dal grande e indimenticato Peppino Prisco :"
    A Milano ?
    A Milano ci sono solo due grandi squadre : L'INTER e .... la primavera dell' INTER !! "


    E stasera, la Lazio, l'amica Lazio , comincia a rimettere i valori nella giusta visuale !!

 

 
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