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Discussione: OT: Calcio

  1. #551
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Eraclio Visualizza Messaggio
    Quindi de Rossi meglio der pupone?
    Come capitano sì. Se parliamo di valore del giocatore no.

  2. #552
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio

    Non è la prima partita che i giocatori decidono di non giocare o giocare a metà. Da Roma-Brescia tutte le partite sono state così: Inter, Napoli, S. Donetsk, Genoa.
    In effetti non c'è nessun'altra spiegazione a quella difesa da lega pro che vi ritrovate, e con quei nomi.

  3. #553
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Livorno - ASRoma 2009/2010

  4. #554
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Amarcord...anni '70 S.S.Lazio!







    Romanzo Criminale

    Portavano la pistola sotto il cappotto, votavano fascista e scatenavano risse ovunque passassero. Queste « bestie » pero’ vinsero il primo scudetto della storia della Lazio nel 1974. Prima di sparire nella natura velocemente come erano arrivati. Quasi un riassunto degli anni settanta italiani. (Di Stéphane Régy)

    Una serata come un’altra nella vita di Sergio Petrelli. Sta cenando al ristorante dell’Hotel L’Americana, fa un giro al bar, risale in camera, guarda la notte che scende. Sdraiato sul letto, il giovane italiano giochicchia con la sua pistola, una 44 Magnum. Mette e toglie le pallottole, mira per scherzo alle due finestre, lo specchio, il comodino. Poi spara contro il lampadario, e si addormenta. « Troppo stanco per alzarmi e utilizzare l’interruttore », spiega il giorno dopo alle donne di servizio sorprese, prima di andarsene a fare colazione. Quando non spara ai lampadari, Sergio Petrelli é il terzino destro titolare della Lazio. Una squadra dove portare una pistola nella fondina sotto il cappotto é normale come correre sulla fascia laterale o tirare in porta. « La società ci imponeva dei lunghi ritiri dal venerdi’ al lunedi’. Ci mettevano in questo hotel in aperta campagna, lontano da Roma, senza niente intorno. Allora i giocatori portavano la loro pistola e ammazzavano il tempo sparando alle bottiglie vuote, i lampioni e qualche volta agli uccelli », ricorda Luigi Martini, uno dei pochi che non portava la pistola.
    La domenica, pero’, sul prato verde, i « cow boys » si trasformavano in calciatori irriducibili.
    Risaliti dalla serie B alla serie A nel 72, la stagione seguente offrirono ai tifosi biancocelesti il loro primo scudetto. Prima la Lazio, con 43 punti. Seconda la Juventus, 41. E ancora più godurioso : ottava la roma con la miseria di 29 punti.

    Per capire bene come un’equipe di sconosciuti appena promossi, senza nessuna star o quasi, possa arrivare a mettere in scacco le migliori squadre italiane in cosi’ poco tempo, bisogna cercare di conoscere un uomo : Tommaso Maestrelli, l’allenatore. Più che l’allenatore di questa squadra, il suo dittatore, lo psicologo, uomo di fiducia. Giocatore mediocre, allenatore sconosciuto, riusci’ il suo primo grande colpo facendo promuovere il Foggia in serie A nel 1970. Sul piano tecnico, Maestrelli é anni luce lontano dal catenaccio italiano. Le sue idee sono il Brasile, l’Ungheria 1954, l’ambizione smisurata. Arrivato alla Lazio nel 1970 al posto di Lorenzo, Maestrelli decide di rivoluzionare tutto. Innanzitutto fa comprare due giocatori di grosso carattere dall’Internapoli, Giorgio Chinaglia (figlio di un ristoratore italiano emigrato a Cardiff) e Pino Wilson (figlio di un funzionario inglese dell’ONU di stanza a Napoli). I due si riveleranno due veri pazzi, capaci di seminare il terrore su tutti i campi della serie A. Poi, Maestrelli, fa arrivare Martini, Pulici, Frustalupi e infine Re Cecconi, uno strano centrocampista albino chiamato l’angelo biondo che aveva già avuto a Foggia.
    Il loro obiettivo : Mettere a ferro e a fuoco lo stivale.
    « All’epoca, in Italia, le squadre giocavano un football tranquillo. Noi, invece, correvamo ovunque, in ogni direzione. Avete sentito parlare del calcio totale olandese ? Ebbene, noi, lo praticavamo già, due anni prima che gli sportivi lo scoprissero durante i mondiali del 1974. Per questo, quando siamo risaliti in serie A, abbiamo sorpreso tutti quanti : nessuna squadra capiva come affrontarci ». Racconta con enfasi Felice Pulici, il portiere.

    Maestrelli non é stupido, sa che per questo tipo di gioco alla « Attila », deve poter contare su un « orda di barbari » affamati. Per questo l’allenatore romano passa lunghe ore a cercare di creare un ambiente duro, detestabile, nel suo gruppo.
    « Ve la faccio breve : nella squadra tutti si detestavano a vicenda. In pratica, il gruppo era diviso in due fazioni. Che non era un problema visto che gli spogliatoi erano divisi in due parti. Ed era meglio non sbagliare porta…Da una parte Chinaglia, Wilson, Oddi, Petrelli erano i giocatori più ambiziosi della squadra, i più individualisti. Dall’altra Martini, Re Cecconi, Garlaschelli erano più socievoli, meno folli. E io ? Nessuno voleva troppo mischiarsi con me, ero il portiere, quasi un corpo a parte per gli altri. » Spiega Pulici.
    Simbolico della dolce atmosfera laziale : durante una trasferta a Milano contro l’Inter, Chinaglia si disinteressa del gioco, fa uno sprint rapido verso il suo compagno D’Amico e lo aggredisce con un calcio al sedere, come Cantona. Motivo ? nessun motivo, solo i nervi.
    Ma il peggio accade durante gli allenamenti.
    « Non facevamo quasi mai allenamenti fisici, nessuna seduta tattica, solo partitelle. Maestrelli ci provocava, aspettava che cominciassimo a insultarci negli spogliatoi, poi distribuiva i fratini ci mandava a giocare gli uni contro gli altri. Era violento, molto più che in campionato. In confronto, la domenica, ci sembrava di giocare delle partitelle amichevoli. », racconta Luigi Martini.

    Nei fatti, nell’anno successivo alla promozione la Lazio si impone come lo spauracchio della serie A. In lotta per lo scudetto fino all’ultima giornata, la squadra finisce soltanto terza, grazie a una difesa di ferro e una capacità mai vista prima di intimidire gli avversari. Un giorno che la Lazio sta perdendo contro il Verona per 1 a 0 in casa, Maestrelli ordina ai suoi di restare in campo durante l’intervallo, braccia conserte, ognuno al suo posto mentre i Veronesi si riposano negli spogliatoi. Davanti a questa situazione, il pubblico impazzisce. Al ritorno in campo, i Veronesi impotenti sono letteralmente massacrati e subiscono 4 gol in 45 minuti. « Eravamo pazzi e rendevamo i tifosi pazzi » riassume Felice Pulici.
    In Coppa Uefa, i laziali utilizzano la stessa ricetta. Nel novembre del 1973 il numero 11 della Lazio sfoga i nervi sui giocatori dell’Ipswich Town aggredendoli finanche nello spogliatoio, prendendo 3 anni di squalifica europea (ridotta a un anno in appello). Tre anni prima, nel 1970, i laziali si erano già scontrati con i Roastbeef (nomignolo assegnato dai francesi agli inglesi ndt), dell’Arsenal stavolta. « I dirigenti della Lazio ci avevano offerto dei borselli in cuoio, qualcuno di noi aveva trovato questo regalo un po troppo effemminato, Offeso un giocatore della Lazio prese un borsello e lo getto’ in faccia a Bob McNab, giocatore dell’Arsenal , poi gli afferro’ un orecchio e stritorarlo in ogni senso. Due minuti dopo il ristorante romano in cui ci trovavamo si era trasformato in una zona di guerra » racconta John Roberts, difensore dell’Arsenal.

    Inevitabilmente, la Lazio diventa la squadra più detestata d’Italia. Bisogna dire che, oltre a fare casino sui campi di tutta Italia, molti giocatori romani, Petrelli, Chinaglia, Wilson, Petrelli, Oddi, Martini, si dichiarano pubblicamente politicamente vicini all’MSI, mentre gli altri preferiscono dichiararsi più genericamente di destra. « Avevamo il gusto della provocazione. All’epoca il PCI era la principale forza politica in Italia. Avere convinzioni diverse da quelle difese dalla sinistra era considerato quasi un tabu’. Allora quando un giornalista, in periodo elettorale, ci ha domandato per chi votavamo , gli abbiamo risposto che eravamo fascisti » spiega Luigi Martini.
    Veramente divertente.
    Ma vero, purtroppo.
    Perché Martini non aveva soltanto il gusto della provocazione sviluppato, finita la carriera é diventato pilota di linea poi deputato dell’MSI (« ho sempre avuto un’ammirazione per i paracadutisti » racconta oggi per chiarire il suo percorso politico). Pulici, che si é ritrovato anche lui su una lista elettorale di centro-destra senza essere eletto, avanza argomenti più sociologici : « Eravamo il riflesso di un’epoca, un’epoca violenta, quasi di guerra civile. Non c’era stato in Italia un maggio 68 per far sfogare tutto questo, come voi in Francia. Da noi, negli anni 70, le posizioni si sono radicalizzate. Una lenta deriva verso l’estremismo. Bisognava scegliere da che parte stare. Quindi le pistole servivano anche per difenderci, perché avevamo paura di farci rapire dalle Brigate Rosse, che cominciavano a organizzarsi ».
    Il vero pericolo rosso, in fondo, verrà dai tifosi romanisti che, la vigilia di un derby si ritroveranno sotto le finestre dell’hotel L’Americana dove i laziali sono in ritiro.
    Divertiti, eccitati o fragili, non lo sappiamo, i giocatori laziali aprono il fuoco, ma non colpiscono nessuno.

    Sul campo, la magia non durerà a lungo. Dopo il secondo posto del 1973, lo scudetto del 74, la Lazio scende al 5° posto nel 75, prima di rientrare nei ranghi definitivamente la stagione successiva, con un misero 13° posto.
    Troppo rapidi, troppo in alto, troppo forti, i giocatori della Lazio cadono a terra cosi’ velocemente come erano saliti in alto.
    « Abbiamo vinto subito, ma poco. A che pro ? Non eravamo calciatori nel senso professionista del termine. Fare il mestiere di giocatore con un’altra maglietta che quella della Lazio non ci interessava veramente », spiega Luigi Martini. Come un gruppo rock che decide di sciogliersi dopo due album formidabili, i membri della squadra si sparpagliano a grande velocità : Chinaglia parte ai Cosmos di New York per rovinare la fine della carriera di Pelé, seguito da Wilson, mentre Frustalupi passa al Cesena e Martini smette rapidamente per mettersi ai comandi di un aereo Alitalia. Per conto suo, Tommaso Maestrelli, ucciso da un tumore, porta nella tomba i suoi strani metodi di lavoro il 2 dicembre 1976, mentre la Juve cominciava a corteggiarlo. Stupida la vita a volte.
    Questa maledizione originale non ha mai smesso di perseguitare i giocatori di quella squadra : Frustalupi é morto in un incidente stradale nel 1990, Wilson si é fatto sospendere per 3 anni nel 1980 in seguito allo scandalo del totonero, Chinaglia é ricercato dalla polizia per i suoi legami mafiosi, e Pulici si é ritrovato in mezzo allo scandalo dei falsi passaporti di Juan Sebatsian Veron, alla fine degli anni 90. In quanto all’ angelo biondo Re Cecconi, l’ultima cosa che vide del mondo fu una gioielleria romana. Entrato il 18 gennaio 1977 poco prima della chiusura nel negozio di Bruno Tabocchini, il biondo punta un dito nella tasca del suo giaccone e grida « mani in alto, é una rapina ! » Il tempo di fare il duro davanti ai suoi amici e di scoppiare in una risata, ha già una pallottola nello stomaco. Mezz’ora dopo era morto.
    E con lui quegli strani anni 70.

    Stadio Olimpico di Roma, sponda biancoceleste, correva l'anno 1975(ben prima del diluvio di acqua minerale ...) dai racconti del compagno Solier

    http://www.youtube.com/watch?v=Xfb8Nayd6hA

  5. #555
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    Livorno - ASRoma 2009/2010
    "fatto" alle BAL?
    "chi è sicuro del valore della propria causa non sente il bisogno della sua vittoria: il valore della causa ne segna già il trionfo"

  6. #556
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da sandro.mcm Visualizza Messaggio
    Amarcord...anni '70 S.S.Lazio!
    (...)
    Stadio Olimpico di Roma, sponda biancoceleste, correva l'anno 1975(ben prima del diluvio di acqua minerale ...) dai racconti del compagno Solier

    http://www.youtube.com/watch?v=Xfb8Nayd6hA
    Avevo già letto.. ma gran bel contributo.
    Citazione Originariamente Scritto da peter from milan Visualizza Messaggio
    "fatto" alle BAL?
    Le BAL mi sa che si son sciolte da un po'.. comunque sì, regalato dai livornesi.

  7. #557
    gira così
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Per come la vedo io la più bella Sud che sia mai esistita..
    I primi ASRU.. (Opposta, Vecchia Guardia, SAG, Monte Verde, ASR Mods..) quanta roba.


    Ed: le spie fanno un gesto apprezzabile.
    Ultima modifica di Leone; 24-02-11 alle 23:02

  8. #558
    Anti-terronismo militante
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Una chicca per pochi intimi veramente (o per gli amanti del genere):

    Rimanendo in tema gheddafi voglio vezzeggiarvi con una perla presa qui, in memoria dei bei tempi:

    FELLUCCIO L'ATROCE ha scritto:
    MI RICORDO IN SERIE C IL COYOTE E U CICC D' CARRASS
    E A ROMA CON GHEDDAFI IN MIMETICA IL 2 NOVEMBRE 1984 DOVE A PIAZZA DEL POPOLO SI CANTAVA: "DAI GHEDDAFI PRENDITI IL SALENTO"

  9. #559
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    forze oscure - Marco Di Vaio 0-2 (giocata ieri)
    Ultima modifica di Canaglia; 27-02-11 alle 18:58
    Passata la buriana facciamo i conti

  10. #560
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    Predefinito Rif: OT: Calcio

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    forze oscure - Marco Di Vaio 0-2 (giocata ieri)
    Goduria.

 

 
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