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Discussione: L'unione fa la forza?

  1. #1
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    Predefinito L'unione fa la forza?

    Premettendo che sono un neoiscritto al forum da sempre schierato a sinistra (intesa come ala progressista, non tanto del parlamento e della politica attuale, quanto di un pensiero politico-culturale che vuole guardare avanti, senza rifarsi a dottrine antiquate ed anacronistche) e che do per scontata l'acquisizione storica di tutti i diritti di stampo liberale (l'uguaglianza in primis -che sia razziale, di sesso, di ceto etc.-), ammetto di essermi molto avvicinato ai movimenti che vengono definiti di "sinistra nazionale".

    Cogliendo informazioni da vari siti e forum politici, ho tuttavia notato quanto essi siano distanti tra loro (ad esempio -senza fare nomi- : certi criticano l'aspetto squadrista e autoritario di alcuni di questi movimenti; altri accusano gli schieramenti più "moderati" di ulteriore settarismo o addirittura di eresia, di tradimento...).

    Al di là di queste reciproche accuse, che secondo me altro non fanno che separare secondo il vecchio concetto del divide et impera le frange extraparlamentari in questione -a mio modo di vedere essenziali per una rinascita del sistema politico- non ho potuto fare a meno di notare che tutti questi movimenti di liberazione nazionale detengono un comune denominatore, fatto di valori e finalità da perseguire tutt'altro che dissimili!
    Molti sono gli aspetti che li accomunano:
    - la lotta al capitalismo e l'appoggio ai paesi che vi si oppongono (es. Russia, Iran, Venezuela, Autorità Palestinese)
    - l'antiamericanismo e l'antisionismo (da non confondere assolutamente con l'antisemitismo -anche i palestinesi sono semiti-)
    - la democrazia diretta (molto spesso intesa come con il concetto di "organicità" -vista come forma democratica che potrebbe maggiormente rispecchiare la volontà popolare rispetto al sistema di rappresentanza attuale-)
    - la lotta al signoraggio e il bisogno di un'economia equa e solidale tra le classi lavoratrici
    - l'eguaglianza sostanziale come impegno diretto dello stato per la tutela dell'interesse generale
    - la laicità dello stato
    - la sovranità monetaria e l'economia poundiana
    - la rappresentanza delle categorie produttive in politica e il sostegno alle forze sindacali e ad un sistema neocorporativista (non necessariamente di carattere fascista!)

    etc.

    Io dunque mi chiedo, perché questi movimenti antagonisti al sistema politico attuale non provano in qualche modo ad uniformarsi, prendendo in considerazione tutti gli aspetti comuni senza litigare tra loro? (non parlo di cartelli o coalizioni politiche, bensì di ribellione di massa)
    Credo che l'unione possa ancora fare la forza e che ci sia bisogno di unirsi per combattere un sistema a noi tutti scomodo, senza dover sperare in una vittoria delle Termopili.



    "La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici."
    Charles De Gaulle

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'unione fa la forza?

    CHI SIAMO

    ci stiamo provando.

    in arrivo alte novità nelle prox settimane.

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'unione fa la forza?

    Citazione Originariamente Scritto da seamaster Visualizza Messaggio
    Premettendo che sono un neoiscritto al forum da sempre schierato a sinistra (intesa come ala progressista, non tanto del parlamento e della politica attuale, quanto di un pensiero politico-culturale che vuole guardare avanti, senza rifarsi a dottrine antiquate ed anacronistche) e che do per scontata l'acquisizione storica di tutti i diritti di stampo liberale (l'uguaglianza in primis -che sia razziale, di sesso, di ceto etc.-), ammetto di essermi molto avvicinato ai movimenti che vengono definiti di "sinistra nazionale".

    Cogliendo informazioni da vari siti e forum politici, ho tuttavia notato quanto essi siano distanti tra loro (ad esempio -senza fare nomi- : certi criticano l'aspetto squadrista e autoritario di alcuni di questi movimenti; altri accusano gli schieramenti più "moderati" di ulteriore settarismo o addirittura di eresia, di tradimento...).

    Al di là di queste reciproche accuse, che secondo me altro non fanno che separare secondo il vecchio concetto del divide et impera le frange extraparlamentari in questione -a mio modo di vedere essenziali per una rinascita del sistema politico- non ho potuto fare a meno di notare che tutti questi movimenti di liberazione nazionale detengono un comune denominatore, fatto di valori e finalità da perseguire tutt'altro che dissimili!
    Molti sono gli aspetti che li accomunano:
    - la lotta al capitalismo e l'appoggio ai paesi che vi si oppongono (es. Russia, Iran, Venezuela, Autorità Palestinese)
    - l'antiamericanismo e l'antisionismo (da non confondere assolutamente con l'antisemitismo -anche i palestinesi sono semiti-)
    - la democrazia diretta (molto spesso intesa come con il concetto di "organicità" -vista come forma democratica che potrebbe maggiormente rispecchiare la volontà popolare rispetto al sistema di rappresentanza attuale-)
    - la lotta al signoraggio e il bisogno di un'economia equa e solidale tra le classi lavoratrici
    - l'eguaglianza sostanziale come impegno diretto dello stato per la tutela dell'interesse generale
    - la laicità dello stato
    - la sovranità monetaria e l'economia poundiana
    - la rappresentanza delle categorie produttive in politica e il sostegno alle forze sindacali e ad un sistema neocorporativista (non necessariamente di carattere fascista!)

    etc.

    Io dunque mi chiedo, perché questi movimenti antagonisti al sistema politico attuale non provano in qualche modo ad uniformarsi, prendendo in considerazione tutti gli aspetti comuni senza litigare tra loro? (non parlo di cartelli o coalizioni politiche, bensì di ribellione di massa)
    Credo che l'unione possa ancora fare la forza e che ci sia bisogno di unirsi per combattere un sistema a noi tutti scomodo, senza dover sperare in una vittoria delle Termopili.



    "La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici."
    Charles De Gaulle


    I diritti "liberali" non sono altro che il frutto perverso della massoneria e dell'alta finanza, noi, tali aberrazioni, le lasciamo volentieri alle pecore sub-umane che belano all'ordine dei propri pastori.

    Non esiste una sinistra o una destra "nazionale" poiché tali idee non operano per il bene delle nazioni, ma per accrescere il potere di chi controlla tali concetti, i quali sono assolutamente superati ed inutili, dato che fino ad oggi hanno solo distrutto l'occidente (in particolare il nostro paese).
    Noi siamo SOCIALISTI NAZIONALI, il nostro è il socialismo inteso ad una nazione che è l'Italia racchiusa in un continente che è l'Europa.
    Noi siamo contro l'internazionalismo e l'orrore che ha rappresentato e che rappresenta.

    Noi siamo il sangue che combatte contro l'oro, noi ci battiamo contro l'usura.

    Noi non siamo corporativisti, ma per la più profonda socializzazione che renda i lavoratori partecipi alla divisione degli utili.

    Noi siamo profondamente statalisti, con uno Stato inteso come organico, non come ente burocratico ed oppressivo.


    Questo per fare chiarezza in merito.
    Al momento siglette e organizzazioni intese come enti politici da presentare all'elettorato sarebbero inutili, questo perché significherebbero solo le cifre da prefisso telefonico dei partiti d'area.
    Per il momento dobbiamo riprenderci la gioventù facendogli capire le nostre ragioni, poiché se il popolo non capirà, se non gli faremo capire dove sta il marcio, non otterremo mai nulla.
    Ultima modifica di Majorana; 22-01-11 alle 23:57
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    Gli umori corrodono il marmo

  4. #4
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    Predefinito Rif: L'unione fa la forza?

    Per diritti di origine liberale intendo tutte quelle libertà che ci permettono di vivere in uno Stato sociale (e credo che su questa forma di Stato si basino tutti i movimenti di socialismo nazionale/sinistra nazionale/destra sociale -come dir si voglia- e che non propugnino affatto per forme autoritarie e/o totalitarie!)
    Parlo di libertà personale (e morale), libertà di espressione, libertà di stampa, libertà di associazione, diritto all'abitazione, alla proprietà privata etc. etc.
    Liberalismo e liberismo economico sono due concetti ben differenti!
    Le libertà sono insite nella nostra storia, nella nostra Costituzione...
    Credo che la parola "nazionale" in questo movimento debba indicare un attaccamento ai valori dell'essere italiani ed europei in primis.

    Detto questo, spero di non essere frainteso, anche perché apprezzo ed ammiro le vostre (ormai mie) idee, soprattutto in campo economico e sociale; e mi auguro che non venga più fatta, anche ad onor del post di apertura, di tutta l'erba un fascio.



    "La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici."
    Charles De Gaulle

 

 

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