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Discussione: Operazione Craxi

  1. #1
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    Unhappy Operazione Craxi

    Ormai soltanto gli imbecilli non riescono a vedere il nesso tra l'operazione "assassinio pilotato " Craxi " con quanto stia avvenendo nel nostro Paese da 17 anni in qua. Gli squallidi personaggi sono sempre gli stessi : comunisti (ieri Pci-Pds oggi Pd) e magistratura dei Robespierre di Milano (oggi sede di bordellame).

    Abbiamo avuto modo di constatare che l'operazione "mani insanguinate" fu ideata dai comunisti in combutta con i Robespierre della Procura di Milano . Tale operazione oltre a destabilizzare il Paese fu causa di numerosi "suicidi " di quelli con la pistola puntata alla tempia .

    Volutamente qualche tempo addietro ci fu l'abolizione dell'articolo 68 della Costituzione voluto fortemente dai padri costituenti al giusto fine di non far prendere il sopravvento della magistratura snei confronti del Parlamento e del governo .... e tutti caddero nel tranello dei buzzurroni rossi del PCI con la complicità di Napolitano all'epoca Presidente della Camera ... tutto ben architettato .

    Ma stavolta sarebbe proprio da coglioni cadere nello stesso tranello , Berlusconi si dia da fare per mettere in riga questa feccia di magistratura ed i suoi padroni comunistoidi , varando al più presto la tanto agognata riforma della magistratura


    L'editoriale
    Operazione Craxi


    Ieri, oggi e domani di Berlusconi: gli stessi personaggi che fecero cadere Bettino lavorano contro il premier. Ci sono dei segnali che vanno colti per comprendere il clima che si sta creando e il tragitto che prenderà questa storia.


    Bettino Craxi Qualche anno fa Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, pronunciò una frase che a qualcuno sembrò iperbolica: «Stanno preparando la nostra piazzale Loreto». Quella del Fidel era una voce dal sen fuggita, un timore che veniva dal profondo, un dettato del sesto senso di un uomo colto, forgiato dalla praticaccia della vita.


    Molto tempo dopo, siamo al redde rationem, alla battaglia finale tra Silvio Berlusconi e la magistratura e la «piazzale Loreto psichedelica» di cui parlava Confalonieri si sta materializzando in un processo mediatico-giudiziario che prevede un solo finale: l’impiccagione del Cavaliere.


    Ci sono dei segnali che vanno colti per comprendere il clima che si sta creando e il tragitto che prenderà questa storia. Uno l’ho ricordato ieri: un gruppo di sostenitori del «popolo viola» che si riunisce di fronte al carcere di Rebibbia, a Roma, per festeggiare con i cannoli siciliani l’ingresso in carcere dell’ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro. Un altro episodio significativo è la gazzarra con lancio di monetine scatenata a Lissone da alcuni manifestanti che protestavano contro l’intitolazione di una piazza a Bettino Craxi. Sono due schegge incandescenti del magma anti-berlusconiano, un intruglio di qualunquismo e giustizialismo senza cultura.


    Le monetine. Craxi. Proprio nei giorni in cui si commemora la morte dell’ex segretario del Psi, dobbiamo tornare a quel 30 aprile 1993. Bettino esce dall’Hotel Raphael, vicino a Piazza Navona. I manifestanti lo sommergono di fischi e lanci di lirette sonanti. È la metafora della fine della Prima Repubblica che, paradossalmente, apre le porte all’era Berlusconi.


    «L’operazione Craxi» è in corso, i pezzi sulla scacchiera sono in rapido movimento. A Repubblica, unico soggetto davvero intelligente e con una reale forza nel mondo della sinistra, l’hanno capito e cercano - giustamente, dal loro punto di vista - di liquidare il grigio e inetto Pierluigi Bersani per tornare, via benedizione di Eugenio Scalfari, a una leadership spendibile, quella di Walter Veltroni. Riusciranno nell’impresa di far fare a Silvio la fine che fu di Bettino? Certo è il fatto che la sfilata di maschere che oggi chiede al Cavaliere di andarsene con ignominia è la stessa che chiedeva al «Cinghialone» di dimettersi, di andare dai magistrati e finire i suoi giorni ai ceppi.


    Il flash back è una carrellata impressionante, molto istruttiva, su ciò che accadde ieri e quel che sarà il nostro domani.



    Gianfranco Fini

    Il presidente della Camera ha deliziato la sua destra immaginaria con questa frase: «Il buon nome dell'Italia da qualche tempo a questa parte viene sottoposto a dure critiche per comportamenti di chi l'Italia la rappresenta». Sbaglia Fabrizio Cicchitto a commentare così la sortita del capo di Fli: «Credevamo che fosse una dichiarazione di Di Pietro, invece è una dichiarazione di Ganfranco Fini». In realtà non vi è nessuna stranezza, Fini il 22 gennaio del 2011 è tornato a vestire i panni di quel che era il 30 aprile del 1993: un forcaiolo. Mentre Craxi usciva dal Raphael, Fini allora erede di Almirante e segretario del Movimento Sociale Italiano, in quelle ore teneva una conferenza stampa per dire che non si poteva tenere più in vita quel Parlamento. Stava esattamente dove si ritrova oggi: con Di Pietro. Il retroterra culturale - parola grossa - di Fini è questo, non a caso oggi si ritrova in squadra un Granata qualunque e non prova alcun imbarazzo. Come ricorda Edoardo Crisafulli nello splendido volume "Le ceneri di Craxi" (Rubettino Editore) «c'è una perfetta congenialità tra giustizialismo e post-fascismo».


    Antonio Di Pietro

    Tonino è il motore di tutto. Di ieri, oggi e anche di domani. Non è al volante, ma la cinghia di trasmissione, l'iniezione e i pistoni sono roba made in Montenero di Bisaccia. Fu la sua azione quando era sostituto procuratore a Milano ad avviare la stagione di Mani Pulite. Fu lui a dare più credibilità politica a un pool di Mani Pulite (non scioperò mentre gli altri magistrati stavano a casa) con la trazione integrale a sinistra. Fu lui a liquidare Craxi. Fu lui a dimettersi dalla magistratura per continuare la guerra giudiziaria con altri mezzi, cioè quelli della politica.

    Di Pietro è un personaggio complesso, non lo si può dipingere in modo manicheo, è piuttosto lo snodo di molti eventi, un uomo per niente banale, può litigare con la sintassi ma è capace di mettere insieme pezzi di un puzzle molto complesso. Ha demolito il sistema e su quelle ceneri ha costruito non un semplice soggetto politico, ma un mondo parallelo che sta tritando quel che resta dei partiti.


    Walter Veltroni

    Ai tempi di Mani Pulite era il direttore dell'Unità. Muoveva già i fili e studiava da affabulatore e leader del centrosinistra. Il suo giornale martellava Bettino e lavorava per spandere in lungo e in largo il verbo delle procure della Repubblica. Su Veltroni ha ragione Scalfari: «Possiede un "in più" che nessuno degli altri ha: è capace di evocare un sogno». In questo Walter è il più berlusconiano di tutti, ma anche (ops!) l'unico capace di affermare che «si poteva stare nel Pci senza essere comunisti. Era possibile, è stato così». Uno che può stare in un partito che crede nel socialismo reale, vota per quello ma pensa ad altro. Dirigeva il giornale che voleva la fine di Bettino ma poi affermò: «Craxi interpretò meglio di ogni altro uomo politico come la società italiana stava cambiando». Commovente. Farà il narratore pubblico di Utopia ma sarà costretto a lanciare un altro nome per Palazzo Chigi.


    Eugenio Scalfari

    Un fuoriclasse. Ieri su Repubblica ha dato il la al prossimo concertone della sinistra. Ha affondato Bersani e baciato in fronte Veltroni. Solitamene queste operazioni con il suo placet finiscono male, ma non ci sono dubbi che Eugenio resti il padre nobile delle manovre più affascinanti. È sopravvissuto a tutto, ha visto morire Bettino, naufragare Andreotti, finire nel dimenticatoio De Mita, evaporare uno ad uno tutti i suoi miti (fascisti, radicali, liberali, repubblicani, socialisti, democristiani, democratici). Lui resta, sempre. La caduta di Berlusconi sarà il compimento dell'opera omnia.


    Massimo D'Alema

    Era capogruppo del Pds ai tempi delle monetine contro Craxi. Partecipò alla demolizione del leader del Psi poi, magnanimo, qualche anno dopo disse che visto che era in fin di vita, che lui «non aveva nulla in contrario a un ricovero in Italia». Come tante delle cose dalemiane, le sue parole furono un rintocco a morto. Vuole il presidente del Consiglio al Copasir per parlare del lettone di Putin. Anche nel caso di Berlusconi, dirà qualcosa di riformista quando non servirà più a nessuno. Nemmeno a lui.


    Giorgio Napolitano

    Era presidente della Camera ai tempi di Mani Pulite. Sotto il suo sguardo fu demolito l'articolo 68 della Costituzione, quello che i padri della Carta fondamentale avevano previsto per evitare il dispotismo della magistratura nei confronti della politica. Terza carica dello Stato allora, oggi è la prima. Dalla presidenza della Repubblica fa quello che faceva ieri: osserva quel che accade.


    Ce la farà Berlusconi a superare tutto questo? Quel che oggi è chiaro è lo scenario: il 14 dicembre scorso Fini scatenò la fanteria per far cadere il Cavaliere. Ha dovuto battere in ritirata. Fallito l'assalto dei fanti, è partito quello della cavalleria corazzata. Bisogna solo vedere se la potenza di fuoco contro il premier è tutta qui o nella Santa Barbara c'è davvero un'arma mediatica capace di portare al successo «l'operazione Craxi».

    Vai alla homepage

    Mario Sechi

    24/01/2011



    Il Tempo - Politica - Operazione Craxi


    hefico:
    Ultima modifica di miluna; 25-01-11 alle 09:27
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    Orpheus, io non sono intelligentissimo ma quanto tu asserisci lo vado ripetendo fin dai tempi delle monetine al san rafael.
    Ultima modifica di yure22; 24-01-11 alle 12:04

  3. #3
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    Le monetine che qualcuno senza dignità avrà raccolto e si sarà messo in tasca per comprarsi il "vestitino" nuovo, buono per tutte le occasioni.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    Citazione Originariamente Scritto da Mariox Visualizza Messaggio
    Le monetine che qualcuno senza dignità avrà raccolto e si sarà messo in tasca per comprarsi il "vestitino" nuovo, buono per tutte le occasioni.
    Dici? Credevo che avessero comperato con quelle il campo del vasaio per farci un cimitero per i giustiziati di mani pulite.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    Mario Sechi più passa il tempo e più si sta dimostrando un ineccepibile e realista analista politico. Grande giornalista, di quelli che non si limitano a copincollare inutilmente i verbali delle procure, le intercettazioni ILLEGALMENTE uscite (e probabilmente illegalmente fatte) ma di quelli che invece riesce a cogliere i FATTI VERI, ha il materiale culturale e intellettivo per analizzarli e quindi spiegarli alla gente. Insomma quello che ogni vero giornalista dovrebbe saper fare. Il tutto senza diventare un capo ultras come certi scribacchini annozerati e uffici stampa delle procure.

    Grande Sechi.
    Ultima modifica di maeda; 24-01-11 alle 18:13
    Difendi il Crocefisso
    Croce:"Il governo degli onesti? Un'utopia per imbecilli. L’onestà politica non è altro che la capacità politica"
    Forleo:"Strapotere dei Pm, sì a carriere separate"
    Falcone:"Mafia: non esistono terzi livelli di alcun genere"

  6. #6
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    Pienamente d'accordo con Orpheus, Yure e altri su tali posizioni.

    E' il loro tanto amato "metodo sinistra": distruggere il loro nemico politico con tempeste giornalistiche e giudiziarie create ad arte, senza una prova certa di nulla ma solo con le loro malignità e insinuazioni. Tempeste che poi vengono ultra-pompate dai soldatini in rete e in ogni altro luogo, 24 ore su 24.
    Ci hanno fatto fuori la Dc e il Psi; ci hanno fatto fuori Mastella perché cercava di portare al centro il governo Prodi.
    Ci provano da anni con Berlusconi e il PDL.
    loro non si fermeranno mai, sono persone che hanno una religione politica, e questa religione gli dice che il regno delle meraviglie ci sarà solo quando avranno abbattuto tutti i criminali ovvero i loro nemici politici.
    Ultima modifica di QUINTO; 24-01-11 alle 19:13
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  7. #7
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Orpheus, io non sono intelligentissimo ma quanto tu asserisci lo vado ripetendo fin dai tempi delle monetine al san rafael.
    a lanciarle c'erano anche missini e leghisti. Forse pure orpheus, dato che all'epoca era lui quello che votava Fini :gluglu:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    mentre a noi tempestano le orecchie con le ipotetiche sconcezze del berlusca, il suo eterno rivale, La prode mortadella, sta allineando l'italia tra i nemici di israele...

    Ragion per cui, se va in porto il superribaltone, noi ci troveremo a sostenere l'aggressione islamica e più precisamente iraniana contro lo Stato d' Israele...

    Purtroppo alla casa bianca c'è un filoislamico....

  9. #9
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    non vi dice nulla il fatto che ci fosse al Lingotto un'osservatore americano, e precisamente il bravo Gary Hart ?

    Non sarebe stato un cattivo presidente, certo meglio del filoislamico Obama, ma fu colto in flagrante con la segretaria sulle ginocchia, qualche decennio fa....

  10. #10
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    Predefinito Rif: Operazione Craxi

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    a lanciarle c'erano anche missini e leghisti. Forse pure orpheus, dato che all'epoca era lui quello che votava Fini :gluglu:

    E' vero. Quel giorno c'erano alcuni Missini e sicuramente molti leghisti apprezzarono. Ci sono da fare comunque dei distinguo. La componente di "sinistra" del vecchio M.S.I e molti cani sciolti, come il sottoscritto, non condivisero per niente quell'attacco vigliacco, dettato più che altro da un martellamento mediatico che non lasciava spazio alla ragione. Inoltre, a distanza di molti anni, gli stessi uomini che un tempo furono "nemici" di Craxi non hanno avuto problemi nel riconoscere l'elevata statura politica del leader socialista, al punto di definirlo uno dei più grandi statisti Italiani. I suoi amici, i "compagni" che divisero con lui poche lotte ma tanta notorietà, invece, non hanno esitato un solo istante a rinnegare e a prendere le distanze da Lui. Mi sembra una differenza di non poco conto. Chi è peggio? Il nemico che ti da l'onore delle armi e riconosce i propri errori ed i tuoi meriti o l'"amico" che ti usa, ti sfrutta, vive alle tue spalle e appena gliele giri ti pugnala?
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

 

 
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