Giovedì 28 Maggio 2009 – 13:20 – Daniel W. Michaels
In un manoscritto di un giovane statunitense la verità sulle responsabilità per lo scoppio del conflitto in Polonia nel settembre 1939
David Leslie Hoggan, autore di “The Forced War” ed altri lavori, è nato a Portland, Oregon, il 23 marzo 1923. Harry Elmer Barnes definì “Forced War” in tal modo: “Nella sua forma attuale, esso non solo costituisce il primo studio approfondito sulle responsabilità della II Guerra Mondiale in qualsiasi lingua, ma è probabile che resti il lavoro revisionista definitivo sull’argomento per molti anni”. Diversi scritti storici del Dr. Hoggan sono apparsi solo in tedesco, incluso “Der Unnoetige Krieg” (La guerra non necessaria), pubblicato nel 1976 (l’ombra di Hoggan deve rallegrarsi nel sapere che Patrick Buchanan ha intitolato il proprio libro sulle cause della II G.M. “Churchill, Hitler e la guerra non necessaria”)
Se i nemici della libertà accademica e libertà di stampa avessero avuto la meglio al 100% nella notte del 4 luglio 1984 (quando fecero esplodere una bomba negli uffici dello Institute for Historical Review), non sarebbe rimasto niente dei lavori di centinaia di ricercatori che proiettano nuova luce su aspetti chiave della Seconda Guerra Mondiale, il più importante dei quali era la risposta alla domanda su chi fu responsabile per lo scoppio della guerra in Polonia nel settembre 1939. Fortunatamente, i resti bruciacchiati di un libro scritto per rispondere a quella domanda fu salvato.
Era il manoscritto in Inglese di un giovane americano studioso laureato a Harvard, David Leslie Hoggan, che ricevette il suo dottorato di ricerca a Harvard in storia diplomatica nel 1948, non troppo lontano dalla guerra. La sua dissertazione, che chiamò “Quando fallì la revisione pacifica”, tratta delle relazioni germano-polacche nel periodo di intervallo [fra le due guerre] (1935-1940) e, come il titolo suggerisce, descrive l’abbandono della politica di “Appeasement” che era sta adottata da Neville Chamberlain per rettificare alcune delle ingiustizie punitive imposte alla Germania nel Trattato di Versailles.
A causa degli avvenimenti successivi e delle critiche della stampa, il termine “appeasement” ha assunto un significato completamente diverso da quello originale. “Appeasement”, usato nelle dichiarazioni inter-belliche da Chamberlain, significava semplicemente che il governo britannico intendeva intraprendere un approccio conciliativo verso le lamentele riconosciute valide per correggere le ingiustizie del Trattato di Versailles. L’omonimo di questa Rivista, Harry Elmer Barnes, uno storico americano di primo piano del XX secolo e personalità fondante del Revisionismo storico, con Charles Beard, Charles Callan Tansill ed altri eminenti storici dell’epoca (tutti contrari alle politiche nazionali ed estere di Roosevelt), fu così favorevolmente impressionato dalle ricerche del giovane Hoggan da suggeririrgli di trasformare le sue ricerche in un libro e metterlo in circolazione. Barnes definiva il Revisionismo come la cultura per sfidare e rifiutare la narrativa della storia ufficiale promulgata dalla stato e dalle élite. Hoggan aderì con convinzione.
All’inizio gli Editori americani si tennero lontani dal poderoso tomo, considerando un affare rischioso la pubblicazione del lavoro erudito di 900 pagine. Gli Editori tedeschi, d’altra parte, e precisamente per ragioni simili a quelle che le loro controparti americane consideravano problematiche, tradussero il libro in tedesco e lo pubblicarono nel 1961 con il titolo “Der erzwungene Krieg” che incontrò un successo considerevole presso i lettori tedeschi, con 13 riedizioni. Finalmente, nel 1989, dopo che gli editori americani scelsero di non pubblicare l’opera altamente controversa, lo “Institute for Historical Review” pubblicò il lavoro di Hoggan in Inglese con il titolo “The Forced War: When Peaceful Revision Failed” (1). Hoggan chiamò “Imposta” la guerra nel senso che non sarebbe mai dovuta avvenire.
Due libri simili sulle cause della Seconda G.M. debbono essere citati perché entrambi rafforzano ed espandono il lavoro pionieristico di Hoggan. Essi sono il libro di A.J.P. Taylor “The Origins of The Second World War” (2), scritto contemporaneamente a quello di Hoggan, e quello di Patrick J. Buchanan “Churchill, Hitler and the Unnecessary War” che è appena comparso nelle librerie ed ha il vantaggio di mezzo secolo di ricerche.
La tesi base del libro di Hoggan era rivoluzionaria per quei tempi e questo spiega il grande successo del lavoro di Hoggan in Germania e respinta invece con forza in Inghilterra ed in America. Hoggan ebbe la audacia di ipotizzare che la ambigua diplomazia britannica praticata da lord Halifax fu di gran lunga più responsabile del conflitto che le azioni di Hitler.
Era stata la Gran Bretagna, dopo tutto, a dichiarare guerra ufficialmente alla Germania in entrambi i conflitti, che invece i tedeschi avevano cercato apertamente e disperatamente di evitare.
I tedeschi erano comprensibilmente lieti di vedere uno storico americano, poco dopo la guerra, tentare di addossare la colpa per la guerra agli inglesi. Fin dal processo di Norimberga la Germania era sta ingiustamente accusata della responsabilità totale per la guerra così come lo era stata per la Prima Guerra Mondiale. Un altro aspetto delle qualifiche di Hoggan era che il giovane americano aveva una buona conoscenza non solo di tedesco ma anche di polacco – la Polonia essendo l’oggetto della disputa di frontiera. Per anni troppe storie della guerra erano state scritte in inglese da individui che non erano in grado di consultare fonti primarie. Hoggan, diversamente dalla più gran parte degli storici occidentali, metteva in rilievo i maltrattamenti di quei milioni di Tedeschi sottoposti al dominio polacco e céco dai vincitori a Versailles. L’ambasciatore britannico in Germania, Neville Henderson, confermò i maltrattamenti, mentre quello in Polonia, William Kennard, li negò (Hoggan, 500).
Essenzialmente lo schieramento dei belligeranti in entrambe la prima e la seconda guerra fu quasi lo stesso, anche se l’Italia ed il Giappone avevano cambiato campo. Il cerchio di stati essenzialmente imperialisti (Gran Bretagna, Russia, Francia, Belgio) che controllavano all’epoca gran parte del mondo era opposto alle potenze centrali continentali, soprattutto Germania, Austria, Ungheria. Questa situazione di stallo conteneva spunti di Atene contro Sparta: potenze marittime ed aeronautiche contro potenze terrestri; e nazioni povere contro quelle ricche.
La risposta alla domanda sulla colpa della guerra è di estrema importanza causa le loro conseguenze irreversibili. Dopo trent’anni di lotta fratricida restava poco della vecchia civiltà europea. Un’Era di storia caratterizzata da valori nazionali (retaggio, tradizioni, lingua, storia, patria) era stato bruscamente troncato. Nazioni-stato sarebbero state rimpiazzate dalla globalizzazione.
Il Dr. Hoggan sostiene che nel periodo 1933-1938 gli inglesi fattivamente ed apertamente seguivano una politica di revisione pacifica delle previsioni più onerose del Trattato di Versailles. Nel 1935, per esempio, gli inglesi consentirono l’accordo navale anglo-germanico; nel marzo 1936 né Anthony Eden né Lord Halifax obbiettarono sulla rioccupazione germanica della Renania e non la considerarono come una violazione del Trattato di Locarno. Per l’Anschluss nel marzo 1936 i dirigenti britannici non mostrarono particolare nervosismo; e nel settembre 1938 alla Conferenza di Monaco l’Inghilterra si disse d’accordo che i Tedeschi dei Sudeti dovessero tornare alla madre patria. Peraltro, la Gran Bretagna non aveva obblighi territoriali ed aveva scarsi interessi nell’Europa Orientale ai primi del 1930.
La Germania, desiderosa di incontrare l’Inghilterra a mezza via, fu veramente modesta nel suo programma di desiderate correzioni territoriali in Europa. Hitler avrebbe rinunciato all’Alsazia-Lorena, Eupen-Malmedy, il Nord Schleswig, Sud Tirolo, la Slovenia austriaca, Poznan, la Prussia occidentale polacca, la Slesia orientale del nord ed altri territori precedentemente sotto l’Impero germanico nel 1914 (Hoggan, 292).
L’acquietamento o revisione pacifica procedeva rapidamente mentre la Germania si sollevava dal suo stato di paria impostole da Versailles per riprendere il suo posto predominante nel continente. Entrambi i contraenti sembravano soddisfatti del progresso raggiunto verso la riconciliazione. Tuttavia, quando i propagandisti della guerra in Inghilterra ed in America fecero in modo da distorcere il significato del termine “appeasement” per assumere quello di “codardia” e “resa”, un sentimento di ostilità cominciò a prevalere.
Parlando per il primo ministro Chamberlain, Lord Halifax disse esplicitamente a Hitler che “Se gli effetti a lungo raggio dell’inquietudine si potessero evitare, tutti i risentimenti della Germania rispetto a Versailles si sarebbero potuti risolvere a suo favore” (Taylor, 71).
Estrapolando questo punto, lo storico A.J.P. Taylor continua:
“I commenti di Halifax erano un invito a Hitler a promuovere agitazioni nazionaliste tedesche a Danzica, in Cecoslovacchia ed in Austria, inoltre un’assicurazione che queste agitazioni non avrebbero incontrato opposizione. E neppure queste sollecitazioni vennero dal solo Halifax. A Londra Eden disse a Ribbentrop: “La gente in Inghilterra riconosce che più stretti legami fra Germania ed Austria sono da considerare possibili” (Taylor, p.134).
Hitler, insiste Hoggan, fece ripetuti sforzi di ragionevole riconciliazione con il primo ministro polacco Jòzef Beck rispetto alla richieste della Germania su Danzica, città tedesca sin dal Medioevo. Come all’epoca precedente alla Prima Guerra Mondiale, Hitler non voleva la guerra con Francia ed Inghilterra. In realtà, Hitler cercava di stringere un’alleanza con la Polonia per contrastare la minaccia comunista dall’Unione Sovietica. Il suo sogno più caro, basato sulla sua ideologia, era un’alleanza con la Gran Bretagna in cui l’Inghilterra avrebbe conservato il suo Impero mondiale mentre la Germania avrebbe avuto il controllo sul continente. Questo si sarebbe potuto realizzare solo se la Gran Bretagna avrebbe dato mano libera alla Germania in Europa per distruggere l’URSS. Sfortunatamente, la Gran Bretagna era abbastanza ignara della minaccia che la Russia sovietica poneva al suo Impero.
Era ovviamente vantaggioso per l’Unione Sovietica vedere le nazioni occidentali distruggersi l’una con l’altra mentre essa utilizzava il tempo per costruire le sue proprie forze, in attesa del momento più opportuno per colpire. Hoggan scrive: “Le tattiche guerrafondaie degli intellettuali filo-sovietici in Gran Bretagna e stati Uniti prima del Patto germano-sovietico avrebbero dovuto costituire un avviso. Il desiderio personale di Maxim Litvinov per una guerra fra la Germania e le potenze occidentali era chiaramente un suggerimento che tale guerra sarebbe potuta essere vantaggiosa per l Comunismo e nefasta per le altre potenze. Non vi era giustificazione entrare in guerra per il governo conservatore perché il Comunismo ed i suoi sodali lo desideravano” (Hoggan, p.604).
Gli avvenimenti in seguito all’Accordo di Monaco del 30 settembre 1938 furono inaspettati sia da Hitler che dal resto del mondo. L’intera costruzione artificiale cecoslovacca, inventata a Versailles, cadde in pezzi. Le truppe tedesche occuparono Praga, la Boemia e la Moravia; e la Slovacchia fu dichiarata protettorato tedesco. Nell’ottobre 1938, poco dopo l’assunzione del controllo sulla politica estera di Chamberlain, la Gran Bretagna si irrigidì. Il 31 marzo 1939 il Primo Ministro Chamberlain, dopo consultazioni con Halifax, in un discorso alla Camera dei Comuni, diffuse la sua garanzia di guerra alla Polonia:
“Debbo ora informare la Camera che nel caso di un atto che chiaramente minacciasse l’indipendenza polacca e se il governo polacco considerasse vitale la resistenza con le sue forze nazionali, il governo di Sua Maestà si considererebbe legato a fornire al governo polacco tutto l’appoggio in suo potere. Esso ha fornito assicurazione in tal senso al governo polacco” (Taylor,,211).
Hoggan quindi descrive la rapida successione degli eventi che culminarono nella guerra: il 13 aprile 1939 Chamberlain estese la garanzia di guerra a Romania e Grecia; l’11 maggio Chamberlain disse che se i tedeschi avessero fatto ricorso alla forza a Danzica, ciò avrebbe significato la guerra; l’11 giugno la Gran Bretagna inviò William Strang a Mosca per negoziare un patto con la Russia; il 5 agosto missioni militari britanniche e francesi visitarono Mosca per discutere un’alleanza; ed il 25 agosto gli Inglesi conclusero il trattato di alleanza anglo-polacco (4), che Hitler controbatté con il patto germano-sovietico. Hoggan crede che verso il marzo 1939 un complotto anglo-polacco fosse già stato tramato fra il col. Beck ed il segretario agli affari esteri britannico Lord Halifax per costringere la Germania alla guerra per Danzica.
Hoggan specula sulle cause del brusco cambiamento della politica estera britannica da appeasement a confronto ostile; forse Chamberlain era stato messo in difficoltà dal collasso della Cecoslovacchia e dalla sua politica di pace, o forse il partito della guerra, sotto Churchill, aveva preso il sopravvento nel minare il controllo di Chamberlain sul governo, o forse la Gran Bretagna, dopo la visita dei suoi inviati a Mosca e Washington si sentiva più fiduciosa nell’opporsi a Hitler, o forse era stata una somma di questi fattori. Per giunta, nei tardi anni ’30, le lobbie ebraiche ed inglesi negli Stati Uniti si agitavano contro la Germania a favore di un forte sostegno alla Gran Bretagna. Roosevelt e Winston Churchill entrambi incoraggiavano la Polonia ad ergersi contro la Germania.
Esasperato e preoccupato sulla situazione generale deteriorata, Hitler diede il seguente messaggio al Commissario della Lega delle Nazioni per Danzica, Carl Burckhardt, da passare alla Gran Bretagna:
“Tutte le mie azioni sono dirette contro la Russia. Se l’Occidente è troppo stupido per capirlo, allora sarò costretto a raggiungere un accordo con la Russia, schiacciare l’Occidente e quindi girarmi e concentrare tutta la mia forza contro l’Unione Sovietica. Ho bisogno del’Ucraina in modo che nessuno ci affami di nuovo come nell’altra guerra”(Buchanan 332).
Il 25 agosto, Hitler, per mezzo di Sir Neville Henderson, ambasciatore britannico, inviò un messaggio al primo ministro inglese, proponendogli, dopo che il problema polacco fosse stato risolto, un incontro per intavolare negoziati con il Governo britannico al fine di stringere una alleanza anglo-tedesca, con la quale la Germania si sarebbe impegnata ad usare la sua forza per la protezione dell’Impero britannico. Il 28 agosto Henderson ritornò con la risposta del primo ministro. L‘Inghilterra si mostrava interessata a negoziati, ma solo dopo che il problema polacco fosse stato risolto.
Il 29 agosto la Polonia ordinò misure difensive militari, interpretate da Berlino come mobilitazione. Hitler propose alla Gran Bretagna che la Polonia inviasse un plenipotenziario a Berlino per negoziati. Il 30 agosto Halifax, comunque, telegrafò a Henderson dicendo che la G.B. non poteva chiedere alla Polonia di inviare un plenipotenziario. Il 1° settembre, quando non arrivò nessun plenipotenziario, le forze tedesche invasero la Polonia.
Chamberlain parlò al popolo britannico ed al mondo dicendo che “La responsabilità di questa terribile catastrofe grava sulle spalle di un uomo, il cancelliere tedesco” (Hoggan, 578).
La Gran Bretagna quindi chiese che la Germania ritirasse le sue forze dalla Polonia immediatamente o ne avrebbe sofferto le conseguenze. In risposta, il ministro degli Affari Esteri germanico Joachim von Ribbentrop consegnò la seguente nota a Henderson: “Il governo ed il popolo tedesco rifiutano di ricevere, accettare, e figuriamoci se eseguire richieste della natura di ultimatum avanzata dal governo britannico. Il governo tedesco ed il suo popolo, come la G.B., non intendono dominare il mondo, ma sono determinati a difendere la propria libertà, indipendenza soprattutto la propria vita” ( Hoggan,598-9).
La G.B., la Francia e le loro colonie da quel momento automaticamente dichiararono la guerra alla Germania il 3 settembre. La Seconda Guerra Mondiale era cominciata. Per cui, una disputa localizzata fra tre Paesi, Germania, Gran Bretagna e Polonia crebbe e divenne una guerra globale quando le potenze coloniali, G.B. e Francia coinvolsero le loro colonie ed alleati.
Essenzialmente, Hoggan conclude, la Gran Bretagna stava ripetendo la sua politica della Prima Guerra Mondiale, che era sta presieduta da Sir Edward Grey per impedire alla Germania di divenire la potenza dominante del continente. Nella Seconda G.M. Lord Halifax non aveva intenzione di tollerare un Reich tedesco ancor più prospero ed esercitante l’influenza dell’Impero degli Hohenzollern che Grey aveva contribuito a distruggere nel 1918.
Nei suoi lavori, il Dr. Hoggan spesso si riferisce alla Seconda G.M. come una guerra non necessaria, nel senso che la Germania non minacciava alcuno degli interessi vitali britannici, la Germania non era ostile all’Inghilterra (proprio il contrario), e non vi erano altre dispute di frontiera che non si sarebbero potute risolvere con negoziati o arbitrato.
Nel disperato tentativo ulteriore di fermare la guerra sul fronte occidentale, il Vice di Hitler, Rudolf Hess, volò in Scozia il 10 maggio 1941 nell’ultimo sforzo di presentare proposte di pace al governo britannico. Egli fu arrestato, dichiarato pazzo ed incarcerato a vita.
Una guerra non necessaria, nella quale furono rovinati molti Paesi e milioni di uomini persero la vita in un conflitto criminale.
Gli storici dell’ “Establishment” in Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, che regolarmente fanno un pacco e presentano la storia fabbricata dal Governo e dalle élite del momento, ogni tanto denigrano le scoperte di Hoggan come prive di valore, pseudo storia da dilettanti. Deborah Lipstadt, Lucy Dawidowicz ed altri della stessa cerchia accusano Hoggan di “antisemitismo”, “negatore dell’olocausto” e “neo nazista”.
D’altra parte l’invitto Dr.Hoggan ha ricevuto parecchi premi da società storiche private per la sua cultura, fra cui il Premio Leopold von Ranke della Società per il progresso delle ricerche storiche, il Premio Ulrich von Hutten della Società per il giornalismo libero, ed il Premio dalla Società per i lavori culturali tedesca per la Verità storica.
Tratto da The Barnes Review, Vol XV
traduzione Alfio Faro




